Undici motivi per apprezzare il recupero della Costa Concordia

Ebbene sì! C’è qualche lato positivo anche nella colossale operazione di recupero della Costa Concordia …

11. Aspettiamoci un grande aumento del turismo, in special modo dei cacciatori di tesori che si affolleranno nella zona appena la nave se ne sarà andata

10. Tutti sanno ora cos’è e dov’è l’Isola del Giglio

9. Il mare sembrava di una bellezza spettacolare sulla TV, a parte il metallo

8. Chissà quante specie marine hanno fatto uso di un milione di differenti barriere artificiali per un anno

7. Tutto ciò è una una meraviglia dell’ingegneria italiana (in materia di soccorso marittimo). Sulle abilità navigative potrebbe invece essere necessario un riesame.

6. Tutti sanno adesso come è fatta la zona più in alto di una nave Costa (informazione utile se hanno il coraggio di provare essi stessi a partire)

5. Finalmente una notizia vera nel ciclo di telegiornali ininterrotti per 24 ore al giorno

4. Consoliamoci, il Titanic è stato molto peggio

3. Pronti per l’asta! Sarà presto possibile comprare su eBay una sedia di plastica originale “Costa Concordia”

2. Sotto il fango rimarrà tanto da riscoprire magari 2.000 anni, e racconterà alla gente di allora come vivevamo noi di adesso (per un equivoco, saranno erette statue in onore dell’eroico capitano Schettino)

E la ragione principale è …

1. Si sta spargendo una nuova consapevolezza, che ci sia tutto un mondo al di là di Candy Crush…

Note dal dibattito al King’s College con il Sen. Fantetti e altri candidati per l’Europa alle Elezioni italiane 2013

Note gettate “dal vivo” durante il dibattito del 13/2 al King’s College con il Sen. Fantetti e altri candidati per l’Europa alle Elezioni italiane 2013:

  • Biondi piede rotto entrata da soubrette
  • Niente Bille’ arriva Tagliaretti da Stoccarda
  • Niente Grillo
  • 1825: si comincia
  • Andrea Gori moderatore
  • Comincia in inglese senza accento
  • Ha viaggiato molto
  • Futuro UE
  • Focalizza su “reliability” come modo per essere efficaci
  • Art 54 costituzione
  • Leggi sull’impiego
  • Rendite di posizione
  • Possibile social disruption
  • Historia magistra vitae
  • Dice che Italia ha tutti gli ingredienti
  • Articolo in cds con severgnini
  • Tagliaretti (Monti) alle 1835
  • Lamenta assenza dibattito fra leaders in Italia
  • Parla inglese senza accento marcato
  • Lavora alla ECB
  • Dice c’erano idee ma non un’agenda
  • In Cina c’è energia nelle persone che manca in Europa
  • Un po’ monotono naturalmente
  • 11 minuti
  • Fantetti (PDL) alle 1850
  • Usa vicenda Di Girolamo per fare lo spiritoso
  • Europa: 55% Italiani all’estero
  • Parla di esperienza con Associazione di Altiero Spinelli
  • UE non è quella sognata
  • Italia paga per il rebate britannico
  • Sconto ottenuto da Monti non basta
  • Rispettabilità Monti pagata dagli Italiani
  • Modifiche Porcellum
  • Dettagli legge elettorale
  • Attacca PD sul Porcellum
  • Biondi non appare divertito
  • Fantetti dice che non accetterà tagli nel numero di parlamentari dall’estero
  • Caste non solo i politici
  • Contro sindacati e caste locali
  • Urbani dalle 1904
  • Parla della “porcata”
  • Gori menziona che Porcellum prima in Toscana
  • Non si presenta, non dice chi sia
  • Dice che FARE è contro tutte le caste
  • Va a braccio
  • Europa
  • Euro ha fatto risparmiare 700B euros
  • Labour laws
  • Job Security che aumenti nel tempo
  • Biondi dalle 1×915 ha avuto incidente oggi
  • Vuole applicare best-practice dall’Europa in Italia
  • Accalorato – anche lui a braccio
  • Dice che la flessibilità non è importante come si dice
  • Fine primo round alle 1925
  • Fantetti parla contro i sindacati
  • Urbani specifica non solo flessibilità importante ma anche processi
  • Q&A – comincio io – Biondi si dissocia dal passato (del PD)
  • Monti con Bersani? Tagliaretti dice che Monti non lo consulta – dice che non ha pregiudizi
  • Fantetti – solita disgrazia dei Centristi che con pochi voti vogliono comandare
  • Tagliaretti dice tante cose in comune con PD
  • Q: Nessuno prende responsabilità?
  • Accelerare il Declino vince di nuovo: Gori sbaglia e dice “Fare per fermare il futuro”
  • Urbani dice che il parlamento era sovrano
  • Biondi parla di nuovo bene del sistema inglese
  • Q: Stagnazione?
  • Tagliaretti semplificazione burocratica – attrarre investimenti – creare ambiente per ricerca e sviluppo
  • Fantetti problema leggi sul lavoro fa esempio Fiat 6 – bisogno di Mrs Thatcher per rompere i monopoli
  • Gori sindacati? Perché non ha cambiato il governo? RF sindacati troppo potenti
  • Pubblico rumoreggia
  • Urbani molte cose da fare – tasse, spese – protezione della proprietà privata
  • Biondi non sindacati ma mancata implementazione direttive europee
  • Accusa il PDL di non aver fatto le riforme
  • Q: Perché PD e PDL dopo venti anni senza riforme?
  • Fantetti d’accordo – parlamento fatto di maggioranze – grande coalizione per eliminare gli estremi
  • Biondi responsabilità più nel PDL che nel PD – dice che ha visto molte persone piene di speranza – spera che stavolta le.cose vadano meglio
  • Tagliaretti maggioranze assolute mai viste – parlamento sempre complesso
  • Q: Maggioranza PDL la più forte nel 2008? Prima legge di ciascuno?
  • Fantetti molte riforme implementate
  • Tagliaretti prima legge tagliare spese politica
  • Urbani vendita proprietà statali come ENEL
  • Q: Fiscal compact un.disastro per il futuro?
  • Biondi può essere interpretato differentemente – propone qualche escamotage
  • Urbani fare ha un piano molto dettagliato per tagli alla spesa senza toccare previdenza e pensioni
  • Fantetti va rinegoziato – includere ricchezza totale – IMU restituita per far ripartire i consumi

(il dibattito si è concluso pochi minuti dopo)

Voto e Italiani all’Estero: Piccoli Partiti Perdono

Centratissimo post di Stefano Fugazzi oggi sul tema “POLITICHE 2013: RICOMPATTARE IL CENTRODESTRA ALL’ESTERO“.

Per il voto degli Italiani all’Estero infatti solo un bipolarismo secco ha senso e significato – chi divide, distrugge. Chi fosse contrario a questo sta semplicemente chiedendo ai suoi elettori di votare per non ottenere niente. Peggio: chi desse priorità a ciò che ci divide a Roma invece che a quanto di unisce in Provincia, non ha evidentemente a cuore gli interessi di noi abitanti della Provincia.

