Perche’ Obama Dovrebbe Ringraziare Osama

Al Qaeda in prima pagina oggi e forse anche domani, con la “risposta” alle elezioni presidenziali USA. Buon per loro. E buon per Obama, che viene maltrattato quel tanto che basta, con la ciliegina sulla torta della comparazione con Malcolm X.

Perche’ tutto cio’ sarebbe una buona cosa per Obama? E’ facile capirlo. Proviamo a immaginare il casino che sarebbe successo se Al Qaeda avesse mandato le sue felicitazioni, promettendo di lavorare al fianco del nuovo Presidente…

Obama come Berlusconi

…dice Ricky Filosa su Italia Chiama Italia. E non ha tutti i torti.
Come dimostra questo articolo da Forbes sulla mania di appiccicarsi “Hussein” come secondo nome, imitando appunto Barack H Obama, questi, come Berlusconi, ispira una tribu’ di seguaci, al di la’ delle vecchie idee di “partito”.
E’ un trend cominciato non saprei se con Silvio nel 1993 o con De Gaulle ai tempi della fondazione della V Repubblica francese. Chissa’ se qualche sociologo c’ha gia’ ragionato sopra.

Dopo Obama, L’Ultima Sfida All’Integrazione Razziale In America

Dopo Obama, perche’ non provare a descrivere quella che sara’ l’ultima sfida all’integrazione razziale (e non solo) in America?

Immaginiamoci allora le elezioni presidenziali del 2016, e come Candidato alla Presidenza una donna, con antenati ex-schiavi da parte di padre e ebrei da parte di madre.

E convertita all’islamismo.

E come suo vice un’altra donna, in sedia a rotelle.

Mezza Native American e mezza messicana.

Con la quale e’ fidanzata.

E con la quale ha un figlio ottenuto con inseminazione artificiale. E il cui padre e’ Asian-American.

Immaginiamo infine che tale Candidata alla Presidenza rappresenti il Partito Repubblicano.

Oltre, la mia immaginazione non riesce ad andare 8-)

ps Dopo che Emiliano Errico ha letto il mio testo qui riportato durante la puntata di “Jefferson Ming” del 5 Novembre su Radio24, il conduttore Stefano Pistolini ha commentato riferendosi a un futuro molto piu’ probabile, per le Elezioni Presidenziali americane del 2016: Bobby Jindal, classe 1971, Governatore della Louisiana per i Repubblicani e figlio di due immigranti indiani del Punjab.

Spezziamo Una Lancia In Favore Di (e non in testa a) I “Nostri” Rappresentanti in Parlamento

(Lettera a Italia Chiama Italia)

Caro Direttore

Magari e’ vero che sono specializzato nel fare il bastian contrario. Oppure e’ il mio momento per raccogliere “brownie points” e popolarita’ fra la pattuglia degli eletti per gli Italiani all’estero nel Parlamento Italiano (anche se non mi aspetto una cartolina di auguri di Natale da parte di nessun avvocato chiamato Di Girolamo).

Pero’…pero’ penso sia il momento di spezzare una lancia in favore dei “nostri” onorevoli e senatori, Di Biagio, Picchi, Micheloni, etc etc. I quali invece di solito sono oggetto di punzecchiamenti e picconature (virtuali!) visto che non sembrano essersi coperti di eccessivi onori, nella passata e corrente Legislatura.

E non hanno neanche dirottato centinaia di milioni di euro in favore di noi Italiani Nel Mondo. E non hanno ancora chiarito come funziona il non-pagamento dell’ICI sulla prima casa. Etc etc.

Certo conviene tenerli un po’ tutti sull’attenti, onde evitare il rischio di sonnecchiamenti o che la loro avventura romana addirittura si riduca solo a un saggio investimento pensionistico, come scrive qualcuno a chiare lettere nella rubrica della posta di Italia Chiama Italia.

Ma d’altronde, se essi ci rappresentano, non ha senso rischiare neanche di scivolare nello scontro aperto, e nel manifestare delusioni su delusioni, auto-alimentantisi da qui al 2012.

Forse quello che occorre e’ realismo e gestione delle aspettative. Anche noi rappresentati dobbiamo infatti ancora imparare le conseguenze pratiche della Legge Tremaglia. Cominciamo allora con il renderci conto (con il senno di poi) che non ha senso pensare di mandare 12 Deputati e 6 Senatori e pensare che possano sconfiggere cattivi e raddrizzare torti, novelli Errol Flynn nelle leggendarie interpretazioni del personaggio di Robin Hood.

Si tratta infatti dell’1,9% del totale dei Parlamentari. Corigetemi se sbaglio ma quand’anche manifestassero un’improvvisa comunione di intenti, non potrebbero neanche fare Gruppo Parlamentare a se’ stante.

Non ha senso neanche immaginarseli infaticabili nei dibattimenti, e ubiqui nelle varie Commissioni e nella stesura di tutte le Leggi e i Decreti. Potrebbero anche provarci, per poi finire magari come quello che in inglese e’ chiamato “headless chicken”, il mitico pollo che continua a correre anche se non ha piu’ la testa, e ovviamente non va da nessuna parte.

C’e’ anche da considerare il fatto che in tutta franchezza ne’ il PdL, ne’ il PD (ne’ alcun altro partito) hanno dimostrato molta attenzione agli Italiani all’estero. Forse siamo troppo pochi, o troppo distratti? O forse e’ perche’ chi non e’ andato all’estero a vivere e lavorare, molto difficilmente potra’ liberarsi da una visione patinata dell’emigrazione italiana, visione a meta’ fra l’ingenuita’ e il provincialismo (non e’ una critica: e’ un dato di fatto. E’ come chiedere a un abitante del deserto di capire cos’e’ la neve).

Sommiamo a quanto sopra l’eccessiva verticita’ del PdL, e l’eccessiva leggerezza al vertice del PD, e non c’e’ molto materiale per i nostri Parlamentari, sul quale possano costruire qualcosa di efficace e soddisfacente.

Insomma quello che occorre loro e’ piu’ peso politico: essere capaci di influenzare fortemente le scelte dei loro rispettivi Partiti, e dei loro colleghi a Montecitorio e Palazzo Madama, in modo da garantire che i problemi e gli interessi degli Italiani all’estero non siano solo uditi, ma suscitino anche attenzione e vengano magari anche risolti, ogni tanto.

Qualunque sia la nostra idea politica quindi, fra un’elezione e l’altra l’unico atteggiamento sensato nei confronti dei vari Picchi, Di Biagio, Micheloni, Randazzo, e’ una posizione di dialogo e di critica costruttiva, con un’incessante disponibilita’ a aiutarli a superare tutti gli ostacoli che hanno di fronte: l’esiguo numero, la distrazione delle Nomenklature, l’ignoranza generalizzata nella Penisola e Isole comprese nei confronti dell’emigrazione; e anche le loro differenze ideologiche e inevitabili rivalita’.

Pretendendo, naturalmente, che concedano tutta l’attenzione possibile (almeno loro!) a chi li ha eletti.

Certo possiamo anche decidere di dilettarci in lamentazioni, cercando di minare la loro credibilita’ per cinque anni, e attaccandoli a tutto spiano, sperando magari che alle prossime elezioni compaia un redivivo Cavour, Gramsci o Salvemini (o Garibaldi). E sperando che il Primo Ministro che condurra’ l’Italia durante la XVII Legislatura, verra’ eletto nella Circorscrizione Europa (giusto per fare un esempio…).

Ma non mi sembra una scelta saggia.

Anche Su Google, Obama In Vantaggio Su McCain

Anche su Google, Barack Obama sembra essere (quasi sempre) in vantaggio…

Per esempio: cercando “obama 666” si ottengono 1,380,000 pagine. “mccain 666” riporta solo 848,000 risultati.

Oppure “McCain eats babies” (mangia bambini) = 1,460. “Obama eats babies” = 3,050.

L’unica ricerca dove McCain e’ davanti anche se di poco: “McCain is a nazi” (e’ un nazista)= 5,610. “Obama is a nazi“=5,130.

