Beppe Severgnini A Londra

(originariamente pubblicato su ItaliaChiamaItalia)

Italiani all’estero, Severgnini a Londra
“Di fronte a una sala gremita da un centinaio di persone Beppe Severgnini ha presentato il 4 febbraio alla LSE su invito della locale associazione studentesca Italian Society la sua interpretazione del successo del Presidente del Consiglio, on. Silvio Berlusconi.
di Maurizio Morabito, corrispondente di ItaliachiamaItalia da Londra

Il titolo della presentazione (tutta in inglese, per una volta!) era gia’ tutto un programma: «Signor B: An Italian Mirror». Il noto giornalista e blogger del Corriere della Sera voleva insomma chiedere a se stesso e ai presenti se il Presidente Berlusconi sia uno specchio dell’Italia e degli italiani. Ma e’ poi andato anche oltre : il leit-motiv della serata e’ stata infatti la « decostruzione » del Presidente del Consiglio per individuare i fattori che spieghino perche’ a dominare la politica italiana degli ultimi sedici anni sia stato proprio un personaggio come Silvio Berlusconi.

Una parentesi e’ doverosa: a chi va spiegato, il motivo del successo berlusconiano? Evidentemente, a chi non lo ha capito…cioe’, alla stragrande maggiorana di chi vota a sinistra, e in special modo di chi vota Partito Democratico. Da questo punto di vista la pur profonda analisi di Severgnini non e’ sembrata aver particolare successo : gran parte dell’audience e’ sembrata divertirsi alle parole del giornalista gia’ corrispondente da Londra per il Giornale ai tempi di Montanelli, ma non c’e’ stato granche’ segno che abbiano poi colto il senso degli sforzi di Severgnini, e cioe’ l’invito ad andare al di la’ della ingenua illusione che il Presidente Berlusconi abbia vinto tre elezioni perche’ gli italiani sarebbero mezzi imbecilli ignoranti ammaliati da semivestite signorine sui canali TV targati Mediaset.

Eppure Severgnini ha provato a cestinare una tale visione che dire sbagliata e’ dire poco. Ha cominciato quasi in perfetto orario, in un’aula dove e’ stato necessario portare altre sedie visto il successo di pubblico, molto all’inglese con una serie di battute, dichiarando poi di voler capire le cause della dominazione politica del Presidente del Consiglio al di fuori di valutazioni personali e soprattutto di parte (politica).

Ha iniziato parlando del fattore « Umano », di Silvio Berlusconi come specchio della Nazione, leader populista che quindi segue le aspirazioni e i gusti dei votanti facendo loro in pratica « l’occhiolino ». Secondo fattore, quello « Spirituale », con il seguire i precetti della Chiesa Cattolica in maniera almeno ufficiale. Poi un fattore « Bruce Willis », quello cioe’ di una Destra che si e’ fatta con Berlusconi spazio (vedi lottizzazione RAI) in maniera ancora piu’ spregiudicata della gia’ cinicissima Sinistra italiana.

Tocca dunque a un fattore « Truman Show », con la vita che si trasforma in spettacolo televisivo, il conflitto d’interessi, il desiderio di controllare il defluire delle notizie soprattutto a livello dei telegiornali della sera. C’e’ anche un fattore « Zelig » nella capacita’ del Presidente Berlusconi di essere quello che l’interlocutore desideri, ancora meglio di Clinton e Blair, pro-russo con Putin, pro-americano con Obama, pro-israeliano con Netanyahu, etc etc.

Severgnini ha poi parlato di un fattore « Maggie », da Margaret Thatcher, con Silvio Berlusconi capace di mettere insieme un Governo stabile, non in balia dei Sindacati, con figure popolari e rispettate da tutti come il Ministro degli Interni Roberto Maroni ; un fattore « Foot », gioco di parole in inglese con il nome di un vecchio leader laburista e che potremo tradurre come « Zappa » nel senso di zappa che la Sinistra italiana continua da anni a gettarsi sui piedi ; un fattore « Medici », con Silvio Berlusconi che ha trasformato lo Stato in una « Signoria » come quelle rinascimentali ; un fattore « Palio », che riguarda tutti coloro che piu’ che votare per il Presidente Berlusconi, votano contro la Sinistra italiana ; e infine un fattore « Perroncel », dal nome della modella francese che ha conquistato i cuori di mezza squadra del Chelsea ed e’ al momento al centro dell’ultima tranche di scandali sessuali britannici.

Alla fine di tale monologo proferito con dovizia di verve, Severgnini ha accettato di rispondere solo brevissimamente a una serie di domande. Fra le risposte piu’ interessanti, il suo paragonare il Presidente Berlusconi a un mix fra « Peron, Putin e Sinatra « ; l’indicazione che il Berlusconi del futuro sara’ un leader anche digitale e non solo « analogico » ; e il lamentarsi della scarsa sensibilita’ del Presidente del Consiglio di fronte ai possibili danni all’immagine dell’Italia all’estero quando agisce in modi che fanno anche crescere il consenso fra gli Italiani.

Il tutto e’ finito con un regalo dalla Italian Society, chissa’ perche’ un cappello che fa assomigliare Severgnini a un Michael Moore molto dimagrito (se ne sconsiglia vivamente l’uso in pubblico…).

