Category Archives: democrazia

Birmania (non Myanmar), India, Italia

(Intervento pubblicato su Notizie Radicali del 27 Settembre 2007)

Permettera’ l’Italia di farsi prendere per il naso ancora una volta dall’India?

In queste ore che ricordano quella notte del 3 giugno 1989, l’ultima prima della strage a Pechino nella Piazza Tian-an-men, puo’ risultare difficile pensare come poter appoggiare realisticamente i dimostranti Birmani per la Democrazia, a parte lanciare appelli a una Giunta Militare che pero’ non e’ probabilmente seconda a nessuna in tema di repressioni sanguinarie e strangolamento politico ed economico del proprio Paese.

Comunque, e’ possibile mettere subito in atto tre gesti non solo simbolici.

(1) Rifiutiamoci categoricamente di usare il termine “Myanmar” per indicare la Birmania.

Anche se etimologicamente “quasi corretto”, si tratta pur sempre di una invenzione della Giunta Militare imposta senza nessun controllo democratico nel 1989.

Se i Birmani vorranno cambiare il nome ufficiale “per l’estero” del loro Paese in Myanmar, lo potranno tranquillamente fare dopo essere tornati proprietari tutti della loro Nazione. Anzi: un paio di anni fa il Ministro degli Esteri Birmano protesto’ per l’uso di “Burma” da parte dello State Department americano: motivo in piu’ per non usare “Myanmar”.

(2) Diamo nomi e cognomi.

Per troppo tempo si e’ parlato della Giunta Militare Birmana come se fosse un’entita’ informe e non un gruppo di dittatori feroci (al punto di negare per esempio ad Aung San Suu Kyi di rivedere il marito morente). Ecco allora alcun delle persone che dovrebbero sedere da imputati in un tribunale, e non nei posti di comando di uno Stato:

Generale Than Shwe – Presidente
Generale Soe Win – Primo Ministro
General Maggiore Nyan Win – Ministro degli Esteri

Bisogna pubblicizzare nomi (e fotografie) di tutti quelli che comandano, perche’ non si possano nascondere dietro l’anonimato all’estero, che hanno cosi’ ben coltivato.

(3) E infine, non permettiamo all’India di prenderci per il naso per l’ennesima volta.

Gia’ il nostro Governo ha detto poco o niente sugli elicotteri Dhruv, costruiti in India usando anche forniture italiane e poi forniti alla Giunta Birmana in barba a ogni embargo della Unione Europea.

Adesso addirittura, proprio mentre fuori i monaci dimostravano, il Ministro Indiano per il Petrolio Murli Deora ha firmato un accordo di 150 milioni di dollari per ricerche di gas naturale in Birmania: un chiaro segno di appoggio alla Giunta da parte di un Governo “democratico”.

Questo comportamento da parte di Nuova Dehli deriva una miopia strategica che vede l’India cosi’ spaventata dalle ribellioni nel Nord-Est da doversi affidare alla Birmania per evitare che diventino qualcosa di piu’ grosso. E da una apparente impunita’ quando si va contro le regole stabilite da altri Paesi democratici: un modo di pensare che dovrebbe essere intollerabile con la Cina della dittatura comunista, e quindi ancora di piu’ con l’India.

Il nostro Ministro degli Esteri Massimo D’Alema, ma anche Emma Bonino come Ministro per il Commercio Internazionale, hanno insomma il dovere in questo momento drammatico di fare tutte le pressioni possibili: inclusa una protesta contro l’acquiescenza attuale se non la complicita’ Indiana futura con la Giunta Birmana, e questo prima che succeda il peggio.

(Petizione online “Stand with the Burmese Protesters”)
 

L’Idolo del Partito Democratico: Clinton, o Honecker?

A cosa penseranno mai i nuovi membri del nascente Partito Democratico in Italia: a Bill Clinton e ai Democratici americani, o a Erich Honecker, il dittatore comunista della Repubblica Democratica Tedesca?

