Franceschini Cura Te Ipsum

Nuova settimana, nuove stupidaggini dalla dirigenza (d minuscola) del PD. Tocca a Franceschini:

(Berlusconi) ricorda da vicino il fascismo con questi attacchi alla libertà di stampa

Di ben altra caratura un articolo di Emilio Gentile sul Domenicale del Sole24Ore del 15 giugno 2008 (“L’eredita’? Nei partiti“), dove si fa una sincera disanima di come sia sopravvissuto il fascismo all’avvento della Repubblica Italiana con una serie di citazione fulminanti. Cominciamo da Guido De Ruggiero, da uno scritto del 1946:

[Il fascismo non aveva creato il conformismo, ma l'aveva aggravato] rendendo obbligatoria e coattiva una tendenza che gia’ spontaneamente si affermava vittoriosa. La democrazia, che oggi succede al fascismo, non porta un rimedio a quel male, ma ne racchiude in se’ gli stessi germi [...] i partiti [conservano] in se’ tracce indelebili del “Partito”, nelle sue gerarchie, nelle sue omerta’, nelle sue intolleranze

Come puo’ essere descritto lo “stile politico del fascismo” che ha attraversato praticamente inadulterato un bel numero di decenni? Usando le parole di “Risorgimento Liberale”, del 1945:

la intolleranza, la sopraffazione, l’accettazione supina della mistica di partito con il relativo corollario del fine che giustifica i mezzi, la tendenza di certi movimenti a costituirsi come stati nello Stato e ad agire come gli eserciti in territorio occupato, che hanno come sola legge la propria necessita’

Mario Ferrara scriveva nel 1949:

Anche per coloro che si dicono democratici e liberali il Partito e’ diventato un mondo chiuso e tirannico del quale non si pio’ fare a meno e in nome del quale si abdica a ogni dignita’ morale e, talora, alla dignita’ umana pura e semplice

E quanta fantasia ci vuole per ritrovare tutto quanto sopra nel Partito Democratico? Poca, anzi zero…

Repressione In Iran? Andiamoci Piano!

Sono passati vari giorni, e ancora non mi e’ ben chiaro cosa potremmo o dovremmo fare riguardo l’Iran.

L’espulsione (o il mancato rinnovo dei visti, che e’ un po’ diverso) dei giornalisti stranieri, ha senso nel quadro paranoico del pensiero di governo in Iran (e come dar loro torto…).

La liberta’ di informazione, con tutto quello che ci sta arrivando, non mi sembra che sia in gioco. Ci sono anche particolari che ci dicono come non si tratti della solita storia di repressione, come i continui richiami di Khamenei alla legalita’ e alla democrazia, e il fatto che dopo tutti questi giorni si sente parlare di polizia che usa i lacrimogeni.

Quando uno allora manifesta in Europa “in appoggio ai manifestanti a Teheran”, puo’ essere sicuro di chi o cosa stia appoggiando? Penso proprio di no (io i proclami osannanti Khomeini da parte degli intellettuali europei me li ricordo ancora…).

Per questo direi che il piu’ grande favore che ci possiamo fare e’ seguire l’Iran in maniera intelligente, senza bruciare alcun ponte e aspettando che si risolvano le loro beghe da soli. L’unico proclama da fare e’ che vengano rispettate le leggi della Repubblica Islamica in materia elettorale. Su quello ci sarebbe molto da chiedere, anzi pretendere.

Per un confronto con altre situazioni, quelle si’ di repressione brutale, pensiamo all’Uzbekistan, alle sue elezioni presidenziali, e al massacro di Andijan del 2005. Tutta roba che non e’ arrivata a Twitter, su Facebook, su YouTube. Peggio per gli Uzbeki?

Giu’ Le Mani Dall’Iran

(commento postato sul blog di Giulia Innocenzi “Liberta’ verde“)

Manifestare per la liberta’ scalda sicuramente i cuori ma…sappiamo cosa stiamo facendo? Cosa conosciamo, anzi cosa comprendiamo dell’Iran quando un giornalista che ci abita da 25 anni afferma che “Tutto quello che sappiamo sull’Iran e’ sbagliato“?

Non dimentichiamo inoltre che tutti gli interventi esterni sull’Iran negli ultimi centocinquanta anni sono stati un disastro per l’Iran stesso, dalla Convenzione Anglo-Russa del 1907, alla occupazione straniera del neutrale Iran durante entrambe le guerre mondiali, all’appoggio all’autocrazia di Mohammad Reza Pahlavi contro il democratico Mossadeq (il cui governo fu rovesciato dagli USA e dal Regno Unito), all’appoggio dell’intellighentsia europea all’Ayatollah Khomeini in esilio, poi rientrato in Iran per combinare quello che ha combinato, e infine alle politiche vessatorie americane degli ultimi venti anni che hanno fatto in modo che i conservatori iraniani rimanessero ben saldi in sella, e hanno convinto ogni Iraniano dotato di sale in zucca che e’ molto meglio costruire un po’ di bombe nucleari e il prima possibile.

Dopo una tale fila di disastri, direi che se gli Iraniani all’estero vogliono manifestare, sara’ bene applaudirli, ma per il resto, per una volta almeno teniamo le nostre manine lontane e proviamo per una volta prima di tutto a non fare danno.