Certo uno puo’ essere d’accordo o no in tutto o in parte con questa analisi della leadership berlusconiana : ma alla fine lo stesso Severgnini deve essersi reso conto di aver titillato la maggior parte del pubblico ma solo in maniera superficiale, ritrovandosi a dover sottolineare che anche gli aspetti piu’ piccanti della vita pubblica del Presidente del Consiglio vanno analizzati seriamente e non con le solite risatine e sguardi verso il cielo. L’impressione e’ stata proprio che l’uditorio non-berlusconiano non sia capace di muoversi oltre un generico e cieco odio contro la figura del Presidente Berlusconi, neanche se invitato ad andare oltre da un giornalista di indubbia intelligenza, capacita’ di analisi e di presentazione delle proprie idee e a cui Berlusconi non sta certo molto simpatico.

Se, come dice Severgnini, in tanti ancora si trastullano con Beppe Grillo con l’idea che in Italia ci sia un ristretto gruppo di cattivoni con a capo il Presidente del Consiglio, e cinquanta milioni di pecorelle che attendono con ansia di essere salvate, non sembra esserci molto da sperare per il futuro del dibattito politico (anche fra gli Italiani a Londra).

Incontro in Ambasciata A Londra Per i Senatori Quagliariello E Casoli (PdL) il 17 Novembre

I Senatori si sono dimostrati particolarmente interessati a comprendere sia i meccanismi interni della politica britannica, sia il modo in cui i mass-media locali si pongono da intermediari fra il Governo e l’opinione pubblica

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Comunicato Stampa: Documento fondativo Coordinamento Cittadino per Londra – Popolo della Liberta’

COORDINAMENTO CITTADINO PER LONDRA
COORDINAMENTI PER LA GRAN BRETAGNA
POPOLO DELLA LIBERTA’

COMUNICATO STAMPA

DOCUMENTO FONDATIVO

La nostra Italia e’ davanti alla prima grande sfida politica del terzo millenio, una sfida che vogliamo vincere: e’ nato il piu grande partito moderato che la Storia repubblicana ricordi. Talmente grande da chiamarsi Popolo e non piu’ partito.

Il Popolo della Liberta’ e’ nato dalla liberta’, nella liberta’ e per la liberta’, perche’ l’Italia sia sempre piu’ moderna, libera, giusta, prospera, autenticamente solidale. Un’Italia dove la politica sia al servizio dei cittadini e non i cittadini al servizio della politica. Dove la politica sia fondata piu’ sui valori che sugli interessi. Dove l’attivismo politico sia dedicato alla virtu’, al senso civico, allo Stato di Diritto.

Anche a Londra e nella Gran Bretagna, crocevia della globalizzazione, i rappresentanti del Popolo della Liberta’ hanno deciso di dar vita a una serie di Coordinamenti Cittadini locali. Forti del sostegno istituzionale garantito dalla nomina dell’On. ALDO DI BIAGIO a Responsabile per gli Italiani nel Mondo per il PdL, e forti del contributo quotidiano dell’On. Guglielmo Picchi, eletto per il PdL nella Circoscrizione Europa, abbiamo intrapreso dunque il nostro lavoro stabilendo di intervenire in tutte le espressioni della Comunita’ Italiana .

A tal fine, come rappresentanti locali del Popolo della Liberta’, riuniti in data 28 Aprile 2009 nella prima sessione della Fase Costituente, abbiamo affidato alle seguenti persone i relativi incarichi componenti il Coordinamento Cittadino di Londra:

Cav. Vincenzo Zaccarini – coordinatore;
Dott. Ezio Fabiani – vice-coordinatore;
Ing. Maurizio Morabito – addetto stampa e comunicazioni;
Ing. Lorenzo Casarosa – tesoriere;
Dott. Marzia Carissimo Gibbs – segretario.

E’ stato anche accordato l’affidamento di deleghe tematiche in base alle qualita’ espresse dai membri del nuovo soggetto politico:

Ing. Maurizio Morabito e Mr. John Maddalena: stampa, comunicazione e web;
Comm. Girolamo Cancilla: immigrazione e affari sociali;
Cav. Vincenzo Zaccarini: rapporti istituzionali;
Dott. Ilaria Filippi e Mr. Anselmo Mura: professionisti e business club;
Marchese Lanfranco Lepri: imprenditoria;
Dott. Filippo Gaddo: energia e ambiente;
Dott. Marzia Carissimo Gibbs: scuola, donne e pari opportunita’;
Dott. Ezio Fabiani: giovani, cultura e sport.

Il Comitato Cittadino di Londra si occupera’ della zona meridionale dell’Inghilterra, a Sud di una linea ideale che va da Londra a Bristol. Per il resto della Gran Bretagna gli incarichi sono i seguenti:

Birmingham (e Inghilterra centrale, piu’ il Galles):
Comm. Girolamo Cancilla – coordinatore

Manchester (e Inghilterra settentrionale):
Ing. Alberto Bertali – coordinatore

Scozia:
Ing. Alberto Bertali – coordinatore

Come da Statuto, come Coordinamento Cittadino ci affidiamo adesso all’On. ALDO DI BIAGIO per la nomina del Delegato Nazionale per il Regno Unito.

