Category Archives: Clima

Ambiente: Maledette Iperboli

Greenpeace ha annunciato che prendera’ le vie legali per fermare la decisione del Governo britannico di ricominciare a costruire centrali nucleari. Chissa’ quanti soldi saranno spesi in inutili avvocati…

Personalmente, a quelli di Greenpeace mi verrebbe da dire come Bart Simpson, “ciucciatevi il calzino!!!”.

Cosa si aspettavano? Greenpeace e tante altre organizzazioni di ogni genere e specie che piacciono sicuramente molto al nostro Pecoraro Scanio, non sono forse venute fuori anni fa con proclami del tipo “il cambiamento climatico (CC) e’ la piu’ grande sfida dell’umanita'” e “il riscaldamento globale (RG) e’ la piu’ grande minaccia alla sopravvivenza (del pianeta, di solito)”?

Perche’ abbiano deciso di parlare per iperboli penso di saperlo: non hanno saputo resistere alla ghiotta occasione di occupare il palco nel teatro delle decisioni politiche. O almeno, cosi’ la pensavano.

Ora, naturalmente chi era un po’ furbo ha fatto due piu’ due e capito che se CC e RG vengono davanti a tutto il resto, e’ chiaro che anche l’etanolo e l’uranio (e l’ETS europeo con i soldi aggratisse) sono soluzioni “vendibili”: e infatti sono state vendute e anche acquistate.

Per definizione, se OGNI altro problema ambientale e’ INFERIORE a quello del CC e del RG, allora e’ preferibile e puo’ essere scelto. Sono sicuro che non abbiamo ancora visto l’ultima furbata.

D’altronde, se sei nella padella e stai per morire anche la brace ti sembrera’ invitante.

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Questa “lobby ambientalista” tatticamente e strategicamente imbelle e’ sicuramente il miglior nemico che uno possa mai sognare di avere.

Idioti: perche’ se invece di isterismi politicamente dubbi (non si sa perche’, tutte le soluzioni sembrano invocare un aumento della presenza statale?) Greenpeace avesse POSTO LA DOMANDA GIUSTA, vale a dire la questione ambientale/antropica (occupazione del territorio; abuso del “bene comune” ambientale; demografia; poca differenziazione delle fonti energetiche; etc), ALLORA il NUCLEARE e l’ETANOLO NON SAREBBERO STATI proponibili come soluzioni. E non saremmo qui a lamentarcene.

Guarda caso, invece, i negoziati sul contenimento delle emissioni vanno a rilento, l’accordo di Kyoto era una presa in giro, quasi nessuno e’ riuscito a rispettarlo, etc etc.

Se adesso (puta caso) si scopre poi che il RG e il CC non ci sono o comunque non sono poi dei problemi cosi’ gravi, Greenpeace e gli altri, che hanno messo tutte le loro uova nello stesso cesto perderanno ogni credibilita’.

E chi se ne approfittera’, se non quelli che se ne sono gia’ approfittati fino ad adesso?

Nel frattempo, la questione ambientale/antropica non se la impippera’ nessuno. E noi, cui anni fa la benzina senza piombo era stata propagandata come “verde”, e adesso ci viene detto di comprare la lavatrice “verde”, rimarremo qui ad aspettare la prossima trovata sempre piu’ fortissimamente e inutilissimamente “verde”…

Riscaldamento Globale…o Solo Europeo???

A chi si prenda la briga di leggere l’AR4-WG2, il resconto del Gruppo di Lavoro 2 nel Quarto Rapporto di Valutazione dell’IPCC (l’organizzazione ONU che si occupa di cambiamento climatico) potra’ sicuramente essere perdonato il pensiero che dietro alle tante paure legate al riscaldamento globale ci sia un colossale malinteso su quali siano i dati davvero disponibili

Quel documento contiene infatti una mappa di “cambiamenti significativi” (CS) osservati nel mondo, ripetuta dappertutto e che si puo’ ad esempio vedere nel Sommario per i Legislatori (a pagina 10, figura SPM.1).

Viene indicato un totale di 29.459 “cambiamenti significativi” (CS). Un numero impressionante, alla prima occhiata.

Peccato pero’ che ben il 96% di quei cambiamenti siano tutti in Europa. Insomma neanche l’IPCC e’ riuscita a scovare piu’ di 1.225 CS fuori dall’Europa.

Questa enorme disparita’ geografica enorme non migliora quando contiamo quanti di quei CS siano realmente “concordanti con il riscaldamento globale”.

Di quelli l’IPCC ne trova, su tutto il pianeta, 26.285. Di nuovo, il 96% sono in Europa. Anzi, 25.022 sono CS europei e relativo “a sistemi biologici”. Cioe’, il 95% del totale.

Quello significa fuori dall’Europa, il IPCC non ha trovato che 1.150 CS “concordanti con il riscaldamento globale”. Si confronti quel numero con quanti CS europeo non sono “concordanti con il riscaldamento globale”: 3.100

Quindi, abbiamo due volte piu’ cambiamenti in Europa che CONTRADDICONO il riscaldamento globale, che cambiamenti nel resto del mondo CONCORDANTI con esso.