Misteriose Insinuazioni dal nonsenatore Di Girolamo

Nicola Di Girolamo, nonsenatore che ha gia’ subito l’onta di vedere l’apposito Giunta del Senato proporre l’annullamento della sua elezione (in quanto rappresentante degli Italiani all’Estero senza averne avuto tutti i requisiti) e al quale posso solo consigliare caldamente un ritorno alla vita “normale” fuori da Palazzo Madama (visto che dopo aver speso decine se non centinaia di migliaia di euro in pubblicita’ elettorale non e’ arrivato a capire che gli sarebbe bastato passare un paio di giorni come effettivo residente in Belgio per evitare ogni contestazione della elezione) manda una curiosa missiva a Ricky Filosa, Direttore di Italia Chiama Italia:

Preg.mo Signor Direttore,

[...] il signor Fantetti, [...] lo scorso aprile, non riuscendo a rassegnarsi per la sconfitta subita sul campo, cercava in tutti modi di accostare alcuni miei collaboratori avanzando richieste e minacciando che in difetto avrebbe potuto, grazie a delle sue amicizie, farmi passare dei ‘guai gravissimi’.

Al mio netto rifiuto seguivano i noti fatti e le note vicende giudiziarie.

[...] Oggi, quindi, alla luce della determinazione della Giunta, ho finalmente la possibilità di poter dare anche la mia versione dei fatti.

In tal senso quindi sono a Sua disposizione per rispondere alle domande che mi si vorranno porre e rendere pubbliche le motivazioni ed i fatti non noti che hanno determinato le indegne iniziative di cui sono stato fatto oggetto.

Nicola Di Girolamo

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Due domande se fossi io a intervistare il nonsenatore Di Girolamo:

  1. Perche’ nessuno avrebbe denunciato Fantetti, il quale secondo Di Girolamo sarebbe andato in giro minacciando e ricattando? Chissa’ se ingiuriare e calunniare sono attivita’ protette dall’immunita’ parlamentare…
  2. Se Di Girolamo non ha ritenuto opportuno “rendere pubbliche le motivazioni ed i fatti non noti” alla Giunta delle Elezioni e delle Immunita’ Parlamentari del Senato presieduta dall’On. Follini, perche’ mai invece dovrebbe farlo su un periodico?

Con tutto il rispetto dovuto al lavoro di Filosa e collaboratori: il Senato e’ sempre il Senato…

Nonsenatore Di Girolamo: Al Senato La Proposta di Annullamento

Al Senato la proposta di annullamento della elezione del nonsenatore Nicola Paolo Di Girolamo. Lo ha deciso ieri sera la Giunta delle Elezioni e delle Immunita’ Parlamentari presieduta dall’On. Follini (grazie a “tranquilli” per la segnalazione).

La decisione in Aula del Senato entro venti giorni, cioe’ entro il 9 novembre.

Ripeto brevissimamente la mia opinione: sono contrarissimo a e considererei una gravissima presa in giro a tutti i milioni di Italiani residenti all’estero, lasciare il seggio al nonsenatore Nicola Paolo Di Girolamo, perche’ ha dichiarato il falso e non e’ stato neanche capace di capire che sarebbe bastato trasferirsi sul serio in Belgio per pochi giorni per evitare tutti questi pasticci.

Dubitando che gli mancasse il tempo o i quattrini per emigrare per un brevissimo periodo, a cosa altro dobbiamo imputare il suo errore?

Di Girolamo non puo’ rappresentare altro che il suo fallimento. Il Senato deve annullare la sua elezione.

Democrazia e Partito Democratico Negli USA

Consiglio caldamente la lettura dell’articolo di Mino Vianello “L’Handicap di Obama” su Notizie Radicali di oggi, nel quale non si parla del colore della pelle del Candidato, ma viene invece fatta una disanima del rapporto fra egualitarismo e concetto della democrazia negli USA, e il sentimento anti-intellettuale diffuso fra gli americani stessi.

Sara’ un bene o un male, questo anti-intellettualismo “fatto di empirismo e di senso pratico“? Personalmente, il dover arrivare comunque a una sintesi fra empirismo e intellettualismo mi sembra un punto ovvio oltre che logico. Non penso sia comunque quella, la domanda da farsi.

C’e’ da chiedersi invece se gli unici a non esserne completamente consapevoli siano gli intellettuali stessi, massicciamente Democratici e che invece di provare a comprendere l’elettorato, vivono ancora nel sogno di Camelot, la Presidenza cioe’ di John F Kennedy.

Un solo l’appunto a Vianello: l’aver dimenticato di nominare il movimento dei Know-Nothings nel XIX secolo (“Non So Niente”) che poche settimane fa il neo Premio Nobel dell’Economia Paul Krugman richiamo’ sul New York Times citando “l’insistenza che ci siano semplici risposte a ogni problema, basate sulla forza bruta e sulla gratificazione istantanea, e che ci sia qualcosa di effeminato e debole in chiunque suggerisca altrimenti“.

Non-Senatore Di Girolamo: Ancora Due Settimane…

Dall’Agenzia AISE:

FANTETTI SODDISFATTO E OTTIMISTA: FORSE IL 20 OTTOBRE USCIREMO DA QUESTA SITUAZIONE IMBARAZZANTE
LONDRA aise – “Sono soddisfatto perché il procedimento di destituzione di Nicola Di Girolamo va avanti deciso, la Giunta sulla base del resoconto del lavoro fatto dal Comitato inquirente non ha avuto dubbi nel decidere la contestabilità del seggio”. A parlare è Raffaele Fantetti, primo dei non eletti al Senato nelle file del Pdl in Europa, che l’Aise ha raggiunto al telefono. Un Fantetti ottimista, visto che la Giunta ha deciso per la contestabilità del seggio di Di Girolamo; ipotesi che dovrà essere votata dopo aver deciso sull’eccezione di costituzionalità presentata dallo stesso senatore nei confronti della Legge 459/2001 istitutiva del voto all’estero (vedi AISE del 7 ottobre h.15.15).
Una mossa che Fantetti definisce una “manovra pretestuosa” tanto che lui “rimane fiducioso” perché, ci spiega, “la Legge 459/2001, legge ordinaria, segue ben due leggi costituzionali la 1/2000 e la 1/2001 che i propositori della 459 avevano intelligentemente fatto approvare, con tutte le difficoltà del caso, prima della 459; poi, altrettanto saggiamente, durante i lavori preparatori della legge, nel 2001, fu richiesto un parere a cinque costituzionalisti, tra cui un ex presidente della corte costituzionale, che avevano già confermato la “conformità” rispetto alla Costituzione della Legge Tremaglia. Da allora non è cambiato nulla di quella legge, quindi non vedo perché a sei anni di distanza ci possano essere dubbi sulla sua costituzionalità”.
“Siamo in una situazione imbarazzante sia da un punto di vista politico, che procedurale che tecnico-legale. Io – ha aggiunto Fantetti – credo che da questa situazione si uscirà in due modi: o Di Girolamo avrà la saggezza di fare un passo indietro, oppure si dovranno compiere tutte le tappe, e allora il 20 ottobre la giunta arriverà ad una decisione”.
Quanto alla posizione della dirigenza del Popolo della Libertà, chiamata in causa oggi anche da Maurizio Chiocchetti (Pd), Fantetti ha confermato di avere “continui contatti con il coordinamento del Pdl per l’estero e con gli uffici della senatrice Contini. Siamo tutti sulla linea dell’imbarazzo e solidali nell’essere vittime di un inganno che è stato perpetrato nei confronti del coordinamento del Pdl, dei colleghi di partito, ma soprattutto degli elettori. Una posizione in cui ci riconosciamo tutti. La documentazione di Di Girolamo ha tratto in inganno tutti, all’inizio – ha concluso – nessuno poteva dubitare della sua veridicità”. (m.cipolloneaise)

Altre notizie in argomento:

http://www.agenziaaise.it/gestionedb/03-News.asp?Web=Giorno&Modo=12&IDArc=63482
http://www.agenziaaise.it/gestionedb/03-News.asp?Web=Giorno&Modo=12&IDArc=63475
http://notizie.alice.it/notizie/politica/2008/10_ottobre/07/senato_giunta_contesta_seggio_di_girolamo_il_20_udienza_pubblica,16347763.html
http://www.stato-oggi.it/archives/00083497.html
http://www.agenziaaise.it/gestionedb/03-News.asp?Web=Giorno&Modo=12&IDArc=63468

In particolare faccio notare il seguente passaggio da Virgilio Notizie:

Di Girolamo dovrà ‘comparire’ davanti alla Giunta per esporre le sue ragioni, accompagnato da un legale. Già in quella sede dovrebbe arrivare una decisione della Giunta, che potrebbe essere quella decisiva. Il pronunciamento dell’organismo parlamentare, infatti, non ha bisogno in questo caso di una ratifica dell’Assemblea (cui verrà comunque comunicata la decisione) a meno che non ci sia una mozione firmata da almeno 20 senatori.

