Category Archives: Droga

Assemblea Associazione Radicale Antiproibizionisti

ASSEMBLEA DELL’ASSOCIAZIONE RADICALE ANTIPROIBIZIONISTI

@.r.a. ( antiproibizionistiradicali@gmail.com )

Il 19 luglio 2008, a Roma, in Via di Torre Argentina 76, dalle 10 alle 17 è indetta l’Assemblea della Associazione radicale antiproibizionisti

Dopo una prima riunione di insediamento a Chianciano, il 4 maggio, a margine dell’Assemblea dei Mille, l’associazione si riunisce in Assemblea degli iscritti.

All’ ordine del giorno:

Presentazione e votazione dello Statuto

Relazioni introduttive sul presente stato della battaglia antiproibizionista radicale nelle sue varie articolazioni: referendum, proposte di legge, disobbedienze civili, associazioni; convergenze e divergenze con le altre forze politiche.

Dibattito generale

Presentazione e votazione di mozioni generali e particolari

Elezioni di Segretario e Tesoriere

L’Assemblea degli iscritti è aperta alla partecipazione e agli interventi di tutti

Vi aspettiamo

Claudia Sterzi, responsabile dell’Associazione radicale antiproibizionisti
Rita Bernardini, Deputata radicale
Donatella Poretti, Senatrice radicale
Giulia Simi, Vicesegretaria dell’Associazione Luca Coscioni
Jolanda Casigliani, segretaria dell’Associazione radicale Satyagraha

BBC: Tutti i Motivi per Coltivare Oppio in Afghanistan

Sicuramente da ascoltare (in inglese, ahime’) il programma “File on 4″ trasmesso sul canale radio BBC4 il 24 giugno scorso, e disponibile in formato MP3 a questo link.

Anche se ce n’e’ poca traccia sia nel sito del programma, sia in un articoletto di accompagnamento scritto per il sito di BBC News, l’autrice giornalista Kate Clark spiega in dettaglio come e perche’ coltivare oppio in Afghanistan sia da alcuni anni una decisione perfettamente logica, se non addirittura l’unica possibilita’ in alcune zone.

Appena ne ho il tempo scrivo un riassunto di quanto scoperto dalla Clark, ma in sostanza: se l’oppio garantisce un reddito (denaro) sicuro, con gli acquirenti che si recano dai produttori invece che questi vedersi obbligati di recarsi al mercato; se recarsi al mercato e’ un’avventura sia per le condizioni delle strade, sia per la corruzione a tutti i livelli inclusa la polizia; se l’oppio e’ una merce praticamente indeperibile, cosa che non si puo’ dire di quasi tutti gli altri prodotti dell’agricoltura; se le campagne di eradicazione finiscono sempre per colpire solo il piccolo produttore senza connessioni politiche; ALLORA e’ ovvio il perche’ l’Afghanistan domini al momento la produzione mondiale di oppio.

L’ONU insomma puo’ fare tutte le campagne che vuole per cercare di estirpare fino all’ultima piantina; e la NATO puo’ cercare di associare l’oppio afghano ai talebani, a Osama bin Laden o anche a mangiatori di bambini e torturatori di vecchiette, per quello che importa; finche’ non si toccano i motivi di fondo, di piantagioni di Papaver Somniferum da quelle parti ce ne saranno a migliaia…e a ragion veduta!

Siena, 18 Giugno ore 12: Conferenza Stampa Associazione Radicale Antiproibizionisti

Ricevo e rimando:

 

18 giugno 2008 – ore 12 – Conferenza Stampa ( Bar la Piazzetta Via Montanini, n. 52, Siena)

Il 18 giugno 2008, a Siena, giunge all’udienza (forse!) finale uno delle decine di processi per disobbedienza civile radicale in tema di droghe leggere o nondroghe. Il Tribunale di Siena dovrà decidere in merito alla cessione e distribuzione gratuita e pubblica di mariuana, preannunciata alle Forze dell’ordine, attuata in Piazza del Campo il 7 giugno 2002 da Rita Bernardini, segretaria di Radicali Italiani, oggi deputata alla Camera nella delegazione radicale nel PD, Giulio Braccini e Claudia Sterzi, responsabile dell’Associazione radicale antiproibizionisti.