Notevole anche la distribuzione dei “cambiamenti osservati” non-Europei. Soltanto 7 di numero per tutta l’Africa, 114 per l’Asia e 144 per le regioni polari.

Ma ancora piu’ rimarchevole e’ che nell’America del Nord (dove ci si aspetterebbe molti ricercatori risiedano, e molte osservazioni vengano condotte), solo 810 “cambiamenti significativi” sono stati segnalati.

Di quelli, 752 sono consistenti con il riscaldamento globale, cioe’ il 3% del totale.

E quindi per tirare le somme: 96% dall’Europa. 3% dal Nord America. Quasi niente, altrove.

Qualcuno mi spieghi quanto globale possa cio’ essere…

Maurizio e…i Cambiamenti Climatici

In una mailing list italiana un noto personaggio televisivo mi ha chiesto “perche’ hai una posizione aggressiva in materia di cambiamenti climatici (peraltro ben esplicitata da quanto scrivi nel tuo blog)?”. Di seguito la mia risposta:

In realta’ scrivo tanto sui Cambiamenti Climatici (CC) ma si tratta di un effetto collaterale del mio atteggiamento scettico un po’ per istinto, un po’ per apprendimento.

Ai miei tempi mi sono formato in campo scientifico anche dietro a Skeptic Magazine, e James Randi e’ lassu’ nel mio Pantheon, assieme a Penn&Teller, Michael Shermer e tanti altri. A suo tempo leggevo anche la mailing list del Cicap.

Di astrologi e veggenti mi sono un po’ rotto, pero’, anche se trovo divertenti le pareidolie periodicamente fatte a pezzi dal Bad Astronomer (BA e’ un blog che consiglio di leggere, anche se sul clima io e Phil Plait la pensiamo molto diversamente)

Comunque, mi piace molto tenermi aggiornato dal punto di vista scientifico, sia da Scientific American, sia da Le Scienze, sia da American Scientist (piu’ una caterva di siti web di riviste varie. Ma New Scientist non lo sopporto, come stile).

Quando c’e’ bisogno mi leggo gli originali, anche se l’accesso da quando ho lasciato l’ambiente accademico e’ molto piu’ ristretto.

Se uniamo le due cose, otteniamo un tizio (me) che legge articoli scientifici con un occhio scettico, in maniera critica cioe’, perche’ quello che pretendiamo dal primo cafone illusionista lo dobbiamo richiedere anche a Lancet e Nature.

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Il CC da questo punto di vista e’ la “Tempesta Perfetta” per vari motivi.

Prima di tutto, francamente tanti studi sono campati in aria, tante affermazioni sono senza base scientifica, e tante previsioni sono solo lugubre paure del futuro. Non dico che la climatologia moderna vada buttata al macero, pero’ trovo difficile pensare che siano cose serie piu’ di una minima parte delle 428 e piu’ previsioni di cambiamento dovuto al riscaldamento globale.

Per far luce sulla situazione “vera”, proprio in questi giorni sto spulciando l’AR4-WG2 dell’IPCC pagina per pagina, per cercare finalmente di capire quali conseguenze del CC siano gia’ successe o stiano succedendo proprio adesso.

La prima cosa che salta all’occhio pero’ e’ che dei 26’200 cambiamenti riportati “consistenti con il riscaldamento” , ben 25mila siano relativi a sistemi biologici in Europa. Si tratta del 95.5% tutti da un continentino piccolo piccolo. E chissa’ quanti di quei cambiamenti sono legati fra di loro.

Insomma ci sono quasi tre volte piu’ cambiamenti “INconsistenti con il riscaldamento” in Europa (3’100) che cambiamenti “consistenti con il riscaldamento” nel resto del mondo (1’177)

E poi mi si chiede perche’ resto scettico? Che ci posso fare, se chiedo di “vedere per credere”? E cosa sbaglio?

Dei modelli del clima, non parlo neanche.

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Non si tratta comunque di attenzioni che riservo solo al CC. Ecco qui il mio commento in inglese a una fesseria pubblicata su The Lancet, l’ennesima associata alla Food Standards Agency britannica.

Questo poi e’ un mio articolo sempre in inglese sulla diatriba riguardo le linee elettriche e il cancro.

E infine una collezione di errori madornali e non, trovati sulle pagine di Astronomy Magazine.

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Ma e’ facile notare che tanti dei miei pezzi parlano di Cambiamento Climatico. Un grosso problema che ho con l’allarmismo climatico e’ infatti dovuto al suo debordare nella politica. Al momento e’ il carrozzone su cui sale chiunque vuole mangiarsi un po’ della nostra liberta’, cercando di pilotarci grazie alle paure (vedi Ban Ki-Moon e le sue stupidaggini sul Darfur).

Queste pero’ naturalmente sono considerazioni politiche per cui ciascuno la pensi come vuole.

Come Previsto: Della Frana Incolpato il Clima

Ho pubblicato ieri una delle notizie false della MNN, nella quale si incolpava il Cambiamento Climatico della grande frana di Sesto Pusteria.

