TwentyEightGate – il mio scoop giornalistico che ha fatto il giro del mondo

Breve excursus sul TwentyEightGate, il mio ultimo..ahem..secondo voglio dire “scoop” che ha fatto il giro del mondo essendo un bello (e legale!) sgambetto al bulletto chiamato BBC.

È uno “scoop” importante abbastanza da aver portato quasi 21mila visitatori su questo blog in un giorno solo (13 Novembre).

In poche parole: la BBC ha combattuto per cinque anni contro un pensionato (il blogger Tony Newbery ad Harmless Sky) per impedirgli di ottenere una lista di nomi di partecipanti a un seminario sul cambiamento climatico, tenuto il 26 gennaio 2006. Io ho trovato quella lista (in maniera perfettamente legale, già su internet) e ne ho facilitato la lettura.

Maurizio 1 – BBC 0. In altre parole, Gente Comune 1 – Bulletti 0.

Che quella lista fosse importante non lo dico io, lo dicono le 140mila sterline (175mila euro) spese in QUATTRO GIORNI dalla BBC stessa per avere SEI, dico SEI avvocati in tribunale a difenderne il segreto, mentre Newbery era presente senza avvocato, e con la moglie, avendosi dovuto sobbarcare un viaggio da fuori Londra.

Di fronte a tale bullismo di bassa caratura, una volta che il Tribunale ha dato ragione alla BBC (e te pareva!), come si dice “non c’ho visto più” e mi sono messo di buona lena a cercare la lista su internet. Ho pensato che visto il numero di partecipanti (una sessantina) a qualcuno potesse essere “sfuggita”.

Infatti ho trovato una pagina di uno degli organizzatori (lo IBT) dove per farsi belli come si suol dire hanno un bel giorno deciso di mettere online la lista di tutti i partecipanti ai seminari con la BBC dal 2004 al 2007.

Il file PDF non era più su quel sito, ma bene in vista sulla “Wayback Machine”, un sito dove vengono conservate copie di tante pagine su internet.

Qui il link originale al mio blog in inglese dove mostro la lista al mondo.

In inglese ne hanno parlato in molti su internet, in Canada, USA, Australia, Regno Unito (per esempio Bishop Hill ha un po’ di link). Ci sono anche articoli in Francia e in Olanda. Prima o poi ne farò una lista. Ho anche partecipato come ospite per parlare proprio di “28Gate” alla recente maratona TV online di 24 ore sul clima, organizzata da Anthony Watts su WUWT (il video sarà messo qui appena disponibile).

Il nome “28Gate” è stato dato da uno dei commentatori su WUWT, in assonanza con il mitico Watergate e il numero di “esterni” presenti al seminario BBC, che erano appunto ventotto (o almeno così diceva la BBC…ora se ne vedono trenta. Boh.)

Sulla carta stampata è uscito un articolo di James Delingpole sullo Spectator, dal titolo al solito molto esplicito “Ecco lo scandalo alla BBC che dovrebbe davvero farvi sentire disgusto” (ricordiamo infatti che la BBC in questo periodo va da uno scandalo all’altro – fra l’altro i quattro alti dirigenti appena dimessisi erano tutti al seminario del 2006).

In Italiano ne hanno parlato Piero Vietti de Il Foglio (online e su carta) e Guido Guidi di climatemonitor (online). Più un altro blog dove l’ossessione nei miei confronti non ha limiti…ma quando io sono l’argomento di discussione, non c’è evidentemente da sprecare neanche un link.

Qualche precisazione:

  • io di quella lista, la cui prima richiesta è di cinque anni fa, non mi interessavo. Non avevo neanche comprato l’e-book da Bishop Hill.
  • Che la BBC abbia davvero cambiato linea editoriale il 26 gennaio 2006, mi sembra una bufala fatta e finita, una bufala raccontata però dalla BBC stessa.
  • È la BBC e non io ad aver dato importanza a quella lista. Non è colpa mia se la BBC ha deciso di buttare via 40mila sterline al giorno per quattro giorni due settimane fa e per giunta contro un pensionato.
  • Lo “scoop” è nel fatto di aver trovato pubblicato online (da un altro degli organizzatori) quello che alla BBC hanno spergiurato essere un segreto. Magari potevano pagare un avvocato in meno e far cercare il documento a una persona in più.