Il leader radicale Marco Pannella non potrà partecipare come candidato alle primarie per la segreteria del Partito democratico. Lo ha stabilito l’ufficio di presidenza del nascituro soggetto politico unitario, riunitosi questa mattina nella sede di piazza Santi Apostoli a Roma. I sei membri che compongono l’organismo (Maurizio Migliavacca, Antonello Soro, Mario Barbi, Vittoria Franco, Patrizia Toia e Lella Massari) avrebbero maturato la valutazione secondo la quale la candidatura di Marco Pannella risulta nettamente in contrasto con il regolamento e lo spirito della Costituente del Partito democratico.

Veltroni Si Da’ Alle Barzellette

Referendum, Veltroni al comitato: “Non firmo ma vi sostengo”

Non sottoscrivo perché candidato al Pd che fa parte di una maggioranza nella quale ci sono opinioni diverse

Insomma: primo non scegliere. E guai a chi alza la testa.

Come scritto in un commento precedente a un mio blog…cosa possiamo aspettarci da un Paese che ha la forma di una scarpa?

90 Anni Dopo Il Proprio Suicidio, l’Europa Deve Scegliere

(pubblicato su Notizie Radicali del 4 Luglio 2007)

Fra un summit UE e l’altro, e’ facile perdere di vista quanto i problemi da affrontare siano ben piu’ importanti che in passato.

Essendosi espansa a includere i Paesi precedentemente dietro la cortina di ferro, la UE deve infatti trovare un modo per funzionare malgrado i suoi Stati membri vivano in periodi storici differenti.

Chiamatela quindi “Costituzione”, chiamatelo “Trattato”, chiamatelo “Paperino” ma un nuovo insieme di regole e’ necessario per una prospettiva futura invece che un’implosione. E definirlo compiutamente non sara’ semplice.

Il vecchio nucleo occidentale e’ parecchio in avanti rispetto ai nuovi membri orientali, riguardo alla convivenza di interessi nazionali in una Unione di molti Stati. Non che i Polacchi o i Cechi siano lenti di comprendonio: il fatto e’ che dopo aver messo sotto ghiaccio il loro sviluppo nazionale sotto la dominazione sovietica, e’ per essi fin troppo naturale rimettere sul tappeto questioni storiche e di difesa strategica che potrebbero apparire a noi reliquie da seconda guerra mondiale.

E infatti e purtroppo, quelle sono esattamente le domande che non possono interessare alle loro controparti occidentali. Poiche’ per questi ultimi, per noi, la Storia e’ nel migliore dei casi un fastidio.

L’Europa e la cultura europea si sono suicidate quasi esattamente 90 anni fa, piu’ o meno nei giorni della grande, inutile strage della battaglia della Somme.

Tutti gli imperi che iniziarono baldanzosi la Prima Guerra Mondiale furono danneggiati irreparabilmente entro tre anni ed in tutti i Paesi partecipanti soltanto i nazionalisti piu’ biechi non provarono orrore di fronte alla carneficina superflua. A complicare la situazione, milioni erano andati a combattere ispirati da un patriottismo entusiastico, aromatizzato spesso da riferimenti religiosi. E questo in Gran Bretagna, in Francia, in Germania, in Russia, in Italia, dappertutto seguendo modelli molto simili: hanno marciato contenti di uccidersi l’un l’altro, apparentemente ignari delle loro straordinarie somiglianze.

Gli Europei hanno continuato a pugnalare se stessi per altri 30 anni: forse una conseguenza ovvia, con il senno di poi, perche’ la loro guerra non poteva concludersi, vista la sostanziale equivalenza sociale, culturale, economica e storica dei combattenti, che in un suicidio totale, dei corpi e della cultura.

Gli USA entrarono ufficialmente in guerra il 2 aprile 1917. Quel giorno per l’Europa, direbbe Hemingway, suono’ a lutto la campana .

Saltiamo velocemente al 1947. Decisi a distruggersi, gli Europei erano riusciti a completare la Grande Guerra con una Seconda e ancora piu’ grande. Un enorme pezzo di continente fu allora consegnato dalla Storia a quell’esperimento guasto chiamato Comunismo Sovietico.