Per ora la previsione dell’ascesa del Ministro Pecoraro Scanio a Maresciallo d’Italia Plenipotenziario non si e’ avverata.

Pero’, a dimostrazione che ormai qualunque cosa accada non si smette mai di dire sciocchezze sul riscaldamento globale, qualcuno e’ saltato subito fuori dicendo davvero che le frane sulle Dolomiti le causa il clima che cambia…

Quei segnali dai monti in agonia
Da Cortina al Cervino, 15 anni di emergenza
di PAOLO RUMIZ
Quei segnali dai monti in agonia Da Cortina al Cervino, 15 anni di emergenza – cronaca – Repubblica.it

“in montagna ogni senso di sicurezza è diventato illusorio, da quando il clima è cambiato e le Alpi hanno preso a franare come colpite dalla lebbra.”

Prima di spaventarsi conviene leggere altre fonti, come per esempio Il Giornale

«Fenomeno naturale, e il clima non c’entra»
di Enza Cusmai – sabato 13 ottobre 2007, 07:00
ilGiornale.it – «Fenomeno naturale, e il clima non c’entra» – n. 242 del 13-10-2007

“Il clima non c’entra?
«Nessuna variazione climatica può incidere su sedimenti vecchi 200 milioni di anni. Per loro, cento anni in più o in meno sono irrilevanti».”

Inoltre ricordiamo il Sommo Poeta

> Qual è quella ruina che nel fianco
> di qua da Trento l’Adice percosse,
> o per tremoto o per sostegno manco,
>
> che da cima del monte, onde si mosse,
> al piano è sì la roccia discoscesa,
> ch’alcuna via darebbe a chi sù fosse:
>
> cotal di quel burrato era la scesa;
> Dante Aligheri – Divina Commedia Inferno Xii

In Conseguenza del Nobel Preventivo ad Al Gore…

Una volta c’era la Guerra Preventiva (Iraq), oggi c’e’ il Nobel Preventivo per la Pace (ad Al Gore e all’IPCC, per la prima volta nella Storia un Premio assegnato non per quanto fatto in passato, ma sulla base di qualcosa che, forse, potrebbe accadere in futuro).

Perche’ allora non dare spazio anche a Notizie Preventive? Per esempio questo comunicato stampa dal futuro:

Roma, 12 Ottobre (MNN) –  I Cambiamenti Climatici dietro l’enorme frana sulle Dolomiti

Sesto Pusteria: un boato alle 9; il crollo da Cima Una. Dal rifugio in val Fiscalina chiamano soccorsi: “L’intera valle è invasa da detriti e polvere” (foto). I soccorritori: “Aiutati alcuni escursionisti, non ci sono feriti“.
Il Ministro Pecorario Scanio ha dichiarato: “Si tratta dell’ennesimo segno che i cambiamenti climatici stanno minando la sicurezza ambientale e sociale della Nazione. Stabiliro’ questa sera stessa un Comitato di Salute Pubblica che prendera’ in mano le redini del Paese. Dirameremo a breve un bollettino di informazione che andra’ a sostituire i giornali risparmiando cosi’ da morte certa milioni di alberi“.
Il Maresciallo d’Italia Plenipotenziario Pecoraro Scanio ha poi confermato l’abbattimento di una quercia “sacrificata per costruire la ghigliottina che ci aiutera’ a liberarci dai dissenzienti“.

Vincenzo Ferrara, Climatologo Sicuro Di Non Sbagliare Mai

(Note: I have translated this blog in English: How to Be Right About the Climate: Always!)

(Grazie ad Antonio Gaspari di Svipop per questo straordinario documento [riscoperto poco tempo fa da Fabio Malaspina])

Vincenzo Ferrara, lo scienziato coordinatore della Conferenza Nazionale Sui Cambiamenti Climatici (quella della famosa bufala del Ministro Pecoraro Scanio sull’Italia che si riscalderebbe quattro volte piu’ in fretta del resto del pianeta), spiega in questo articolo del 1982 (“Rivista di Meteorologia Aeronautica”, Volume XLII n. 1, Gen-Mar 1982) come si diventa un climatologo famoso:

[…] se voi siete climatologo e contemporaneamente desiderate sopravvivere come un climatologo, accrescendo magari la vostra fama, non avete che da [fornire] proprio la diagnosi e la prognosi che la gente si aspetta.

Guai a rispondere: “Ma no, è tutto normale, oppure: “Sono tutte balle montate dai giornali e dalla televisione” […] perché la gente […] conclude all’unanimità che […] non capite un accidente né di tempo, né di clima. Sarebbe la fine della vostra carriera

[…] L’unica risposta sensata alla domanda: “Il clima sta cambiando?” è: “Ma certo che sta cambiando! E’ ormai una cosa nota, scientificamente accertata e fuori discussione”. A questo punto prevedete per il futuro e per il prossimo secolo un clima esattamente uguale al tempo atmosferico presente, esaltando magari il fenomeno fino alle estreme conseguenze. Così, se fa freddo prevedete “glaciazioni”, se fa caldo prevedete una “era torrida, e se vi sono condizioni di forte variabilità prevedete “estremi climatici” a breve termine e clima più o meno immutato a lungo termine (secolare).