Riconoscendo inoltre il fondamentale ruolo dell’On. Mirko Tremaglia, sia per la sua battaglia decennale per i diritti di voto degli Italiani all’estero, sia per la fondazione di un’importante realta’ per la comunita’ degli Italiani nel Mondo (il Comitato Tricolore Italiani nel Mondo – CTIM), come Coordinamento Cittadino chiediamo altresi’ supporto al CTIM, nella persona del Coordinatore Europeo Cons. Oreste Motta, al fine di dare vita alla la “CONSULTA SOCIALE”, che sappia raccogliere la migliore espressione dell’Associazionismo Italiano a Londra.

Tale Consulta dovra’ includere un rappresentante di ogni associazione italiana presente a Londra che abbia interesse a stabilire un dialogo con il PdL per la formulazione delle iniziative sociali, culturali e di scambio internazionale, ed adottera’ un regolamento indipendente e un coordinamento autonomo dal PdL.

La Consulta (che auspichiamo si riunisca con decorrenza trimestrale) permettera’ al Coordinamento Cittadino di mantenere costante il rapporto con la comunita’, in qualunque sua espressione sociale, culturale e/o professionale: perche’ noi, Popolo della Liberta’, donne ed uomini di Londra, orgogliosi di essere cittadini di uno dei Paesi piu’ avanzati del mondo, contiamo di consolidare, con il nostro personale e libero contributo, il nostro doppio legame: con l’Italia e con gli italiani ovunque essi si trovino.

La Consulta (che auspichiamo si riunisca con decorrenza trimestrale) permettera’ al Coordinamento Cittadino di mantenere costante il rapporto con la comunita’, in qualunque sua espressione sociale, culturale e/o professionale: perche’ noi, Popolo della Liberta’, donne ed uomini di Londra, orgogliosi di essere cittadini di uno dei Paesi piu’ avanzati del mondo, contiamo di consolidare, con il nostro personale e libero contributo, il nostro doppio legame: con l’Italia e con gli italiani ovunque essi si trovino.

Londra, 20 maggio 2009
Coordinamento Cittadino Per Londra
Coordinamenti Per La Gran Bretagna – Popolo Della Liberta’

Per ulteriori informazioni:
Cav. Vincenzo Zaccarini – coordinatore –
vincenzo_zaccarini@hotmail.com

Ing. Maurizio Morabito – addetto stampa e comunicazioni –
maurizio@morabito.name

Porta Pia: Considerazioni al Termine della Prima Giornata

Il convegno “Roma 20 settembre 1870, data epocale del mondo contemporaneo? Eredità e attualità” a Londra oggi venerdi’ 19 e domani sabato 20 settembre in occasione dell’anniversario della fine del Potere Temporale, e’ partito con il piede giusto, una serie di interventi interessanti sul contesto politico della “breccia” a livello europeo, inclusa la situazione in Francia e in Ungheria, e un’analisi della situazione riguardo la firma del Concordato nel 1929.

Il clou e’ stato l’intervento finale di oggi, di Emma Bonino, quando e’ stato letto un contributo di Adriano Sofri riguardo la storia dietro al quasi sconosciuto quadro “Gli ultimi momenti di Giuseppe Mazzini” di Silvestro Lega.

Gli ultimi momenti di Giuseppe Mazzini

Gli ultimi momenti di Giuseppe Mazzini

Vediamo come evolveranno le cose domani ma finora non ho sentito niente che possa smentire la mia sensazione diffusa che, centotrentotto anni dopo, ad aver vinto sia stato Pio IX, e ad aver perso sia stato proprio Mazzini (il quale, rinchiuso il 13 agosto 1870 nella fortezza di Gaeta, fu molto rattristato a vedere Roma cadere nelle mani del Regno d’Italia, come riferito dalla Bonino).

Pio IX, infatti, all’epoca si era appena fatto dichiarare infallibile, aprendo la strada all’”Imperatore Spirituale” che e’ il Papa moderno. Avendo poi gia’ tutte le garanzie riguardo il mantenimento della Citta’ del Vaticano, come suggerito nella lettera dell’8 settembre 1870 di Vittorio Emanuele II, Pio IX decise di non far arrendere le truppe pontificie nonostante l’ovvia superiorita’ di quelle italiane, chiedendo invece al Comandante del suo esercito, il Generale tedesco Conte d’Armin, di opporre una minima resistenza…quanto bastasse insomma perche’ nessuno potesse dire che Roma fosse stata consegnata dal Papa all’Italia, gettando le basi di decenni di negoziati intorno alla “Questione Romana”.

Vittorio Emanuele II, dal canto suo, nella lettera dice esplicitamente di voler occupare Roma per evitare un ritorno delle “forze cosmopolite”: cioe’, di quelle forze liberali/repubblicane che evidentemente all’epoca si rifacevano a Mazzini stesso.

Con il Concordato firmato 59 anni dopo la “Breccia” e lo Stato mussoliniano trasformato praticamente in un ibrido clerical-fascista; con l’avvento della Repubblica nel 1948 ma sotto il controllo costante delle Democrazia Cristiana; con le ingerenze post-1992 senza ormai piu’ freno da parte dei Vescovi italiani nella politica…insomma, sembrerebbe proprio che se tornassero oggi redivivi, a sorridere sarebbe Pio IX e non certo Giuseppe Mazzini.