Un altro grande pezzo, a Ovest, decise invece di rinunciare alla memoria, e far finalmente riposare i suoi fantasmi. Basta nazionalismo violento, basta con il desiderio di schiacciare il vicino, basta con le discussioni su come riparare questo o quel torto storico e quindi, avanti a a tutto vapore con un’Unione di Stati sovrani, abbandonando per strada la religione e altre vecchie abitudini (dal “padre padrone” a “il posto della donna e’ in cucina”).

Alcuni la chiamano “modernita'”. Sessanta anni piu’ tardi, il processo e’ quasi completo.

Non esiste aspetto della vita europea (occidentale) contemporanea che non sia stato influenzato dalla modernita’. Il rinnovamento artistico degli anni ’20 ha generato una varietà incredibile di movimenti. La religione e’ in declino, particolarmente la religione organizzata. E’ diventato perfettamente normale praticare l’omosessualità e allevare bambini senza madre o padre, cose considerate devianti non piu ‘ di 30 anni fa.

E’ irragionevole immaginare i pronipoti di chi fu mandato a morire sulla Marna o a Caporetto, accettare le iniziative dei loro governi senza molto scetticismo.

Ma quella non e’ l’esperienza altrove sul continente . Per esempio la “liberazione” delle donne occidentali e’ riconducibile direttamente alla necessita’ di far funzionare l’economia anche se gli uomini erano al fronte. In paesi comunisti invece, il desiderio di “liberare” uomini e donne e’ stato storpiato sinonimo di trasformare i cittadini in Servi dello Stato.

L’esperienza in Medio Oriente e’ ancora piu’ diversa. Chissa’, forse senza Prima Guerra Mondiale ci sarebbe ancora adesso da lottare per il suffragio universale e femminile… nelle democrazie liberali! (Gli USA, naturalmente, sono un soggetto a parte).

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E così il nuovo gruppo di Paesi orientali non può semplicemente entrare nell’Unione Europea senza urla, calci e pugni: particolarmente, la Polonia, un antico impero dal Baltico al Mar Nero, smembrato e spostato con forza verso ovest dai potenti vicini.

I negoziati sempre in corso saranno fruttuosi? Speriamo ci si ricordi, che i fallimenti scompaiono dalla memoria. Speriamo invece che venga lasciato un segno nella storia. Immaginiamo la Germania riconoscere il diverso percorso storico della Polonia, per esempio, riuscire poi a convincere Varsavia a transformarsi in traino dell’Unione: chiudendo finalmente 13 secoli di inimicizia.

Se la UE riuscira’ davvero ad accomodare in maniera razionale tanti Paesi con una tal varieta’ di esperienze, desideri e preoccupazioni, sara’ pronta per un’espansione ulteriore: Turchia, Ucraina, Israele, Marocco, Tunisia… e perche’ no? Trasformandosi in una specie di nuove, spontanee Nazioni Unite , l’Unione diventera’ allora il primo regalo all’Umanità da parte di un’Europa risorta piu’ pacifica.

Terrorismo da parte de La Repubblica

Lettera inviata a La Repubblica

To: “Lettere al Direttore Repubblica” , “Redazione La Repubblica”

Caro Direttore, cara Redazione

Negli ultimi giorni, a seguito dei presunti attentati di Londra, “La Repubblica” non ha fatto altro che parlare di paura, paura e paura.

Paura a Londra, paura per il concerto di Diana, paura a Glasgow.

Ora, non sono sicuro chi sia il vostro corrispondente da Londra ma fatelo rientrare in Italia perche’ se ha tanta paura e’ meglio che se ne vada.

Io ero a Londra il 7 luglio 2005, ero a Londra giovedi’ scorso e continuo a vivere a Londra. NON vivo in alcuna paura di attentati, e anche se sono consapevole che possono capitare, piu’ che non trascurare pacchi e valigie sospette non posso.

E quindi vado a lavorare in treno, in autobus, in taxi, in metropolitana, a piedi, come sempre.

Professionisti o dilettanti che siano, ci sono dei tizi che vogliono spaventare. Aver paura significa quindi aver perso. E quindi io non ho paura. Amen.