Ma, direte voi, come fa un climatologo serio a fornire previsioni climatiche, attualmente impossibili, e […] così opposte senza sentirsi un buffone? Non temete c’è la scienza che vi sorregge, perché la scienza in questo campo ha pensato a tutto e fornisce la soluzione per ogni caso, anche per quelli più disperati.

Perciò, se fa freddo, il discorso scientifico da fare è il seguente: “Il clima sta cambiando e ci avviamo verso una nuova glaciazione. Questo fatto è già stato accertato perché a partire dal 1940, la temperatura media dell’emisfero nord è diminuita di circa 0,4°C, a causa probabilmente della minor trasparenza dell’atmosfera intorbidita dal sempre maggior inquinamento dell’aria. Il raffreddamento dell’aria provoca una maggiore estensione dei ghiacciai e dei mantelli nevosi, i quali essendo altamente riflettenti (albedo elevata) per la radiazione solare provocano a loro volta un successivo raffreddamento e quindi nuovi e più vasti ghiacciai, e così via in una spirale che porterà ad una nuova glaciazione nel giro di un secolo e forse meno”.

Già, ma se fa caldo come si fa a giustificare una previsione di era torrida con questi dati di fatto sul raffreddamento? […] da un altro punto di vista altrettanto scientifico […] il discorso è: “Il clima sta cambiando e ci avviamo verso un’era torrida. Tutto ciò è stato già scientificamente accertato perché a partire dal 1850 il contenuto di anidride carbonica nell’atmosfera è andato progressivamente aumentando e solo in questi ultimi venti anni si è passati da 315 a 334 parti per milione. Ciò significa che nel 2020 l’accumulo di anidride carbonica sarà più che raddoppiato se si tiene anche conto dei sempre crescenti consumi di energia e di utilizzo dei combustibili fossili. L’aumento di anidride carbonica riduce le perdite di radiazione ad onda lunga dalla terra verso lo spazio (effetto serra) e nel giro di meno di mezzo secolo la temperatura media dell’aria aumenterà di circa 2 o 3°C; ci sarà scioglimento dei ghiacci polari ed un aumento medio del livello del mare che sommergerà parecchie località costiere”. […]

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Insomma parafrasando una vecchia barzelletta: un fisico atmosferico, un metereologo e Vincenzo Ferrara partecipano a un colloquio per diventare climatologo.

Al fisico atmosferico viene chiesto: “Come prevede che sara’ il clima per l’anno prossimo?“. Quello risponde: “Non ne sono sicuro, ma se mi date un supercomputer so come impostare i calcoli per fare una previsione di massima“. Tocca poi al metereologo, cui viene chiesto: “Come prevede che sara’ il clima per l’anno prossimo?“. Egli risponde: “Non ne sono sicuro, ma se mi date le carte stagionali e un buon archivio degli anni passati, so come impostare i calcoli per fare una previsione di massima“.

Tocca infine a Ferrara, che alla domanda: “Come prevede che sara’ il clima, l’anno prossimo?” risponde: “Cio’ che volete che io preveda…“.

Poveri Gli Scienziati Alla Conferenza Nazionale Sui Cambiamenti Climatici 2007

Dopo tante chiacchiere sulle banane made in Italy, e l’ennesimo rapporto “scientifico” dove si trovano cambiamenti climatici ma solo quelli cattivi, emblematica la fine dell’articolo su La (surriscaldatissima) Repubblica:

nei corridoi del palazzo della Fao dove sono riunite le centinaia di esperti chiamati a raccolta per la Conferenza già si sussurra dei primi dissidi sul tenore del documento di sintesi da consegnare domani a Romano Prodi. Da un lato ci sarebbero i “politici” del ministero dell’Ambiente che chiedono conclusioni in grado di passare all’azione immediata, dall’altra i tecnici dell’Apat, l’Agenzia per la protezione dell’ambiente e del territorio che vorrebbero approfondire ancora scenari e conoscenze.

L’Aspetto Migliore della Conferenza Nazionale Sui Cambiamenti Climatici 2007

Di una cosa possiamo essere certi, riguardo la Conferenza Nazionale sui Cambiamenti Climatici 2007, il 12-13 Settembre a Roma: che lascera’ il tempo che trova.

In tutti i sensi. Figuriamoci, ci sono i soliti inutili saluti delle Autorita’, e anche una tavola rotonda con i rappresentanti dei sindacati.

Che faranno, uno sciopero se fa troppo caldo?

Manchera’ solo Beppe Grillo con una proposta di legge di iniziativa popolare per mettere in galera tutti i politici beccati ad emettere anidride carbonica nel loro respiro.

In ogni caso, la Conferenza e’ tutta improntata a come adattarsi ai cambiamenti climatici, e quindi rallegriamoci almeno che Pecoraro Scanio e compagni non si perderanno in chiacchiere su come rovinarci la vita.