Il problema di ogni Piccolo Partito è politico. Pochi capiscono come i meccanismi all’estero siano diversi da quelli in Italia, ma provo a spiegare. Un Piccolo Partito non può ottenere altro che nutrire la vanità di un paio di individui.

Pensiamo infatti se facesse “cappotto” e facesse eleggere tutti i deputati e senatori all’estero. Purtroppo all’estero abbiamo però solo una manciata di persone da eleggere. In Parlamento ci sarebbe del Piccolo Partito comunque uno sparuto manipolo incapace di ottenere molto se non fortunato come ai bei tempi di Prodi e del governo sempre a rischio di cadere (e che infatti durò pochissimo).

Ma naturalmente è impossibile acchiapparsi tutti i seggi. Al massimo il Piccolo Partito avrà uno o due eletti. Costoro da soli in Parlamento varranno meno di zero.

Quindi il Piccolo Partito ha bisogno di allearsi. Niente PD o PDL (altrimenti non ha ragione di esistere), rimane (all’estero) l’UDC. Il partito del 6% o meno. Il partito di Monti e dei preti. Altro che “italiani all’estero”.

Facciamo allora che il Piccolo Partito abbia il suo deputato e il suo senatore nell’UDC. Per far passare una loro proposta dovranno convincere i propri, poi sperare che quelli dell’UDC siano convinti abbastanza da convincere di quella proposta anche gli altri partiti con cui saranno al governo, sempreché siano al governo. Quindi il deputato Piccolo Partito e il senatore Piccolo Partito saranno praticamente comprimari anche nelle loro stesse proposte di legge.

Alla fine votare per partitucoli all’estero significa far eleggere un candidato PD se sei di destra e PDL se sei di sinistra. Con l’aggiunta di dividere l’elettorato e togliere importanza anche a quelli eletti nei partiti maggiori.

Tutto questo per cosa? Per la vanità di presentarsi come candidati, l’hubris di andare a Roma come eletti per poi passare cinque anni alla ricerca di qualcosa o qualcuno cui aggrapparsi per non tornare alla vecchia vita. Con tanti saluti ai problemi degli Italiani all’estero.

Chi ha a cuore i problemi degli italiani all’estero, rompa ogni indugio quindi e torni al PDL. Il resto, è vanità.

Addio, @SenatoreMonti !

(con tante scuse a tal Alessandro M.)

Addio, Monti sorgente da Bilderberg e Napolitano, ed elevato al cielo dalla UE; cima dai risultati inuguali, noti a chi è ti è stato sottoposto, ed impressi nella sua mente, non meno che lo sia l’aumento delle tasse a se e ai suoi più familiari; torrenti di denari prelevati, de’ quali distingue il dolore, come il disperare delle voci domestiche; boiardi sparsi ed opulenti sul pendìo del disastro e della recessione, rifocillati di risorse da ogni parte mentre subiamo come branchi di pecore pascenti; addio!

Quanto è gioia il passo di chi, da te schiacciato, ti vede allontanar! Alla fantasia di pensarti andato via volontariamente, pieno di speranza di trovare un altro posto dove sarai osannato, in egli si aggiungono, in quel momento, i sogni di poter risparmiare almeno il proprio; egli si maraviglia d’essersi potuto lasciar abbindolare, e mai tornerebbe indietro, anche se pensasse che, un giorno, potrebbe tornare lo spread.

Quanto più scompari dietro cattedre e convegni, il suo occhio si apre felice, gustoso e attivo, dalla ritrovata ampiezza di opportunita’ multiforme; l’aria gli pareva gravosa e morta, ora s’inoltra attento e speranzoso nelle città di nuovo operose; case vendute come case, strade che si aprono in strade, pare che gli ridiano il respiro; e davanti agli edifizi bramati dallo straniero, pensa, con desiderio pregno, al campicello del suo paese, alla casuccia a cui ha già messo gli occhi addosso, da gran tempo, e che comprerà, si’ comprerà, tornando ricco di fiducia e speranza, perche’ senza Monti.

Triste e’ il pensiero invece per chi non aveva mai spinto al di là di te neppure un desiderio fuggitivo, chi aveva composto in te tutti i disegni dell’avvenire, e n’è sbalzato adesso con Fini e Casini, e Montezemolo, da una forza perversa! Chi, staccato a un tempo dalle più care abitudini, e disturbato nelle più care speranze, si e’ affidato a te Monti, per avviarsi in traccia di sconosciuti che non ha mai desiderato di conoscere, e non hanno mai combinato niente in politica e non può adesso prigioniero dei Centrini e dei Perdenti con l’immaginazione arrivare a un momento stabilito per il ritorno al bipolarismo che solo puo’ pensar di fare!

Addio, IMU sulla casa natìa, dove, sedendo, con un pensiero occulto, s’imparò a distinguere dal rumore de’ passi comuni il rumore d’un passo aspettato di Equitalia con un misterioso timore.

Addio, disoccupazione sempre sentita straniera, lavoro mancante sogguardato tante volte alla sfuggita, passando, e non senza rossore; nuovamente la mente si figura un soggiorno tranquillo e perpetuo di cittadino attivo e partecipe.

Addio, inflazione. Addio, perdita di ogni rispetto agli occhi di chi preferisce il tecnico al democraticamente eletto. Addio, calo della produttivita’ e della produzione, dove l’animo tornò tante volte disperato, piangendo nel buio le lodi della liberta’ d’impresa a Monti invisa; dov’era promesso, preparato un mai visto decreto sviluppo; dove il sospiro segreto della felicita’ doveva essere solennemente benedetto, e la ripresa venir comandata, oramai quasi santa; addio! Chi toglieva a noi tanta giocondità è perduto; e non turbera’ piu’ la gioia de’ nostri figli, se non per esser loro monito per una più certa Italia e più grande.

TwentyEightGate – il mio scoop giornalistico che ha fatto il giro del mondo

Breve excursus sul TwentyEightGate, il mio ultimo..ahem..secondo voglio dire “scoop” che ha fatto il giro del mondo essendo un bello (e legale!) sgambetto al bulletto chiamato BBC.

È uno “scoop” importante abbastanza da aver portato quasi 21mila visitatori su questo blog in un giorno solo (13 Novembre).

In poche parole: la BBC ha combattuto per cinque anni contro un pensionato (il blogger Tony Newbery ad Harmless Sky) per impedirgli di ottenere una lista di nomi di partecipanti a un seminario sul cambiamento climatico, tenuto il 26 gennaio 2006. Io ho trovato quella lista (in maniera perfettamente legale, già su internet) e ne ho facilitato la lettura.

Maurizio 1 – BBC 0. In altre parole, Gente Comune 1 – Bulletti 0.

Che quella lista fosse importante non lo dico io, lo dicono le 140mila sterline (175mila euro) spese in QUATTRO GIORNI dalla BBC stessa per avere SEI, dico SEI avvocati in tribunale a difenderne il segreto, mentre Newbery era presente senza avvocato, e con la moglie, avendosi dovuto sobbarcare un viaggio da fuori Londra.