 

La disobbedienza civile del 7 giugno 2002, a Siena, era stata dedicata alla canapa terapeutica e ad Ennio Boglino, uno dei tanti radicali che ha reso politico il suo privato dando voce e corpo alla battaglie nonviolente, e che oggi ricordiamo; era affetto da una gravissima forma di neuropatia invalidante con fasi acute di dolori resistenti al trattamento con morfina farmaceutica; nel 2002 gli era vietato accesso al Marinol, farmaco contro il dolore a base di principi attivi estratti dalla canapa, venduto nelle farmacie americane, inglesi, olandesi, ma vietato in Italia.

 

Ennio è morto l’ 8 novembre 2005 mentre le agenzie battevano la notizia della sperimentazione di derivati della cannabis nella terapia del dolore presso l’Ospedale Molinette di Torino e il policlinico Umberto I di Roma; ricordiamo con lui tutti i malati privati del loro diritto alla libertà di cura e terapia.

 

In Italia la demonizzazione della canapa e di ogni suo possibile utilizzo, avvenuta nel corso di pochi decenni ( agli inizi del ‘900 l’Italia era la seconda produttrice al mondo, dopo la Russia; è stata liberamente coltivata nelle campagne italiane, per usi tessili, fino agli anni ’50 e oltre ), è arrivata a livelli demenziali. Alla proibizione di coltivare fosse anche una sola pianta di canapa, ribadito recentemente dalla Corte di Cassazione, va aggiunto che l’accesso ai farmaci a base di canapa per i malati, per esempio, di sclerosi multipla, è un accesso che varia nella risposta, nei tempi e nei costi a seconda se l’ammalato sia una città o di un’altra. Determinando una violazione dei diritti del cittadino e del malato. Se da parte del Governo emerge una desolante tattica di arroccamento su politiche punitive e proibizioniste, con toni che sfiorano la predica profetica, da parte delle forze al governo per i due anni e mezzo precedenti, non c’è stata né l’intenzione né la forza di realizzare riforme ma neanche di regolamentare il non riformato. Così Gianfranco Fini può promettere attuazioni più rigide e applicazione più rigorosa della legge vigente, che porta il suo nome, e che la sinistra non è riuscita a cambiare in due e mezzo anni. Così malati di sclerosi multipla, ma anche malati terminali e trattati con chemioterapie, che potrebbero trarre sollievo dalle qualità terapeutiche della canapa, si vedono rifiutare i farmaci, di produzione estera, o ottenerli, sì, ma a costi proibitivi o in tempi non regolari. A seconda della unità sanitaria di riferimento, della regione, dei comuni.

 

Claudia Sterzi – responsabile dell’Associazione radicale antiproibizionisti – Comitato Nazionale di Radicali Italiani –

 

antiproibizionistiradicali@gmail.com

Associazione Radicale Antiproibizionista

(durante la campagna elettorale interrompo momentaneamente il limite autoimposto di un blog al giorno)

Giuliano Zincone ha scritto su un recente supplemento domenicale de IlSole24Ore, in un articolo intitolato: “Il divieto non ferma le stragi

“il proibizionismo non ha mai prodotto risult decenti. anzi: e’ una fontana perenne di contrabbandi, di delinquenze, di trasgressioni demenziali, di commerci inquinati e velenosi. Proibire e’ facilissimo, ma (spesso) e’ inutile

Ricevo dunque e giro volentieri il seguente messaggio:

=====================================================

In previsione di una prossima assemblea costituente dell’ Associazione Radicale Antiproibizionista, ti inviamo una sintesi delle intenzioni che la motivano, invitandoti:

  1. a farci pervenire le tue osservazioni

  2. a dichiarare la tua eventuale disponibilità ad iscriverti e a partecipare

  3. ad esprimere la tua posizione rispetto all’iniziativa.