Sentirsi Bene nel Credere al Riscaldamento Globale

Quanto e’ piu’ semplice credere al Riscaldamento Globale, e pensare che le temperature, i cambiamenti delle coste, gli uragani, tutto quello che riguarda il Clima sia legato alle attivita’ umane?

Si chiedeva il New York Times il 13 Marzo del 1898: Perche’ il tempo metereologico e’ cosi’ inesplicabile?

Centonove anni dopo, eccoci qui allora con una larga fetta dell’umanita’ che si sente capace di dare una risposta, tutti sicuri che quella bestia selvaggia che chiamiamo Clima sia stata domata, e si muova proprio nella direzione che stiamo impartendo noi.

Secoli fa, avremmo visto sorgere come funghi, templi al Dio del Tempo dove sacrificare bovini e ovini. Adesso, ci viene chiesto di essere “climaticamente virtuosi”, e il sacrificio e’ magari acquistare automobili a emissione ridotta, e donare i nostri soldini dopo aver commesso l’atto impuro di volare in aeroplano.

Facciamoci coraggio, prima o poi passera’ anche questa.

Niente di Nuovo alla Camera in Tema di Cambiamenti Climatici

E’ stata presentata il 2 luglio 2007 la “relazione della VIII commissione (Ambiente, territorio e lavori pubblici)” della Camera dei Deputati “sulle tematiche relative ai cambiamenti climatici”.

Il fatto che menzionino Katrina fa pensare a un percorso istruttorio a senso unico, cosi’ come l’auspicio che la “difesa del clima” diventi un motivo di ispirazione per l’Europa e la richiesta che tutti si impegnino a livello personale (quasi un ritorno al vetusto “la Patria si difende anche facendo la guardia a un bidone di benzina“).

Buona l’analisi dei problemi riguardo l’ETS, anche se potevano essere piu’ espliciti sullo scandalo dei miliardi regalati ai “padroni del vapore”. Manca invece una critica seria al perche’ l’Italia, e non solo
l’Italia, ha fallito sugli obiettivi di Kyoto.

Non sono molto sicuro sui numeri che vengono distribuiti qua’ e la’…la solita primitivita’ delle valutazioni economico-ambientali-strategiche, se non ci va bene riguardo la TAV, non dovrebbe andarci bene neanche riguardo l’immenso sforzo richiesto per “difendere il clima”.

Stampa Surriscaldata e il Povero Gio_c_acchino

To: lettere@lastampa.it

Cara Redazione del quotidiano La Stampa

Antonio Scurati, bonta’ del suo nome, tratteggia il clima a tinte fosche su La Stampa di oggi (“Apocalypse Gore”), per poi dirci che bisogna passare dalle ansie ai fatti, prima che compaia l’atmoterrorismo.

Scurati sembra particolarmente entusiasta dell’idea che tutto cio’ inspiri una “missione generazionale” in coloro abituati alla “pappa pronta”.

Ma io che ho quaranta anni, ce l’ho gia’, le mie missioni generazionali.

Una e’ quella di mandare a quel paese chi passa il suo tempo nella paura e nell’impaurire. Che si prenda un Prozac, il sig. Scurati.

L’altra missione e’ diminuire gli incidenti di battitura sui giornali. E quindi se vi perdono per aver scritto “Giocchino Murat” (ultimo paragrafo, seconda frase) proprio non posso fare a meno di brontolare per quel “Giocacchino Murat” scritto a quattro righe dalla fine dell’articolo di Scurati.

saluti
maurizio morabito

Venere vs. Terra

Temperature medie===>
Terra, superficie (1000 mbar) : 288K
Venere, con atmosfera piena di CO2, a 50km (1000 mbar): 330K

A parita’ di pressione (superficie terrestre), la temperatura su Venere e’ il 114% di quella terrestre.

Disponibilita’ di potenza per la sonda Venus Express===>
Orbita terrestre: 806W
Orbita venusiana: 1,425W

Alla distanza di Venere c’e’ quindi il 177% piu’ energia dal Sole che all’orbita terrestre (in realta’ il valore e’ piu’ prossimo al 190%, considerati i raggi delle orbite dei due pianeti)

114%<177% = Venere e’ piu’ fredda di quanto di dovremmo aspettare = probabilmente l’effetto di raffreddamento e’ dovuto alle nuvole opache venusiane di acido solforico

E infine===>
Temperatura comprimendo aria terrestre da 288k/1,000mbar a 90,000mbar:
887K
Temperatura alla superficie di Venere (~90,000mbar): 735K

(calcoli basati su http://zebu.uoregon.edu/1996/ph162/l10a.html)

Quindi a parita’ di pressione (superficie venusiana), la temperatura terrestre sarebbe addirittura il 120% di quella di Venere. Di nuovo, Venere e’ piu’ fredda di quanto ci dovremmo aspettare: di nuovo, probabilmente a causa di un raffreddamento dovuto alle nuvole di cui sopra, alte nell’atmosfera di Venere, che fanno arrivare poca energia solare alla superficie.

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Evidentemente mi sto sbagliando di grosso, perche’ dell’ “effetto serra” da CO2 che starebbe causando le temperature infernali della superficie di Venere, non ne vedo traccia.