Elezioni Americane: L’Ironia Involontaria di Tramballi

Segnalo un episodio di ironia evidentemente involontaria di Ugo Tramballi nella puntata di “Jefferson Ming” su Radio24 il 6 ottobre…quando ha raccontato di come avesse riso, all’epoca, al pensiero di Reagan Presidente, solo per poi considerarlo un grande Presidente. Poi pero’ e’ passato senza colpo ferire alla solita tiritera su quanto e’ ridicola la candidatura di Sarah Palin (la quale almeno, al contrario di Ronal “Gipper” Reagan, non ha mai condiviso gli onori della cronaca con una scimmia…).

Certo uno non puo’ aspettarsi la par condicio a Jefferson Ming, ma almeno potrebbero mostrare un po’ piu’ di autocoscienza invece che le solite analisi brutalmente “di parte”…

Il Non-Senatore Di Girolamo Contesta La Propria Costituzionalita’

Sempre piu’ paradossale la situazione di Nicola “Ma che te l’ha fatto fare” Di Girolamo, il non-senatore del PDL eletto rappresentante degli Italiani all’estero (Europa) senza aver mai risieduto altro che in Italia (ormai si tratta di fatti ampiamente accertati).

Adesso per godersi la sua poltrona per un paio di giorni in piu’, e’ arrivato a contestare la costituzionalita’ della Legge Tremaglia: quella stessa Legge che ha prima sfruttato per accaparrarsi un posto a Palazzo Madama.

Ecco la notizia dall’Agenzia AISE e da Italia Chiama Italia. Cito solo un paio di dichiarazioni:

…per mettere la parola fine a questa squallida vicenda, si dovranno aspettare ancora alcuni giorni. Nel frattempo però lo spettacolo cui gli italiani, non solo quelli all’estero, devono assistere si fa sempre più indecente!” (Raffaele Fantetti all’AISE)

“Signori, è davvero il colmo. La faccia di bronzo – per non dire altro – di questo signore, è davvero incredibile. Ora Di Girolamo si è inventato quest’ultima scappatoia, che chissà chi gli ha suggerito, e contesta la coerenza costituzionale delle legge Tremaglia, la stessa legge che gli ha permesso di entrare al Senato!!” (Ricky Filosa, Direttore di Italia Chiama Italia)

Preghiamo: affinche’ il Sig. Nicola Di Girolamo si ravveda, comprenda i propri errori e si ritiri a vita monacale per i prossimi sei lustri. Amen.

Sarah Palin: Perche’ E’ Biden A Rischiare Al Dibattito Di Giovedi’

C’e’ qualche speranza che un giorno la cultura “liberal” americana si svegli e capisca di essere…in America?

Possibile che tutti questi intellettuali sopraffini, buon ultimo anche Fareed Zakaria, non riescano a comprendere come siano proprio le qualita’ che loro disprezzano, a rendere Sarah Palin eleggibile per tantissimi dei loro concittadini?

Prendiamo ad esempio la “notizia” che il Governatore dell’Alaska avrebbe trascorso piu’ o meno meta’ delle notti da quando eletta, a casa invece che nel Palazzo a Juneau. Chi ha sparso in giro questa “chicca” voleva evidentemente dimostrare che la Palin non puo’ fare da VicePresidente, perche’ non accetta tutte le responsabilita’ dell’incarico pubblico.

Sono invece sicuro che gli Americani non-liberal (e non solo loro) abbiano interpretato il tutto come prova che la Vice di John McCain sia una “persona normale” che vuole proprio tanto bene al marito e ai figli, e li antepone a tutto: come fanno un po’ tutti, a parte coloro trasportati da una missione o da una smodata ambizione.

Da questo punto di vista, quand’anche Sarah Palin facesse brutta figura cento o mille volte in interviste che in sua presenza appaiono incredibilmente cervellotiche, al massimo i non-liberal si convinceranno (come se ce ne fosse bisogno) che la Stampa, l’Accademia, il Grande Giornalismo e’ composto da persone “liberal”, che odiano i Repubblicani e che sono fondamentalmente “strane” e “diverse”: mentre appunto la Palin non fa che quello che farebbe la “persona media”, capacissima di impappinarsi di fronte a un’intervistatrice polemica, aggressiva e pronta ad approfittare di tutto.

Sono, quelle della Palin, delle caratteristiche che farebbero di lei una buona VicePresidente e forse anche Presidente? Chissa’. Come recentemente scritto nella grande striscia satirica Doonesbury, non viene forse detto a ogni Americano che un giorno potra’ diventare Presidente? E quindi cosa c’e’ di strano se “un’Americana” un po’ qualunque diventa VicePresidente?

A parte il fatto poi, che dopo quattro anni di Dan “Potatoe” Quayle come Vice di Bush padre, non so proprio chi potrebbe essere peggio. E Bush padre vinse le elezioni del 1988 con Quayle al seguito,

Insomma continuare a ripetere che la Palin e’ un po’ tonta, un po’ oca, un po’ gallina non riuscira’ che a garantirle ulteriori voti. E’ cosi’ difficile arrivarci? Perche’ tutte quelle menti “liberal” non cominciano a riflettere che se qualcuno votera’ per Sarah Palin, ci sara’ pure un buon motivo al di la’ del solito “sono tutti degli idioti”?

E poi: non va forse John Biden al dibattito di giovedi’ nelle condizioni peggiori? Visto che tutti si aspettano che lui vinca alla grande, al massimo potra’ essere capace di rispettare le attese, cosa che non impressionera’ nessuno: mentre ogni punto a suo sfavore sara’ visto come un disastro (e una sconfitta).

La Palin invece, da cui nessuno si aspetta niente, potra’ dichiararsi vincitrice anche se riuscira’ a dire correttamente solo che ore sono all’orologio. Addirittura, se riuscisse a tenere testa a Biden per quasi tutto il dibattito, sara’ per lei un trionfo oltre ogni speranza.

E’ un po’ la tattica da “lento di comprendonio” che George W Bush ha sfruttato per diventare Governatore del Texas, e Presidente degli USA, convincendo gli avversari a sentirsi a lui infinitamente superiori.

Il candidato VP democratico ha tutto da perdere, alla Washington University a St Louis. La candidata VP repubblicana, tutto da guadagnare: un altro regalo, probabilmente, della Grandi Menti “liberal” che del loro Paese non capiscono a parer mio proprio un bel niente.

Sara’ un caso che negli ultimi 100 anni, ci siano stati 10 Presidenti Repubblicani, e solo 7 Democratici? E negli ultimi quaranta anni, 5 Repubblicani e solo 2 Democratici?

Il Viale del Tramonto del non-Senatore Di Girolamo

Ricevo e rimando a nome “Ottavio Gambardella”. Da notare che come anche riportato da ItaliaChiamaItalia, il Senatore/non-Senatore DI Girolamo puo’ restare libero per il momento perche’ e’ sicuramente “piu’ pericoloso per se stesso che per gli altri“, avendo dimostrato una rara incapacita’ nel pianificare la sua candidatura da italiano (fintamente) all’estero:

Il Senato ha oggi (24 settembre) approvato le conclusioni della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari volte a negare l’autorizzazione all’esecuzione dell’ordinanza applicativa della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti del senatore Di Girolamo, cui l’autorità giudiziaria contesta una serie di reati connessi alla sua elezione presso la Circoscrizione estero in assenza dei requisiti di elettorato passivo.

Come sottolineato dal relatore, sen. Sanna (PD), pur concordando sull’assenza nella richiesta di autorizzazione di un fumus persecutionis nei confronti del sen. Di Girolamo, la Giunta ha tuttavia convenuto su una posizione di diniego in considerazione sia della gravità del reato, essendo i rari precedenti di concessione di autorizzazione all’arresto riferiti a reati di gravità nettamente superiore, sia della limitata rilevanza della misura cautelare richiesta nell’ambito del procedimento penale in corso.

Il relatore Sanna ed altri intervenuti al dibattito (rinvenibile per esteso sul sito del Senato) hanno peraltro sottolineato che nel giro di pochi giorni (martedì 30 Settembre) la Giunta voterà la contestabilità o meno dell’elezione del Di Girolamo sulla base del rapporto dell’apposito Comitato Inquirente. In quella sede, nelle audizioni del 4 agosto e 15 settembre scorsi, sono stati sentiti ben cinque testimoni tra i quali i tre residenti nell’appartamento di due stanze a Bruxelles dove il Di Girolamo aveva auto-certificato di risiedere il 14 febbraio scorso, una funzionaria del Consolato ed il Console Generale d’Italia in Belgio.