Adesso sappiamo che:

  1. la BBC ha probabilmente mentito quando ha detto che era un segreto (stiamo parlando di una lista di nomi, non di cosa abbiano detto al meeting);
  2. la BBC ha probabilmente mentito quando ha detto che era un meeting di alto livello;
  3. la BBC ha probabilmente mentito quando ha detto che quel meeting aveva cambiato tutto;
  4. nessuno alla BBC né alcuno dei suoi strapagati avvocati sono capaci di usare internet (come detto ho trovato la lista lunedì sera in una mezz’oretta).

Ci sono cose ancora più gravi (la presenza di qualcuno dall’Ambasciata USA al seminario sarebbe una violazione dei principi fondativi della BBC) – ma non mi interessano almeno per il momento.

Tengo anche a dire il seguente:

  • A me non importa se la BBC si ispira editorialmente a maghi e fatine. A me importa che la BBC sia esplicita, chiara, limpida e trasparente, e dica a tutti quando si fa ispirare da maghi e fatine. È una questione di Trust, in tutti i sensi della parola.
  • Non so se qualcuno ha notato, ma non c’era in quel meeting nessuno del Met Office…come se in Italia la RAI facesse un meeting sul clima senza invitare il CMCC. Se vi va bene così…
  • Padronissima la BBC di usare avvocati in tribunale. A me però importa che la BBC, dopo avermi preso 145 sterline all’anno, non le dedichi poi al bullismo, perché di questo si tratta – continuo ad aspettare di trovare una-persona-una che giustifichi la necessità di ingaggiare sei avvocati contro un pensionato. Non uno (ragionevole), due (se se li possono permettere), non tre (già troppi) – addirittura sei!

Te Lo Do’ Io Il PR…

C’e’ un po’ di discussione riguardo un blog abbastanza ingenuo di Ugo Bardi (fa parte della mai troppo vituperabile serie dove divide il mondo in Buoni e Cattivi), blog dove si vuole passare per buona l’idea che dietro lo scetticismo climatico ci sia la mano cattivona di Big Oil. In particolare vi si puo’ leggere un allegro scambio di idee riguardo la traduzione in italiano dell’About del noto blog cambioclimatista RealClimate.

Pubblico (anche) qui un paio di precisazioni.

Ho scritto “RealClimate e’ stato messo in piedi da una ditta di public relations“. Infatti su RC, in tutta onesta’ ma facendo pieno uso delle sfumature e degli eufemismi tipici del mondo anglosassone ma che evidentemente sfuggono a chi non ci e’ abituato, parlano dello “INITIAL planning” (“pianificazione INIZIALE“, l’enfasi e’ mia).

Se poi qualcuno vuole credere su RC siano ospitati dallo “Science Communications Network” (“dedicated to encouraging environmental public health scientists and medical practitioners to contribute to public discussions about their work through the media“) senza che per mettere su il sito quell'”encouraging” abbia avuto alcuna importanza, e senza che abbiano fatto uso del fior fiore dei professionisti del PR ambientalista, insomma, a questa persona ho un Colosseo da vendere…

Senza SCN/EMS, e senza Fenton, RealClimate sarebbe un’altra cosa (un blog dei tanti che non fanno uso di professionisti del PR, come i miei). E quindi, come ho detto nel mio commento iniziale a Bardi, lamentarsi che nel discorso climatico siano coinvolte organizzazioni di PR, presentando poi il tutto come se il PR fosse solo quello di Big Oil, non mi sembra una cosa molto saggia.

Faccio anche notare come sia in corso la un po’ imbarazzante conferenza Heartland (da cui, come ripeto da anni, mi tengo ben lontano). Qualcuno sa dove sono questi maghi del PR, o quali risultati abbiano ottenuto? Ci sono star del cinema o della TV, o personaggi famosi per qualcos’altro che la loro viscontita’? (domanda)

Infine…sondaggio di questi giorni…il 41% dei britannici e’ scettico “integrale” (non pensano che il riscaldamento sia di origine antropica in nessun modo). Qualcuno conosce quali iniziative di PR di Big Oil o Big Coal abbiano ottenuto cotanto risultato? Anche perche’ io, che in UK ci vivo, non me ne sono accorto.