A naso sembrerebbe tutto un gran bel processo adiabatico. Magari pero’ un astronomo o fisico atmosferico potra’ fornirmi lumi.

Il Cambiamento Climatico E’ Morto

O quantomeno, in animazione sospesa.

Dopotutto, c’e’ un limite anche a quanto si possa spremere fuori da questo o quel modello di disastro prossimo venturo. Dopo un po’ di articoli, supplementi e urla di dolore ambientale in televisione, la noia regna sovrana.

Si e’ appena concluso un G-8 dove e’ stata fatta la solita pantomima inconcludente su come combattere il “riscaldamento globale”. Non c’e’ che da aspettarsi successi del calibro di quelli ottenuti per far scomparire droghe e poverta’.

Gli accordi e i congressi internazionali non si contano piu’, e l’unica differenza percettibile sara’ nello straordinario inquinamento che producono con migliaia di persone che volano di qua’ e di la’ per dirci di non inquinare.

Nel frattempo, “la scienza” del cambiamento climatico ha i piedi di argilla sempre piu’ fragile. Un rispettato ed eminente membro dell’IPCC dichiara pubblicamente che “dovremmo rispondere prudentemente alle minacce dal cambiamento di clima“.

Michael Griffin, il Capo della NASA, non ci pensa troppo a commettere il peccato cardinale di parlare contro tutto il “consenso climatico”: “Non sono sicuro che sia giusto dire che [ il riscaldamento globale ] sia un problema che dobbiamo affrontare [… ] Mi chiedo quale essere umano possa mai avere il privilegio di decidere quello se questo clima particolare qui oggi, ora, sia il clima migliore per tutti gli altri esseri umani.”

In un segno ulteriore che c’e’ qualcosa che non va, non esiste neppure mezzo suggerimento di progettazione di un satellite capace di raccogliere i dati e possibilmente le prove globali del cambiamento climatico che sarebbe in atto. Il cosidettro GoreSat e’ dimenticato da tutti, malgrado aspetti di volare da 7 anni.

E adesso la Sigma Xi, associazione di scienziati americani in prima linea nello studio del riscaldamento globale, decide di pubblicare nel numero di Luglio-Agosto 2007 un articolo che dice che le nevi del Kilimanjaro non stanno scomparendo a causa del cambiamento climatico

Quanto sopra indica chiaramente che ormai il “riscaldamento globale” e’ morto, moribondo o in animazione sospesa.

Nel migliore dei casi, si e’ rivelato una scusa per qualcosa di differente, nel peggiore, uno specchietto per allodole.

Diamo a tutti quelli coinvolti il beneficio del dubbio. Qual’e’ allora il problema reale cui interessarsi, se il “cambiamento climatico” e’ giusto una scusa?

I candidati possibili includono: (1) la volontà di neutralizzare la potenza delle multinazionali stabilendo un qualche tipo di governo globale; (2) il desiderio di ripulire l’umanità dai suoi peccati, in particolare ingordigia e mancanza di rispetto per l’ambiente; (3) un modo di contenere lo sviluppo di Cina e India sotto controllo, rendendo loro la vita difficile con tutti questi discorsi sulle emissioni di CO2.

Ma se c’e’ un problema che sono attualmente piu’ propenso a considerare, e’ (4) la preoccupazione che ci sono semplicemente troppi esseri umani vivi allo stesso tempo, ed il loro numero continua ad aumentare: mentre allo stesso tempo, abbiamo l’istinto ma non gli attrezzi ne’ la volonta’ di fornire loro tutti una vita decente.

Quello e’ un soggetto molto piu’ interessante che le quisquilie sulla misura dell’anidride carbonica atmosferica e delle temperature planetarie.

La Parola Fine Al “Consenso Climatico IPCC”

Il Dr. John Everett:

  • Ha lavorato nell’IPCC (l’organismo internazionale dell’ONU che si occupa di cambiamento climatico) dal 1988 al 2000 come Lead Author e Co-Chair
  • E’ stato premiato dall’istituto americano NOAA nel 1996 per il suo lavoro su cambiamenti climatici e pesci
  • E’ attualmente “Reviewer” per l’IPCC
  • Non ha mai ricevuto fondi dall’industria petrolifera
  • Pubblica le sue analisi al sito http://www.climatechangefacts.info/

Ebbene, costui che non so con quale coraggio potrebbe mai essere tacciato di “negazionismo“, ha parlato molto chiaramente di fronte a una commissione parlamentare della Camera dei Rappresentanti USA il 17 Aprile scorso (links ed estratti in inglese riportati in calce).

Per chi non volesse perdere tempo: sul sito “Climate Change Facts” il Dr. Everett ha un paragrafo intitolato: “The Present and Projected Increases Are Not Huge” vale a dire “Gli Aumenti di Temperatura Presenti e Previsti Non Sono Grandi” e scrive delle parole di saggezza molto pratica:

We should respond prudently to the threats from climate change. These actions should include things that make sense in their own right and which will be important whether the Earth warms or cools in the near future

Dovremmo rispondere prudentemente alle minacce da cambiamento climatico. Queste azioni dovrebbero includere cose che sono sensate di per se’ e che saranno importanti sia che la Terra si riscaldi, sia che si raffreddi nel prossimo futuro“.