E questo non perche’ io sia piu’ speciale degli altri. Sono in compagnia di centinaia di migliaia di persone. Venite pure a vederli, tutti a fare il loro mestiere come al solito, altro che “paura e paura”. Amen di nuovo.

Trovatemi un Londinese che abbia paura. A parte quelli che scrivono per La Repubblica, naturalmente.

Il vostro comportamento non e’ un problema trascurabile. Grazie a voi e a tanta stampa e TV italiana, devo passare ore interminabili a tranquillizzare i miei genitori.

Possibile che non abbiate meglio da fare che terrorizzare due pensionati? E non avete miglior modo di scrivere che titillare i sentimenti piu’ primitivi dei lettori?

Fatevene una ragione di vita. In questo periodo della storia possono esserci attentati. Possono anche esserci incidenti stradali, fughe di gas, rapine a mano armata, infarti, tumori, e non e’ mai trascurabile il numero di persone che muore scivolando in bagno.

Chi e’ terrorizzato dalla toilette, smetta di lavarsi.

saluti
maurizio morabito

Nonviolenza e Liberta’ di Espressione

Un applauso all’articolo di Francesco Pullia “Tolleranza laica e vigliaccheria blasfema” (Notizie Radicali, 25 giugno).

La difesa e la promozione dei diritti civili sono e devono essere infatti ottenute secondo il principio del Satyagraha, della nonviolenza, ben distinto sia dalla violenza, sia naturalmente dalla arrendevole non-violenza.

Se devo attraversare una citta’ in guerra e conosco quali strade sono infestate di cecchini e quali no, e scelgo le prime, cosa avro’ ottenuto dopo essermi fatto sparare? Avro’ solo dimostrato che li’ c’erano i cecchini, cosa arcinota fin dall’inizio, grazie.

Non avro’ combinato niente sul lato di come liberare la citta’ da quel poblema.

Di converso: se quel tizio che non crede che gli astronauti siano atterrati sulla Luna, si piazza davanti a Buzz Aldrin urlandogli di “Confessare la verita’“, e Aldrin gli da’ un manrovescio (o era un pugno?), e’ forse quello un attentato alla libera espressione delle idee?

Chi potrebbe mai dire che dei due, sia stato l’anziano astronauta ad evocare il demone della violenza?

Il Satyagraha, la nonviolenza Gandhiana, che non significa aspettare di farsi ammazzare, non significa neanche fare della violenza gratuita e provocatoria.

Significa seguire il Mahatma nel principio dello Swaraj, cercando di controllare la propria voglia di urlare e dominare gli altri, nel desiderio di vivere con tutti in termini di compassione ed uguaglianza (*). Perche’ i diritti civili sono di tutti.

Ora, con tutti i problemi che esistono sul pianeta, davvero non me ne importa un tubo della voglia degli organizzatori della mostra al quartiere San Vitale di Bologna, di farsi impallinare, o di riuscire a dominare chi si ritiene offeso dell’esistenza stessa di quella mostra.

Gli uni (e gli altri) fanno parte del problema, non della soluzione.

(*) libera traduzione da “The Clash Within: Democracy, Religious Violence, and India’s Future” di Martha C. Nussbaum, Belknap Press/Harvard University Press, 2007

Vittoria per Luigi Moncalvo

Chissa’ se sono l’unico italiano che non sapeva fino ad oggi chi fosse, il Luigi Moncalvo che un mese fa e’ stato risarcito con €300 condonate, dopo che due anni fa su Internet la sua reputazione e’ stata offesa (come da sentenza) dalla frase “Gigi Moncalvo, ex idiota, ora riabilitato dai più, famosa la sua faccia da rimprovero“.

Avra’ ragione Zambardino a dire che non vale la pena di appellarsi, a quella sentenza? Forse e’ salutare per tutti diffondere il piu’ possibile la notizia, in tutti i particolari da cui poter trarre i dovuti insegnamenti.

L’Incompetenza Regna Sovrana

Fra un fischio e una contestazione, con i sindacati che minacciano scioperi, il Governo Italiano si e’ ritrovato il Tesoretto fra le mani, e di questi giorni e’ la notizia che la disoccupazione e’ ai minimi dal 1992.