Programma Convegno XX Settembre a Londra

ORDINE DEI LAVORI DEL CONVEGNO SU

“Roma, 20 Settembre 1870: data epocale del mondo contemporaneo? Eredità e attualità dello stato laico”

19-20 Settembre 2008
Londra

19 Settembre – presso la sede del Parlamento Europeo
2 Queen Anne’s Gate
SW1H 9AA Londra

Presiederanno: Emma Bonino, Eugenio Biagini e Marco Pannella
Ore 15.00
• Graham Watson, Eurodeputato e Presidente del Gruppo ALDE del PE, saluto ed introduzione

I. Sessione – ore 15.30 – 17.00

Luca Tedesco
“Anticlericalismi europei e rapporto Stato-Chiesa nella ricostruzione e valutazione del Congresso romano del 1904 della Federazione internazionale del Libero Pensiero”

Lucy Riall
“Vittime ed eroi: l´Italia, il Papa e la questione di Roma”

Serge Berstein
“Le conseguenze dell´avvenimento sulle relazioni tra la chiesa e lo Stato francese dal 1870 e la definizione di laicità francese”

Pausa caffe’

Antonello Biagini
“Il pensiero mazziniano e le costituzioni di ispirazione liberale nell´Europa Orientale”

Andras Gerö
“Libertà ungherese e l´influenza del Risorgimento”

Maurizio Isabella
“La questione romana e gli esuli italiani a Londra”

20 Settembre – Presso l’Istituto italiano di cultura
39 Belgrave Square, SW1X 8NX Londra

II sessione. 9.00 – 12.30

John Pollard
“Mussolini and the abolition of the Twentieth of September as a national holiday”

Giuseppe Galasso
“Gli avvenimenti del 1870 non costituiscono forse una svolta epocale? Eredità e attualità di quell´evento”

Eugenio Biagini
“Libertà religiosa e processo costituzionale nel Risorgimento”

Rocco Pezzimenti
“Lord Acton, Newman, Rosmini Manzoni e la questione romana”

Pausa caffe’

III sessione

Robert Tombs
“Ecco il nemico!: Clericalismo, anti-clericalismo e la Questione Romana in Francia, 1870-1877”

Vincent Viaene
“Mazzinismo a modo nostro. La risposta vaticana al XX settembre”

Jean-Yves Frétigné
“Il dibattito tra gli esuli politici a Londra negli anni 1840 e 1850″

Pausa pranzo

IV Sessione. Ore 14.00

Laszlo Csorba
“Il pensiero e l’opera Lajos Kossuth nel contesto (Austro) Ungarico, Londinese, italiano”

Nadia Ciani
“Ernesto Nathan londinese e romano: gli anni della formazione a Londra delineano un percorso di vita”

David Howarth MP

Pausa caffe’

V Sessione. Ore 17.00 – 19.00

Tavola rotonda e dibattito finale (con brevi conclusioni di)
Emma Bonino
Marco Pannella

Porta Pia, 20 Settembre: Appuntamento a Londra

Ricevo e rimando, da parte di Emma Bonino e Marco Pannella:

Caro, cara,

siamo lieti di invitarla ad assistere (partecipare ?) al Convegno sul tema: “Roma 20 settembre 1870, data epocale del mondo contemporaneo? Eredità e attualità” che si terrà VENERDÌ 19 DALLE 15 ALLE 19 nella sede di rappresentanza del Parlamento Europeo a Londra, 2 Queen Anne’s Gate London SW1H 9AA, proseguendo SABATO 20 SETTEMBRE, DALLE 9 ALLE 19, in quella dell’Istituto Italiano di Cultura, 39 Belgrave Square London SW1X 8NX, entrambe gentilmente concesseci. La preghiamo di risponderci per poter prevedere la sua presenza, il suo arrivo e assegnarLe il suo posto alla riunione.

Celebreremo così con i lavori che svolgeranno venti storici e accademici di sicuro prestigio (britannici, italiani, francesi, ungheresi, belga), il 138esimo anniversario della conquista di Roma all’Unità Italiana, la scomparsa degli Stati Pontifici, la nuova Europa ispirata a grandi valori laici, democratici, liberali, moderni.

Ma perché qui, a Londra?
Perché non più solamente alla breccia di Porta Pia, a Roma?

Già sappiamo che, per le generazioni che hanno vissuto lo scorso secolo, “la Voce di Londra” è stata la voce della libertà e delle liberazioni per i popoli oppressi e quelli minacciati dalle feroci dittature nazifasciste, comuniste, militariste.

Ma già nell’800 si erano verificati importanti eventi, oggi meno conosciuti; qualcosa di simile, almeno di altrettanto straordinario. Celebreremo quindi anche la splendida Londra di allora, quella che accolse, protesse, unì per decenni cruciali, molti degli eroi e degli autori dei Risorgimenti liberali continentali. La Londra che impresse, fra l’altro, con la politica laica dei Gladstone, le religiosità forti dei Lord Acton, del Cardinale Newman in forte consonanza con i cattolici liberali e/o Rosminiani italiani, specie con Manzoni, la difesa della libertà di ricerca, morale, civile, scientifica, religiosa.

Ricorderemo la sua accoglienza per Kossuth, per Mazzini, ospite della famiglia Nathan, per tanti altri. Ernesto Nathan, l’ancor oggi ritenuto il più grande Sindaco della Roma del 900, il grande radicale d’ispirazione fabiana che fu anche Gran Maestro della Massoneria post-risorgimentale italiana nei difficili anni di convivenza con pontefici che combattevano come “usurpatori” governo e popolo democratici italiani.