E meno male che erano solo Lindzen, Pielke Sr., Chrichton e altri quattro stupidi me incluso, gli unici rimasti a non idolatrare l’IPCC…

PS:

http://www.climatechangefacts.info/Documents/StatementOralJohnEverett.htm
http://www.climatechangefacts.info/Documents/StatementOralJohnEverett.htm

I have some concerns about some few species near the margins of their suitable habitat range, such as polar bears. But I would much rather have the present warm climate, and even further warming, than the next ice age that will bring temperatures much colder than even today.

Warming is not a big deal and is not a bad thing. No one knows whether the Earth is going to keep warming, or since reaching a peak in 1998, we are at the start of a cooling cycle that will last several decades or more. Whichever it is, our actions should be prudent.

The one degree F. rise since 1860 is virtually noise in this rapidly changing system. Sea level has been inexorably rising since the last glaciation lost its grip a mere 10,000 years ago.

Most people agree that there has been a warming of 1 degree Fahrenheit in the instrumental record of 150 years. Those in the “IPCC-oriented consensus” believe it is due to mankind’s increased CO2 and other gas emissions […] Scientists in the “other consensus” believe that, even if the 1 degree change is accurate (and is not just “noise”), the CO2 rise can, at most, explain a piece of the temperature rise

Sette Risposte Brevi sul Cambiamento Climatico

Un excursus velocissimo che mi e’ stato chiesto da piu’ persone:

1. E’ in corso un cambiamento climatico livello globale? Probabilmente si’.

2. Si tratta di un cambiamento eccezionale? Probabilmente no.

3. Dobbiamo spaventarci delle possibili conseguenze di un riscaldamento globale, e concentrare tutti i nostri sforzi per difenderci da quelle? No, almeno finche’ non venga fuori una prova eccezionale di tale riscaldamento, e di tali conseguenze.

4. Esiste un contributo umano al cambiamento climatico? Probabilmente si’.

5. Esiste un contributo umano significativo al cambiamento climatico? Probabilmente no.

6. Perche’ chiedo delle prove straordinarie? Perche’ dichiarare che e’ in corso un “cambiamento climatico eccezionale” , e’ un’affermazione straordinaria. ((c) Carl Sagan)

7. Di che mi preoccupo? Delle buone intenzioni che causano disastri quando spinte nella direzione sbagliata; del rischio per il movimento ambientalista di scomparire se il riscaldamento globale e’ una bufala; della deriva autoritaria di cui possono approfittare i Governi assimilando la “difesa del clima” a quella “antiterrorismo” . etc etc

Esempio di Cambiamento Climatico (Fallito)

Ecco un esempio di “potenziale prova” non-termometrica del cambiamento climatico, poi rivelatasi una bufala.Si parla di periodi abbastanza brevi (cinque anni) ma sarebbe un buon inizio. C’e’ qualcuno capace di trovare niente del genere che non si riveli poi una bufala dopo cinque minuti di indagine?

IL CC E LA BARRIERA SUL TAMIGI

Poco a valle di Londra e’ stata edificata da una ventina d’anni una “Barriera sul Tamigi” che permette di isolare la citta’ (fino a un certo punto) da eventuali maree di grossa entita’ dal mare del Nord.

Il legame con il cambiamento climatico e’ che se gli oceani si stanno espandendo visto che la Terra si sta riscaldando e i ghiacciai si sciolgono prima, la Barriera dovrebbe essere chiamata a fare il suo lavoro sempre piu’ spesso.

E infatti, al giornalista di “The Investigation” (trasmesso il 25 gennaio dalla BBC Radio 4) un politico dei Liberali britannici ha detto: “Negli ultimi 5 anni la Barriera e’ stata chiusa 55 volte. Nei 5 anni precedenti, solo 12 volte“.

(Il sito del programma e’ http://www.bbc.co.uk/radio4/theinvestigation/pip/cjkmk/ . Ne ho una trascrizione che pubblichero’ quanto prima. Il file audio dovrebbe essere ancora disponibile nell’area del “Listen Again”)

Da 12 a 55: numeri da far paura: ma falsi, come rivelato allo stesso giornalista dal Gestore delle Maree che si occupa della Barriera: “Negli ultimi 5 anni la Barriera e’ stata chiusa 31 volte. Nei 5 anni precedenti, 35 volte“.

Quindi: secondo la leggenda, si e’ passati da 12 a 55 chiusure, con un aumento del 460%.

In realta’, si e’ passati da 35 a 31 chiusure, con una riduzione dell’11%.

Dov’e’ finito, il cambiamento climatico? Il riscaldamento globale che doveva espandare gli oceani?

Perche” quel politico liberale non ha fatto una telefonata al Gestore della Barriera prima di bersi quei numeri di fantasia?

E perche’ un mese _dopo_ il programma, un politico londinese verde e’ venuto fuori con altri numeri sempre campati in aria?