Vabbe’ che il Signor B sa anche fin troppo bene come manipolare giornali e televisione, ma possibile che nella truppa al Governo adesso non ci sia uno con mezza competenza nel migliorare l’immagine di Prodi & Co.???

Penseranno forse che darsi una lustrata sia commettere “peccato”?

Dal Primo Ministro Angelo Bagnasco

Notizia di Agenzia appena arrivatami dal futuro

MNN – Ven 12 Mag 2017
 
Roma, 12 Mag . – (MNN) – Il Primo Ministro, Guida Suprema Card. Angelo Bagnasco, ha voluto oggi festeggiare i primi dieci anni della
Rivoluzione Clericale della politica italiana.

“Dieci anni fa”, ha detto la Guida delle Preghiere della Domenica in un messaggio ai fedeli cittadini e ai cittadini fedeli, un milione o 250mila manifestarono il desiderio democratico di lasciar condurre ogni aspetto della vita civile a chi ne sa certamente piu’ degli altri, un gruppo di scapoli che ha sempre difeso la Famiglia rinunciadovi a farne parte”.

“Questi due lustri ne hanno portato molto alla fibra morale della Nazione Italian”, ha proseguito il Segno Divino. “L’omofobia e’ Legge dello Stato. Incassiamo multe salate da chi non fa dodici figli, che’ di sicuro sta usando metodi contraccettivi. E’ stato istituito il matrimonio lampo obbligatorio per chi e’ scoperto in flagranza di convivenza”.

“Abbiamo anche imposto”, ha ricordato l’Autorita’ Suprema, “la riduzione in schiavitu’, volevo dire l’internamento in ospedale psichiatrico, per chi pensa di abortire o pondera di divorziare”.

“Rivolgo un grosso ringraziamento per la lungimiranza mostrata”, ha concluso il Presidente del Consiglio a Vita, “ai dodici membri a vita del Consiglio dei Guardiani, inclusi Umberto Bossi, Pierferdinando Casini e Silvio Berlusconi, e in particolare a Piero Fassino, che dopo essersi cambiato il proprio Partito da Comunista in Democratico della Sinistra, si e’ tolto di mezzo prima il Partito, e poi la Sinistra, per confluire nel Partito Democratico, prima di suggellare la storica riconciliazione con Gianfranco Fini per confluire questa volta tutti assieme appassionatamente nel Partito Unico del Parlamento Italiano”.

Il Presidente della Repubblica, Francesco Rutelli, si e’ unito al Primo Ministro auspicando che le ultime forze che vogliono estromettere i preti dal monopolio della conduzione dello Stato, e soprattutto i cattolici recalcitranti che si ostinano a rifiutarsi di odiare chi non si pieghi ai voleri e capricci del Clero, emigrino una volta per tutte, seguendo nell’esilio l’ex-Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano (insalutato dopo aver osato difendere i diritti civili dei gay).

Fatevene Capaci, ha dichiarato Rutelli con una curiosa insinuazione, non conterete mai piu’ del due di briscola.”

Una lettera di improperi, mi correggo, stima e sostegno all’attivita’ del Governo Bagnasco, e’ stata inviata dal Segretario Generale dell’ONU, Maurizio Morabito.

(MNN)

Diritti civili Alle Coppie Non Eterosessuali

A sentire quanto pubblicato oggi su La Repubblica, non ci siamo proprio…si arriva al 40% di intervistati che non vogliono estendere diritti per se stessi cosi’ importanti, a chi non sia (almeno “ufficialmente” ) rigorosamente eterosessuale

La “battaglia per i DICO” sembra inutile e quasi persa con la legge che non va da nessuna parte. E se non lo dicessi io, lo direbbero le pietre che il Family Day e’ in realta’ la manifestazione degli omofobi.