Di fronte a tale bullismo di bassa caratura, una volta che il Tribunale ha dato ragione alla BBC (e te pareva!), come si dice “non c’ho visto più” e mi sono messo di buona lena a cercare la lista su internet. Ho pensato che visto il numero di partecipanti (una sessantina) a qualcuno potesse essere “sfuggita”.

Infatti ho trovato una pagina di uno degli organizzatori (lo IBT) dove per farsi belli come si suol dire hanno un bel giorno deciso di mettere online la lista di tutti i partecipanti ai seminari con la BBC dal 2004 al 2007.

Il file PDF non era più su quel sito, ma bene in vista sulla “Wayback Machine”, un sito dove vengono conservate copie di tante pagine su internet.

Qui il link originale al mio blog in inglese dove mostro la lista al mondo.

In inglese ne hanno parlato in molti su internet, in Canada, USA, Australia, Regno Unito (per esempio Bishop Hill ha un po’ di link). Ci sono anche articoli in Francia e in Olanda. Prima o poi ne farò una lista. Ho anche partecipato come ospite per parlare proprio di “28Gate” alla recente maratona TV online di 24 ore sul clima, organizzata da Anthony Watts su WUWT (il video sarà messo qui appena disponibile).

Il nome “28Gate” è stato dato da uno dei commentatori su WUWT, in assonanza con il mitico Watergate e il numero di “esterni” presenti al seminario BBC, che erano appunto ventotto (o almeno così diceva la BBC…ora se ne vedono trenta. Boh.)

Sulla carta stampata è uscito un articolo di James Delingpole sullo Spectator, dal titolo al solito molto esplicito “Ecco lo scandalo alla BBC che dovrebbe davvero farvi sentire disgusto” (ricordiamo infatti che la BBC in questo periodo va da uno scandalo all’altro – fra l’altro i quattro alti dirigenti appena dimessisi erano tutti al seminario del 2006).

In Italiano ne hanno parlato Piero Vietti de Il Foglio (online e su carta) e Guido Guidi di climatemonitor (online). Più un altro blog dove l’ossessione nei miei confronti non ha limiti…ma quando io sono l’argomento di discussione, non c’è evidentemente da sprecare neanche un link.

Qualche precisazione:

  • io di quella lista, la cui prima richiesta è di cinque anni fa, non mi interessavo. Non avevo neanche comprato l’e-book da Bishop Hill.
  • Che la BBC abbia davvero cambiato linea editoriale il 26 gennaio 2006, mi sembra una bufala fatta e finita, una bufala raccontata però dalla BBC stessa.
  • È la BBC e non io ad aver dato importanza a quella lista. Non è colpa mia se la BBC ha deciso di buttare via 40mila sterline al giorno per quattro giorni due settimane fa e per giunta contro un pensionato.
  • Lo “scoop” è nel fatto di aver trovato pubblicato online (da un altro degli organizzatori) quello che alla BBC hanno spergiurato essere un segreto. Magari potevano pagare un avvocato in meno e far cercare il documento a una persona in più.

Adesso sappiamo che:

  1. la BBC ha probabilmente mentito quando ha detto che era un segreto (stiamo parlando di una lista di nomi, non di cosa abbiano detto al meeting);
  2. la BBC ha probabilmente mentito quando ha detto che era un meeting di alto livello;
  3. la BBC ha probabilmente mentito quando ha detto che quel meeting aveva cambiato tutto;
  4. nessuno alla BBC né alcuno dei suoi strapagati avvocati sono capaci di usare internet (come detto ho trovato la lista lunedì sera in una mezz’oretta).

Ci sono cose ancora più gravi (la presenza di qualcuno dall’Ambasciata USA al seminario sarebbe una violazione dei principi fondativi della BBC) – ma non mi interessano almeno per il momento.

Tengo anche a dire il seguente:

  • A me non importa se la BBC si ispira editorialmente a maghi e fatine. A me importa che la BBC sia esplicita, chiara, limpida e trasparente, e dica a tutti quando si fa ispirare da maghi e fatine. È una questione di Trust, in tutti i sensi della parola.
  • Non so se qualcuno ha notato, ma non c’era in quel meeting nessuno del Met Office…come se in Italia la RAI facesse un meeting sul clima senza invitare il CMCC. Se vi va bene così…
  • Padronissima la BBC di usare avvocati in tribunale. A me però importa che la BBC, dopo avermi preso 145 sterline all’anno, non le dedichi poi al bullismo, perché di questo si tratta – continuo ad aspettare di trovare una-persona-una che giustifichi la necessità di ingaggiare sei avvocati contro un pensionato. Non uno (ragionevole), due (se se li possono permettere), non tre (già troppi) – addirittura sei!

Charles J Morabito – Aggiornamento con foto della lapide

Un piccolo aggiornamento nella storia di Charles J Morabito (1924-1945)

  • Nato nel 1924 (meno probabilmente 1916, o 1919) a Cuyahoga Falls, Ohio (zona di Cleveland)
  • Figlio di Santo “Sam” Morabito (16 Feb 1889-26 Ott 1975) e Mamie Foll (17 Ago 1892-24 Apr 1975)
  • Fratello di Frank (morto Ott 1969), Frances E(dith) (morta nel 2004), Grace (22 Mar 1930-8 Feb 1931), Tony J(oseph) (morto nel 1991)
  • Completato il primo anno delle superiori (High School)
  • Qualifica di “Semiskilled chauffeurs and drivers, bus, taxi, truck, and tractor” – conducente di automezzi
  • Ultimo indirizzo in America: 9022 Kinsman Rd, Cuyahoga Falls, OH (nella zona di Cleveland)
  • Arruolato al Camp Perry Lacarne a Cuyahoga County, Ohio il 3 marzo 1943, “per il resto della guerra, piu’ 6 mesi” nell’esercito USA con la matricola 35050065
  • Catturato dall’esercito tedesco nel dicembre 1944 durante la “Offensiva delle Ardenne”
  • Probabilmente assegnato alla XVIII Divisione di Fanteria, nel Reggimento 106, 109, 110, 111 o 112
  • Passa alcuni mesi in prigionia a Bad Orb, vicino Francoforte, con il numero 35050065.
  • Diventa prigioniero di guerra 25084 al Campo di schiavitu’ e sterminio di Berga dal 18 febbraio 1945
  • Descritto dal compagno di prigionia Joe Mark come “sconsiderato”
  • Tenta la fuga nel Marzo 1945, probabilmente il giorno 15. Viene catturato quando si ferma a mungere una mucca dopo settimane di stenti
  • Muore, probabilmente fucilato sul posto con proiettili di legno
  • I sopravvissuti vengono liberati dopo alterne vicende il 18 aprile 1945
  • La sua tomba a Berga viene fotografata per caso dal NARA. Nel 2006 quella foto verra’ stampata sulle pagine dell’IHT e notata da me
  • Il corpo rientra negli USA intorno al 1948
  • Il funerale con la famiglia e gli amici viene svolto il 14 dicembre 1948 alla St. Anthony-St. Bridget Church
  • Sepolto al Calvary Cemetery di Cuyahoga County