       Attendiamo le tue risposte per inviarti una bozza di Statuto e di lettera di convocazione e ti chiediamo di inoltrare questa comunicazione a tutti coloro che pensi possano essere interessati.
      
       Grazie per l’attenzione
,

Rispondere a antiproibizionistiradicali@gmail.com

       *******************

       Premesso che:
      
       la storica battaglia antiproibizionista radicale da molti anni sostiene la strategia antiproibizionista e nonviolenta applicata al governo dei fenomeni sociali; dal dibattito sulla legalizzazione delle droghe leggere sollevato nel 1975 dall’arresto di Marco Pannella a seguito di uno spinello fumato in pubblico, alle decine di processi per disobbedienza civile che vedono coinvolti, con Marco Pannella e Rita Bernardini, decine di dirigenti e militanti radicali, passando per l’esperienza del Coordinamento Radicale Antiproibizionista e dei referendum, costituisce un patrimonio di iniziative e di esperienze che non devono essere disperse, bensì rilanciate;

       da troppi anni il dibattito pubblico e l’iniziativa legislativa sono impantanati in una riduttiva ripetizione di luoghi comuni e errati, come l’obbligatorietà di una escalation da droghe leggere a pesanti, l’importanza delle “cattive compagnie”, ecc.;

       la legge Iervolino Vassalli prima, la Giovanardi Fini poi, non solo non sono servite ad arginare la diffusione di fenomeni drammatici come le gravi tossicodipendenze, la microcriminalità correlata, la gestione da parte della malavita organizzata di un enorme e redditizio mercato, ma ne hanno permesso l’aggravamento; sono in costante aumento la diffusione di droghe clandestine e incontrollabili, i processi e la carcerazione di cittadini coinvolti a vario titolo; le comunità di recupero godono di ingenti finanziamenti assegnati senza controllo sufficiente sul loro operato;

       è’ urgente la ripresa della battaglia antiproibizionista radicale, l’unica in grado di sollevare un serio dibattito e di produrre iniziative popolari e legislative tendenti a un radicale cambiamento di rotta.   
      
       Si intende:

       recuperare e studiare la storia dei processi per disobbedienza civile in Italia, con particolare attenzione alla perdita dei diritti elettorali passivi, alla schizofrenia delle sentenze applicate, alla giurisprudenza maturata;

       porre l’attenzione sulla convergenza “droghe come farmaci”, una duplicità che si è mantenuta nella parola inglese drug, allo stesso tempo farmaco e droga, e che ritorna chiara nelle definizioni dei manuali farmacologici e della Organizzazione Mondiale della Sanità, seconda la quale si dicono farmaci e droghe “ tutti i composti che introdotti in un organismo vivente possono modificarne una o più funzioni” e sviluppare, in sede di studio, di dibattito e di iniziativa politica, i temi: cannabis terapeutica, psicofarmaci, doping, somministrazione di eroina controllata;

       analizzare le nuove diffusioni di sostanze stupefacenti: cocaina, pasticche, ecc., e delle droghe legali come alcool, tabacco e caffeina, consolidando un discorso e un dibattito organico e strutturato sull’uso e l’abuso di sostanze psicoattive;

       allargare il punto di vista in senso transnazionale sui problemi inerenti la coltivazione, il commercio e le legislazioni internazionali, in accordo e in collaborazione con la Lega Internazionale Antiproibizionista, anche attraverso la stesura di un rapporto annuale sul rapporto costi/benefici di politiche e strategie;  

       sostenere l’antiproibizionismo anche su altri temi, come politica di sviluppo sociale e come argine ai fenomeni clandestini incontrollati: prostituzione, aborto, ricerca scientifica, immigrazione ecc.

Il Miglior Motivo Per Evitare la Tossicodipendenza

Lasciamo perdere i pericoli per la salute, per la vita sociale, per il lavoro. Lasciamo anche perdere il rischio di finire prematuramente invecchiato e/o morto e/o in una stanza sporca e/o in prigione.