Bisogna avere il coraggio di lottare perche’ il matrimonio sia un’opzione aperta a tutti. Chissa’ se qualcuno ci pensera’, a Piazza Navona, a parte i soliti noti…

1978, Anno di Morte

Morte Aldo Moro: 9 Maggio 1978
Morte (politica) Presidente Giovanni Leone: 15 Giugno 1978
Morte Papa Paolo VI: 6 Agosto 1978
Morte vescovo metropolita russo di Leningrado, Nikodim, durante udienza con Papa Giovanni Paolo I: 5 Settembre 1978
Morte Papa Giovanni Paolo I: 28 Settembre 1978
Morte Mino Pecorelli: 20 Marzo 1979
Morte (politica) Senatore Vittorio Cervone: 19 Giugno 1979
Morte Giorgio Ambrosoli: 12 Luglio 1979
Morte Alighiero Noschese: 3 Dicembre 1979
Morte Carlo Alberto Dalla Chiesa: 3 Settembre 1982

Meno Paroloni sul Fascismo Islamico

(Lettera pubblicata su Notizie Radicali del 6 Aprile 2007)

Sulla scia di una trasmissione televisiva, Federico Punzi lancia i suoi strali in “Il Fascismo Islamico in Casa” (Notizie Radicali, 3 Aprile), scagliandosi contro la “legge coranica” che starebbe prendendo sempre piu’ piede in Italia a cominciare dalla sottomissione delle donne musulmane.

Del fenomeno non vengono forniti dettagli per stabilirne correttamente l’urgenza e la gravita’. Per carita’: che si aiutino le “donne picchiate e segregate dai mariti” (anche quando questi non sono fondamentalisti maomettani, pero’!).

Ma che senso avrebbe affrontare certi problemi in una maniera alquanto militante e antagonista, come naturalmente caro a Santoro e curiosamente suggerito dal Punzi? A meno che quella che vogliamo sfoggiare sia solo la nostra ipocrisia.

La nostra Memoria dovrebbe infatti sconsigliare l’Italia e gli Italiani dal salire su un qualunque pulpito in tema di laicita’ e condizione femminile. Poco piu’ di una generazione fa il “Divorzio all’italiana” passava per l’eliminazione fisica della coniuge; il nuovo Diritto di Famiglia, che ha rimosso almeno sulla carta la dittatura del padre/marito padrone, e’ solo del 1975; la Corte Costituzionale ha stabilito l’equivalenza fra adulterio della moglie e quello del marito solo nel 1968; il “delitto d’onore” e’ stato finalmente cancellato dal codice penale solo nel 1981; il diritto all’aborto vige da 32 anni ma chi ne e’ contrario non si e’ perso d’animo, anzi.

La societa’ italiana e’ tuttora profondamente maschilista come si puo’ notare dalle statistiche sui salari, e partecipando a un qualunque organismo politico direttivo (tranne uno); siamo anche un “esempio di laicita'” cosi’ forte che la Chiesa cattolica detta letteralmente legge in Parlamento.

Non dimentichiamo neanche che a onta perpetua, il Fascismo lo abbiamo inventato noi. Marchiare chiunque altri in quel modo e’ tutto sommato equivalente al dichiararci sepolcri imbiancati. Come se un barbone facesse la doccia e si vestisse di nuovo per poi andare a sputare sui suoi “colleghi” senzatetto della sera precedente…

Meno paroloni, quindi, contro il “fascismo islamico” e la “legge coranica”. Piu’ aiuto a chi e’ perseguitato, a qualunque sesso e religione appartenga. E piu’ dialogo per far comprendere e diffondere le ragioni “laiche” e liberali di un certo modo di pensare egualitario fra uomini e donne che ci e’ ancora molto nuovo.

Lasciamo certa fraseologia, le annesse crociate e i loro risultanti controproducenti ai tipi come George W. Bush.

Quaderni dell’Eterodossia – Introduzione

(primo articolo in una serie di riflessioni morali, sociali e politiche contemporanee)

  1. Quaderni dell’Eterodossia – Introduzione
  2. Quaderni dell’Eterodossia – II – Religione
  3. Quaderni dell’Eterodossia – III – Aborto
  4. Quaderni dell’Eterodossia – IV – Famiglia

La Storia deve essere nostra guida, perche’ perseverare e’ diabolico, oltre che stupido.