La celebreremo anche ricordando la straordinaria manifestazione di popolo con cui fu accolto e onorato Giuseppe Garibaldi, a Trafalgar Square e nei dintorni: vi furono un milione di londinesi, secondo le stime di quei giorni.

Il Convegno sarà aperto dal saluto di Graham Watson, Presidente del Gruppo ALDE (Liberale Democratico) del parlamento Europeo e fra i relatori ci sarà anche il deputato di Cambridge David Howarth. Abbiamo invitato e attendiamo la presenza di altri autorevoli colleghi parlamentari delle principali famiglie politiche. Purtroppo i nostri inviti sono stati inviati solamente in questi ultimi giorni per il poco tempo del quale abbiamo potuto disporre e ce ne scusiamo. Speriamo vivamente che siano ugualmente accolti.

Attendiamo le loro risposte, così come quella del Sindaco di Londra Boris Johnson, al cui saluto terremmo davvero molto.

Grazie per l’attenzione. Cogliamo l’occasione per inviarvi i nostri migliori saluti, sperando di avere il piacere di conoscervi e salutarvi di persona.

Vostri
Emma Bonino – Vice Presidente del Senato italiano
Marco Pannella – Deputato Europeo

P.S.
Essendo la capienza di entrambe le sale, specie quella del P.E. limitata, vi chiediamo di comunicarci tempestivamente l’intenzione di essere presenti, a una delle date (il 19/09 e il 20/09) o ad entrambe.

I posti saranno assegnati rispettando l’ordine cronologico di arrivo delle adesioni pervenute.

Le adesioni possono essere comunicate rispondendo a questa stessa email e per ulteriori informazioni si può chiamare nelle ore d’ufficio il numero
+44 (0) 2073964430

Sarò presente solo venerdì _____
Sarò presente solo sabato _____
Sarò presente ad entrambe le date _____

Io, Lavoro

Il mio lavoro consiste nel supporto e implementazione dell’applicativo MUREX, un nome noto nelle Investment Banks (ma anche Hedge Funds, etc) in tutto il mondo come prodotto leader mondiale da svariati anni nella gestione del trading (equities, derivatives, commodities, credit derivatives) un po’ a tutti i livelli incluso il risk management. In pratica faccio in modo che funzioni, e funzioni meglio, laddove e’ gia’ “in produzione”, e che venga implementato al meglio, laddove sia partito un progetto per installarlo.

Mi occupo del lato tecnico (software, UNIX, SQL, ma anche gestione della memoria, co-ordinamento testing, etc).

In questi anni (dal settembre 1998 in poi) ho sviluppato dei report per MUREX per il back office e lavorato ad espandere le capacita’ del sistema (alla Commerzbank), supportato i traders ed estratto informazione non-standard da MUREX (HSBC), definito la strategia di testing per un upgrade del sistema (Standard Chartered), sviluppato i workflow interni (Standard Bank of South Africa), gestito tutto l’ambiente MUREX (“environment management”) sia per production che per development (ABN AMRO, Bank of America), e guidato il dipartimento per cui lavoravo fino al go-live con MUREX (JP Morgan). Tutto questo come Consultant per una ditta (gia’ City Practitioners, ora Capco), tranne che alla Commerzbank (dove pero’ sono stato anche manager di un gruppo fino a 15 persone).

Insomma ho fatto un po’ di tutto un po’ da tutte le parti. Sono stato presso i clienti per il 95% del tempo se non di piu’. Prossimo incarico alla Swiss Re, sempre per la Capco, per un’analisi del sistema attuale volta a renderlo piu’ veloce e meno prono a intoppi.

Nel frattempo sto sviluppando delle lezioni brevi (30min-1h) per i miei colleghi, e organizzando la documentazione MUREX ma non solo per tutta la ditta Capco (sede di Londra) tramite un applicativo wiki (“Confluence” della Atlassian), lo stesso usato in molte banche di investimento nella City.

Londra: Champagne Reception con l’On. Guglielmo Picchi

Ricevo e rimando:

Champagne Reception con l’On. Guglielmo Picchi

Incontro centrale della campagna elettorale del PdL a Londra

venerdì 28 Marzo 2008 – ore 19.00
Arts Club – 40 Dover Street, London W1S 4NP
(traversa di Piccadilly, underground: Green Park)

Si prega di confermare la presenza rispondendo per e-mail a segreteria@picchi.info

Champagne & canapés

RSVP

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To: Donald J Stewart, 90 Ebury Street , Lon d on , SW1W 9QD

* Please send ……… tickets for the Champagne Reception

28th March @ £30 each for which I/we enclose a cheque for £………..

* I/We cannot attend but enclose a donation of £ …..…….

(Please make cheques payable to CLWCA)

Name: _____________________________________________________

(Block capitals please)

Address: _____________________________________________________

_______________________________ Tel. No: _____________________

Email: ________________________________________________________

Delete as appropriate

Londra: L’Illusione della Tassa sull’Ingorgo

Chi per lavoro, obbligo o follia si avvicina al centro di Londra in automobile durante le ore lavorative ha bisogno di tanta pazienza. E di un po’ di soldini per pagare il privilegio di partecipare al quotidiano Festival dell’Ingorgo.

Il traffico e’ stato sempre un problema per le grandi citta’, nella Roma di Augusto come a Tokyo o Hong Kong. E i veicoli non hanno mai smesso di crescere in numero.