Ricordiamo che quel Consolato ha ufficialmente annullato (con effetti ex tunc) lo scorso 14 maggio 2008 il certificato di residenza all’estero del Di Girolamo, sulla base delle verifiche effettuate direttamente nonchè della documentazione prodotta dalle locali autorità belghe.

Il senatore Micheloni è intervenuto in aula per sollecitare una modifica della legge 459/2001, con l’inclusione -tra l’altro- di un termine minimo di iscrizione all’AIRE per l’esercizio dell’elettorato passivo all’estero. Egli ha anche richiesto alla Presidenza di considerare la proposta di modifica del Regolamento del Senato depositata lo scorso 23 giugno con la quale si chiede l’istituzione di una Giunta per el questioni degli Italiani all’estero.

Contro le conclusioni espresse dal relatore Sanna si è espresso il sen. Li Gotti, tenuto conto della gravità della fattispecie di reato di falso ideologico (con pena massima di 10 anni) e dei reiterati tentativi di inquinamento probatorio già rilevati nel corso delle audizioni del Comitato Inquirente.

Secondo altri senatori (Malan, Lusi, Mazzatorta e D’Alia) invece, tale pericolo di inquinamento non sussiste in quanto le prove documentali e le confessioni dei testimoni sono state già acquisite, così come la documentazione istruttoria dell’indagine portata avanti dalla Procura di Roma, anche tramite la polizia federale belga attivata in base a rogatoria internazionale.

Anche Di Girolamo Voleva La Sua Immunita’

Nel suo piccolo, anche il senatore/nonsenatore Di Girolamo ha cercato di costruirsi la sua immunita’ (si vede che per lui, non c’era posto nel “lodo Alfano”…)

Infatti: cosa ha detto per difendere il dettaglio di essersi fatto eleggere all’estero senza averne i requisiti? Ha forse presentato tutti i semplicissimi documenti perche’ tutti possano verificare che quell’accusa e’ falsa?

No.

Ha detto invece:

Nelle sue controdeduzioni, ha proseguito Augello, Di Girolamo puntualizza che “l’unico organo deputato e legittimato a certificare il possesso del requisito, quindi, si espresse in modo inequivocabile: gli accertamenti penali in merito – eventualmente dipendenti da un errore “tutt’altro che macroscopico e solo frutto di disfunzioni di carattere amministrativo” – non possono accertare la falsità prima di una sentenza di condanna resa ai sensi dell’articolo 537 c.p.p.. Pertanto, nella “fase meramente investigativa in cui si versa” il senatore invoca la “sicura non utilizzabilità delle risultanze investigative, unilateralmente acquisite dal Pubblico Ministero e conosciute dalla Giunta solo in ragione della loro considerazione per il diverso profilo della citata concessione dell’autorizzazione all’arresto”. Di conseguenza si adduce l’articolo 5 del Regolamento di verifica, ritenendo impossibile escludere “la determinante influenza dei fatti penalmente contestati sul risultato degli accertamenti devoluti alla Giunta”.

Tradotto in Itagliano: visto che Di Girolamo si e’ autocertificato il 14 febbraio, e il consolato in Belgio ha accettato l’autocertificazione, anche se poi si scopre che era tutto falso l’elezione andrebbe bene lo stesso, a meno che il Di Girolamo non sia nel frattempo condannato dalla Magistratura. Le prove raccolte, fino a quel momento, non potrebbero essere usate altro che dalla Magistratura stessa.

Ma visto il tempo medio dei processi in Italia, la Cassazione non si pronuncera’ sulla questione se non ben oltre la fine della corrente legislatura.

Ergo…chiunque si puo’ autocertificare, essere eletto, fare le Leggi in Parlamento…e se poi ha detto il falso, e si e’ fatto eleggere senza averne il diritto, non ci sara’ modo di rimettere le cose a posto, perche’ sette o otto anni dopo i suoi voti non si possono certo cancellare, ne’ le votazioni essere rifatte.

Magari e’ anche incensurato, quindi se la cava con la condizionale.

Fantastico! Ecco dunque risolto il problema di come costruire la propria Immunita’?

Nel Pantheon delle Istituzioni Italiane Intoccabili, accanto al Presidente della Repubblica, accanto al Presidente del Consiglio, accanto al Presidente del Senato e accanto al Presidente della Camera dei Deputati, arriva anche il Presidente degli Eletti all’Estero In Realta’ Residenti in Italia, al secolo Nicola D.G..?

ps No. La strategia difensiva non ha funzionato. La Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari del Senato ha deciso di acquisire tutti i documenti necessari a decidere in merito a Di Girolamo.

pps Fra le righe della “memoria Di Girolamo” c’e’ un’altra chicca:

La memoria si conclude meditando sul rilievo che il consolato d’Italia Bruxelles ha successivamente ritenuto “di poter revocare il proprio precedente certificato del 5 marzo 2008 senza compiere alcuna (reale) attività di verifica e senza dare compiuta motivazione in merito alla opportunità ed alla legittimità del provvedimento assunto (…) al di là di un mero richiamo ad asserite risultanze successivamente emerse circa la residenza del Sig. Di Girolamo … e in particolare l’attestazione del borgomastro del comune di Woluwe – Saint Pierre del 6 maggio 2008″.

Tradotto in Itagliano: a oggi, Di Girolamo non e’ mai stato residente all’estero. Anche al Consolato d’Italia di Bruxelles si sentono presi per il naso, e alla prima occasione hanno strappato il Certificato di Residenza.

ppps Chissa’ anche come si sentono questi tapini coinvolti in questa assurda storia, alcuni dei quali rischiano di essere accusati di aver detto il falso:

Filomena Ciannella
Oronzo Cilli
Dario Ferrante
Sabato Franco Sorrentino

Staordinarie Misure di Sicurezza negli Aereoporti (o forse no)

Come riferito su “Private Eye“, la rivista satirica inglese, un interessante chiarimento sulle procedure di sicurezza in aereoporto proviene dalla Nuova Zelanda:

Mio cognato era ai controlli di sicurezza all’aeroporto nazionale a Auckland quando ha visto una passeggera ripescare dalla sua borsetta e poi buttare via le forbicette per le unghie. Passata anch’egli la zona della sicurezza, e’ salito sull’aereo. Dopo essersi seduto pero’ ha cominciato a sentire odore di benzina. Sapeva che c’era qualcosa che non andava, perché gli aerei non utilizzano la benzina. L’odore e’ andato peggiorando finche’ mio cognato ha ottenuto l’attenzione di uno degli assistenti di volo. Hanno cominciato a cercare di capire la provenienza dell’odore, e quindi hanno trovato in uno scompartimento una motosega in una borsa, dal cui serbatoio fuoriusciva la benzina. L’aereo è stato ritardato, il proprietario della borsa è stato identificato e la motosega e’ stata rimossa e messa con gli altri bagagli. Il proprietario della motosega ha detto che la Sicurezza all’aereoporto lo aveva bloccato, ma poi lo aveva lasciato passare perché la motosega non era nel loro elenco di materiale da confiscare.

Questa è sicuramente una buona notizia, almeno per i Klingons di Star Trek… non dovranno piu’ lasciare la loro Bat’leth a casa!

Di Girolamo A Spasso…Chissa’…

Il senatore/nonsenatore Di Girolamo non verra’ arrestato. Buon per lui. O quasi. Finora il Nostro non e’ riuscito a tirar fuori quel documento che risolverebbe tutto, accertando definitivamente che era sia residente all’estero che iscritto alle liste elettorali estere, quando si e’ candidato al Senato.

Il GIP che ne aveva chiesto gli arresti (domiciliari, benintesto!) aveva pero’ accennato a possibili inquinamenti di probe. E infatti…che bisognerebbe fare se proprio adesso quei “documenti” spuntassero improvvisamente?

Ecco, come disse Andreotti, non si potrebbe in quel caso che commettere un peccato…e pensare male!

Povero senatore/nonsenatore: quand’anche adesso riuscisse a salvarsi, il sospetto sara’ quasi impossibile da cancellare.  

ps io so quale documento dovrebbe saltare fuori, per scagionare il Di Girolamo: una paginetta semplice semplice. In assenza della quale c’e’ poco da disquisire.