Sono Liberale: perche’ la liberta’ di ogni individuo, quella che si ferma solo dove comincia la liberta’ altrui, e’ l’unica base logica della societa’ moderna; perche’ siamo solo agli inizi della Democrazia rappresentativa, che va continuamente difesa e migliorata.

Sono Liberista: perche’ le regole ci devono essere, ma solo quando sono davvero utili.

Sono Libertario: perche’ non c’e’ convivenza sana che in un regime di tolleranza totale per il legittimo diritto a essere diversi gli uni dagli altri, ed a possedere tutti gli stessi Diritti Civili dal momento in cui si nasce; perche’ lo Stato Etico e’ una buona idea che inevitabilmente conduce all’orrore.

Rivendico anche la possibilita’ di essere contraddittorio ed eterodosso invece che semplicione e “fedele alla linea”:

Dettagli di ogni punto verranno pubblicati nei prossimi giorni.

Liberare, non sterilizzare

E’ cosa nota che indipendentemente dalla cultura e dalla religione (e in una certa misura, dalle politiche e dalla propaganda a sostegno della natalita’), il numero di bambini diminuisce con:

  1. L’aumentare della liberta’ femminile di imparare, pensare e agire
  2. Paradossalmente, il diminuire della mortalita’ infantile sotto i cinque anni (quando e’ soprattutto causata da malattie)

Con il senno di poi tutto cio’ e’ completamente sensato.

Ci sono tanti posti dove ogni donna e’ sostanzialmente eliminata dal gioco della vita: come dice Nicholas Kristof sul NYT prendendo in prestito il linguaggio del baseball, perche’ vittima dei “3 strike”: “poor, rural and female” (povera, rurale, e femmina).

Il loro unico scopo e’ fare bambini, che magari diventeranno fonte di gioia e soddisfazione, a meno che non muoiano. E visto che ne muoiono tanti, bisogna farne tanti di piu’, altrimenti l’esistenza stessa e’ priva di senso.

Infatti quando non possono fare figli, come nel caso di fistola ostetrica, vengono letteralmente messe da parte.

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Quindi poche storie su sterilizzazioni a pagamento, natura in pericolo e “tempo di emergenza”: se sono preoccupati della sovrappopolazione, che mandino le bambine a scuola, permettano loro di avere una carriera e una vita come una persona (leggi uomo) qualunque, e spendano i loro soldi in vaccinazioni e igiene pubblica e privata.

Il resto sono giochetti da Risiko.

Evviva il Sogno Europeo

E’ incoraggiare vedere che ci sono ancora politici coraggiosi abbastanza da uscire fuori dal coro, come il Ministro degli Esteri svedese Carl Bildt quando esprima la semplice, innominabile verità che l’espansione dell’Unione Europea ne e’ linfa vitale (“Spalanchiamo le Porte dell’Europa”, IHT, 7 novembre)

Ispirati da un’occasione storica di pace (o più probabilmente, senza accorgersene), i leader della UE hanno costruito per 40+ anni una Comunità di Stati forse come nessun’altra: qualcosa come una miscela fra un Club Onorifico, accessibile solo dopo duri esami sui diritti civili, sulle infrastrutture e sulla lotta contro la corruzione; e una versione pacifica dell’Impero Romano, costante faro-guida per le genti di oltre confine perche’ partecipino dei benefici della libera circolazione di merci e popolazioni

E propio come l’Impero Romano, l’Unione Europea comincera’ a morire il giorno che decidera’ di essersi espansa abbastanza e non di non poter continuare oltre

Soltanto la mancanza di politici quali il sig. Bildt potrebbe impedire all’UE come Associazione di Stati di muoversi oltre la definizione arbitraria di che cosa sia l’Europa continentale, per abbracciare tutte le nazioni asiatiche ed africane capaci di “ottenere i gradi” (a parte, forse, i gia’ giganteschi Russia, Cina, USA)

Che possa quello essere il nostro futuro: e non la lamentosa, incartapecorita UE di quelli troppo impauriti continuare il sogno europeo

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ADDENDUM

Questo testo e’ stato pubblicato in forma di lettera (in inglese) sull’International Herald Tribune del 10 Novembre 2006