Piccoli dettagli sulla famiglia

  • La sorella Frances E ha sposato Anthony Giancola (morto nel 1990)
  • Il fratello Tony J viveva probabilmente a 4538 Hunting Valley Lane, Brecksville, OH 44141 con la moglie J A
  • Figli dei fratelli e della sorella: Anthony, Frances, Tina. Forse Lisa A Morabito, figlia di Tony J.
  • Probabile relazione di parentela con Sebastiano Morabito e Carmela Prefiero, il cui figlio Giuseppe è nato il 7 Dic 1908 e morto il 12 Apr 1912
  • Probabile relazione di parentela con Giovanni (John) Morabito e Concetta A Conti
  • Tutta la zona di Cuyahoga in Ohio è piena di persone con il cognome “Morabito”
Altre persone interessanti, trovate nel corso di queste ricerche:
  • Anthony F Morabito (New York 1921-Germania 4 Dic 1944) – morto per le ferite ricevute in guerra (#42142051, Private 12th Infantry Regiment, 4th Infantry Division). Premiato postumo con il Purple Heart. Sepolto a Epinal American Cemetery and Memorial, Epinal, Vosges, Lorraine Region, France, Plot A Row 36 Grave 51 accanto al fratello Frank A Morabito
  • Frank A Morabito (New York 1920-Francia 20 Feb 1945) – morto per la ferite ricevute in guerra (#42116164, Private First Class, 274th Infantry Regiment, 70th Infantry Division). Premiato postumo con il Purple Heart. Sepolto a Epinal American Cemetery and Memorial, Epinal, Vosges, Lorraine Region, France, Plot A Row 36 Grave 50 accanto al fratello Anthony F Morabito

Sulla centralizzazione del coordinamento globale dei partiti politici italiani

A settimane di distanza, quanto ho detto a YouDem resta ancora valido:

  • I Grandi Coordinatori Mondiali di tutti i partiti non hanno portato a granché sul lato IMU, mandrie di Carneadi sconosciuti forse anche ai loro familiari.
  • Noi intanto facciamo benissimo con o senza un Grande Coordinatore Mondiale (p.es., la lettera agli Ambasciatori indiani).
  • Chi sta ad aspettare che Qualcuno da Roma invii la Nomina, probabilmente non dovrebbe essere nominato.
  • E il Grande Coordinatore che riesca davvero a gestire l’innumerevole diversità della presenza italiana nel mondo da un ufficio, lo vorrei vedere nel prossimo film accanto a Thor, Iron Man e gli altri Supereroi.

Il posto di Grande Coordinatore Mondiale, per quello che importa a “chi fa”, è evidentemente fittizio e dipende da “chi fa”, non il contrario. A meno che, naturalmente, non vogliamo mettere in mezzo Incitatus, il cavallo di Caligola. Oppure giocare a riempire le caselline, fare una struttura tipo PCUS e mettere tutte le pedine al loro posto.

Lettera di un gruppo di fascisti di Reggio Calabria a Pio XI sulla politica razziale intrapresa da Mussolini

Così come riportata in appendice in “Le leggi razziali in Italia e il Vaticano” di Giovanni Sale (p199)

2 agosto 1938

Beatissimo Padre,

Spediamo a V.S. copia della lettera che inviamo al Duce, per testimoniarvi filialmente quali sono i veri sentimenti dei veri italiani. Se credete potete farla pubblicare, come nostra protesta alle intemperanze verbali e diplomatiche del Duce. Desideriamo che il mondo sappia che non siamo dei servi di un tiranno, ma che serviamo un’idea, per il nome di Dio e della Patria. Chi crede o s’illude d’avere in noi dei ciechi strumenti di ogni sua aberrazione, è bene che sappia che noi abbiamo la fierezza di dire no, e di non avanzare oltre le barriere della nostra Fede. A chi crede d’essere riuscito ad abbindolarci, diciamo innanzi al mondo: no! E con questo mostriamo che l’Italia non è al bando della civiltà e Vi baciamo con immutata fedeltà il sacro Piede.

I fascisti d’Italia, figli vostri e figli della Chiesa Cattolica Apostolica Romana.

 

 

L’Autorità Scientifica Nel Manifesto Della Razza

E poi uno si chiede perché affidarsi all’Autorità Scientifica sia una decisione straordinariamente stupida.

Da “Le leggi razziali in Italia e il Vaticano” di Giovanni Sale, Jaca Book 2009 (p72)

[...] Intanto il 25 luglio un comunicato del Partito Nazionale Fascista, per far tacere alcuni sospetti sollevati negli ambienti internazionali (e non soltanto) sullla autorità scientifica degli estensori del Manifesto, rendeva noti i nomi di coloro che lo avevano redatto e du quelli che vi avevano aderito, e dichiarava che esso era stato preparato sotto l’egida del ministero della Cultura Popolare (42). [...]

(42) I fimatari più noti del Manifesto della razza erano due medici (S. Visco e N. Pende), un antropologo (L. Cipriani), uno zoologo (E. Zavattari), uno statistico (F. Savorgnan) e uno psichiatra (A. Donaggio); gli altri erano oscuri assistenti universitari [...]

Otto italiani, otto nazioni, otto Ambasciatori d’India

COMUNICATO STAMPA: Otto italiani, otto nazioni, otto Ambasciatori d’India – iniziativa europea in appoggio ai marò italiani, fucilieri Massimiliano Latorre e Salvatore Girone

Londra/Berlino/Parigi/Vienna/Malta/Budapest/Berna/Bruxelles&Lussemburgo
- 19 Aprile 2012:

Otto italiani residenti in otto nazioni d’Europa hanno scritto fra ieri e oggi a otto Ambasciatori d’India nel Vecchio Continente, chiedendo un intervento a favore dei marò italiani, i Fucilieri Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, attualmente detenuti in India, sospettati nella morte di due cittadini locali nel corso di un’operazione anti-pirateria.

Il coordinatore dell’iniziativa, Maurizio Morabito (Londra) ha dichiarato: “Siamo un gruppo di italiani in Europa e come tali, sentiamo particolarmente sia la situazione di Latorre e Girone, sia le sue conseguenze presenti e potenzialmente future.” “È una questione d’onor patrio – ha continuato Morabito – anche e soprattutto come prova tangibile dell’appoggio totale a tutti gli italiani che si trovino in difficoltà, dovunque si trovino.

Abbiamo voluto raggiungere gli Ambasciatori d’India nei Paesi di nostra residenza. Come tutti gli italiani, – ha concluso Morabito – vogliamo che nessuno sforzo venga risparmiato, e nessuna strada lasciata inesplorata, perché Latorre e Girone rientrino in Italia al più presto possibile.

Nella lettera inviata da Morabito e altri sette connazionali, menzionata la tragica morte dei cittadini indiani, i firmatari sottolineano come la situazione attuale non sembri evolvere positivamente, e ricordano le tante gravissime crisi in corso a livello internazionale e le potenziali devastanti conseguenze della detenzione di Latorre e Girone sulle operazioni di peacekeeping.

L’esortazione è perché gli Ambasciatori d’India aggiungano la loro voce per una rapida risoluzione della crisi, compreso il ritorno in Italia di Latorre e Girone.