A Londra negli ultimi cento anni c’e’ stata un’espansione cittadina cosi’ rapida e imprevista che la vecchia circonvallazione e’ diventata una strada come le altre. Il nuovo Grande Raccordo Anulare (l’autostrada M25) completato nel 1986 sembra giustificare il detto americano “costruite, e arriveranno”: piu’ corsie si fanno, piu’ automobili sembrano comparire quasi dal nulla. Basta poi un camion ribaltato, e la frittata e’ fatta, con code che si misurano in decine di chilometri.

Anche in citta’, non importa aggiungere o allargare le strade. All’ora di punta, ecco di nuovo una teoria di guidatori fermi a bruciare benzina per non andare da nessuna parte, in una situazione caotica dove la coda di automobili e’ da tempo la norma.

C’e’ in realta’ solo un giorno in cui si puo’ guidare a Londra diventa un piacere, sperimentato personalmente: Natale, quando tutto e’ rigorosamente chiuso (a parte qualche ristorante indiano), gli spazi sono grandi e aperti, i rettilinei amorevolmente vuoti.

Non sarebbe molto piu’ bello poter avere un’esperienza simile tutto l’anno? Le ambulanze avrebbero vita piu’ facile nelle loro corse disperate, gli autobus andrebbero piu’ spediti premiando chi non usa il mezzo privato, e la citta’ sarebbe piu’ bella irradiando calma e maestosita’ dai suoi palazzi imperiali invece che il rumoroso brulicare di migliaia di motori. E grandi folle di pendolari non dovrebbero piu’ camminare proprio dove e quando il traffico e’ peggiore.

Come fare? Chiudere il centro al traffico privato potrebbe risultare dannoso al commercio (figuriamoci se in Inghilterra si possa mai fare qualcosa del genere). Al sindaco Ken Livingstone venne allora una grande idea: la Congestion Charge, la Tassa sull’Ingorgo. Tocchiamo la gente nel portafogli, si sara’ detto, per far loro lasciare a casa le automobili.

Non potendo mettere caselli all’ingresso della citta’ (ci sarebbe stata la rivoluzione), e’ stato installato un sistema di riconoscimento automatico delle targhe, basato su telecamere e potenti computer che si aspettano che ciascun guidatore paghi entro la fine della giornata (8 euro, all’inizio, via telefono, o via internet; 80 centesimi, i residenti). Altrimenti, scattano le multe.

Introdotta fra molto scetticismo nel Febbraio 2003, la Congestion Charge ha cominciato a funzionare. All’ora di pranzo, ammiravo i vasti spazi di asfalto praticamente liberi da traffico, come ai bei tempi quando le strade erano fatte per carrozze ma anche persone.

Dopo un po’ pero’, come per magia, le auto cominciarono a tornare, e ripresero gli spazi momentaneamente perduti. E fino ad oggi, non se ne sono piu’ andate, neanche quando il balzello ha raggiunto gli 11 euro.

D’altronde chi e’ che si fa vedere in citta’? Autobus e taxi, che non pagano la tassa. Poi i “cumenda”, i Sommi Capi delle Banche in giro con l’autista: per i quali le auto sono irrinunciabili status-symbol, e poi a loro otto ma neanche ottocento sterline farebbero un baffo: e quindi la tassa per loro e’ immateriale.

Ci sono anche turisti sparuti, per i quali l’effetto e’ bassissimo visto che la tassa equivale a una colazione per uno, o un pranzo abbastanza modesto, e la pagano una volta sola. Idem per i pendolari occasionali.

Probabilmente a diminuire di numero, quando la tassa fu introdotta, furono gli operatori del settore della distribuzione, o dell’edilizia. Superato lo choc iniziale pero’, hanno imparato a riassorbire i costi aggiuntivi. Se una ditta fa consegne di panini a 10 ristoranti, e il pedaggio e’ di 10 sterline, tutto quello che dovra’ fare per non guadagnare meno e’ aggiungere una sterlina a quanto chiesto a ciascun ristorante: un nientesimo.

Si mettano quindi l’anima in pace i Primi Cittadini di New York, Milano, Stoccolma. Con una Tassa sull’Ingorgo cosi’ come sperimentata a Londra, prima o poi il traffico torna a salire.

Andrebbe forse gonfiato il pedaggio a dismisura, o modificato a seconda di ora, strada e quartiere? In fondo il problema e’ che ci troviamo citta’ “disegnate” per autoveicoli, e che quindi non possono che attirarli…

A quando una rivoluzione urbanistica, improntata al trasporto pubblico, magari gratuito per chi traffico non crea, come a Compiègne in Francia, e a Nova Gorica in Slovenia? Accompagnando ogni intervento, naturalmente, al divieto di consegna di materiale non urgentissimo, durante le ore di punta.

Il 12 febbraio 2008 e’ uscita fuori la proposta di fare pagare 35 euro al giorno ai proprietari di SUV che vogliano entrare in citta’ durante le ore lavorative. Invece che di “Congestion” (traffico) si parla di “CO2 Emissions”, le emissioni di anidride carbonica che si dice influenzino negativamente il clima. Funzionera’? Considerato il profilo di chi si puo’ permettere un SUV, ne dubito molto. E la differenza dal punto di vista delle emissioni sarebbe comunque trascurabile: come cercare di dimagrire abolendo il grasso, senza pero’ rinunciare a nessun dolce.