Il motivo migliore per evitare ogni tossicodipendenza (di qualsiasi genere di droga “illegale”) e’ che lo Stato e la societa’, inclusi il Governo, la vasta maggioranza dei Parlamentari, la maggior parte dei Giudici, tantissimi ufficiali di polizia e uno sterminato numero di concittadini ti vedranno come un sub-umano da maltrattare e che comunque si merita qualunque cosa gli capiti.

Quindi poco o niente aiuto pratico, zero comprensione, zero tolleranza, irragionevoli condanne alla prigione, terapie forzate di de-tossificazione, effettivo abbandono nelle “caritatevoli” mani dei trafficanti di droga ed il rischio di trovarsi magari senza le medicine necessarie e senza alcuna speranza di chiamare il proprio medico, in caso di arresto.

Forse questo è l’obiettivo inconscio della Guerra alle Droghe che stiamo perdendo da quasi 40 anni… il ricatto tra l’essere un “buon cittadino non-tossicodipendente”, o l’essere trattato come letame.

Cannabis: Problemi di Memoria in Cassazione…

Verrebbe da chiedersi… “ma che fumano?”

Cassazione, vietato coltivare cannabis – Anche se si tratta di una sola piantina

[…] La sentenza di oggi, però, smentisce quella del 10 maggio dello scorso anno. Allora la VI Sezione Penale della Suprema Corte aveva annullato la decisione della corte d’Appello di Roma che aveva condannato un giovane per aver coltivato nel proprio fondo cinque piante di marijuana. La Cassazione aveva assolto il ragazzo perché il fatto non sussisteva, individuando una netta differenza tra la coltivazione in senso tecnico e la detenzione per uso personale. Sostenendo che la cosiddetta coltivazione “domestica” era equiparata alla detenzione per uso personale, ragione per cui la condanna del giovane romano era stata annullata senza rinvio.

Ufficiale di Polizia propone la Legalizzazione delle Droghe in Gran Bretagna

BBC News – 15 Ottobre 2007
Corpo di Polizia Gallese d’accordo sulla liberalizzazione delle droghe

L’Ente di Polizia del Nord del Galles ha annunciato oggi il suo supporto per le proposte di revisione del proibizionismo sulle droghe, proposte avanzate dal suo Commissario Capo Richard Brunstom.

Tali proposte verranno presentate al Ministro dell’Interno del Governo Brown e al Parlamento del Galles, nell’ambito di consultazioni per tutto il Regno Unito riguardo la Legge sull’Abuso di e Tossicodipendenza da Droghe (“Misuse of Drugs Act”, del 1971).

Brunstom vorrebbe sostituire “Droghe” con “Sostanze” in modo da regolamentare anche nicotina ed alcool secondo una scala del danno invece che semplicemente proibire una lista di droghe illegali.

Brunstom ha dichiarato che la “guerra contro le droghe” non puo’ essere vinta e che non vuole che la situazione precipiti verso uno stato di anarchia dell’uso e dell’abuso. Ha poi paragonato i proibizionisti che si oppongono a una revisione delle leggi vigenti, a chi crede che la Terra sia piatta nonostante tutte le prove contrarie.

Anche Leanne Wood, ex-poliziotta adesso parlamentare per il Partito Gallese del Plaid Cymru ha detto che la legge del 1971 non e’ assolutamente efficace e che la strategia corrente proibizionista non puo’ portare ad alcuna vittoria.

Altri politici locali e nazionali sono intervenuti sull’argomento, per lo piu’ contro le nuove proposte, cosi’ come l’Associazione degli Ufficiali di Polizia, una cui portavoce ha definito le idee di Brunstom come “frutto della disperazione” perche’ “porterebbero ad esacerbare il problema”.