Dell’iniziativa, messa in atto da iscritti e simpatizzanti del Popolo della Libertà residenti in Austria, Belgio/Lussemburgo, Francia, Germania, Malta, Ungheria e Regno Unito, sono stati informati gli Ambasciatori d’Italia nei Paesi interessati.

Contatto:
Maurizio Morabito
maurizio CHIOCCIOLA morabito PUNTO name

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(segue elenco firme – sono disponibili anche le versioni italiana e inglese della lettera inviata agli Ambasciatori d’India)

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FIRMATARI

Roberto Basili, Buch am Erlbach, Germany
Carlo Bauleo, Winterthur, Switzerland
Rosario Cambiano, Köln, Germany
Marzia Carissimo Gibbs, London, UK
Vincenzo Catalano, Malta
Mario Ferrera, Berlin, Germany
Maurizio Morabito, London, UK
Vincenzo Orlando, Budapest, Hungary
Carmelo Pignataro, Stuttgart, Germany
Angela Piscitelli & Leonardo Cammarano, Sainte Vertue, Yonne, France
Vittorio Porta Frigeri, Luxembourg
Enrica & Sergio Valentini, Vienna, Austria
Mario Spanó, Wolfsburg, Germany

Lettera per Ambasciatori d’India su Latorre e Girone – in Italiano e in Inglese

(Comunicato Stampa)

VERSIONE ITALIANA LETTERA AMBASCIATORI D’INDIA
(segue la versione originale in inglese)

Eccellenza,

Siamo profondamente preoccupati per la situazione riguarda i marò italiani Massimiliano Latorre e Salvatore Girone.

Come certamente Lei sa, i militari italiani sono in stato d’arresto in Kerala dallo scorso febbraio, sospettati nella morte dei cittadini indiani Valentine Jalastine e Ajeesh Binki nel corso di un’operazione anti-pirateria.

Siamo perfettamente consapevoli di quanto grande una tragedia sia la morte dei Sigg.ri Jalastine e Binki. I nostri pensieri sono con le loro famiglie e ci auguriamo che siano aiutate nel modo più appropriato in questi momenti difficili.

Allo stesso tempo, la situazione attuale non sembra in alcun modo evolvere positivamente.

È infatti molto più probabile che siano necessarie nuove e migliori regole d’ingaggio nella lotta contro la pirateria in alto mare, piuttosto che un comunque discutibile tentativo di portare avanti un’accusa contro militari che hanno agito in servizio. Tale tentativo potrà semplicemente tradursi in una grande angoscia per le famiglie del signor Latorre e del signor Girone e in relazioni difficili fra due grandi democrazie sempre amiche, la Repubblica d’India e la Repubblica italiana.

Siamo anche preoccupati per lo sviluppo di una inutile distrazione internazionale, lontana da preoccupazioni pressanti come la proliferazione delle armi nucleari e le multi-decennali crisi in Afghanistan e in Medio Oriente. Nel peggiore dei casi, il destino dei Sigg.ri Latorre e Girone potrebbe avere effetti devastanti sulle operazioni internazionali di peacekeeping in tutto il mondo. E importante che, in questo momento cruciale, i leader responsabili dei Paesi democratici intraprendano le azioni necessarie al fine di focalizzare gli sforzi internazionali sulla pace e la stabilità mondiale.

Lo scorso ottobre, tutta l’India ha giustamente provato sollievo quando tutti e quattro i suoi militari sono tornati sani e salvi a Kargil, essendo stato permesso di rientrare dalle autorità pakistane meno di cinque ore dopo che il loro elicottero Cheetah aveva deviato in un’area del Kashmir occupata dal Pakistan. Analogamente, tutta l’Italia apprezzerà moltissimo uno sforzo decisivo da parte dell’India per giungere ad una conclusione della situazione attuale.

Eccellenza, noi rispettosamente La esortiamo affinche aggiunga la Sua voce per una rapida risoluzione della crisi in corso riguardo i Sigg.ri Latorre e Girone, compreso il loro ritorno nel Paese di origine.

Cordiali saluti

LETTERA ORIGINALE IN INGLESE PER GLI AMBASCIATORI D’INDIA

London, April 18, 2012


Ambassador of India

…………………..

Your Excellency,

We are deeply concerned about the situation regarding the Italian marines Mr. Massimiliano Latorre and Mr. Salvatore Girone.

As You certainly know, the Italian servicemen have been under arrest in Kerala since last February, suspected in the killing of Indian nationals Mr. Valentine Jalastine and Mr. Ajeesh Binki during an anti-piracy operation.

We are perfectly conscious of how big a tragedy the deaths of Mr. Jalastine and Mr. Binki have been. Our thoughts are with their families and we sincerely hope they will be helped in the most appropriate way in these very testing times.

At the same time the ongoing situation does not seem to be evolving in anything positive.

It is indeed much more likely that new and better rules of engagement are needed in the fight against piracy in the high seas, rather than a forever-questionable prosecution attempt against servicemen acting while on duty. Such an attempt will simply result in a great distress for the families of Mr. Latorre and Mr. Girone and the always-friendly relationships between two great Democracies, the Italian Republic and the Republic of India.

We are also worried about the development of an unhelpful international distraction away from very pressing concerns such as nuclear arms proliferation and the multi-decennial crises in Afghanistan and the Middle East. In the worst-case scenario, the fate of Mr. Latorre and Mr. Girone could have devastating consequences on international peace-keeping operations the world over. It is important that, at this very crucial time, responsible leaders of democratic countries take the necessary actions in order to enhance the focus of international efforts on world peace and stability.

Last October, all of India was rightfully relieved when all four of its Army personnel safely returned to Kargil, having been allowed back by the Pakistani authorities less than five hours after their Cheetah helicopter strayed in Pakistan-occupied Kashmir. Just as well, all of Italy will greatly appreciate a decisive effort by India to come to a conclusion of the current situation.

Your Excellency, we respectfully urge You to please add Your voice for a speedy resolution of the ongoing crisis centred on Mr. Latorre and Mr. Girone, including their return to their native Country.

Yours sincerely

(signatures follow)

Incontro di Franco Frattini con la Comunità Italiana In Europa del 29 Marzo 2012 – live microblogging

Di seguito il resoconto dell’incontro di Franco Frattini (Deputato del Pdl, Presidente della Fondazione A. De Gasperi e della SIOI. Già ministro degli esteri, commissario e vicepresidente della Commissione UE – TwitterFacebook) con la Comunità Italiana in Europa del 29 Marzo 2012 – cosí come scritto dal vivo e riportato da me su Twitter – @mmorabito67: (nota: il mio account Twitter principale rimane @omnologos)

(ogni errore ed omissione nel seguito, colpa del sottoscritto...)

(introduzione del sen. Raffaele Fantetti)

  • Fantetti elogia le iniziative di Carlo Presenti, Direttore Istituto Italiano di Cultura di Londra.
  • presente punta iceberg emigrazione italiana in Europa
  • emigrazione in crescita 70-100mila all’anno fenomeno attuale
  • nuovi emigrati non distaccati dall’Italia.