Siân Berry, infatti, Portavoce dei Verdi ha detto: ‘Negli ultimi sei anni [la Barriera] e’ stata incredibilmente usata per 56 volte, mentre quando nei primi sei anni nel 1980 solo 3 volte” (citato a: http://www.london.gov.uk/view_press_release.jsp?releaseid=11011 )

Boh. Come detto dal giornalista, in questo campo purtroppo i numeri sembrano prendere vita propria, e una volta menzionati, piu’ fanno paura e piu’ vengono bevuti senza che nessuno si prenda la briga di controllarli.

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Facciamolo pure dormire, il nostro pensiero critico, ma poi non ci lamentiamo dei mostri che verranno generati.

IPCC: Politica, prima che Scienza Climatica

E’ purtroppo diffusissima l’impressione che il “Sommario per i Policymakers” pubblicato a inizio Febbraio dall’IPCC (“Intergovernmental Panel on Climate Change“, Comitato Intergovernamentale sul Cambiamento Climatico) non sia un documento politico, ma semplicemente un riassunto delle conclusioni scientifiche.

Guardiamo invece in faccia la realta’:

1) l’IPCC e’ INTERgovernamentale, il che vuol dire che ci sono scienziati, ma anche tecnici, attivisti, burocrati: e tutti approvati da questo o quel Governo.

2) Il sommario e’ scritto in un meeting dove ogni Governo puo’ e dice la sua.

3) Le “conclusioni scientifiche” vengono pubblicate dopo il sommario (fra qualche settimana, figuriamoci).

4) Questo perche’ e’ esplicitamente scritto nelle regole dell’IPCC che le “conclusioni scientifiche” devono essere modificate in modo che non contraddicano il sommario.

I Governi nominano, i Governi scrivono, i Governi dettano: se non e’ “politico” quello, allora cos’e’?

Climatologia del Mito

A quanto pare, il coordinatore della Conferenza Nazionale sul Clima del prossimo Settembre a Roma ha bisogno di aggiornarsi.

Se il buongiorno si vede dal mattino, immaginiamoci che Conferenza che sara’…

(segue mia Lettera alla Redazione del “Venerdi’ di Repubblica)

E’ con rammarico che leggo che Vincenzo Ferrara, climatologo dell’Enea e futuro coordinatore della Conferenza Nazionale sul Clima, non e’ esattamente aggiornato e proprio in materia di scienza climatica.

Nell’intervista di Luca Fraioli pubblicata sul numero del Venerdi’ del 16 Marzo 2007, Ferrara riesce infatti a fare due errori in una sola risposta, quando dice a proposito di “una nuova glaciazione in Gran Bretagna e in parte del Nord Europa“:

E’ uno degli scenari possibili. Se […] fara’ cosi’ caldo che si scioglieranno i ghiacci della Groenlandia [cio’] causera’ l’interruzione della Corrente del Golfo.

Ferrara insomma riporta come veri due miti della climatologia: infatti, (1) la Corrente del Golfo non puo’ essere interrotta dallo scioglimento dei ghiacci della Groenlandia, (2) non e’ la Corrente del Golfo a proteggere la Gran Bretagna e il Nord Europa da una glaciazione.

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Riguardo (1) consiglierei a Ferrara, Fraioli e tutti quanto scritto da Carl Wunsch, Cecil and Ida Green Professor of Physical Oceanography al celeberrimo MIT di Cambridge, Massachusetts (USA) in risposta ad affermazioni simili riportate su The Economist:

The Gulf Stream is a wind-driven phenomenon (as explained in a famous 1948 paper by Henry Stommel). […] Shut-off would imply repeal of the law of conservation of angular momentum […] focusing on near-impossible Gulf Stream failure is an unproductive distraction

La Corrente del Golfo e’ un fenomeno dettato dai venti (come spiegato da Henry Stommel in un famoso articolo scientifico del 1948). […] Un’interruzione significherebbe una violazione della legge di conservazione del momento angolare […] concentrarsi su una fine quasi impossibile della Corrente del Golfo e’ una distrazione improduttiva

La lettera e’ disponibile in toto su Internet.

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A proposito di (2), sul ruolo (o meglio, pressocche’ mancato ruolo) della Corrente del Golfo nel mitigamento del clima britannico e nordeuropeo, c’e’ un interessantissimo articolo di Richard Seager su “Le Scienze” di Febbraio 2007: “Le ragioni del clima europeo” dal sottotitolo “La teoria per cui il clima relativamente mite dell’Europa sarebbe dovuto agli effetti della Corrente del Golfo è un mito che va sfatato“.

Invito davvero a leggere anche quell’articolo, dove il Seager dice fra l’altro che si tratta di una conclusione basata su vecchie ricerche che pero’ nessuno aveva finora “messo assieme“.

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Considero assolutamente preoccupante il fatto che il Coordinatore della Conferenza Nazionale sul Clima non si sia preso la briga di leggere ne’ articoli del 1948, ne’ le piu’ recenti…riscoperte (!) della climatologia.

Mi aspetto una vostra rettifica immediata, per bloccare per quanto possibile certa disinformazione almeno voi.

Saluti
Maurizio Morabito