Come al solito, la politica diventa un esercizio di facciata. E noi pedoni intanto continueremo a farci l’aerosol di sostanze cancerogene, tutte le mattine con i gas di scarico delle automobili, taxi, camion, autobus e furgoni sempre li’ in fila proprio quando ci tocca andare a lavorare.

Christmas 2007

Malanova chi’ ffriddu”. Scendo dal treno alla stazione di Charing Cross a Londra, il sabato, 15 dicembre 2007 intorno alle 5 del pomeriggio. E’ buio, c’e’ un vento gelido e la sensazione e’ molto spiacevole nonostante il giaccone pesante e i pantaloni di lana.

La mia carrozza era anche stata piacevolmente vuota, mentre qui piano piano ad ogni passo sembra che io mi stia addentrando in una folla sempre piu’ fitta. Quando esco dalla stazione c’e’ una piccola fila anche ad aspettare il verde del semaforo pedonale, e dal cielo coperto arriva la solita luce giallognola, somma del milione di luci della grande citta’.

“Ma quanti sono?” continuo a chiedermi mentre passo accanto al monumento ad Oscar Wilde, a pochi passi da Trafalgar Square dove c’e’, o forse no, un grande Albero di Natale. Londinesi e turisti mi circondano da ogni dove, ognuno in marcia in una direzione e per una destinazione differente. Sento voci dall’Est dell’Europa, probabilmente polacchi.

Se mi ci scontrassi per caso fra un passo e l’altro saprei cosa rispondere “Psheprasham! Mi scusi”, ma li’ termina o quasi la mia collezione di parole nella lingua di Chopin e Woytila.

Giro dietro a Leicester Square, e quelle voci si trasformano nella parlata di Manzoni e Montini, gli immancabili gruppi di italiani in ordine sparso che continuano a formarsi e dissolversi, mentre due chiacchierano fra di loro e tre arditi mappatori discutono sul dove andare. “Andiamo qui davanti a mangiare, alla stick ‘aus”, dice una signora con il solito improbabile cappotto impellicciato.

La stick ‘aus? La Stick House, forse, ma dove sara’ la Casa del Bastoncino, e cosa ci serviranno mai, la collezione di prodotti Findus? Ah, no, e’ la Aberdeen Steak House, da pronunciare Aberdiin Steik ‘Aus, perche’ la bistecca e’ un piatto antico e le regole di pronuncia inglese tradiscono continuamente. Chissa’ che risate il cameriere quando ordineranno un Bastoncino Ben Cotto, Non Al Sangue?

E si’, di mondo qui ce n’e’ davvero tanto. A vivere nei sobborghi ci si stanca, ma qui al centro non c’e’ mai modo di annoiarsi. Certo che camminare in questa folla con un bambino ancora piccolo non puo’ essere un’esperienza piacevole, anzi fonte di ansia e angoscia se l’informe massa umana cercasse di far scomparire il giovanissimo Futuro.

Londra rimane il posto per giovani, ricchi e scapoli, magari per vivere nell’Oggi e divertirsi anche semplicemente a vedere le stranezze e i cambiamenti della Citta’.

C’e’ un teatro alla mia destra, e non guardo neanche il titolo della rappresentazione, perso nelle fotografie del cast, tutti vestiti anni trenta e quaranta e tutti immancabilmente pagati da fame, perche’ fare l’attore a Londra e’ uno strumento per fare carriera, e non soldi. Chissa’ che magari non diventino poi ricchi a Broadway, a New York?

Oppure sono attori alla vecchia maniera, lo fanno per il piacere e l’emozione del ripetere le stesse parole e le stesse azioni tutte le sere nello stesso posto, ma di fronte a spettatori sempre differenti per i quali non c’e’ alcun tipo di ripetizione, anzi unicita’ di ogni cosa che vedranno?

Mi ritrovo a camminare sotto i portici che vanno verso Nord su Charing Cross Road. I negozi di souvenir si susseguono, perche’ e’ qui che vengono i turisti, non certo dove lavoro io fra i palazzoni e i finestroni illuminati della City.

Il buono di tutti questi negozi e’ che sono tutti uguali, visto uno visti tutti, e quindi solo il visitatore piu’ sprovveduto si trovera’ costretto a fermarsi per guardarli tutti. Piatti con la faccia di Diana, piatti con la faccia di Carlo (brrr! E che regalo sarebbe, per la matrigna cattiva, o per spaventare la suocera?), cartoline dall’umorismo che si spegnera’ in pochi secondi, e un cumulo incredibile di cianfrusaglie che andranno ad adornare migliaia di sale da pranzo di malcapitate nonne e zie. Eppure se qualcuno li vende, vuol dire che qualcuno li compra.

Si vede che non sono io il target, e tutto quel materiale non e’ li’ per essere comprato da me: e infatti non me ne curo, ma guardo e passo. E sento un odore particolare provenire da una bancarellina di legno dove una donna minuscola vende il sushi, i piccoli cilindretti di riso con il pesce crudo sopra.

Curiosamente il tutto non sembra ne’ sporco ne’ poco invitante, e un paio di affamati compratori contano i soldi da scambiare per quel giapponesissimo spuntino.