(intervento dell’On. Franco Frattini)

  • elogia Carlo Presenti, Direttore dell’Istituto di Cultura Italiana a Londra
  • “occasioni come queste sono poche”
  • legge elettorale va cambiata.
  • dovremmo essere in quattro ma uno ha tradito.
  • c’è rete italiani nemici del Paese in odio a un Governo.
  • personaggi sconosciuti dati spazio su giornali prestigiosi per criticare l’Italia.
  • occorre rete persone che amano l’Italia e i cui sforzi positivi vinceranno su quelli negativi.
  • in tutto il mondo professionalità italiane ben radicate.
  • provocatoriamente da non-Ministro…aneddoto riguardo ministro nord europa.
  • italia non solo corruzione.
  • futuro politico. #Berlusconi ha dovuto fare passo indietro. Problema opposizione distruttiva.
  • riforme Monti le avrebbe dovute fare Berlusconi. Lega contraria riforme importanti.
  • parte del PDL ha tradito per votare con Bersani.
  • sorte Italia in mano a deputati sconosciuti.
  • Berlusconi ha cambiato l’Italia in 17 anni.
  • maggioranza parlamentare non politica
  • Monti liberale che conosce il mondo. Considerato degno di rispetto dal 1994
  • nostro sostegno riforme Monti crea problemi a #Bersani.
  • campagna elettorale adesso responsabilità gravissima anche Bersani l’ha capito.
  • giro europa incontrando vecchi amici e conoscenze. Menziona on. @guglielmopicchi .
  • occorre Partito Moderati Italiani fra chi fa riferimento al PPE.
  • Partito Moderati avrebbe due terzi dei voti.
  • Fioroni, Letta nel PD ma cominciano a capire non è il loro spazio.
  • Costituente Popolare Italiana come ha indicato Alfano.
  • isolamento europeo Tories lo sconteranno.
  • politica ha problema credibilità – bisogna lavorare perché classe dirigente abbia onestà e correttezza morale.
  • esponenti locali partito coinvolti in scandali. Dalle politiche in poi chi.ha problemi non va incluso.
  • Berlusconi non tollera chi.è in politica per prendere soldi.
  • altra caratteristica l’aver contribuito alla società – come Forza Italia agli inizi
  • Fantetti e @guglielmopicchi hanno esperienze prima della politica come me.
  • legge elettorale: preferenze, piccoli collegi, liste scelte da elettori, candidato Premier, squadra governo
  • ultima cosa. Vendola e soci vogliono colpire ricchezza non alleviare povertà.
  • dice Vendola vuole bloccare BOT. Provocazione? Nel dubbio…
  • Presidente Associazione De Gasperi dopo Andreotti.
  • De Gasperi: politico pensa prox elezioni. Statista.pensa prox generazioni. Tutti ora diciamo grazie a DG.
  • (continua a nominare Vendola)
  • chi ha il passaporto dovrebbe credere ed essere legato all’Italia. Circoscrizione Europa va rimessa al centro.

(domande dal pubblico)

  • Sviluppo non solo tasse? Manovre fiscali per fermare emorragia. Già partiti liberalizzazioni e semplificazioni.
  • Bertali chiede più organizzazione nel partito per l’estero
  • (il mio intervento) – Ho chiesto che il partito e l’Italia “sfruttino” i milioni di anni-uomo di esperienza disponibili specie in Europa.
  • Dalla Svizzera richiesta di aiutare chi voglia tornare.
  • Da Bruxelles @Simoneceramicol invita a fare delle elezioni all’estero una cosa seria. Compravendita buste mai più.
  • Dalla Germania brontolii contro la disorganizzazione del partito a Roma. Troppe cose fanno vergognare
  • Da Vienna invito simile al mio. Michele Capaccioli dei Riformisti chiede riforme per invogliare giovani rientrare

(risposte dell’On.Frattini)

  • ritorno apprendistato. Meglio dei CoCoCo.
  • legge lavoro prima dell’estate
  • nomine passate per l’estero nel partito sbagliate, sottovalutata importanza.
  • chiederò rivitalizzazione settore.
  • se fosse stata usato il criterio del merito scelta su Fantetti e @guglielmopicchi
  • adesso spinta online
  • dice che farà suo il mio suggerimento…
  • forum+ per l’europa da presentare in Direzione partito.
  • ricerca e innovazione per rientro in Italia tramite defiscalizzazione
  • rete cooperazione internazionale fra centri di.ricerca incluso reingresso in Italia per chi voglia.
  • colpito da riferimento a pochezza conoscenza linguistiche. Anche funzionari non sanno inglese e francese
  • italia rischia perdere competizione qualità in europa
  • italiani spesso non “fanno sistema” all’estero
  • approccio funzionari potrebbe essere aiutato da chi vive all’estero
  • parla di seggio De Gasperi al Parlamento austriaco
  • punto telematico ascolto per elettori e simpatizzanti

L’incontro si è tenuto all’Istituto Italiano di Cultura di Londra, ed è stato organizzato dal sen. Raffaele Fantetti e dall’On. Guglielmo Picchi, entrambi eletti nel PDL per la Circoscrizione Europa e residenti nella capitale britannica.

Sulla Decrescita

Un racconto brevissimo di Guido Botteri apparso come commento su “Climate Monitor:

Una sera, ad Amalfi, seduto su una panchina di fronte al mare calmo, aspettando l’autobus per tornare a Ravello, incontrai un tizio. Non so come il discorso finì su quel punto, ma lui mi disse, ad un certo punto:

“La ricchezza è come la materia, sparsa per l’universo. Qua e là si addensa, ma dove si addensa di più e dove di meno. C’è giustizia nell’universo ? E’ forse giusto che il Sole sia tanto più piccolo di Aldebaran ? E’ forse giusto che l’elefante sia più grande del pipistrello, e che Bolt sia più veloce di me ? E’ forse giusto che io non abbia gli occhi azzurri, e la voce di Celentano ? O che le viole non siano rose, e che ci sia chi abbia diamanti, o petrolio sotto i piedi, senza aver fatto nulla per averli ? No, non c’è giustizia nell’universo, ma forse è meglio così, perché se ci fosse, se tutti i fiori fossero rose, e tutte le donne alte, bionde e con gli occhi azzurri, e tutti avessero la voce di Celentano o Mina….questo mondo sarebbe di una noia mortale. Credo che per questo Dio, o chi per lui, non l’ha voluto “giusto”. E per tornare alla nostra materia, che così ingiustamente si addensa dove sì e dove no, essa poi continua nella sua ingiustizia, perché proprio chi ha di più, per legge di gravità, attira ancora di più ed aumenta il gap [ allora non si era ancora diffuso il termine "spread" ] tra chi ha di più e chi ha di meno, e chi ha di più ha sempre di più, e aumenta la sua differenza con chi ha di meno. Così è per la ricchezza. Chi è ricco, se non fa cavolate, diventa sempre più ricco, per legge di natura. E allora, decrescere può solo far diventare più poveri, perché diminuisce la “forza di gravità economica”. La decrescita non è quindi paragonabile a quel che si perde, ma molto più ripida e dannosa. E’ giusto tutto questo ? Ora, se vogliamo tendere ad una maggiore giustizia, che tenda a diminuire quei divari, cosa stiamo facendo, un’opera di politica economica o un’opera morale ? Non confondiamo l’etica con l’economia, perché poi un’economia povera non può garantire i diritti, che senza una copertura finanziaria sono aria fritta. Quindi un’economia senza una correzione etica crea eccessivi divari, ma se azzera i divari crea solo povertà, e quindi meno diritti per tutti. Tra tutti uguali, ed eccessivi divari si deve cercare un compromesso che non sia troppo ingiusto e non sia troppo antieconomico.”