Ma visto che non sono sicuro che esista, quella paginetta, per non far cadere nessuno in tentazione di fabbricarne una fresca fresca, non entro in dettagli in questo momento…

Interessanti Dettagli Riguardo Di Girolamo

Avevo raccolto questi appunti qualche settimana fa…adesso che siamo alla vigilia della riunione della Giunta per le Autorizzazioni a Procedere del Senato riguardo la richiesta di arresti domiciliari per il senatore/nonsenatore Nicola Di Girolamo, non penso sia necessario altro indugio.

(a) Sul giornale online “L’Italiano” Di Girolamo compare come “socio della cooperativa editoriale“. Orbene, non c’e’ traccia di Di Girolamo stesso su quel periodico, prima del 5 marzo 2008.

Sembra quindi che il neo-Onorevole abbia avuto un marzo particolarmente intenso, incluso il provvidenziale acquisto di una quota de L’Italiano” che ha proceduto a segnalarlo come scelta elettorale per il Senato. Non ci sarebbe molto da ridire se non fosse che alla Camera invece, L’Italiano ha detto di voler votare non un candidato PDL (Camerati ed Erio sono menzionati solo en-passant), ma Carbone della “Destra” (una scelta piu’ consona alla tradizionale linea editoriale…il lupo perde il pelo, come si dice, ma non il vizio).

Uno potrebbe anche pensare che senza i soldi del nuovo socio Di Girolamo, L’Italiano (fra l’altro, molto focalizzato sull’Argentina, e non sull’Europa) non avrebbe espresso nessun entusiasmo nei confronti del PDL. Parole poco gentili sono infatti riservate all’On. Guglielmo Picchi e agli altri due onorevoli uscenti per Forza Italia in Europa, a pochi giorni dalle elezioni:

la senatrice e i due deputati di Forza Italia uscenti non hanno certamente brillato in questi due anni. Ci vuole gente più preparata, con maggiore esperienza, più combattiva

(b) Chi e’, Di Girolamo? Per motivi misteriosi, ha fatto sparire la descrizione di se stesso, dal proprio sito. Per fortuna c’e’ Google. Ecco quanto appare OGGI su www.nicoladigirolamo.it, alla voce “Chi
Sono
“:

Ringrazio i 24.500 elettori che mi hanno accordato fiducia. Non vi deluderò: al Senato lavorerò per voi. Ringrazio tutti coloro che mi hanno aiutato in questa faticosa, ma entusiasmante, campagna elettorale. Il vostro Senatore Nicola Di Girolamo

Questo il TESTO AL 12 APRILE, stessa pagina (notare come contenga affermazioni molto chiare riguardo attivita’ in tutta Europa…):

Avvocato, Revisore Ufficiale dei Conti, Curatore fallimentare, Patrocinante in Cassazione. 48 anni, coniugato con due figli. Ha studi professionali in Italia, Belgio e Svizzera che, con oltre cento fra avvocati e dottori commercialisti, assistono più di duemila aziende. Inoltre negli anni si è specializzato nella difesa dei diritti dei pensionati Inps e dei cittadini che hanno patito danni di guerra all’estero. Membro di diversi Consigli di Amministrazione, fra i quali Eco-Bank Lugano, Biorygen e IMCO. VicePresidente dell’Associazione Promozione Tecnologie e Sviluppo. Fortemente impegnato nel sociale con la Porfiri Onlus (riconosciuta con Decreto del Presidente della Repubblica) di cui è Presidente e la Nicola’s Foundation, che realizzano progetti di assistenza umanitaria e sanitaria in molti Paesi europei. Socio della cooperativa editoriale L’Italiano.

(c) Non ho ancora trovato traccia su Internet di attivita’ avvocatizia di Di Girolamo a Lugano o in Svizzera. Idem riguardo Charleroi e il Belgio. Forse cerco male.

Certo uno si aspetterebbe di piu’ visto che ci sono di mezzo “oltre cento fra avvocati e dottori commercialisti“…

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Dubito siano giorni spensierati e felici, in casa Di Girolamo. Mi unisco quindi all’invito di Ricky Filosa su Italia Chiama Italia:

Caro senatore, si dimetta e dimostri, una volta uscito dal Senato, di essere innocente fino in fondo, e che tutto ciò di cui si sta parlando in questi giorni e settimane, è solo un grande malinteso. Noi ce lo auguriamo

Di Girolamo Vicino Agli Arresti Domiciliari

Il Senatore-Nonsenatore Nicola Di Girolamo e’ vicino agli arresti domiciliari riguardo il pasticcio della sua dichiarazione di residenza all’estero.

Una richiesta in tal senso e’ stata inoltrata dal Gip Luisanna Figliolia alla Giunta per le Autorizzazioni a Procedere del Senato.

Pupia: Residenti all’estero: chiesti i domiciliari per senatore Di Girolamo

Agenzia AISE: LA PROCURA DI ROMA CHIEDE L’ARRESTO DEL SEN. DI GIROLAMO (PDL): ALLA GIUNTA PER LE ELEZIONI LA DECISIONE SULL’AUTORIZZAZIONE A PROCEDERE

Sole24Ore: Falso, chiesti i domiciliari per il senatore Di Girolamo (dal blog polisblog)

ItaliaChiamaItalia: Chiesti gli arresti domiciliari per Nicola Di Girolamo. Ora tocca al Senato decidere

La Voce d’Italia: Elezioni: chiesto l’arresto per Di Girolamo, senatore del Pdl

Il Messaggero: Disposti i domiciliari per il senatore Di Girolamo

Apcom: Gip chiede arresto per il senatore del Pdl Di Girolamo

Reuters: Voto estero, procura chiede arresto senatore Di Girolamo

Dal blog dell’On. Guglielmo Picchi: Senatore Di Girolamo: chiesto l´arresto

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Confidiamo nel buon lavoro della Giunta, speditamente convocata per il 17 Giugno…ma io sto con Carmine Gonnella di “politicamentecorretto”: se i reati imputati sono stati commessi in campagna elettorale, che c’entra allora, la Giunta per le Autorizzazioni a Procedere?

Da leggere infine anche la pressante richiesta di Franco Bomprezzi su Affari Italiani: “Elezioni/ senatore Di Girolamo, rinunci al privilegi della Casta e…

Ma chi glie l’ha fatto fare, a Di Girolamo, di infilarsi in tutti questi pasticci?

Nella Sudditanza del PD, la Speranza Liberale e Libertaria e’ Della Vedova

Buono l’intervento del 7 giugno di Benedetto Della Vedova, l’anima liberale/libertaria del PDL, il quale ha detto al Corriere che “Il Pdl non può diventare il partito del Papa” e che deve invece essere “quello che ha detto Berlusconi in campagna elettorale: un partito anarchico (cioè liberale) sul piano dei valori, un partito che rifugge da un’etica di Stato e quindi da un’etica di partito“.

Anarchico” mi sembra proprio la definizione giusta del PdL, almeno quello definito in campagna elettorale da Berlusconi (quando le dichiarazioni contavano) come “[senza] una posizione ufficiale su molti temi di rilevanza etica” e che quindi “lascia tutto alla libertà di coscienza dei singoli” (e infatti fu rimproverato da Famiglia Cristiana).

Anzi, a rivedere quello che e’ successo negli ultimi giorni, considerando anche il fatto che Berlusconi non dovra’ presentarsi agli elettori, mi sembra chiaro che non sia il PDL ad essersi inchinato alla CEI, ma il contrario. Cosa ha detto infatti il Papa, se non che e’ contento di lasciare tutto in mano al Primo Ministro?

E nel PD? Se ne accorgeranno? E come si muoveranno di fronte al Silvio Pigliatutto? Nel frattempo sono in completa balia dei “cattolici”

I Radicali, chissa’? Dovevano mettere a soqquadro il Parlamento, e invece sono incastrati nella logica degli schieramenti.

A quando lo scioglimento nel PD, cosi’ smettiamo di prenderci il giro?

Questione-Di Girolamo Sempre Aperta

Continua a rimanere aperta la questione-Di Girolamo: Senatore o non Senatore? Ormai le accuse sono state fatte, e le denunce pure.

Il fatto che il quasi-Onorevole Nicola non abbia ancora tirato fuori dalla manica un bell’asso per zittire il primo dei non-eletti in Europa, l’Avv. Raffaele Fantetti, fa pensare che davvero a quest’ultimo tocchi il seggio a Palazzo Madama, almeno dal punto di vista legale. Come detto ancora da Picchi:

Io vivo e ho vissuto all’estero, Di Girolamo no. Punto. O uno è residente all’estero o non lo è. Su questo, credo che la procura di Roma abbia atti e fatti in mano per dire che Di Girolamo non era residente all’estero e in ogni caso ha dichiarato il falso. Se Di Girolamo, o chi per lui, ha in mano documenti con i quali può dimostrare che io ho dichiarato il falso, si faccia avanti e agisca pubblicamente.