NOTE A COMPLEMENTO DELLA NOTIZIA DELLA BBC

Il dibattito sulla liberalizzazione delle droghe va avanti da alcuni anni nel Regno Unito, dove proposte in tal senso sono gia’ venute piu’ volte dalla Polizia stessa, piu’ incline a occuparsi di criminalita’ invece di chi fa uso personale di sostanze.

In generale le droghe sono classificate a seconda del danno, da “A” (eroina, morfina) a “B” (anfetamine) a “C” (steroidi anabolizzanti). Nel 2004, dopo un periodo di sperimentazione, la Cannabis e’ stata declassata da B a C, con la conseguenza che chi ne e’ scoperto in possesso non e’ piu’ arrestato “per principio”, anche se la droga stessa viene sequestrata dalla Polizia. Una revisione della situazione nel 2005 non ha portato ad alcun cambiamento, anche se Gordon Brown ne ha annunciata un’altra lo scorso Luglio.

Secondo il Sistema Sanitario Nazionale in Inghilterra e Galles, nel periodo 2004/2005 il 26% dei giovani nella fascia di eta’ 16/24 ha ammesso di aver usato droghe nell’anno precedente, e la meta’ ha detto di averle provate almeno una volta nella vita. Fra chi usa droghe, la meta’ ha dichiarato di aver iniziato fra le eta’ di 10 e 15 anni.

Il Ministero dell’Interno ha riportato nel 2005 una riduzione generalizzata del consumo e uso di droghe, con l’unico indicatore stabile rappresentato dalla percentuale di chi fa uso di droghe pesanti (classe “A”). In particolare, l’uso di cannabis dopo la parziale liberalizzazione del 2004 e’ leggermente diminuito.

Mele e Bachi

Non e’ un po’ strano che lo scandalo Mele sia esploso il 27 luglio, pochi giorni prima dell’iniziativa Udc di controllo antidroga ai deputati (ieri)?

Magari qualcuno ha deciso che era meglio far beccare l’Onorevole in albergo, invece che di fronte a Montecitorio.

E cosi’ salvare il Partito da una figura davvero troppo barbina.

L’Ignoranza Uccide Piu’ dello Spinello

Tam-tam mediatico fin da ieri dopo che il britannico The Independent avrebbe annunciato di aver cambiato idea sulla legalizzazione dell’uso di marijuana.

Andiamo invece a vedere cosa davvero ha scritto, l’Independent: che ci sono in giro nuove droghe che stanno allo spinello come i superalcolici al vino novello, e che alla base di tutto non e’ la disponibilita’, ma l’ignoranza a fare male.

Dall’articolo “Eravamo fuori di testa? No, ma adesso c’e’ lo skunk” di Jonathan Owen, 18 marzo 2007:

[lo skunk una versione selezionata e particolarmente potente della Cannabis]

C’e’ aumentata preoccupazione fra gli esperti riguardo i rischi per la salute mentale, particolarmente per adolescenti che fumano lo Skunk che a detta degli stessi esperti assomiglia ad uno spinello come un cocktail di birra e limonata assomiglia a un brandy. […]

E’ venuto il momento di cambiare una degli obiettivi del nostro quotidiano. E’ importante sottolineare le differenze fra gli spinelli di vari anni fa e lo skunk attuale, e i rischi per la salute mentale.

Dal commento “Il problema e’ la schizofrenia giovanile, non la legalita’” di Robin M Murray, professore di Psichiatria e Primario al Maudsley Hospital di Londra:

Certamente la maggior parte dei fumatori di cannabis non sviluppano nessun problema, cosi’ come la maggior parte dei bevitori non hanno problemi di fegato. E’ semplicemente che piu’ ne assumi, piu’ ti aumenta il rischio.

Il consumo di cannabis e le psicosi che ne risultanto sono nel Regno Unito fra i piu’ alti in Europa. Non sono pero’ convinto che classificare la cannabis legalmente [come droga piu’ o meno pericolosa] importi granche’. L’errore del Governo fu dare l’impressione che la cannabis fosse innocua e che non ci fossero legami con la psicosi.