Detto questo mi salutò, perché era arrivato il suo autobus, e non ebbi nemmeno la prontezza di chiedergli come si chiamasse.

Cronache Dal Futuro Prossimo

Come al solito, la partita politica in Italia in questo momento non si gioca sul piano delle idee (non c’è la tradizione anglosassone del think tank), e forse neanche su quello dei sentimenti (che appassiona i francesi, che si chiedono sempre se ciò che funziona in pratica funzioni anche in teoria).

Si tratta, oggi come ieri, di un problema di “potere”…quindi bisognerebbe mostrare di “poter fare”. Occorre un inusitato moto di rottura, vuoi con le aliquote fisse, vuoi con la semplificazione tributaria tout-court, vuoi con l’abolizione delle Province.

Parlarne lascerà il tempo che trova. Farlo significhera’ dimostrare di avere le chiavi del “potere” e rinvigorirà il consenso come all’epoca della reazione alla tragedia dell’Aquila.

Tutto sommato, non occorrerà aspettare molto.

Perche’ Rifiuto L’Anonimato

(commento postato su ClimateMonitor riguardo il rifiuto di uno dei migliori commentatori, tale “antistrafalcione“, di fornire alcun dettaglio riguardo la sua vera identita’)

Insomma abbiamo capito che in Itaglia ci sono i vasi di coccio che sanno ragionare, ma hanno troppa paura di essere fatti, appunto, di coccio. D’altronde fatemi spezzare una lancia in favore del “coniglio” che si firma “antistrafalcione” e non vuole comunicare neanche in privato una sua email vera: bisogna avere una pellaccia molto dura, in Itaglia, per tirare avanti dopo “averci messo la propria faccia”.

Io, giusto per fare un esempio, dovrei passare giornate intere a smentire le numerose dichiarazioni false all’estremo fatte nei mie confronti da Sylvie Coyaud in arte Oca Sapiens. Nonostante la mia assenza da lungo tempo dal suo blog, continua infatti a citarmi continuamente e senza indovinarne una. Per i miei fidati lettori: non ho mai seguito il pensiero di Lord Monckton; non sono disoccupato; non ho mai seguito il pensiero di Frigerio. Etc etc.

Ora, e’ chiaro che un “antistrafalcione” qualunque si sentirebbe in difficolta’ di fronte a una campagna incessante fatta di bugie, invenzioni e disinformazione. Direbbe “tengo famiglia”, terrebbe la testa giu’, si occuperebbe di postare nel piu’ rigoroso riserbo magari usando un anonimizzatore (manco l’Italia fosse la Corea del Nord).

Quindi, lo capisco. Invito dunque gli Admin a manifestare la loro solidarieta’ promuovendo il suo commento a blog, per dire a tutte le anime infelici che non sanno come parlare senza aver paura che l’oca di turno si dedichi al carattericidio a mezzo blog, che ClimateMonitor e’ l’isola felice dove ognuno puo’ avere diritto ai suoi cinque minuti di liberta’ di espressione.

Per me, invece, dal basso della mia ingenuita’, tutte quelle attenzioni alla di mia persona devo confessare che titillano l’ego e non poco. Ma cio’ che ritengo piu’ importante e’ il fatto che la prima volta che ho esperito una situazione del genere, e’ stato quando il mio nome e’ apparso in un sito di sciachimisti, dov’ero bollato come Disinformatore. E la mia seconda esperienza del genere e’ stata in un sito di Creazionisti.

So dunque due sole cose: di non sapere, e di aver capito quali forme di pensiero portino delle anime belle a cercare di uccidermi come abitante della Rete, con nome, cognome, faccia, CV e tutto.

Permettetemi dunque di continuare a rifiutare di anonimizzarmi.

Perché Ho Rimandato Indietro L’International Herald Tribune

Affezionato lettore dell’International Herald Tribune da più di un quarto di secolo, e abbonato fisso da almeno 12 anni, il 14 febbraio 2011 ho fatto una cosa che non avrei mai pensato di fare. Ho messo il giornale in una busta, con una bella letterina di accompagnamento, e l’ho rimandato indietro (direttamente a Parigi). Perché quando è troppo, è troppo.

Tutto è cominciato quando durante la tradizionale lettura mattutina del giornale, ho notato un articolo a pagina 3, bello in evidenza e accompagnato da una foto gigante della manifestazione “Se non ora quando” del 13 febbraio a Roma. Titolo dell’articolo, “Angry voices rise against Berlusconi“, “Voci arrabbiate si alzano contro Berlusconi” (qui sul sito del New York Times, con un titolo diverso). E fin qui niente di strano: a parte un rarissimo articolo di Rachel Donadio del 22 gennaio scorso, l’IHT non ha mai fatto molto per far comprendere ai suoi lettori neanche le basi del “fenomeno Berlusconi” e del “caso Italia”, preferendo le solite macchiette e mezze verità.

Ma la stessa Donadio, in compagnia della coautrice dell’articolo sulla manifestazione romana, Elisabetta Povoledo, ha stavolta superato se stessa, scrivendo un pezzo di propaganda spicciola e neanche tanto velata. Il “pezzo” in inglese è infatti di 784 parole, delle quali 766 sono contro Berlusconi. E solamente 18, a favore, nel senso che è stata infilata una insensata frasetta a forza:

Mr. Berlusconi and his defenders have dismissed the demonstrations as purely political, calling his critics “moralists” and “puritans”

Berlusconi e chi lo difende hanno rigettato i cortei come puramente politici, etichettando i suoi critici come “moralisti” e “puritani”

Nient’altro. Meno del 2.4% del totale dell’articolo, per chi volesse fare due conti.

Niente spazio quindi ad alcuna critica alle manifestazioni, anzi ad alcun ragionamento che possa andare al di là delle solite lamentazioni. Niente spazio neanche ad una voce non certo berlusconiana come quella di Beppe Severgnini, visto che la manifestazione l’ha criticata per suoi motivi anche lui.

E allora lo dicano forte e chiaro, all’International Herald Tribune/New York Times. Dicano di non avere intenzione di pubblicare notizie dall’Italia, e di preferire intervenire a cervello spento e con la propaganda a mille, quasi volessero imitare un qualsiasi giornalucolo egiziano filogovernativo dei tempi di Mubarak.

E se quello è il caso, allora si tengano il giornale. Per intanto, come ho detto, l’ho rimandato indietro, al Servizio Clienti però, chiedendo loro di mandarmi l’edizione giusta, quella scritta professionalmente e giornalisticamente, invece che l’edizione delle stupidaggini.

Chissà.