Italiani all’Estero: SuperMantica Proteggici Tu!

Al Senatore AN-PDL Alfredo Mantica, veterano  di Palazzo Madama e Sottosegretario agli Esteri, e’ stato conferita la delega agli “Italiani del Mondo” dal Ministro Franco Frattini, lo scorso 26 Maggio, con i compiti (come riportato su Italia Chiama Italia) di intraprendere “azioni volte alla loro integrazione nei vari aspetti e i loro diritti” e di occuparsi della “valorizzazione degli imprenditori italiani all’estero” e del coordinamento delle “attività volte al rafforzamento e alla razionalizzazione della rete consolare“, provvedendo “alla costituzione di apposite Commissioni e gruppi in materia“.

Auguroni al Senatore Mantica…anche perche’ nello snellimento generale delle cariche governative, ha avuto altre deleghe non trascurabili: “Paesi europei, compreso il Caucaso e i Paesi dell’ex Unione Sovietica; Rapporti con le istituzioni Europee e, infine, l’esercizio della presidenza della commissione nazionale per la promozione della cultura italiana all’estero”

Urka! Ma non sara’ un po’ troppo? Forse Frattini ha in mente di regalare a Mantica mantello rosso e costume blu, adesso che diventera’ veloce ed efficiente come l’”Uomo d’Acciaio“? 

Insomma, sempre meglio della imperscrutabile Barbara Contini, dira’ qualcuno, Ma qual’e’ la probabilita’ che il Sottosegretario Mantica faccia qualcosa di concreto per gli italiani all’estero? Speriamo solo abbia ragione l’On. Picchi (la cui mancata nomina come Viceministro per gli Italiani all’Estero indica un certo pressapochismo e mancanza di coraggio ai piani alti del Popolo della Liberta’):

Gli italiani all’estero sono interessanti alle chiacchiere, o al fatto che la delega agli italiani nel mondo sia stata comunque concessa? E poi, è stata da solo ieri. Se tra un mese, due, tre, non ci sarà nessun provvedimento legislativo a favore degli italiani all’estero, allora vedremo.

Di Girolamo: Senatore o Non Senatore?

Fra tutti i “miei candidati” quest’anno (i 9 Radicali nel PD; l’on. Guglielmo Picchi per la Camera, e l’avv. Raffaele Fantetti per il Senato per il PDL; e il conservatore Boris Johnson come Sindaco di Londra) solo uno sembra(va) non aver raggiunto il suo scopo: Fantetti, primo dei non eletti in Europa, dietro a Nicola di Girolamo.

Qualcosa pero’ non tornava fin da subito, nella vittoria di Di Girolamo,  la cui apparizione all’estero e’ stata quantomeno repentina. E infatti, ci sono sviluppi molto interessanti:

12/05/2008 ore 16.50
Italiani nel mondo
PER LA PROCURA IL SENATORE DI GIROLAMO (PDL) NON HA MAI RISIEDUTO IN BELGIO: INDAGATO PER FALSO IN ATTO PUBBLICO/ RAFFAELE FANTETTI ALL’AISE: ECCO COSA HO DETTO AGLI INQUIRENTI
ROMA aise – Violazione della legge elettorale e falso in atto pubblico: questi i reati contestati a Nicola di Girolamo, senatore del Pdl eletto in Europa, che da oggi è iscritto nel registro degli indagati all’interno dell’inchiesta sulle irregolarità sul voto all’estero condotta dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e dal Pubblico ministero, Giovanni Bombardieri.

Ad essere contestata a Di Girolamo sarebbe la dichiarazione di residenza in Belgio che, venendo a mancare, farebbe cadere l’elezione all’estero per la quale, come ovvio, è indispensabile vivere fuori dall’Italia.

Tra gli accusatori di Di Girolamo da tempo c’è Raffaele Fantetti, primo dei non eletti al Senato nelle file del Pdl che già il 10 aprile scorso dichiarava: “non abbiamo bisogno di gente, come Nicola Di Girolamo, che si iscrive all’Aire un mese prima delle elezioni per poter essere candidato, come rappresentante degli italiani all’estero, da qualche stolto sodale romano“.

E proprio Fantetti, che già si era rivolto alla Giunta per le elezioni del Senato, è stato ascoltato oggi dai due inquirenti cui avrebbe confermato il contenuto della denuncia presentata la settimana scorsa.

Raggiunto al telefono dall’Aise, Fantetti ha spiegato su cosa fonda la sua denuncia. “Stavo valutando da tempo l’opportunità di un ricorso sul quantum dell’iscrizione all’Aire di Di Girolamo perché valutavamo che, essendo datata il 15 febbraio 2008, cioè una settimana dopo l’indizione dei comizi elettorali, la sua candidatura non fosse in linea se non con il dettato almeno con la ratio della legge Tremaglia“.

Nel preparare il ricorso – ci ha spiegato Fantetti – abbiamo fatto richiesta di vedere gli atti al comune di provenienza di Di Girolamo, cioè quello di Roma, dal quale è risultato residente dal 15 febbraio nel comune di Etterbeek a Bruxelles, in Belgio. Da un accesso agli atti, fatto tramite colleghi avvocati a Bruxelles, è risultato che a Etterbeek Di Girolamo non è mai stato iscritto e che il posto dove aveva indicato la sua residenza non ricade nella circoscrizione di Etterbeek ma in quella di un altro comune che si chiama Woluwe Saint Pierre dove non risulta Di Girolamo come iscritto. Noi – precisa ancora Fantetti – abbiamo fatto questa verifica il 7 maggio. Improvvisamente l’8 maggio, quando abbiamo chiesto a quest’ultimo comune un’attestazione di questo fatto, ci hanno confermato che Di Girolamo si era presentato proprio quel giorno, cioè l’8 maggio, per richiedere l’iscrizione“.

Il senatore, insomma, era stato cancellato dai residenti del Comune di Roma senza essere contestualmente iscritto in quello di un comune estero. Cosa possibile perché, ci ha spiegato Fantetti, “al momento in cui si è iscritto all’anagrafe consolare di Bruxelles aveva autocertificato al consolato la sua residenza nel comune belga, anche se non corrispondeva a realtà“.

Alla domanda su cosa si aspetti, ora, circa una sua eventuale elezione, Fantetti chiaramente non si sbilancia: “non so cosa accadrà, dipende dalla Procura e dalla Giunta per le elezioni cui noi abbiamo esposto tutti i fatti e che ora faranno il loro corso. Vedremo quali saranno i risultati, noi venuti a conoscenza di questi fatti e della documentazione che li comprova dovevamo procedere a segnalarli. Aspettiamo di vedere cosa accadrà“. (ma.cip.aise)

La Giunta delle Elezioni nel Parlamento passato e’ stata un vero schifo. Quella che si insiedera’ fra poco forse non potra’ essere peggio: speriamo allora che sia meglio, e che sia almeno un po’ interessata al rispetto della legalita’. Ma se quanto dice Fantetti e’ vero, per rispetto al Parlamento e alla Costituzione l’avv. Di Girolamo farebbe meglio a dimettersi quanto prima, e tentare magari l’anno prossimo alle elezioni europee.

La Novita’ di Berlusconi…

…e’ che a lui personalmente, delle opinioni degli elettori nei prossimi anni non potra’ importare meno, visto che per forza di cose non si ripresentera’ mai piu’ alle Politiche. Se cadesse questo Governo nuovo, infatti, nonostante la maggioranza schiacciante in entrambi le Camere, non potrebbe certo ricandidarsi.

E se il Governo andasse “a termine”, sara’ davvero troppo vecchietto per ricandidarsi nel 2013. Al massimo Silvio dovra’ manovrare per diventare Presidente della Repubblica, ma per quello occorre convincere i parlamentari, non i cittadini.

Queste “mani libere” sono una novita’ non necessariamente negativa, anzi. Roba da Principe della Politica (a termine, pero’). E infatti gia’ accenna a pianti e stridore di denti per rimettere a posto l’economia.

Come gia’ detto, aspettiamoci presto anche le prime manovre e scontri fra i Colonnelli dentro il PDL, adesso che al Capo non interessera’ di loro piu’ del necessario.

Elezioni 2008: Fra Radicali e PDL, Ho Fatto Quasi L’En-Plein

Con i Radicali nelle liste PD tutti eletti in Italia, e l’on. Guglielmo Picchi riconfermato alla Camera per il PDL in Europa, in queste elezioni ho fatto quasi l’en-plein dei “miei” candidati, con unico escluso l’avv. Raffaele Fantetti al Senato per il PDL in Europa (e’ comunque il primo dei non eletti, se non vado errato).

Alle prossime elezioni, mi vendero’ come portafortuna…

Elezioni 2008: Vincitori e Vinti

Berlusconi: Vincitore: Voleva stravincere, e ha stravinto. E’ riuscito a smentire ogni fantasia di rincorsa elettorale del PD, non ha problemi al Senato, e data l’eta’ non deve neanche preoccuparsi di essere rieletto.

PDL: Vincitore: Almeno per ora. Forniti i contentini giusti alla Lega, ogni progetto potra’ essere realizzato. Il problema pero’ e’ che i pidiellini, a differenza del Capo, dovranno affrontare nuove elezioni, prima o poi…quando comincera’, la guerra fra i Colonnelli?

Veltroni e il PD: un po’ Vincitori, un po’ Vinti: Come (segretamente ma non troppo) auspicato, ha evitato di prendersi la patata bollente di governare. Si e’ sbarazzato della truppa della falce e martello. Adesso ha tutto il tempo di fornire contenuti meno putrefatti del solito al suo sepolcro imbiancato. Pero’ ha perso un po’ tanto, contro Silvio, e la nottata del PD deve ancora passare.

Bossi e la Lega Nord: Vincitori fino a un certo punto. Un risultato elettorale schiacciante che sembra aver disorientato una dirigenza dalla parlantina roboante che pero’ deve ora superare “la strizza” di responsabilita’ precise nei confronti dell’elettorato. Il futuro e’ solo nel PDL, e lo capisce anche Bossi quando non perde occasione di manifestare ubbidienza a Berlusconi.

DI Pietro: Vincitore: Anche lui fino a un certo punto, in una situazione in cui i paralleli con la Lega si sprecano. “Obbligato” a confluire nel PD, perdendo un po’ di pezzi fra coloro che vogliono solo protestare. Attenzione a un altro ribaltone come quello di De Gregorio due anni fa, o a qualche passo falso di Di Pietro stesso obnubilato dal suo giustizialismo nell’appoggiare il Governo in qualche occasione contro il volere di Veltroni.

Rifondazione Comunista e affini, Bertinotti, Mussi, Giordano, etc: Vinti: Speriamo solo che in futuro mai piu’ ci sia chi governi la mattina per poi protestare contro il governo al pomeriggio. Invece di rifondare il comunismo, lo hanno sfondato per i secoli a venire.

Pecoraro Scanio e i Verdi: Vinti: Occuparsi di ecologia non e’ appannaggio della sinistra. E spingere l’ecologismo italiano nella sinistra estrema e’ stata una colossale stupidaggine.

Casini; un po’ Vincitore, un po’ Vinto: Puo’ gongolare quanto vuole con 36 deputati e 3 senatori, ma in un Parlamento polarizzato al massimo riuscira’ a “reggere il moccolo”. Se e’ scaltro rientrera’ nel PDL giusto in tempo per sgambettare Fini.

La Destra: Vinti: Si sono contati, e adesso sappiamo che non sono abbastanza.

Boselli e il PSI: Vinti: Tentennare fra il laicismo, i diritti civili e improbabili ritorni di fiamma con Craxi e De Michelis e’ un buon modo per finire nel dimenticatoio

Beppe Grillo e il voto di protesta: Vinti: Tanto rumore per nulla. E’ proprio vero che su Internet, ogni idiota puo’ radunare un esercito (finto).

E per finire:

Radicali Italiani: Vincitori: Per un caso di fortuna colossale, sono stati eletti tutti e 9 i Radicali nelle liste PD. Chi si contenta, gode: gli altri riflettano sul significato di rimaner fuori, a questo punto, dal PD stesso.

E Se Fosse Tutta Colpa di Leone XIII?

Dice Michele Boldrin su noisefromamerika (“De te fabula narratur“,  8 Aprile 2008):

[...] la scelta del Programma del Pd: riduzione della pressione fiscale (agendo sull’Irpef o con la contribuzione figurativa) sulla quota di salario da contrattazione di secondo livello [azienda, territorio, distretto] [e'] una burla che mira solo a mantenere il potere dei bonzi sindacali romani.[...]

[...] L’unica cosa decente del governo BS 2001-2006 – aver tentato di fare a meno della paralizzante concertazione nel produrre le poche cose utili come la legge Biagi – per lui, per la testa pensante “”economica”” e “”liberista”” del PD, QUESTA è la grande colpa. Lì è la grande differenza che vuole sottolineare: che lui ed i suoi compagni democratici con i sindacati intendono continuare a “concertare” l’economia italiana [...]

E’ quindi confermato: Veltroni “partito democratico, e’ ritornato democristiano” (perche’ il PD e’ il “sepolcro imbiancato” del compromesso storico fra PCI e DC, di cui parlavo un paio di giorni fa). Passano i decenni, ma la politica italiana non va da nessuna parte.

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Io un “colpevole” per tutto cio’ ce l’avrei anche: Leone XIII. Il quale nella enciclica Rerum Novarum (1891) scriveva a proposito del conflitto fra capitalisti e lavoratori:

“Nella presente questione, lo scandalo maggiore è questo: supporre una classe sociale nemica naturalmente dell’altra [...] In vece è verissimo che, come nel corpo umano le varie membra si accordano insieme e formano quell’armonico temperamento che si chiama simmetria, così la natura volle che nel civile consorzio armonizzassero tra loro quelle due classi, e ne risultasse l’equilibrio. L’una ha bisogno assoluto dell’altra: né il capitale può stare senza il lavoro, né il lavoro senza il capitale. La concordia fa la bellezza e l’ordine delle cose, mentre un perpetuo conflitto non può dare che confusione e barbarie. “

Eccola li’, la benedizione papale per la “concertazione” (e quindi anche se forse in maniera non originariamente voluta, per i sindacati).

Una benedizione che si e’ poi propagata in Italia per tutto il XX secolo, dapprima con le Corporazioni fasciste, poi con la Democrazia Cristiana e il patto con i sindacati anche se comunisti. Per poi finire nel compromesso storico, che qualcuno sta tentando di nuovo, trent’anni dopo…

L’Economist Appoggia Berlusconi (forse, senza accorgersene)

Qualcuno prima di me ha detto che non esiste pubblicita’ negativa: perche’ chi si sgola per disprezzarti, in fondo, non fa che affermare la tua importanza. E il suo rispetto nei tuoi confronti.

E cosi’ l’Economist, che scende in campo questa settimana per dire la sua sulle elezioni italiane, praticamente (forse) senza accorgersene dice un po’ a tutti: votate Berlusconi!.

Cosa appare infatti addirittura sulla copertina dell’Economist del 5 Aprile 2008 in tutte le edizioni (USA, UKAsia/Pacifico, Europa)?  “Why Berlusconi is still unfit“, “Perche’ Berlusconi e’ ancora inadatto”  (a diventare Primo Ministro italiano, cioe’).

Sara’, ma vuole anche dire che a svariati milioni di lettori dell’Economist in tutto il mondo il nome “Berlusconi” proprio non potra’ sfuggire.

Si passa dunque all’interno, e fra gli editoriali (“Leaders”) ce n’e’, appunto, uno su Berlusconi. Il pezzo e’ a pagina 17, terzo di cinque e quindi sara’ fra i piu’ letti, anche da coloro che non hanno molto tempo per leggere un settimanale. Il titolo: “A Leopard, spots unchanged“, “Un Gattopardo, con le stesse macchie” (tutti i riferimenti a Tomasi di Lampedusa e alle “macchie” nel personaggio-Berlusconi, intensamente voluti dalla redazione dell’Economist…).

Sottotitolo: “Silvio Berlusconi has failed to show that he is any more worthy of leading Italy today than he was in the past“, “Silvio Berlusconi non e’ riuscito a dimostrare di essere in alcun modo piu’ degno di guidare l’Italia adesso di quanto lo fosse in passato“. L’editoriale poi si lancia nell’elenco delle solite storie di corruzione, falsi in bilancio, conflitti d’interesse.

Si noti pero’ la debolezza del ragionamento. L’Economist (gli articoli, come da tradizione, non sono mai firmati) ribadisce , come piu’ volte in passato, che Berlusconi non dovrebbe diventare Primo Ministro perche’ non ne e’ “adatto”, e non ne e’ “piu’ degno che prima”. Ma naturalmente non e’ questa, la domanda da porsi: in un sistema come quello italiano di oggi, invece di analisi per assoluti bisognerebbe chiedersi chi e’ relativamente “piu’ degno” e “piu’ adatto” a guidare l’Italia, fra Berlusconi e gli altri candidati alla Presidenza del Consiglio.

Di tutti quelli, nell’editoriale dell’Economist, non e’ dato sapere: tranne che per una fugace e totalmente immotivata richiesta di votare per il maggiore rivale di Berlusconi, proprio in fondo all’articolo (e quasi invisibile, dunque, visto che e’ posta la’ dove si sa che meno lettori arrivano).

Ma andiamo oltre: a pagina 51, nella sezione “Europa” i lettori proprio interessati trovano un articolo sui progetti per l’economia italiana da parte del Popolo delle Liberta’ e del Partito Democratico (un pezzo giustamente pessimista, se me lo chiedete): “Rival plans – Both main parties have similar plans – but neither is bold enough“, “Progetti rivali – Entrambi i partiti principali hanno progetti simili – ma nessuno dei due e’ abbastanza coraggioso“.

Di nuovo, il nome di Berlusconi e’ ripetuto spesso (6 volte, contro le 4 di Veltroni). Anche nella colonna accanto, dedicata alla pittoresca storia di Giuseppe Pizza, si parla di Berlusconi (e di Casini), non di altri.

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Nell’archivio dell’Economist, da Gennaio 2008 ad oggi ci sono 9 articoli che menzionano Veltroni. Ci sono ben 18 articoli (il doppio!) che parlano di Berlusconi.

Fossi in Silvio, chiuderei le vecchie azioni legali contro il settimanale londinese, e direi: Thank you, Mr Economist!!!

Marco Perduca (Candidato Senato) a Prato Domani 5 Aprile (ore 11)

Ricevo e rimando

L’Associazione Radicale Prato invita tutta la cittadinanza sabato 5 aprile in Piazza del Comune presso il Caffè Buonamici via Ricasoli 3/5 Prato alla presentazione del Candidato al Senato nelle prossime Elezioni del 13 e 14 Aprile 2008, Marco Perduca, membro della Direzione di Radicali Italiani e Vicepresidente del ‘Partito Radicale Transanzionale Nonviolento’ (PRT).

A tutti Marco Perduca offrirà le sue risposte su cosa ha spinto lui ed altri esponenti di Radicali Italiani, in primis il ministro Emma Bonino ad accettare ad essere presenti [alle elezioni in liste non loro].

La cittadinanza e la stampa sono invitati.

Marco Perduca, militante da decenni e adesso vicepresidente del PRT, obiettore di coscienza , laureato a Firenze in Letteratura Americana del Nord, e’ membro della Direzione di Radicali Italiani, e profondo conoscitore dell’antiproibizionismo battaglia in cui è stato impegnato come esperto.

Per anni è stato rappresentante del PRT presso l’Onu, ha coordinato la battaglia per la moratoria su la pena di morte. e tuttora e’ impegnato per il rispetto dei diritti civili in molti Paesi dove non sempre i diritti civili vengono rispettati.

Su Youtube le immagini del comizio tenuto la scorsa settimana a Dharamsala dove risiede il Dalai Lama.

Il PD di Veltroni, Sepolcro Imbiancato: Le Prove

Attraverso il sito VoiSieteQui, che usa 25 domande per confrontare l’opinione del singolo con quella della maggior parte dei partiti, e’ possibile dimostrare che il Partito Democratico contiene ogni opinione e il suo contrario.

In pratica, PD significa “senza opinione”, “vuoto”.

Insomma, se Veltroni o qualcuno per lui non cambiano registro, stiamo assistendo a una vera tragedia: perche’ il Partito Democratico, lungi dall’aprire un capitolo nuovo nella politica italiana, e’ il sepolcro imbiancato del Catto-comunismo.

E votare PD e’ un assegno in bianco, in tutti i sensi.

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Da cosa si deduce, tutto cio’?

Basta rispondere a tutte le 25 domande alternando “Tendenzialmente Favorevole” e “Tendenzialmente Contrario”. Sia che si cominci con “Tendenzialmente Favorevole” (img), sia che si cominci con “Tendenzialmente Contrario” (img) , si verra’ sempre “orientati” verso il PD.

Notare che nel primo caso si e’ per esempio “tendenzialmente favorevoli” a “Favorire gli inquilini di case in affitto aumentando la quota di detrazione del canone dalla dichiarazione dei redditi“.

Nel secondo caso, si e’ invece di parere opposto, contrari appunto a “Favorire gli inquilini di case in affitto“. Questa situazione si ripete per tutti gli argomenti.

Ma si finisce sempre molto, troppo vicini al PD, e lontani da ogni altro partito.

Quindi due persone che abbiano opinioni completamente opposte su ogni tema ma non si vogliano sbilanciare, scegliendo quindi sempre le opzioni “tendenziali” finiranno entrambe nel Partito Democratico.

Questo paradosso non si ripete in altre “configurazioni particolari di scelta”: come ci si potrebbe aspettare, il risultato e’ sempre lontano da tutti i partiti, se si vota sempre “Tendenzialmente Favorevole” (img), sempre “Tendenzialmente Contrario” (img), sempre “Favorevole” (img), sempre “Contrario” (img), sempre “Molto Favorevole” (img), o infine sempre “Molto Contrario” (img).

Lo stesso si ripete alternando “Favorevole” e “Contrario” cominciando con “Favorevole” (img) o con “Contrario” (img). O alternando “Molto Favorevole” e “Molto Contrario” cominciando con “Molto Favorevole” (img) o con “Molto Contrario” (img).

In tutti quei casi, non e’ facile individuare il Partito da votare, perche’ le domande su VoiSieteQui sono ovviamente di tutti i tipi e di tutte le specie. Da notare pero’ che quasi sempre, il Partito Democratico rimane fra i piu’ vicini all’ “elettore”.

I grafici sopra citati sono visibili in calce a questo blog.

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Ma e’ davvero un paradosso? Non credo proprio.

Veltroni e’ gia’ famoso per i suoi “ma anche“. Un esponente PD ha recentemente dichiarato a Londra (ero presente) che il PD e’ il partito della Bonino e della Binetti “perche’ vive nella dialettica”.

Come dire, non e’ cambiato niente, dai tempi del PCI e del “Centralismo Democratico” (“tutte le opinioni accolte, a patto che si segua quella del Comitato Centrale”). O da quelli della DC e della “Balena Bianca” (“tutte le opinioni accolte, a patto che si segua quella della Direzione”).

E adesso chi glielo dice, a quelli ex-Margherita, che il Partito Democratico e’ organizzato alla maniera dei Comunisti? O agli ex-DS, che il Partito Democratico assomiglia tantissimo alla Democrazia Cristiana?

(immagino, anzi, che siano tutti a loro agio e soddisfatti della situazione…)

O agli italiani, che quanto sbandierato come “il nuovo delle elezioni 2008″ non e’ altro che il vecchio, vecchissimo, anzi una “maledizione” che torna?

(chissa’ perche’, ho l’impressione invece che gli italiani non si sentiranno proprio a loro agio e non saranno molto soddisfatti, della situazione…)

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GRAFICI DA VOISIETEQUI

1_ Tendenzialmente Favorevole – Tendenzialmente Contrario
cominciando con “Tendenzialmente Favorevole”
Tendenzialmente Favorevole - Tendenzialmente Contrario

2_ Tendenzialmente Contrario – Tendenzialmente Favorevole
cominciando con “Tendenzialmente Contrario”
Tendenzialmente Contrario - Tendenzialmente Favorevole

3_ Tendenzialmente Favorevole
Tendenzialmente Favorevole

4_ Tendenzialmente Contrario
Tendenzialmente Contrario

5_ Favorevole
Favorevole

6_ Contrario
Contrario

7_ Favorevole – Contrario
cominciando con “Favorevole”
Favorevole - Contrario

8_ Contrario – Favorevole
cominciando con “Contrario”
Contrario - Favorevole

9_ Molto Favorevole
Molto Favorevole

10_ Molto Contrario
Molto Contrario

11_ Molto Favorevole – Molto Contrario
cominciando con “Molto Favorevole”
Molto Favorevole - Molto Contrario

12_ Molto Contrario – Molto Favorevole
cominciando con “Molto Contrario”
Molto Contrario - Molto Favorevole