Ma io proseguo e passo davanti a un bar dalle vetrate tutte nere, con una porta di vetro anch’esso nero dietro la quale c’e’ un altro ingresso naturalmente nero. Solo qualche luce passa da molto in alto. E’ un gay bar abbastanza famoso, un ritrovo per omosessuali (maschi?) che tengono molto alla loro privacy (non mi meraviglierei che quelle vetrate fossero rinforzate, onde evitare che qualche scalmanato omofobo decidesse di organizzare una “spedizione punitiva”…).

Mi sovvengo della curiosa avventura di un paio di amici, invitati da un altro per un pranzo gratis, pagato dalla rivista per la quale dovevano scrivere una critica per un certo locale. Dopo alcuni drinks pero’, all’appropinquarsi della necessita’ naturale di origine renale decidettero di andare a mangiare da un’altra parte, e pagare loro il conto invece di rischiare incresciosi equivoci nei bagni di quel locale dove tutte ma proprio tutte le coppie erano maschili.

Malanova chi’ ffriddu”. Un paio di folate di vento che continua a perseguitarmi, un altro attraversamento di una grande e trafficatissima strada, giro intorno al teatro dove hanno rappresentato Les Miserables forse dai tempi della Regina Vittoria, e arrivo alla strada della mia destinazione. E’ un incontro natalizio con gli elettori italiani da parte dell’eletto nella Circoscrizione Europa al Parlamento italiano, residente a Londra, l’On.Guglielmo Picchi (deputato, Forza Italia).

E mi chiedo, chissa’ che ne direbbero al Partito, se sapessero che l’incontro e’ organizzato in un elegantissimo Club londinese ma a pochi centimetri da un inelegantissimo Sex Shop che promette non diciamo cosa al piano di sotto?

Che ci potrebbe d’altronde fare, Picchi? E’ Londra, la metropoli delle centinaia di lingue, centinaia di passaporti, migliaia di stili di vita. Una citta’ popolata di provinciali che vivono di un cosmopolitanesimo basato sul quieto vivere. E infatti chi mi aiuta nel Club a lasciare il giaccone, se non un Brasileiro cameriere dal nonno italiano (erano quasi tutti italiani, i nonni dei trentenni e quarantenni brasiliani di oggi) il quale sembra apprezzare il mio Obrigado ringraziamento?

Mentre quando me ne vado, a fare da guardia ai cappotti e’ una ragazza dal cipiglio severo, con un accento curiosissimo che si rivelera’ lituano, alla quale ahime’ non ho che da rispondere in inglese perche’ i convenevoli nella lingua che suona a Vilnius ancora non li conosco. Quanti inglesi purosangue saranno mai rimasti, a Londra e specie in quel Club, proprio non lo so. A servirci una cena che e’ una teoria di antipasti, un barese.

Quando esco il freddo non e’ ancora cambiato, ma c’e’ un po’ meno vento. Ritorno quasi su tutti i miei passi, a parte una scorciatoia dentro Chinatown, che nel mare delle culture londinesi non sembra per niente pittoresca, quasi normale con i dragoni di metallo e i grandi archi rettangolari ornatissimi e rigorosamente rossi (perche’ il rubicondo e’ portafortuna, non necessariamente comunista).

Tornato su Charing Cross Road la confusione fra le auto e’ aumentata da un tizio che pedala una specie di riscio’, con un paio di turisti dietro cui non sembra importare l’arrancare incerto del loro locomotore: il quale arrancare incerto pero’ non ispira sentimenti di amicizia e parole di amore fraterno a un conducente di taxi nero. Ma tiriamo avanti, visto che questi episodi continuano a capitare e scomparire senza posa in quesa specie di teatro all’aperto di tutta la possibile umanita’.

C’e’ un tizio che risalta sugli altri, qualche metro piu’ in la’: e’ seduto per terra sul marciapiede sotto delle impalcature e indossa una maglietta a maniche corte e un paio di pantaloni.

Due fettone enormi e scalze sembrano occupare meta’ del passaggio gia’ un po’ angusto, e la totalita’ di chi lo sfiora sono piu’ interessati a evitare di pestargli i piedi che a dargli un po’ di soldi. Il tizio trema vistosamente, e c’e’ poco di che meravigliarsi in tutto quel freddo. Rimango un po’ interdetto e chiedo lumi a un signore molto vestito, seduto un po’ piu’ in la’ e che vende The Big Issue, il “Grande Problema”, il periodico fondato per aiutare i senzatetto e che questi vendono a Londra agli angoli di tutte le strade.

Non ti preoccupare”, mi risponde quasi come se quella domanda l’avesse sentita un milione di volte, “Quel tipo scalzo e’ li’ tutte le sere”. “Allora non pensi che con tutto quel tremare sia in pericolo di vita?”, gli chiedo, e lui risponde, secco, “No”. “Ma ci sara’ da segnalarlo a qualcuno che si occupa di senzatetto?”. “Sono anche io senza un posto dove stare”, e’ la sua replica, intendendo evidentemente (visto che e’ sbarbato, lavato e con vestiti decenti) che passa le sue notti in ostelli, non al freddo con il cielo come tetto ma neanche in un luogo che possa definire come suo.

Mi allontano pensieroso, chiedendomi delle dinamiche di gruppo all’interno di chi non ha un alloggio dove stare. Un autobus mi passa davanti, ha la pubblicita’ in formato digitale, e’ uno schermo invece che il solito tabellone fisso. E gia’, siamo nel XXI secolo.

Prendo il treno, ritorno sulla Terra.