Perché ho rispedito indietro l’International Herald Tribune

(originale su Il Predellino)

Affezionato lettore dell’International Herald Tribune da più di un quarto di secolo, e abbonato fisso da almeno 12 anni, il 14 febbraio 2011 ho fatto una cosa che non avrei mai pensato di fare. Ho messo il giornale in una busta, con una bella letterina di accompagnamento, e l’ho rimandato indietro (direttamente a Parigi). Perché quando è troppo, è troppo.

dal nostro corrispondente a Londra, Maurizio Morabito
Tutto è cominciato quando durante la tradizionale lettura mattutina del giornale, ho notato un articolo a pagina 3, bello in evidenza e accompagnato da una foto gigante della manifestazione “Se non ora quando” del 13 febbraio a Roma. Titolo dell’articolo, «Angry voices rise against Berlusconi», «Voci arrabbiate si alzano contro Berlusconi»

E fin qui niente di strano: a parte un rarissimo articolo di Rachel Donadio del 22 gennaio scorso, l’IHT non ha mai fatto molto per far comprendere ai suoi lettori neanche le basi del “fenomeno Berlusconi” e del “caso Italia”, preferendo le solite macchiette e mezze verità.

Ma la stessa Donadio, in compagnia della coautrice dell’articolo sulla manifestazione romana, Elisabetta Povoledo, ha stavolta superato se stessa, scrivendo un pezzo di propaganda spicciola e neanche tanto velata. L’articolo in inglese è infatti di 784 parole, delle quali 766 sono contro Berlusconi. E solamente 18, a favore, nel senso che è stata infilata una insensata frasetta a forza:

«Mr. Berlusconi and his defenders have dismissed the demonstrations as purely political, calling his critics “moralists” and “puritans”», ovvero «Berlusconi e chi lo difende hanno rigettato i cortei come puramente politici, etichettando i suoi critici come “moralisti” e “puritani”». Nient’altro. Meno del 2.4% del totale dell’articolo, per chi volesse fare due conti.

Niente spazio quindi ad alcuna critica alle manifestazioni, anzi ad alcun ragionamento che possa andare al di là delle solite lamentazioni. Niente spazio neanche ad una voce non certo berlusconiana come quella di Beppe Severgnini, visto che la manifestazione l’ha criticata per suoi motivi anche lui.

E allora lo dicano forte e chiaro, all’International Herald Tribune/New York Times. Dicano di non avere intenzione di pubblicare notizie dall’Italia, e di preferire intervenire a cervello spento e con la propaganda a mille, quasi volessero imitare un qualsiasi giornalucolo egiziano filogovernativo dei tempi di Mubarak.

E se quello è il caso, allora si tengano il giornale. Per intanto, come ho detto, l’ho rimandato indietro, al Servizio Clienti però, chiedendo loro di mandarmi l’edizione giusta, quella scritta professionalmente e giornalisticamente, invece che l’edizione delle stupidaggini. Chissà.

L’Autodistruzione della Climatologia – Rapporto Climategate Tradotto Per L’Istituto Bruno Leoni

Ho avuto ieri l’onore di fare da tramite fra la britannica Global Warming Policy Foundation (GWPF) di Lord Lawson e Benny Peiser, e l’Istituto Bruno Leoni di Carlo Stagnaro. Questi ha infatti pubblicato il rapporto GWPF “The Climategate Inquiries“, scritto da Andrew Montford/Bishop Hill e tradotto in italiano (“L’inchiesta sul Climategate“) da tal Maurizio Morabito.

Cosa significa realmente il climategate? Le principali indagini hanno scagionato gli scienziati dell’Università della East Anglia, ma un nuovo rapporto mostra quanto esse siano state parziali e fuorvianti

Mille grazie a tutti i coinvolti, inclusi Guido, David e Piero.

Ho anche scritto la Prefazione all’edizione italiana del rapporto, intitolata “L’autodistruzione della Climatologia” e ne includo qui alcuni estratti:

La scienza del riscaldamento globale antropogenico (AGW) è in agonia, così ridotta da quei ‘pasdaran del clima’ che ne hanno fatto un feticcio ideologico, spingendosi a tramare dietro le quinte per difenderne a tutti i costi i dogmi. Proprio alcuni dei personaggi più importanti hanno commesso il peccato più grande: si sono fatti ‘scoprire’ quando qualcuno (uno di loro?) ha deciso di distribuire via internet, nel Novembre 2009, un ‘tesoretto’ di documenti ed email riguardo l’Unità per la Ricerca Climatica (CRU) dell’Università dell’East Anglia (UEA). Documenti e messaggi il cui contenuto è adesso noto come ‘lo scandalo del Climategate’.

Il risultato, più che l’intaccare la scienza, è stata la frantumazione dell’interfaccia fra scienza e politica, con conseguenze che coinvolgono la scienza stessa, autosconfittasi e dunque adesso più subalterna che rilevante, per la politica. Per quanto siano inattaccabili le loro prove, difficilmente in futuro gli scienziati potranno convincere i politici ad agire in maniera concertata riguardo un qualunque problema a livello planetario, a meno che il problema non sia imminente se non attuale, immediatamente rilevante e più che certo. In altre parole, la gestione del rischio globale a medio e lungo termine, grazie ai pasdaran del clima, è scomparsa ancora prima di nascere.

[...] Cosa dice il rapporto di Montford? Possiamo individuare quattro filoni principali: i problemi riconosciuti da tutti; le furberie e il ‘muro di gomma’ dell’Establishment britannico; le domande e accuse tuttora inevase; e lo sbriciolamento della scienza del cambiamento climatico.

Il Climategate, come ampiamente documentato da Montford, ha rivelato errori ed omissioni su cui tutti sono d’accordo [...] C’è poi la questione dei ‘furbetti’, con innumerevoli esempi di piccoli aggiustamenti nell’interpretazione, e qualche piccola omissione qui e là [...] È contro questo ‘muro di gomma’ che si stagliano tutte le domande e tutte le accuse rimaste inevase e che, in quanto tali, impediscono che lo scandalo Climategate possa dichiararsi chiuso [...] il Climategate ha cambiato tutto. L’IPCC è nata all’interfaccia fra scienza e politica e produce non un’enciclopedia, ma un rapporto che vuole e deve essere rilevante per le politiche di risposta al cambiamento climatico antropogenico, e che quindi contiene quanto scienziati (e politici: non per nulla si chiama ‘intergovernativo’ e non ‘interaccademico’ o ‘interdisciplinare’) ritengano via via indispensabile dichiarare riguardo quelle politiche stesse. Il Climategate ha però distrutto tale interfaccia, mostrando come gli stessi scienziati che scrivevano cautamente i loro articoli su riviste professionali (140) passavano invece a dichiarazioni roboanti nei rapporti IPCC e in altre pubblicazioni politiche e divulgative (131, 167). L’IPCC stesso è insomma stato, finanche nelle parole di una delle mansuetissime Commissioni d’inchiesta, colpevole di semplificazioni eccessive e di omissioni delle incertezze pur presenti nella letteratura scientifica. Dopo il Climategate la politica non può più fidarsi di una scienza schiava della necessità di essere sempre utile, utilizzabile, sempre corretta, concentrata sulle emissioni di CO2 di origine umana e mai smentita. Tale scienza finisce quindi con il trovarsi in posizione subalterna: