Category Archives: Catastrofismo

Lombroso Cade Sul Favonio

Intervista a Luca Lombroso da GreenReport: ‘Il global warming “è finito” solo sui titoli dei giornali’ (6 Marzo 2008):

Cominciamo dall’Italia, dove il global warming era evidente fino a 3 giorni fa, tanto che in alcune località si è registrata la temperatura di 27 gradi, che “abitualmente” dovremmo avere a metà maggio

E’ davvero tremendo leggere dichiarazioni cosi’ profondamente errate da chi si fa passare per esperto del settore.

Le alte temperature che a volte si verificano d’inverno e cui si riferisce Lombroso, sono dovute all’effetto-Foehn, il vento che i Romani chiamavano Favonio e che si verifica vicino alle catene montuose. Il riscaldamento globale non c’entra assolutissimamente niente.

Una “svista” del genere e’ cosi’ madornale da far dubitare di ogni dichiarazione sul clima da parte del “tecnico” Lombroso. E’ come se un matematico dicesse che pi-greco e’ uguale a 3, o un giurista confondesse una causa civile con una penale. E Lombroso parla pure di “rigore scientifico”? Si vada a studiare un po’ di metereologia, e pensi al suo, di “rigore”…

E si legga un po’ di climatologia, gia’ che c’e’: nessuno climatologo, neanche su RealClimate.org, dira’ mai che il riscaldamento globale e’ “evidente” in un episodio caldo…

Il resto dell’intervista non e’ meglio. Si arriva all’estremo ridicolo quando da una parte si lamenta il fatto che sul clima “intervengono non climatologi, ma esperti di altri settori“, e poi si elogia il lavoro dell’IPCC, che si appoggia all’intervento, appunto, di esperti di molti altri settori, e non solo di climatologi.

Associazione Galileo 2001

Ricevo e rimando:

L’Associazione Galileo 2001 si propone, nell’interesse e per il progresso civile del Paese, di costituire un punto d’incontro, di discussione e di unione tra quanti – enti, istituzioni, imprese e persone fisiche – sono interessati allo sviluppo delle conoscenze scientifiche e della ricerca e al trasferimento dei risultati alla società civile in favore del progresso tecnologico, industriale, economico e sociale.

L’associazione in particolare ha ereditato lo spirito e la lettera del movimento Galileo 2001 e si propone di affermare i criteri della metodologia e dell’affidabilità scientifica contro ogni distorsione proveniente dalla disinformazione e dal pericolo di un invadente oscurantismo scientifico.

Dell’Associazione, presieduta dal Prof. Renato Angelo Ricci (presidente onorario della Società Italiana di Fisica ed ex Commissario Straordinario dell’ANPA), fanno parte attiva, fra gli altri: i Professori Bernardini, Garattini; Regge, Sala, Salvini, Scarascia Mugnozza, Tirelli, Veronesi.

L’Associazione non ha scopo di lucro e si sovvenziona grazie alla quota di iscrizione dei soci per cui le attività sinora svolte si sono rese possibili grazie proprio al sostentamento dei soci e alla faticosa ricerca di eventuali sponsor per i Convegni sino ad oggi organizzati.

Le principali attività svolte a partire dalla costituzione dell’Associazione (19 febbraio 2003) si possono così riassumere:

a. Convegno annuale 2004 (svoltosi il 19 febbraio 2004), sul tema IL PRINCIPIO DI PRECAUZIONE: I COSTI DELLA NON SCIENZA

b. Convegno annuale 2005 (svoltosi il 9 marzo 2005), sul tema I COSTI DELLE SCELTE DISINFORMATE: IL PARADOSSO DEL NUCLEARE IN ITALIA

c. Convegno annuale 2006 (28 marzo 2006), sul tema I RISCHI DI UNA SCELTA DISINFORMATA: PRECLUDERSI L’USO DEGLI OGM IN AGRICOLTURA

d. Convegno annuale 2007 (Milano, 18 aprile 2007) sul tema LA SCIENZA E LE MEDICINE ALTERNATIVE

e. Operazione di sensibilizzazione, presso i responsabili politici, in ordine alla necessità di affrontare, seguendo le indicazioni della scienza più accreditata, vari temi di interesse per la collettività, con particolare riferimento a quelli di protezione dell’ambiente (appelli inviati al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio e al Ministro all’Istruzione, a proposito della posizione della scienza sull’uso in agricoltura dell’ingegneria genetica e sull’insegnamento dell’evoluzione biologica nelle scuole)

f. Partecipazione dei Soci Fondatori dell’Associazione a Convegni e meeting presso scuole, associazioni, circoli, camere di commercio, assessorati comunali, provinciali e regionali intervenendo sui seguenti temi: elettrosmog, Ogm, cambiamenti climatici, politica energetica, salute, etc. con l’obiettivo di riportare e affermare la voce della comunità scientifica accreditata

Alla luce di quanto sopra abbiamo organizzato una campagna di iscrizione di nuovi soci proprio per poter continuare a svolgere il ruolo che ci siamo prefissi quando è nata l’Associazione 2001.

Se condivide anche Lei gli scopi della nostra Associazione può associarsi e collaborare con noi allo scopo di non far prevalere in Italia la voce degli allarmisti (vedi OGM, elettrosmog, energia nucleare) ma di trattare i problemi in modo rigorosamente scientifico e porli in termini socio-politici con grande discernimento e cautela.

Ulteriori informazioni sull’Associazione Galileo 2001 Le può trovarle sul sito www.galileo2001.it

La ringraziamo e Le inviamo cordiali saluti.
Dr.a Angela Rosati
Segretario Generale Associazione Galileo 2001

Festival delle Scie(me)nze a Roma?

Pianto e stridore di denti in programma al Festival delle Scienze a Roma (14-20 gennaio, Auditorium – Parco della Musica).

Il finto documentario (come definire un “film sul futuro”? fantascienza?) intitolato “6 gradi” viene proiettato ai bambini. Quattro “lectiones magistrales” su sei riguardano disastri (tutti futuri, naturalmente).

C’e’ Pachauri dell’IPCC e il chetempochefaista Luca Mercalli a parlare di clima (che volete che diranno? “Siamo di fronte alla piu’ grande sfida dei nostri tempi” e “Abbiamo pochi anni per evitare il peggio“. Speriamo almeno qualcuno abbia il buon senso di spegnere l’aria condizionata, per mostrare come si viva emettendo meno CO2)

David King (quello che disse che il riscaldamento globale e’ piu’ importante del terrorismo) discettera’ sul XXI secolo, mentre Mario Tozzi (rimproverato anni fa per il suo catastrofismo non-scientifico addirittura da Mercalli stesso) ponderera’ sulla sopravvivenza umana (addirittura!).

A concludere, Stefano Benni, a dimostrare che si fa sempre in tempo a essere alla moda, fara’ l’elogio apocalittico…della blatta!

Due uniche note positive: Frank Furedi, il professore britannico che ha piu’ volte denunciato la “politica della paura”, parlera’ di manipolazione del rischio sabato 19 (Sala Petrassi, ore 11).

E Roberto Vacca, il noto ingegnere, giornalista e scrittore, interverra’ al Caffe’ Scientifico (BArt, domenica 20 alle ore 17) a parlare di Informatica e Tecnologia delle Comunicazioni, con uno sguardo non secondario ai pervadenti disastri culturali.

Conseguenze Pratiche delle Paure Climatiche

(commento al blog sull’IHT “Benvenuti nella nuova Era Nucleare“)

Vediamo se ho capito bene…finora, le uniche conseguenze pratiche di tutto il casino fatto intorno ai presunti, futuri cambiamenti climatici sono state:

(1) Il trasferimento di miliardi di euro dai contribuenti UE alle multinazionali del petrolio e dell’energia, grazie allo Schema di Compravendita delle Emissioni

(2) Un enorme incremento di sussidi all’agricoltura per spronare la coltivazione del granturco (nonostante sia ben noto l’estrazione di carburante dal granturco sia ecologicamente peggiore di quella dal petrolio)

(3) Un sostanziale aumento dei prezzi specialmente per popolazioni molto povere, in molte parti del mondo (visto che il prezzo del granturco e della soya sono aumentati)

(4) Il ritorno di una industria nucleare che prosperera’ grazie a garanzie (soldi) statali, e produrra’ montagne di scorie radioattive che nessuno sa ancora come gestire

Eh???

Se quanto sopra dovrebbe essere il mondo “piu’ pulito, piu’ verde” come ci viene detto, allora preferisco averlo sporco e marroncino, grazie!

Ambiente: Maledette Iperboli

Greenpeace ha annunciato che prendera’ le vie legali per fermare la decisione del Governo britannico di ricominciare a costruire centrali nucleari. Chissa’ quanti soldi saranno spesi in inutili avvocati…

Personalmente, a quelli di Greenpeace mi verrebbe da dire come Bart Simpson, “ciucciatevi il calzino!!!”.

Cosa si aspettavano? Greenpeace e tante altre organizzazioni di ogni genere e specie che piacciono sicuramente molto al nostro Pecoraro Scanio, non sono forse venute fuori anni fa con proclami del tipo “il cambiamento climatico (CC) e’ la piu’ grande sfida dell’umanita'” e “il riscaldamento globale (RG) e’ la piu’ grande minaccia alla sopravvivenza (del pianeta, di solito)”?

Perche’ abbiano deciso di parlare per iperboli penso di saperlo: non hanno saputo resistere alla ghiotta occasione di occupare il palco nel teatro delle decisioni politiche. O almeno, cosi’ la pensavano.

Ora, naturalmente chi era un po’ furbo ha fatto due piu’ due e capito che se CC e RG vengono davanti a tutto il resto, e’ chiaro che anche l’etanolo e l’uranio (e l’ETS europeo con i soldi aggratisse) sono soluzioni “vendibili”: e infatti sono state vendute e anche acquistate.

Per definizione, se OGNI altro problema ambientale e’ INFERIORE a quello del CC e del RG, allora e’ preferibile e puo’ essere scelto. Sono sicuro che non abbiamo ancora visto l’ultima furbata.

D’altronde, se sei nella padella e stai per morire anche la brace ti sembrera’ invitante.

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Questa “lobby ambientalista” tatticamente e strategicamente imbelle e’ sicuramente il miglior nemico che uno possa mai sognare di avere.

Idioti: perche’ se invece di isterismi politicamente dubbi (non si sa perche’, tutte le soluzioni sembrano invocare un aumento della presenza statale?) Greenpeace avesse POSTO LA DOMANDA GIUSTA, vale a dire la questione ambientale/antropica (occupazione del territorio; abuso del “bene comune” ambientale; demografia; poca differenziazione delle fonti energetiche; etc), ALLORA il NUCLEARE e l’ETANOLO NON SAREBBERO STATI proponibili come soluzioni. E non saremmo qui a lamentarcene.

Guarda caso, invece, i negoziati sul contenimento delle emissioni vanno a rilento, l’accordo di Kyoto era una presa in giro, quasi nessuno e’ riuscito a rispettarlo, etc etc.

Se adesso (puta caso) si scopre poi che il RG e il CC non ci sono o comunque non sono poi dei problemi cosi’ gravi, Greenpeace e gli altri, che hanno messo tutte le loro uova nello stesso cesto perderanno ogni credibilita’.

E chi se ne approfittera’, se non quelli che se ne sono gia’ approfittati fino ad adesso?

Nel frattempo, la questione ambientale/antropica non se la impippera’ nessuno. E noi, cui anni fa la benzina senza piombo era stata propagandata come “verde”, e adesso ci viene detto di comprare la lavatrice “verde”, rimarremo qui ad aspettare la prossima trovata sempre piu’ fortissimamente e inutilissimamente “verde”…

Appello Per il 2008

Siamo ormai circondati da esperti di ogni ordine e grado pronti a diagnosticare il futuro.

Ricordiamoci invece che la strada per l’inferno (presente) e’ lastricata di buone intenzioni (per il futuro).

Pensiamo quindi a risolvere i problemi dell’oggi, invece di cercare capacita’ divinatorie sulla politica, sull’economia, sull’ecologia tirando a caso su questo o quell’indicatore.

Ci stiamo trasformando in una societa’ “ospedalizzata”, e come i miserrimi contadini nella commedia “Trionfo della Medicina“, pur di prevenire i piu’ remoti ed improbabili disastri futuri, ci roviniamo la vita qui-e-ora in una serie infinita di diagnosi a tinte fosche.

Per una volta, e’ davvero tempo di occuparci dell’oggi.

L’Intristente Tozzi Non Si Smentisce

Appena trasmesso su “Tristia” (al secolo “Terzo Pianeta“, la nuova trasmissione di Mario Tozzi il sabato sera su Rai3) un piccolo pezzo su come il Lago Chad si stia prosciugando a causa del cambiamento climatico (e delle irrigazioni umane).

Peccato che non ci sia stato tempo per dire che quello stesso lago si e’ prosciugato gia’, nell’8500 AC, nel 5500 AC, nel 2000 AC, nel 100 AC e ultimamente anche nel 1908.

E perche’ non c’e’ stato tempo? Perche’ un’informazione del genere avrebbe minato l’idea di “Tristia” che ci sia qualcosa di particolarmente preoccupante nel fatto che il Lago si stia prosciugando di nuovo. Difficile immaginare che le emissioni di anidride carbonica e l’ammontare delle irrigazioni fossero gia’ dietro quanto successo ben sei volte negli ultimi diecimila anni.

Il Tozzi ha poi introdotto un servizio sui futuri “conflitti sull’acqua”. Si e’ parlato di vari posti nel mondo dove l’utilizzo di fiumi da parte di una nazione potrebbe portare a eventuali guerre.

Di nuovo, e’ stato un peccato che non si sia trovato alcun minuto in cui portare analogie dal passato. In questo caso, pero’, la spiegazione e’ piu’ facile: non esiste memoria storica di “guerre dell’acqua”.

Semplicemente, non sono mai successe.

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Dobbiamo allora evincere che il messaggio di fondo di “Terzo Pianeta” e’ che il mondo va abbastanza bene, visto che per intrattenere i telespettatori adesso bisogna addirittura inventarsi i problemi??? 8-P

Fantasia per fantasia, tanto vale guardarsi un’opera di finzione, allora. Alla TV in questo momento “Scooby Doo e il Mostro di Loch Ness”….

Riscaldamento Globale…o Solo Europeo???

A chi si prenda la briga di leggere l’AR4-WG2, il resconto del Gruppo di Lavoro 2 nel Quarto Rapporto di Valutazione dell’IPCC (l’organizzazione ONU che si occupa di cambiamento climatico) potra’ sicuramente essere perdonato il pensiero che dietro alle tante paure legate al riscaldamento globale ci sia un colossale malinteso su quali siano i dati davvero disponibili

Quel documento contiene infatti una mappa di “cambiamenti significativi” (CS) osservati nel mondo, ripetuta dappertutto e che si puo’ ad esempio vedere nel Sommario per i Legislatori (a pagina 10, figura SPM.1).

Viene indicato un totale di 29.459 “cambiamenti significativi” (CS). Un numero impressionante, alla prima occhiata.

Peccato pero’ che ben il 96% di quei cambiamenti siano tutti in Europa. Insomma neanche l’IPCC e’ riuscita a scovare piu’ di 1.225 CS fuori dall’Europa.

Questa enorme disparita’ geografica enorme non migliora quando contiamo quanti di quei CS siano realmente “concordanti con il riscaldamento globale”.

Di quelli l’IPCC ne trova, su tutto il pianeta, 26.285. Di nuovo, il 96% sono in Europa. Anzi, 25.022 sono CS europei e relativo “a sistemi biologici”. Cioe’, il 95% del totale.

Quello significa fuori dall’Europa, il IPCC non ha trovato che 1.150 CS “concordanti con il riscaldamento globale”. Si confronti quel numero con quanti CS europeo non sono “concordanti con il riscaldamento globale”: 3.100

Quindi, abbiamo due volte piu’ cambiamenti in Europa che CONTRADDICONO il riscaldamento globale, che cambiamenti nel resto del mondo CONCORDANTI con esso.

Notevole anche la distribuzione dei “cambiamenti osservati” non-Europei. Soltanto 7 di numero per tutta l’Africa, 114 per l’Asia e 144 per le regioni polari.

Ma ancora piu’ rimarchevole e’ che nell’America del Nord (dove ci si aspetterebbe molti ricercatori risiedano, e molte osservazioni vengano condotte), solo 810 “cambiamenti significativi” sono stati segnalati.

Di quelli, 752 sono consistenti con il riscaldamento globale, cioe’ il 3% del totale.

E quindi per tirare le somme: 96% dall’Europa. 3% dal Nord America. Quasi niente, altrove.

Qualcuno mi spieghi quanto globale possa cio’ essere…

La Pregiudiziale Ottimista

Libera traduzione di un’importante passo scritto da Julian Simon, l’economista che vinse una famosa scommessa con Paul Ehrlich pronosticando che i prezzi di alcune materie prime sarebbero scesi con il passare del tempo:

“L’aumento del numero di persone e del reddito, rende le risorse piu’ scarse sul breve termine. Tale penuria induce i prezzi ad aumentare. I prezzi piu’ alti sono un’opportunita’, e ispirano inventori ed imprenditori a cercare soluzioni. Molti falliscono nella ricerca, a loro stesso discapito. Ma in una società libera, prima o poi delle soluzioni vengono trovate. Ed a lungo termine i nuovi sviluppi ci pongono in condizioni migliori che se i problemi non si fossero presentati. In altre parole, i prezzi alla fine si abbassano a valori inferiori a quelli che c’erano prima della penuria.”

Il pensiero di Simon e’ un ottimo contraltare al pessimismo sempre piu’ diffuso, dal riscaldamento globale alla sovrappopolazione alle basi stesse dell’economia.

D’altronde, se la mente umana fosse davvero capace di vedere nel futuro, sarebbe anche capace di risolvere i problemi in anticipo.

Terzo Pianeta su Rai3: Dopo “Gaia”, arriva “Tristia”

Mario Tozzi ha cominciato (stasera?) un nuovo programma, dal titolo “Terzo Pianeta“, sempre su Rai3.

A quanto pare “il centro ispiratore del programma sarà sempre lo stesso: salvare il pianeta, indicare soluzioni possibili, piccole e grandi, per il futuro di Gaia, il terzo pianeta del sistema solare: la Terra.

“Sempre lo stesso”? All’epoca di “Gaia“, il Tozzi diceva invece di muoversi “in uno scenario naturale, un set spettacolare che vive da 4 miliardi e mezzo di anni, per conoscere, approfondire, capire la storia, i fenomeni della terra e la convivenza con il suo abitante più ingombrante: l’uomo“.

Di salvare il pianeta, chissa’ perche’, non se ne faceva ancora menzione.

Ma tant’e’: ci sono tutte le promesse che saremo sepolti da un impeto catastrofilico senza limiti, che arriva a invitare il pubblico, “in una nuova veste di testimone attivo […] a segnalare tutto quanto minaccia e ferisce l’ambiente (inquinamento, rifiuti, sprechi) e a indicare esperienze, anche piccole ma significative, che vadano nella direzione della difesa dell’ambiente“. Buone notizie? Figuriamoci.

Basta “Gaia” insomma, perche’ forse ricordava troppo “gaiezza” e “felicita’“. Da oggi poi, “Tristia“: tutti tristi il sabato sera a parlare del terzo pianeta sul terzo canale Rai.

Vergogna a Bali

Comincia domenica la conferenza per il dopo-Kyoto, e dura 12 giorni. Che sia fatta a Bali a Dicembre (temperatura:fra 23 e 33C. Nuvoloso, qualche probabilita’ di pioggia), la dice lunga sulle priorita’ dei conferenzieri.

E’ una vera vergogna: per chi non crede al Cambiamento Climatico, perche’ sara’ uno sperpero immane di denaro “per niente”.

E per chi ci crede, perche’ a parte non dare alcun esempio su come caspita dovremmo affrontare questa emergenza, generera’ colossali e inutili quantita’ di CO2 visto che per ogni delegato ci saranno almeno tre giornalisti e altri “addetti”.

I problemi della scarsezza delle risorse saranno forse discussi ma certo non esperiti dagli astanti. Basta vedere cosa hanno combinato l’anno scorso, a Nairobi, questi “turisti climatici”.

Ban Ki-Moon, naturalmente, ci sara’. Si vede che Skype e le webcam all’ONU ancora non funzionano.

Maurizio e…i Cambiamenti Climatici

In una mailing list italiana un noto personaggio televisivo mi ha chiesto “perche’ hai una posizione aggressiva in materia di cambiamenti climatici (peraltro ben esplicitata da quanto scrivi nel tuo blog)?”. Di seguito la mia risposta:

In realta’ scrivo tanto sui Cambiamenti Climatici (CC) ma si tratta di un effetto collaterale del mio atteggiamento scettico un po’ per istinto, un po’ per apprendimento.

Ai miei tempi mi sono formato in campo scientifico anche dietro a Skeptic Magazine, e James Randi e’ lassu’ nel mio Pantheon, assieme a Penn&Teller, Michael Shermer e tanti altri. A suo tempo leggevo anche la mailing list del Cicap.

Di astrologi e veggenti mi sono un po’ rotto, pero’, anche se trovo divertenti le pareidolie periodicamente fatte a pezzi dal Bad Astronomer (BA e’ un blog che consiglio di leggere, anche se sul clima io e Phil Plait la pensiamo molto diversamente)

Comunque, mi piace molto tenermi aggiornato dal punto di vista scientifico, sia da Scientific American, sia da Le Scienze, sia da American Scientist (piu’ una caterva di siti web di riviste varie. Ma New Scientist non lo sopporto, come stile).

Quando c’e’ bisogno mi leggo gli originali, anche se l’accesso da quando ho lasciato l’ambiente accademico e’ molto piu’ ristretto.

Se uniamo le due cose, otteniamo un tizio (me) che legge articoli scientifici con un occhio scettico, in maniera critica cioe’, perche’ quello che pretendiamo dal primo cafone illusionista lo dobbiamo richiedere anche a Lancet e Nature.

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Il CC da questo punto di vista e’ la “Tempesta Perfetta” per vari motivi.

Prima di tutto, francamente tanti studi sono campati in aria, tante affermazioni sono senza base scientifica, e tante previsioni sono solo lugubre paure del futuro. Non dico che la climatologia moderna vada buttata al macero, pero’ trovo difficile pensare che siano cose serie piu’ di una minima parte delle 428 e piu’ previsioni di cambiamento dovuto al riscaldamento globale.

Per far luce sulla situazione “vera”, proprio in questi giorni sto spulciando l’AR4-WG2 dell’IPCC pagina per pagina, per cercare finalmente di capire quali conseguenze del CC siano gia’ successe o stiano succedendo proprio adesso.

La prima cosa che salta all’occhio pero’ e’ che dei 26’200 cambiamenti riportati “consistenti con il riscaldamento” , ben 25mila siano relativi a sistemi biologici in Europa. Si tratta del 95.5% tutti da un continentino piccolo piccolo. E chissa’ quanti di quei cambiamenti sono legati fra di loro.

Insomma ci sono quasi tre volte piu’ cambiamenti “INconsistenti con il riscaldamento” in Europa (3’100) che cambiamenti “consistenti con il riscaldamento” nel resto del mondo (1’177)

E poi mi si chiede perche’ resto scettico? Che ci posso fare, se chiedo di “vedere per credere”? E cosa sbaglio?

Dei modelli del clima, non parlo neanche.

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Non si tratta comunque di attenzioni che riservo solo al CC. Ecco qui il mio commento in inglese a una fesseria pubblicata su The Lancet, l’ennesima associata alla Food Standards Agency britannica.

Questo poi e’ un mio articolo sempre in inglese sulla diatriba riguardo le linee elettriche e il cancro.

E infine una collezione di errori madornali e non, trovati sulle pagine di Astronomy Magazine.

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Ma e’ facile notare che tanti dei miei pezzi parlano di Cambiamento Climatico. Un grosso problema che ho con l’allarmismo climatico e’ infatti dovuto al suo debordare nella politica. Al momento e’ il carrozzone su cui sale chiunque vuole mangiarsi un po’ della nostra liberta’, cercando di pilotarci grazie alle paure (vedi Ban Ki-Moon e le sue stupidaggini sul Darfur).

Queste pero’ naturalmente sono considerazioni politiche per cui ciascuno la pensi come vuole.

Per Una Gestione Completa del Rischio

Quando si parla di rischio ci si lamenta sempre del fatto che la percezione e’ molto diversa dalla realta’ dei numeri. Si dice che la gente sottostima i piccoli incidenti come quelli automobilistici, e pensa che guidare sia meno rischioso che prendere l’aereoplano. La “magnitudine” dei disastri aerei in qualche maniera offusca il fatto che siano cosi’ sorprendentemente rari, specie in confronto a quelli stradali.

Se invece la scuola ci educasse tutti alla gestione dei rischi (“risk management”), l’errore di guidare veloci e spensierati lo farebbero molti meno, e molti piu’ potrebbero volare senza troppi patemi d’animo.

Tutto cio’ e’ matematicamente vero ma manca ancora di qualcosa. Questo qualcosa e’ il fatto che ciascuno di noi in quanto essere umano non e’ un individuo isolato, ma anzi membro di (svariate) comunita’.

Insomma, nei calcoli andrebbe aggiunto un qualche coefficiente che tenga conto del fatto che la “sezione d’urto” di ciascuno di noi in caso di incidente non e’ quasi mai rappresentata dai confini materiali del proprio corpo.

Per esempio la probabilita’ che un pendolare qualsiasi sia vittima di attentati terroristici in una grande citta’ del mondo e’ bassissima. Ma la probabilita’ che quello stesso pendolare sia “toccato” da un attentato e’ invece altissima: basta che mettano una bomba da qualche parte specificatamente affinche’ colpisca, appunto, i pendolari.

Ne parlo (in inglese) in un blog “Percezione del Rischio, Networks Sociali e Globalizzazione” dove cito Jeremy Waldron dalla The New York Review of Books (”Is This Torture Necessary?“, Vol 54, N. 16 • October 25, 2007), quando dice che la sicurezza “non e’ un bene individuale, di cui beneficiamo ciascuno di noi in termini di probabilita’ statistica [individuale]“.

La Sicurezza va quindi ripensata in termini di gruppo, non solo di persona.Anche se l’11 Settembre “il 99.999 percento degli abitanti degli USA […] non sono stati uccisi“, il fatto che 2,974 lo siano stati e’ stato anche un colpo al senso di sicurezza di tutti coloro che potevano immaginare se stessi nelle Torri Gemelle, al Pentagono or sul volo United 93.

Ecco perche’ la paura di un grosso attacco terroristico o di una altra grande catastrofe appare superficialmente assurda, visto che la probabilita’ che ciascuno di noi sia coinvolto e’ infinitesima. In realta’ la domanda non e’ “qual’e’ il rischio per me?” ma “qual’e il rischio per il mio gruppo?

Se insomma io sono esposto un rischio in termini di uno su un milione, e ho dieci amici o compari o compagni di tribu’ o familiari, la mia “esposizione effettiva” (se vogliamo, “affettiva”…) come “persona” e’ una su centomila. E se ho cento amici, una su diecimila.

In altri termini, se il nonno muore sotto il tram, uno non pensa mica “meno male a me non e’ successo“, anzi…

Il “coefficiente di gruppo” per cui moltiplicare il rischio individuale sarebbe naturalmente un valore medio diverso per ogni tipo di rischio, molto alto nel caso di attentati terroristici sul “pubblico qualunque” (dove quindi l’identificazione dell’individuo e’ molto alta) e molto basso (vicino a uno cioe’) nel caso di incidenti specifici come quelli automobilistici (dove l’identificazione dell’individuo e’ ovviamente bassa, altrimenti l’auto non la userebbe piu’ nessuno).

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E’ importante stabilire che non e’ solo un discorso di “magnitudine”. Anche se siamo tutti umani, il rischio di milioni di bengalesi di morire nel prossimo monsone non tocca i non-bengalesi come quello delle centinaia di loro conoscenti di essere diagnosticati con un tumore entro un anno.

In realta’ non sto proponendo di sostituire una cosa con un’altra. Sto dicendo di aggiungere alle considerazioni del rischio una misura dell’impatto sull’individuo come parte di un gruppo, e non solo come individuo.

Per esempio, il rischio che cada un aereo con sopra qualcuno che conosco e’ molto piu’ elevato adesso che sono e sono stato in contatto con decine e decine di persone in giro per il mondo, piuttosto che quando avevo tre anni e ne conoscevo forse una ventina, tutte fra l’altro residenti nello stesso posto (se fossi amico intimo di ogni altro umano, ogni giorno sarei invitato a 150mila funerali, 350mila nascite, altrettanti matrimoni e peserei circa millecinquecento chili. Forse c’e’ un buon motivo perche’ siamo naturalmente familiari e tribali).

Questo discorso e’ importante perche’ le scelte tecniche e politiche vanno prese non in base a sensazioni ma in base a fatti. Ed e’ appunto un fatto che il risk management di un attentato a New York non puo’ essere limitato a “tanto di americani in percentuale ne moriranno pochissimi” perche’, se gli attentati sono “contro gli americani” allora tutti gli americani o quasi ne saranno comunque toccati.

Dopotutto, se l’obiettivo e’ educare il pubblico al risk management, bisogna fare un discorso plausibile, e non, appunto “spallucce“. Quando i risultati numerici contraddicono la percezione puo’ esserci un errore nella percezione, o puo’ mancare qualcosa nel calcolo.

Non sto certo dicendo di “accomodare la percezione comune“. Sto suggerendo di partire dalle osservazioni, invece di cercare di imporre un astratto ed incompleto modello matematico.

Nello specifico, la dicotomia fra chi dice “il pericolo di morire terrorismo negli USA e’ bassissimo” e la percezione generale che “il terrorismo e’ molto pericolo per chi vive negli USA” puo’ essere superata appunto se ci rendiamo conto che per l’individuo “residente negli USA” il fatto che una bomba possa colpire un altro “residente negli USA” e’ (quasi) equivalente a che colpisse lui stesso.

La Maledizione del Benestante

Quando tutto e’ dovuto, qualunque cosa che vada a mancare e’ fonte di tragedia

Come e’ mai possibile che le societa’ piu’ ricche siano quelle dove il timore del futuro si transforma in una specie di Fobia Collettiva delle Novita’, mescolata con un fascino morboso per le fantasticherie sulle proprie, quantunque improbabili, catastrofi?

E invece, che cosa ispira persone anche molto povere a mantenere alte le loro speranze per il futuro? Se potessimo limitarsi puramente per all’analisi del rischio, l’opposto sarebbe vero.

I ricchi hanno un gran numero di “ammortizzatori” metaforici che proteggono le loro cadute, a cominciare dall’acquisto di un’assicurazione. Per molti invece, essere povero significa domandarsi se ci sara’ qualche cosa mangiare per cena.

Ma e’ nel ricco Occidente, piu’ il Giappone che palesi assurdita’ come il Principio di Precauzione sono alla moda. E non voglio neanche parlare di quanta gente e’ dipende quasi psicologicamente dal proprio credere im toto alla interminable serie di rapporti ambientali catastrofici che grazia al giorno d’oggi i giornali quasi comunemente quanto i pettegolezzi.

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Un modo per capire un tale paradosso e’ attraverso quella che puo’ essere chiamata la ” Maledizione del Benestante”. Gli esseri umani infatti, animali istintivamente portati all’accumulo sfrenato, non hanno problemi a illudere loro stessi che tutto quanto capiti loro fra le mani sia loro dovuto.

Di conseguenza, quanto piu’ possiedono, tanto piu’ alto il loro timore che possano perdere qualcosa.

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Immaginiamo che uno guadagni €25,000/anno. Dopo una serie di successi sul lavoro, uno ottiene una promozione e uno stipendio di €40.000.

La felicita’ che cio’ porta sparisce pero’ rapidamente ed l’anno seguente il nuovo livello sara’ considerato un qualcosa di dovuto, non un successo da assaporare. Presto si cominciera’ a desiderare ancora di piu’. Non soltanto: il nuovo reddito certamente avra’ portato un po’ piu’ lusso nella vita. Perdere quello sarebbe una terribile tragedia: e quindi comincera’ l’ansia per il futuro.

Se lasciata incontrollata, quell’ansia aumentera’ piu’ e piu’ con stipendi sempre piu’ e piu’ alti.

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Se applichiamo la stessa linea di pensiero ad una societa’ di persone, allora possiamo capire perche’ tanti soffrano nel timore di perdere il loro essere benestanti, invece che essere felici nel provare a godersi quello che hanno.

Se tutto e’ dovuto, per forza di cose qualunque cosa che vada mancare e’ in se’ una tragedia (funziona anche in senso opposto: se niente e’ dovuto, qualunque cosa sia ottenuta e’ un motivo per celebrare).

Al limite allora, una nazione intera di gente benestante puo’ pure smettere di funzionare, ognuno di loro paralizzati dal timore di perdere anche solo uno dei loro innumerevoli lussi, vita inclusa.

E cosi’ mentre una bolla di Decadenza pessimista cresce sempre piu’ grande, il Progresso viene passato a quelli che non sono ancora ricchi abbastanza. E così via.

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Per liberare le societa’ ricche dai loro timori, in primo luogo la Gestione del Rischio andrebbe insegnata a scuola, come la letteratura o la matematica. Inoltre, alla gente va ricordato per esempio nei musei delle terribili condizioni della vita non-ricca.

In generale, qualche cosa che ci esponga alle difficolta’ di essere davvero poveri sara; definitivamente di aiuto.

Cosi’ come (naturalmente!) la diffusione di un concetto molto semplice: che l’accumulazione infinita puo’ solo uccidere tutte le speranze.

Come Previsto: Della Frana Incolpato il Clima

Ho pubblicato ieri una delle notizie false della MNN, nella quale si incolpava il Cambiamento Climatico della grande frana di Sesto Pusteria.

Per ora la previsione dell’ascesa del Ministro Pecoraro Scanio a Maresciallo d’Italia Plenipotenziario non si e’ avverata.

Pero’, a dimostrazione che ormai qualunque cosa accada non si smette mai di dire sciocchezze sul riscaldamento globale, qualcuno e’ saltato subito fuori dicendo davvero che le frane sulle Dolomiti le causa il clima che cambia…

Quei segnali dai monti in agonia
Da Cortina al Cervino, 15 anni di emergenza
di PAOLO RUMIZ
Quei segnali dai monti in agonia Da Cortina al Cervino, 15 anni di emergenza – cronaca – Repubblica.it

“in montagna ogni senso di sicurezza è diventato illusorio, da quando il clima è cambiato e le Alpi hanno preso a franare come colpite dalla lebbra.”

Prima di spaventarsi conviene leggere altre fonti, come per esempio Il Giornale

«Fenomeno naturale, e il clima non c’entra»
di Enza Cusmai – sabato 13 ottobre 2007, 07:00
ilGiornale.it – «Fenomeno naturale, e il clima non c’entra» – n. 242 del 13-10-2007

“Il clima non c’entra?
«Nessuna variazione climatica può incidere su sedimenti vecchi 200 milioni di anni. Per loro, cento anni in più o in meno sono irrilevanti».”

Inoltre ricordiamo il Sommo Poeta

> Qual è quella ruina che nel fianco
> di qua da Trento l’Adice percosse,
> o per tremoto o per sostegno manco,
>
> che da cima del monte, onde si mosse,
> al piano è sì la roccia discoscesa,
> ch’alcuna via darebbe a chi sù fosse:
>
> cotal di quel burrato era la scesa;
> Dante Aligheri – Divina Commedia Inferno Xii

In Conseguenza del Nobel Preventivo ad Al Gore…

Una volta c’era la Guerra Preventiva (Iraq), oggi c’e’ il Nobel Preventivo per la Pace (ad Al Gore e all’IPCC, per la prima volta nella Storia un Premio assegnato non per quanto fatto in passato, ma sulla base di qualcosa che, forse, potrebbe accadere in futuro).

Perche’ allora non dare spazio anche a Notizie Preventive? Per esempio questo comunicato stampa dal futuro:

Roma, 12 Ottobre (MNN) –  I Cambiamenti Climatici dietro l’enorme frana sulle Dolomiti

Sesto Pusteria: un boato alle 9; il crollo da Cima Una. Dal rifugio in val Fiscalina chiamano soccorsi: “L’intera valle è invasa da detriti e polvere” (foto). I soccorritori: “Aiutati alcuni escursionisti, non ci sono feriti“.
Il Ministro Pecorario Scanio ha dichiarato: “Si tratta dell’ennesimo segno che i cambiamenti climatici stanno minando la sicurezza ambientale e sociale della Nazione. Stabiliro’ questa sera stessa un Comitato di Salute Pubblica che prendera’ in mano le redini del Paese. Dirameremo a breve un bollettino di informazione che andra’ a sostituire i giornali risparmiando cosi’ da morte certa milioni di alberi“.
Il Maresciallo d’Italia Plenipotenziario Pecoraro Scanio ha poi confermato l’abbattimento di una quercia “sacrificata per costruire la ghigliottina che ci aiutera’ a liberarci dai dissenzienti“.

Tutte le Conseguenze del Riscaldamento Globale

Chi vuole sapere quasi siano le conseguenze previste del Riscaldamento Globale non ha che da prendere un’enciclopedia e leggere ogni voce dalla A alla Z.

Rielaborando quanto raccolto dal sito Numberwatch (in inglese) e’ infatti possibile rendersi conto dell’assurdamente enorme carrozzone che e’ stato imbastito intorno al Riscaldamento Globale, l’Orco dei nostri giorni a cui viene imputato tutto ma proprio tutto.

La lista in calce contiene 428 “effetti del riscaldamento globale” (o dei cambiamenti climatici, come si dice ultimamente). Sono stati tutti ricavati da notizie pubblicate da periodici su carta e su Internet.

La gamma e’ straordinariamente vasta (esattamente come consigliato da Vincenzo Ferrara, in modo da poter proclamare “L’avevo detto, io! qualunque cosa succeda).

In 24 casi e’ stato previsto tutto e il contrario di tutto. C’e’ poi un totale di 31 notizie positive, solo due previsioni neutre, ne’ positive ne’ negative, e naturalmente, una lista di ben 347 disastri prossimi venturi.

Previsione piu’ stramba: ex-aequo “Cervelli piu’ piccoli” e “Invasione di aironi“.

Come abbia fatto una situazione cosi’ ridicola a diventare uno dei temi dominanti del tempo presente, non lo capiro’ mai…

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Previsioni che non potranno essere smentite (24):
Anfibi che si accoppiano prima (o piu’ tardi)
Aumento (o diminuzione) della colorazione degli alberi
Aumento (o diminuzione) della nuvolosita’
Aumento (o riduzione) del numero e della potenza degli uragani
Aumento (o riduzione) della salinita’
Aumento (o riduzione) delle pioggie
Avanzamento (o ritiro) dei deserti
Barriere coralline che muoiono (o si restringono) (o si espandono)
Barriere coralline che muoiono (o si restringono) (o si espandono)
Declino (o espansione) delle foreste
Diminuzione (o aumento) dei raccolti
Diminuzione (o aumento) del pescato
Diminuzione (o aumento) dello spessore dei ghiacci
Espansione (o ritirata) dei ghiacciai
Estinzione (o no) degli Orsi polari
Fine delle banane (o aumento della produzione)
Giorni piu’ corti (o piu’ lunghi)
Innalzamento (o prosciugamento) dei fiumi
Laghi che si restingono (o aumentano di dimensioni)
Oceano Atlantico meno (o piu’ ) salato
Penuria (o aumento della disponibilita’) dell’acqua
Riduzione (o aumento) delle nevicate
Rischio (o miglioramento) della salute umana
Valanghe in aumento (o in diminuzione)

Buone Notizie (31):
Abbassamento della mortalita’
Aiuto ai microbi a decomporre il carbonio nel suolo piu’ rapidamente
Alberi in Antartide
Alberi lussureggianti
Apertura del passaggio a Nord-Ovest
Aumento degli accoppiamenti fra foche
Aumento degli accoppiamenti fra scoiattoli
Aumento dei vini inglese
Aumento del fogliame (Regno Unito)
Aumento del numero di gattini
Aumento del numero di gruppi di ricerca universitari in campo climatico
Aumento del terreno agricolo
Aumento del turismo
Avvantaggiamento dei vini tedeschi
Birra migliore
Erba antartica
Estensione della stagione di costruzione degli edifici
Fioriture nell’Artico
Nessun effetto in India
Occasioni per nuovi affari
Orchidee spettacolari
Piu’ ricerca
Piu’ verde piu’ a Nord
Poche indicazioni nell’atmosfera
Renne piu’ grandi
Ricchezze
Ritorno dei mitiloidi
Salmoni piu’ forti
Sfide ed opportunita’
Sopravvivenza delle creature che amano il freddo
Sviluppo lussureggiante delle foreste pluviali

Previsioni neutre (2):
Aumento del numero di centrali nucleari
Conferenze

Disastri di varia grandezza (347):
Problemi all’Atmosfera (30):
Atmosfera sempre piu’ opaca
Aumento dei cicloni in Australia
Aumento dell’ozono
Cambiamenti alla circolazione atmosferica
Cambiamenti della pressione dell’aria
Chiusura del buco dell’ozono rallentata
Diminuzione globale della luminosita’ al suolo
Eruzioni di metano
Fine del sogno del Bianco Natale
Gelate
Indebolimento degli alisei
Innalzamento della tropopausa
Inverni in Gran Bretagna piu’ freddi
Megacriometeore – pezzi di ghiaccio che cadono da cieli senza nuvole
Nevicate pesanti
Nubi luminose
Ondate di calore
Ondate di freddo
Ondate di freddo in Australia
Perdita di ozono
Piu’ giorni con aria nociva
Praterie piu’ piovose
Riduzione dei venti
Spostamento dei venti
Temperature siberiane in Gran Bretagna
Tempeste di neve
Tempo inclemente
Tempo metereologico “fuori di testa”
Terra sempre piu’ calda
Uragani come Katrina nel Regno Unito

Problemi all’Economia (39):
Abbassamento del rendimento del riso
Aumenti dei prezzi dei generi alimentari
Aumenti delle spese pubbliche
Aumento (sorpresa!) della retribuzione degli avvocati
Aumento dei premi assicurativi
Aumento del numero di assicurazioni pagate per incidenti da fulmini
Aumento del numero di cause civili
Aumento delle diseguaglianze economiche
Azioni legali da parte degli Inuit
Bancarotta mondiale
Barriere commerciali
Collasso dei profitti
Crisi fra gli agricoltori
Danni all’industria vitivinicola californiana
Danni per $200 miliardi
Declino della Florida
Declino della produttivita’ dei laghi e dei fiumi
Disastro per l’industria vitivinicola americana
Fine degli aiuti occidentali
Fine dei sussidi all’Africa
Fine dei vini francesi
Fine del turismo polare
Inflazione in Cina
Migliaia di miliardi in costi aggiuntivi
Miliardi di dollari in progetti di ricerca
Minacce alle coltivazioni di riso
Minacce alle industrie
Operai licenziati
Problemi all’industria vitivinicola australiana
Problemi per le case di prostituzione
Raddoppio del costo dell’acqua
Razionamento delle emissioni personali di CO2
Rendimenti del grano in diminuzione in Australia
Rischi per le imprese
Ritorno delle tempeste di polvere nelle zone di produzione del mais
Scarsita’ di sciroppo d’acero
Tasse
Tasse per I giardini Kew
Uve piu’ acide

Effetti geografici (37):
Abbassamento del livello dei Grandi Laghi
Amazzonia trasformata in un deserto
Cambiamenti estremi in California
Collasso delle Dolomiti
Danni al delta del Nilo
Erosione
Eruzioni vulcaniche
Espansione dei tropici
Europa che cuoce e congela simultaneamente
Febbre della Terra malata
Il tetto del mondo trasformato in un deserto
Montagne piu’ alte
Movimenti delle placche tettoniche
Nuova era glaciale
Nuove isole
Pianeta in cambiamento veloce
Pianeta morente
Picchi rocciosi che si spezzano
Piu’ terremoti
Raffreddamento globale
Restringimento delle montagne (Everest)
Rimodellamento dell’Alaska
Rimpicciolimento degli stagni
Rottura delle montagne
Scomparsa di isole
Siccità
Spostamento dell’asse terrestre
Terra a rischio di esplosione
Terra oltre il punto di non-ritorno
Terra senza controllo
Terra sottosopra
Tremori del pianeta
Tsunami
Valanghe
Valanghe di fango
Valanghe di ghiaccio a 220km/h
Valanghe di roccie

Cambiamenti dei ghiacci (9):
Fusione (dei ghiacci) del pianeta
Fusione dei ghiacciai alpini
Fusione del permafrost
Fusione delle torbiere artiche
Fusione globale piu’ veloca
Gigantesca fusione del letame ghiacciato dei mammuth
Scomparsa dei laghi artici
Spostamento dei ghiacciai
Terremoti glaciali

Incendi (3):
Grandi incendi
Incendi
Mondo in fiamme

Malattie/Morti/Guerre (56):
Ansia
Asma
Aumenti degli agenti patogeni
Aumento degli annegamenti
Aumento degli arresti cardiaci
Aumento dei casi di malaria
Aumento dei casi di melanoma
Aumento dei casi di sindrome polmonare di Hantavirus
Aumento dei suicidi
Aumento del tasso di mortalità (Stati Uniti)
Aumento della malnutrizione
Aumento delle allergie
Aumento delle irritazioni da agrifoglio
Aumento delle malattie da congelamento
Aumento dell’incidenza della diarrea
Aumento dell’incidenza della febbre Dengue
Aumento dell’incidenza della malattia di Lyme
Aumento dell’incidenza delle malattie cardiache
Avvelenamento degli Inuit
Carestie
Cervelli piu’ piccoli
Cinque milioni di malattie
Colera
Dermatiti
Diffusione del virus della “West Nile Fever”
Encefalite
Epidemie
Epidemie di febbre del fieno
Estinzione degli esseri umani
Estinzione degli Inuit
Febbre gialla
Febbri
Guerre
Insonnia nei bambini
Intossicazioni alimentari
Malattie che consumano le carni
Malattie del deserto che si muovono a nord
Malattie e morti
Malattie infettive
Malattie marine
Miliardi di morti
Minaccia alla sicurezza del cibo (Sud Africa)
Morte lenta
Morti per ipodermia
Nuove malattie infettive
Peste bubbonica
Poliartrite epidemica
Problemi psicosociali
Riduzione della fertilita’ umana
Rilascio di virus antichi finora congelati
Salmonellosi
Smog
Sommosse e guerra nucleare
Terrorismo
Tracimazione dai siti contenenti rifiuti tossici
Virus delle piante

Problemi alla Natura (106):
Accelerazione dell’evoluzione
Alberi in difficolta’
Animali su per le colline
Annegamenti di orsi polari
Antiche foreste cambiate drammaticamente
Anticipo (o ritardo) eccessivo dell’ibernazione
Anticipo della Primavera
Anticipo della stagione del polline
Appassimento del Giardino dell’Eden
Aumento degli attacchi da parte di scarabei contro gli alberi
Aumento degli attacchi dei puma
Aumento del numero delle vespe
Aumento del numero di squali
Aumento dell’aggressivita’ degli orsi polari
Aumento delle emissioni di metano dalle piante
Cambiamenti dei rapporti fra cicli biologici e climatici (fenologia)
Cambiamenti delle abitudini alimentari degli uccelli canterini
Cambiamenti di sesso
Cambiamenti nei giardini britannici
Cambiamenti nella distribuzione degli uccelli
Cambiamenti sessuali nei coccodrilli
Cannibalismo fra orsi polari
Coralli senza colore
Crisi della biodiversita’
Decimazione del ciclo alimentare marino
Declino dei krill
Declino del numero dei pulcinella di mare
Declino della diversita’ genetica
Destabilizzazione del plankton
Devastazione dell’Africa
Difficolta’ alle migrazioni degli uccelli
Diminuzione del numero di anatre ed oche
Diminuzione del numero di pesci
Diminuzione del numero di tartarughe
Diminuzione del numero di uccelli migratori
Distruzione dell’ambiente
Erbacce
Espansione dell’habitat degli scarafaggi
Esplosione del numero di calamari
Esplosione del numero di meduse
Estinzione degli Elefanti
Estinzione degli opossum pigmei
Estinzione degli Orang-utan
Estinzione dei “woodlice”
Estinzione dei Fiori selvatici
Estinzione dei Gorilla
Estinzione dei Koala
Estinzione dei merluzzi
Estinzione dei panda
Estinzione dei piccoli mammiferi Pika
Estinzione dei pipistrelli
Estinzione dei Rospi
Estinzione dei Salmoni
Estinzione dei Trichechi
Estinzione delle Balene
Estinzione delle coccinelle
Estinzione delle Piante
Estinzione delle piu’ piccole farfalle
Estinzione delle Rane
Estinzione delle Sanguisughe
Estinzione delle Tartarughe
Estinzione delle Tigri
Estinzione delle Trote
Estinzione di meta’ di tutti gli animali e piante
Estinzione di un milione di specie
Estinzione Pinguini
Falene vampiro
Fine del canto dei merli
Fioriture d’alghe
Fioriture di plankton
Infestazioni da scarabei
Invasione di aironi
Invasione di funghi
Invasione di gatti
Invasione di insetti
Invasione di ragni della Scozia
La peste negli uccelli Magnanina
Lupi che mangiano di meno
Lupi che mangiano piu’ alci
Malattia da lingua blu dei ruminanti
Malattie delle ostriche
Migrazione verso sud del merluzzo
Migrazioni di animali
Mondo in crisi
Morte del 95% della Grande Barriera Corallina
Morte di trichechi adulti
Morte per fame di orsi polari
Movimento verso Nord delle balene
Movimento verso Nord delle farfalle
Perdita del plankton
Perdita dell’habitat
Perdita di peso per le Balene grigie
Piante che procedono verso Nord
Rallentamento della crescita degli alberi
Riduzione dei geni disponibili in totale
Rientro anticipato degli uccelli
Rimpicciolimento delle pecore
Spostamento dei bruchi
Spostamento delle quercie a nord
Squali che si spostano verso Nord
Tartarughe che perdono la strada
Uova di tartaruga deposte in anticipo
Vita sulla Terra minacciata
Zecche si muovono verso il Nord (Svezia)
Zona morta nel Pacifico
Zone morte nel mare

Cambiamenti di Mari e Oceani (12):
Accelerazione dell’aumento del livello del mare
Accelerazione delle onde oceaniche
Acidificazione dell’oceano
Affondamento di isole
Aumento del livello del mare
Aumento delle maree
Cambiamenti delle inondazioni
Fallimento della Corrente del Golfo
Inondazioni
Inondazioni di spiagge e citta’
Intensificazione di EL Niño
Venezia sommersa

Problemi di varia umanita’ (56):
Aumento del numero di esperti costretti al silenzio
Aumento dei crimini in strada
Aumento del consumo di alcolici fra I teenager
Aumento della criminalita’
Aumento dello prosopopea
Cambiamenti negli sport di squadra
Chiusure delle scuole
Chiusure di negozi
Cinquanta milioni di nomadi
Collasso della societa’
Conflitto nel Darfur
Convincimento che il mondo sta per finire
Crollo degli edifici
Crollo del ponte di Minneapolis
Danni alle strade
Danni alle strade, agli edifici e alle fognature
Deformazioni ai binari delle ferrovie
Dibattiti nelle Alte Corti
Disordini civili
Erosione dei sentieri
Estinzione della civilizzazione
Fine del Sogno Americano
Fine della logica
Fine della tradizione di costruire case di pan di zenzero
Fine delle cremazioni
Guasti alle infrastrutture (Canada)
Guerre riguardo l’acqua
Hockey su ghiaccio in esterni in pericolo
Inattendibilita’ del rifornimento idrico
Luoghi archeologici minacciati
Migrazione forzata per gli Inuit
Minacce agli impianti sciistici
Noia
Ondata di violenze sessuali
Onnipresenza di Al Gore
Pericoli per I monumenti
Problemi ai modelli climatici
Problemi ai sistemi di raccolta delle acque piovane
Problemi alla sicurezza nazionale
Problemi alle centrali idroelettriche
Problemi di spazio
Problemi in Cina
Problemi intorno all’acqua
Problemi piu’ gravi in Africa
Rifugiati
Rimpicciolimento dei templi
Rovina per I professionisti del golf
Rovine rovinate
Scomparsa delle città litoranee
Scomparsa di attrezzature turistiche
Scomparsa di divinita’ induista
Spaccature fra I governanti
Teatro d’opera da demolire
Templi buddhisti minacciati
Accelerazione dei satelliti

Poveri Gli Scienziati Alla Conferenza Nazionale Sui Cambiamenti Climatici 2007

Dopo tante chiacchiere sulle banane made in Italy, e l’ennesimo rapporto “scientifico” dove si trovano cambiamenti climatici ma solo quelli cattivi, emblematica la fine dell’articolo su La (surriscaldatissima) Repubblica:

nei corridoi del palazzo della Fao dove sono riunite le centinaia di esperti chiamati a raccolta per la Conferenza già si sussurra dei primi dissidi sul tenore del documento di sintesi da consegnare domani a Romano Prodi. Da un lato ci sarebbero i “politici” del ministero dell’Ambiente che chiedono conclusioni in grado di passare all’azione immediata, dall’altra i tecnici dell’Apat, l’Agenzia per la protezione dell’ambiente e del territorio che vorrebbero approfondire ancora scenari e conoscenze.

Sentirsi Bene nel Credere al Riscaldamento Globale

Quanto e’ piu’ semplice credere al Riscaldamento Globale, e pensare che le temperature, i cambiamenti delle coste, gli uragani, tutto quello che riguarda il Clima sia legato alle attivita’ umane?

Si chiedeva il New York Times il 13 Marzo del 1898: Perche’ il tempo metereologico e’ cosi’ inesplicabile?

Centonove anni dopo, eccoci qui allora con una larga fetta dell’umanita’ che si sente capace di dare una risposta, tutti sicuri che quella bestia selvaggia che chiamiamo Clima sia stata domata, e si muova proprio nella direzione che stiamo impartendo noi.

Secoli fa, avremmo visto sorgere come funghi, templi al Dio del Tempo dove sacrificare bovini e ovini. Adesso, ci viene chiesto di essere “climaticamente virtuosi”, e il sacrificio e’ magari acquistare automobili a emissione ridotta, e donare i nostri soldini dopo aver commesso l’atto impuro di volare in aeroplano.

Facciamoci coraggio, prima o poi passera’ anche questa.

Ghiacciai Impolverati

Anche Nature comincia ad accorgersi che non tutti i fenomeni climatici sono riconducibili all’anidride carbonica. Meglio tardi che mai…

Qual’e’ dunque la situazione riguardo la tanto vociferata scomparsa dei ghiacciai mondiali? Allora: su quelli della Patagonia non si puo’ ancora dire se il Riscaldamento Globale (da anidride carbonica) faccia effetto (ma comunque non certo quest’anno).

Su quelli del Kilimanjaro il consenso scientifico dice che il Riscaldamento Globale non c’entra per niente.

Adesso si e’ scoperto che sull’Himalaya c’e’ un bell’effetto-pulviscolo (e quindi, a parita’ di ritiro ghiacciai, l’effetto del GW va ridimensionato).

Sulle Alpi il ritiro dei ghiacciai dura da decenni, dalla fine della Piccola Era Glaciale, e curiosamente si e’ fermato momentaneamente proprio l’anno che e’ cambiata la Oscillazione Nord-Atlantica (di nuovo mettendo in dubbio che il Riscaldamento Globale c’entri davvero qualcosa, e che invece non si tratti di un fenomeno legato alle precipitazioni).

Aggiungiamo al tutto la misteriosa diminuzione globale della Pan Evaporation (al momento ricondotta anch’essa ai pulviscoli) e dal frullatore uscira’ un grande punto interrogativo su cosa rimarra’ mai, alla fine, del Riscaldamento Globale, una volta che ogni particolare fenomeno venga indagato a fondo.

D’altronde si sa che l’argomentazione piu’ forte che la CO2 stia causando un aumento di temperatura globale, e’ espressa di solito con frasi del tipo “non ci sono spiegazioni naturali del fenomeno”.

Un deus-ex-machina dunque, che svanisce un pezzettino alla volta, non appena quelle spiegazioni vengono trovate.

Evviva Le Scienze

Probabilmente non e’ mai stato di moda celebrare quanto di positivo accada in Italia, almeno non dopo lo scempio del Ventennio.

E quindi non ci sara’ certo nessun Beppe Grillo a sottolineare il deciso miglioramento negli ultimi due o tre anni della qualita’ de Le Scienze, in prima approssimazione l’edizione italiana di Scientific American.

“In prima approssimazione” perche’ Le Scienze ospita ultimamente anche articoli di American Scientist, una rivista molto meno nota ma non per questo meno attendibile e prestigiosa di Scientific American e che per qualche motivo e’ molto meno timorosa di pubblicare articoli decisamente controcorrente.

Per esempio il pezzo dove si presentano prove contro l’idea prevalente che l’ambiente dell’Isola di Pasqua sia stato distrutto dall’ingordigia umana; e quello dove si mostra come tante belle ipotesi sulla catastrofe naturalistica a Chernobyl sono, appunto, ipotesi senza fondamento: anzi, un esempio di come il mondo “scientifico” si dimentichi di fare Scienza quando c’e’ di mezzo la politica. 

===

E’ un po’ triste sentirsi in dovere di applaudire a chi come Le Scienze non ha paura di cantare fuori dal coro…ma in un’epoca dal conformismo sfrenato, bisognera’ accontentarsi. 

Stampa Surriscaldata e il Povero Gio_c_acchino

To: lettere@lastampa.it

Cara Redazione del quotidiano La Stampa

Antonio Scurati, bonta’ del suo nome, tratteggia il clima a tinte fosche su La Stampa di oggi (“Apocalypse Gore”), per poi dirci che bisogna passare dalle ansie ai fatti, prima che compaia l’atmoterrorismo.

Scurati sembra particolarmente entusiasta dell’idea che tutto cio’ inspiri una “missione generazionale” in coloro abituati alla “pappa pronta”.

Ma io che ho quaranta anni, ce l’ho gia’, le mie missioni generazionali.

Una e’ quella di mandare a quel paese chi passa il suo tempo nella paura e nell’impaurire. Che si prenda un Prozac, il sig. Scurati.

L’altra missione e’ diminuire gli incidenti di battitura sui giornali. E quindi se vi perdono per aver scritto “Giocchino Murat” (ultimo paragrafo, seconda frase) proprio non posso fare a meno di brontolare per quel “Giocacchino Murat” scritto a quattro righe dalla fine dell’articolo di Scurati.

saluti
maurizio morabito

Mario Tozzi, Quando il Clima Fa Perdere La Testa

Guardavo stasera il programma Gaia di Rai3, e notavo sia con favore l’interesse suscitato in Junior (di anni 5), sia con stupore la professionalita’ e preparazione del conduttore, il celeberrimo Mario Tozzi.

In realta’, Gaia e’ forse l’unico programma televisivo che attualmente mi dispiace perdere, quando per un motivo o per l’altro non lo guardo in diretta (anche perche’, misteriosamente in replica non lo mandano proprio mai se non di nuovo in prima serata su Rai3).

Quando parla di terremoti, vulcani, tsunami, naturalmente il geologo Tozzi non puo’ che dimostrare un’ammirevole padronanza di linguaggio. Ma e’ lo stile a tu-per-tu con il telespettatore ad essere accattivante, e a differenziare Gaia dalle lezioncine troppo da scuola elementare della Famiglia Angela.

Cio’ che mi ha piu’ attirato in tutti questi anni e’ stato comunque il trovare una trasmissione italiana di qualita’ e livello simili a quelle naturalistiche della BBC, dove pero’ si possono scoprire particolarita’ del Bel Paese appunto e non dei soliti Albione e USA.

E poi Gaia e’ insuperabile quando come oggi mostra gli effetti “spiccioli” degli sconvolgimenti geologici, come la strada in Hokkaido trasformata da un vulcano in una serie di scaloni.

==========

Di fronte a tutto questo, lo stupore cui ho accennato viene naturale quando uno si rende conto che il Dott. Tozzi, appena si parla di clima, sembra invece trasformarsi in Mr. Hyde, anzi il Sig. Ade, con trasmissioni e proclami da tregenda, e dalle basi scientifiche molto piu’ opinabili.

Per esempio, in un passaggio in radio il 23 gennaio scorso ha intimato con tono adirato che chi non crede al riscaldamento globale, potra’ esserne ritenuto responsabile.

E in un altro passaggio radiofonico, pochi giorni fa, ha collezionato vari svarioni, fra il confondere “uragano” con “tornado” (piu’ di una volta); l’incolpare le migrazioni degli ultimi anni alla desertificazione (neanche Jeffrey Sachs arriva a tanto); il fare spallucce sulle ricerche che dimostrano che le nevi del Kilimanjaro non stanno diminuendo a causa di aumenti di temperatura (nonostante ne parli finanche American Scientist); il ripetere la fantasia secondo la quale l’IPCC e’ fatto di 2500 climatologi concordi sul riscaldamento globale (non e’ vero; per un esempio contrario molto rilevante, si legga qui); e il suggerire che la potenza degli uragani e’ semplicemente legata all’energia disponibile (una posizione estremista anche rispetto al blog cambioclimatista RealClimate gestito da scienziati della NASA; Chris Mooney ha appena pubblicato un libro, sulle discussioni scientifiche in corso).

==========

Insomma di rocce, il signore si’ che se ne intende, ma riguardo le nuvole, pioggia e compagnia bella improvvisamente quasi quasi ne sbaglia piu’ che l’astrologo.

==========

Nel romanzo di Stevenson, il Dr. Jekyll non poteva esimersi dal bere la pozione che lo trasmutava in un mostro. Nel mondo reale, l’impressione e’ che la pozione del Dr. Tozzi si chiami catastrofismo: anzi, catastrofilia, una specie di nichilismo radical-chic troppo in voga al momento in quasi tutto il mondo “Occidentale”, e troppo affascinante perche’ anche uno come il Tozzi possa evitare di perdervici la testa.

Speriamo che prima o poi, trovi l’antidoto. Nel frattempo, quando parla di clima, faro’ finta che il volume sia troppo basso.

Magari le prossime puntate di Gaia sul riscaldamento globale saranno utili per insegnare a Junior come guardare sempre in maniera critica la televisione.

La Parola Fine Al “Consenso Climatico IPCC”

Il Dr. John Everett:

  • Ha lavorato nell’IPCC (l’organismo internazionale dell’ONU che si occupa di cambiamento climatico) dal 1988 al 2000 come Lead Author e Co-Chair
  • E’ stato premiato dall’istituto americano NOAA nel 1996 per il suo lavoro su cambiamenti climatici e pesci
  • E’ attualmente “Reviewer” per l’IPCC
  • Non ha mai ricevuto fondi dall’industria petrolifera
  • Pubblica le sue analisi al sito http://www.climatechangefacts.info/

Ebbene, costui che non so con quale coraggio potrebbe mai essere tacciato di “negazionismo“, ha parlato molto chiaramente di fronte a una commissione parlamentare della Camera dei Rappresentanti USA il 17 Aprile scorso (links ed estratti in inglese riportati in calce).

Per chi non volesse perdere tempo: sul sito “Climate Change Facts” il Dr. Everett ha un paragrafo intitolato: “The Present and Projected Increases Are Not Huge” vale a dire “Gli Aumenti di Temperatura Presenti e Previsti Non Sono Grandi” e scrive delle parole di saggezza molto pratica:

We should respond prudently to the threats from climate change. These actions should include things that make sense in their own right and which will be important whether the Earth warms or cools in the near future

Dovremmo rispondere prudentemente alle minacce da cambiamento climatico. Queste azioni dovrebbero includere cose che sono sensate di per se’ e che saranno importanti sia che la Terra si riscaldi, sia che si raffreddi nel prossimo futuro“.

E meno male che erano solo Lindzen, Pielke Sr., Chrichton e altri quattro stupidi me incluso, gli unici rimasti a non idolatrare l’IPCC…

PS:

http://www.climatechangefacts.info/Documents/StatementOralJohnEverett.htm
http://www.climatechangefacts.info/Documents/StatementOralJohnEverett.htm

I have some concerns about some few species near the margins of their suitable habitat range, such as polar bears. But I would much rather have the present warm climate, and even further warming, than the next ice age that will bring temperatures much colder than even today.

Warming is not a big deal and is not a bad thing. No one knows whether the Earth is going to keep warming, or since reaching a peak in 1998, we are at the start of a cooling cycle that will last several decades or more. Whichever it is, our actions should be prudent.

The one degree F. rise since 1860 is virtually noise in this rapidly changing system. Sea level has been inexorably rising since the last glaciation lost its grip a mere 10,000 years ago.

Most people agree that there has been a warming of 1 degree Fahrenheit in the instrumental record of 150 years. Those in the “IPCC-oriented consensus” believe it is due to mankind’s increased CO2 and other gas emissions […] Scientists in the “other consensus” believe that, even if the 1 degree change is accurate (and is not just “noise”), the CO2 rise can, at most, explain a piece of the temperature rise

Sette Risposte Brevi sul Cambiamento Climatico

Un excursus velocissimo che mi e’ stato chiesto da piu’ persone:

1. E’ in corso un cambiamento climatico livello globale? Probabilmente si’.

2. Si tratta di un cambiamento eccezionale? Probabilmente no.

3. Dobbiamo spaventarci delle possibili conseguenze di un riscaldamento globale, e concentrare tutti i nostri sforzi per difenderci da quelle? No, almeno finche’ non venga fuori una prova eccezionale di tale riscaldamento, e di tali conseguenze.

4. Esiste un contributo umano al cambiamento climatico? Probabilmente si’.

5. Esiste un contributo umano significativo al cambiamento climatico? Probabilmente no.

6. Perche’ chiedo delle prove straordinarie? Perche’ dichiarare che e’ in corso un “cambiamento climatico eccezionale” , e’ un’affermazione straordinaria. ((c) Carl Sagan)

7. Di che mi preoccupo? Delle buone intenzioni che causano disastri quando spinte nella direzione sbagliata; del rischio per il movimento ambientalista di scomparire se il riscaldamento globale e’ una bufala; della deriva autoritaria di cui possono approfittare i Governi assimilando la “difesa del clima” a quella “antiterrorismo” . etc etc

Esempio di Cambiamento Climatico (Fallito)

Ecco un esempio di “potenziale prova” non-termometrica del cambiamento climatico, poi rivelatasi una bufala.Si parla di periodi abbastanza brevi (cinque anni) ma sarebbe un buon inizio. C’e’ qualcuno capace di trovare niente del genere che non si riveli poi una bufala dopo cinque minuti di indagine?

IL CC E LA BARRIERA SUL TAMIGI

Poco a valle di Londra e’ stata edificata da una ventina d’anni una “Barriera sul Tamigi” che permette di isolare la citta’ (fino a un certo punto) da eventuali maree di grossa entita’ dal mare del Nord.

Il legame con il cambiamento climatico e’ che se gli oceani si stanno espandendo visto che la Terra si sta riscaldando e i ghiacciai si sciolgono prima, la Barriera dovrebbe essere chiamata a fare il suo lavoro sempre piu’ spesso.

E infatti, al giornalista di “The Investigation” (trasmesso il 25 gennaio dalla BBC Radio 4) un politico dei Liberali britannici ha detto: “Negli ultimi 5 anni la Barriera e’ stata chiusa 55 volte. Nei 5 anni precedenti, solo 12 volte“.

(Il sito del programma e’ http://www.bbc.co.uk/radio4/theinvestigation/pip/cjkmk/ . Ne ho una trascrizione che pubblichero’ quanto prima. Il file audio dovrebbe essere ancora disponibile nell’area del “Listen Again”)

Da 12 a 55: numeri da far paura: ma falsi, come rivelato allo stesso giornalista dal Gestore delle Maree che si occupa della Barriera: “Negli ultimi 5 anni la Barriera e’ stata chiusa 31 volte. Nei 5 anni precedenti, 35 volte“.

Quindi: secondo la leggenda, si e’ passati da 12 a 55 chiusure, con un aumento del 460%.

In realta’, si e’ passati da 35 a 31 chiusure, con una riduzione dell’11%.

Dov’e’ finito, il cambiamento climatico? Il riscaldamento globale che doveva espandare gli oceani?

Perche” quel politico liberale non ha fatto una telefonata al Gestore della Barriera prima di bersi quei numeri di fantasia?

E perche’ un mese _dopo_ il programma, un politico londinese verde e’ venuto fuori con altri numeri sempre campati in aria?

Siân Berry, infatti, Portavoce dei Verdi ha detto: ‘Negli ultimi sei anni [la Barriera] e’ stata incredibilmente usata per 56 volte, mentre quando nei primi sei anni nel 1980 solo 3 volte” (citato a: http://www.london.gov.uk/view_press_release.jsp?releaseid=11011 )

Boh. Come detto dal giornalista, in questo campo purtroppo i numeri sembrano prendere vita propria, e una volta menzionati, piu’ fanno paura e piu’ vengono bevuti senza che nessuno si prenda la briga di controllarli.

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Facciamolo pure dormire, il nostro pensiero critico, ma poi non ci lamentiamo dei mostri che verranno generati.

Dialogo Sul Cambioclimatismo

Due amici discutono della serieta’ del problema “Cambiamento Climatico”. Adattamento libero da una serie di scambi da una mailing list. ATTENZIONE: QUESTA NON E’ UNA OPERA DI FANTASIA. E’ uno scambio realmente avvenuto, anche se con piu’ persone e non una sola.

Cambioclimaticio: Dopo il Rapporto IPCC chi non crede al Cambiamento Climatico non ha piu’ niente cui appigliarsi. L’ultima trincea scavata in fretta, la nuova parola d’ordine e’ “Liberta’ alla Ricerca”.

Maurizio: Ma quale “ultima trincea” e “parola d’ordine”? C’e’ una sfilza di domande cui non e’ data risposta, figuriamoci. Dovrei essere io per esempio a chiedere perche’ non venga mai spesa una parola per rispondere al fatto che la “scienza” dell’IPCC e’ una mascherata.

Come ha appena scritto su un’altra lista Leigh Palmer (Astronomo, Professore Emeritus alla Simon Fraser University):

“L’IPCC non e’ un’organizzazione scientifica. Non ci sono scienziati IPCC. L’obiettivo dell’IPCC e’ politico. I rapporti che produce sul Cambiamento Climatico sono scritti da governi, organizzazioni non-governative, gruppi ambientalisti e scienziati. Il contributo degli scienziati del Gruppo di Lavoro 1 (Scienze Fisiche) non e’ pubblicato se non dopo essere stato modificato in modo che sia conforme al Sommario per i Politici – che e’ elaborato a porte chiuse settimane prima.”

Cambioclimaticio: Apprezzo il tuo continuo controcanto che mette in guardia dal pericolo della manipolazione della informazione ambientale. Però mi piacerebbe sapere quale potrebbe per te essere un segnale convincente che il cambiamento climatico è un po’ troppo repentino per essere compatibile con l’attività umana come si sta sviluppando: la divisione delle acque del mar Rosso potrebbe andare bene?.

Maurizio: Ho gia’ scritto in passato su questo punto.

Mi piacerebbe vedere un cambiamento climatico prima di spaventarmene. Finora c’e’ stato il passaggio nel 1989 della NAO in modalita’ “meridionale” (che porta il caldo specie in Europa), e un curioso spostamento verso il sud dell’Equatore Metereologico.

La prima e’ un’oscillazione, per cui non c’entra con la CO2 (e’ gia’ oscillata in passato, e cambiera’ in futuro). Il secondo e’ un mistero, e non e’ stato previsto da nessun modello (anzi pare essere contrario a quanto ci si aspetterebbe).

Se hai notizia di _cambiamento_ del _clima_ in un qualunque punto del pianeta, e non solo un paio di gradi in piu’ o in meno, fammelo sapere: un invito che rinnovo.

Per “cambiamento del clima” intendo spostamenti di monsoni, cambio dei venti dominanti, modifica del jet stream. Fai un po’ tu.

Cambioclimaticio: Sei rimasto l’ultimo a dubitare.

Maurizio: L’ennesima bufala. ormai non si contano piu’. ma perche’ ci caschi senza mostrare un mezzo senso raziocinante?

Cambioclimaticio: Anche l’Australia che insieme agli USA è rimasta fuori dal Protocollo di Kyoto comincia a ricredersi ed i contendenti nelle attuali elezioni basano la loro campagna elettorale proprio sull’adesione al protocollo.

Maurizio: Anche in Texas e’ importante dirsi favorevoli alla pena di morte, altrimenti niente governatorato. e allora? Il fatto che una cosa sia politicamente importante non ha relazione alcuna con l’esistenza del problema nel mondo reale.

Cambioclimaticio: Leggi questo articolo su Australia e siccità dalla Stampa.

Maurizio: In Australia il problema e’ la cattiva gestione idrica, combinata a un (normale) periodo di siccita’. Nient’altro. Comunque stiamo solo “ciurlando”. Attendo ancora risposte sul merito, invece che bufale e “pop psychology”.

Ecco un suggerimento. Prenditi un esperto cambioclimatista qualunque, e digli che c’e’ un cretino (io) che dice che il clima non e’ davvero cambiato da nessuna parte, tranne che per la NAO e l’Equatore Metereologico. Chiedigli di dire dove e’ cambiato, il clima, a causa
del “cambiamento climatico”, e poi (se ti va) dimmelo cosi’ sto zitto 😉

Cambioclimaticio: Ma neanche i negazionisti negano l’esistenza dei cambiamenti climatici: negano magari che tale cambiamento sia di origine antropica.

Maurizio: Sbagliato di nuovo. La discussione e’ anche sull’entita’ di tali cambiamenti. Certo, non mi aspetto che il clima del 2007 sia uguale a quello del 1997, ma da qui a prevedere tragedie da anidride carbonica ce ne corre. Insomma, se questo cambiamento climatico portera’ a disastri, da qualche parte dovra’ pur apparire evidente “nella sua gloria”, non trovi?

Cambioclimaticio: Scusa Maurizio, la temperatura media del globo è aumentata, i ghiacciai si sono sciolti ovunque.

Maurizio: Sara’ vero, caro Cambioclimaticio? Andiamo un passo oltre i titoli dei giornali. La temperatura globale, questo parametro termodinamicamente campato in aria, e’ il risultato di una serie di misure in punti discreti, in seguito messi insieme facendo un po’ di ipotesi e usando un modello al calcolatore. Dopo tanto calcolare si arriva a un numero. Questo numero sembra essere aumentato di poco piu’ di mezzo grado in vari decenni.

Boh. Siamo al limite della sensibilita’ degli strumenti moderni, figuriamoci quelli di trenta o cento anni fa. Perche’ dovrei dare poteri dittatoriali a Blair sulla base di questo, me lo dici tu.

E i ghiacciai. Si dice che si siano sciolti. Io mi sono fatto un giro (virtuale, ahime’) su quelli della Patagonia, compreso l’Upsala la cui foto piace tanto a Greenpeace e Al Gore, e (come al solito) ho trovato una situazione molto piu’ complessa di quanto raccontata (incluso almeno due ghiacciai avanzati in tempi sospetti).

Non ho certo tempo di studiare anche le Alpi e l’Himalaya, pero’ ho appena letto che le nevi del Kilimanjaro non scompariranno presto, e non dipendono poi tanto da cambiamenti di temperatura (ce ne sono meno adesso a causa dello spostamento delle precipitazioni con l’Equatore Metereologico).

Insomma delle due aeree “glaciali” cui mi sono interessato, ben due (100%) si sono rivelate ben lontane dall’essere chiari esempi di “cambiamento climatico”.

Al mio posto, non dubiteresti delle altre notizie sui ghiacciai anche tu?

Cambioclimaticio: Pensiamo al gradiente di modifica. Ciò che avveniva in 5/10 mila anni sta capitando nel corso della mia vita.

Maurizio: Cosa? dove? quando? Ti ho chiesto appunto dove si siano avuti questi cambiamenti.

Cambioclimaticio: Fammi capire: stai dicendo, perché ci dobbiamo preoccupare di un aumento di 1 grado della temperatura media e del 30% della CO2? E quindi non ci dobbiamo neanche preoccupare se la temperature cresce di 5 o 10 gradi e se la CO2 raddoppia. Molto curioso. .

Maurizio: Che l’effetto serra della CO2 cresca logaritmicamente non penso lo contesti nessuno. Vuol dire che l’effetto di un raddoppio e’ davvero minimo. O hai letto qualcosa di diverso in proposito?

Cambioclimaticio: Comunque, prima delle prove che tu pretenderesti, ci bastano gli sconvolgimenti attuali.

Maurizio: Quali?

Cambioclimaticio: Adombri che potrebbe trattarsi di una montatura politica. Ma quando mai le classi politicamente dominanti sono state preveggenti.

Maurizio: Ma adesso tutti sono sul carrozzone. Mi verrebbe voglia di dirti, QED (o CVD in itagliano).

Cambioclimaticio: La domanda legittima che mi pongo, per esempio, sull’intervento e l’influenza dei governi a manipolare i dati, e’: quale è il giovamento che ne ricavano ?.

Maurizio: che sia o meno un bluff non importa, la verita’ e’ che non possono sbagliare, a denunciarlo. se succede, avevano ragione, e se non succede, Kyoto e dintorni hanno salvato l’umanita’ dal disastro.

Cambioclimaticio: Spaventano per meglio controllare i sudditi? Vallo a raccontare a quelli di New Orleans.

Maurizio: E sarebbe questo, lo sconvolgimento?

Per l’ennesima volta, viaggiamo a cervello spento. Ma perche’ non ti informi, sul clima?

Ma lo sai il grado di Katrina quando ha toccato terra? Tre, mica tanto forte. Pensi che e’ passata su New Orleans? Ti sbagli, ci e’ passata ben di lato. Ritieni che sia legata alla CO2 o a un cambiamento climatico? Ma se sono anni e anni che scienziati e tecnici dicevano che New Orleans non era protetta correttamente, e che prima o poi un uragano ci sarebbe arrivato (e infatti, c’e’ arrivato).

Il pensiero critico, per favore, non facciamolo marciare a giorni alterni.

Cambioclimaticio: La mummia del Similaun è ricomparsa nel 1991 dal ghiacciaio che un tempo si sarebbe detto perenne ( a 5200-5300 anni fa si fa risalire la sua epoca).

Maurizio: Scriveva tal Leopardi:

“è manifesto per isperienza, e per ragioni naturali, che la civiltà degli uomini venendo innanzi, rende l’aria, ne’ paesi abitati da essi, di giorno in giorno più mite”

“un secolo e mezzo addietro, [il] Magalotti [.] nelle Lettere familiari scriveva: ‘egli è pur certo che l’ordine antico delle stagioni par che vada pervertendosi. Qui in Italia è voce e querela comune, che i mezzi tempi non vi son più; e in questo smarrimento di confini, non vi è dubbio che il freddo acquista terreno.'”

Cambioclimaticio: E’ bastato un modesto uragano, e per di più di striscio, a causare quel po po’di disastro?E dunque nulla dovremmo temere da eventuali maggiori intemperie?.

Maurizio: Primo, che ci saranno maggiori e minori intemperie e’ una certezza, e non dipende dalla CO2. Secondo, e’ vero, all’incompetenza umana non c’e’ mai fine (figuriamoci poi a che livelli e’ arrivata sotto George W. Bush).

Cambioclimaticio: Vedi Maurizio che sei in contraddizione con te stesso? Adesso ammetti che i cambiamenti ci sono.

Maurizio: Ho detto “Per ‘cambiamento del clima’ intendo spostamenti di monsoni, cambio dei venti dominanti, modifica del jet stream”. Roba “grossa” visto che si parla di “sconvolgimenti climatici”. Dei bruscolini, che ci interessa?

Cambioclimaticio: Ma tutti sono d’accordo che i cambiamenti abbiano una accelerazione dovuta all’azione deleteria umana.

Maurizio: Non “tutti”. E’ questa la bufala che dovresti investigare, Cambioclimaticio. E non sono certo quattro o cinque a dichiararsi scettici di questa accelerazione. Devo proprio fare una lista?

Cambioclimaticio: La stessa amministrazione Bush ha dovuto a denti stretti ammetterlo. Mi pare che tu rimanga l’ultimo strenuo e rigido negazionista in assoluto, solo al mondo. Sei tu che sbagli perchè ti tappi le orecchie e chiudi gli occhi.

Maurizio: Il fatto e’ che quando leggo di una “prova del Cambiamento Climatico” mi vado a leggere gli articoli originali. Il mio tempo lo perdo, i miei occhi li apro, e le mie orecchie le stappo.

Per esempio anni fa pensai di averla trovata, la “prova”, quando ci fu un uragano nel sud atlantico: visto che di solito non ce ne sono, ecco un bel “cambiamento climatico”. Poi pero’ non ne sono comparsi piu’.

Se vuoi solo fermarti ai giornali.

Cambioclimaticio: Sarai convinto solo quando gli ‘scienziati’ ti asseconderanno con dimostrazioni secondo quelle che sono le tue tesi. Partita persa.

Maurizio: Au contraire.saro’ convinto quando l’annunciato cambiamento climatico si manifestera’.

E delle due l’una: o il cambiamento climatico (rilevante, catastrofico, chiamalo come vuoi) e’ in atto, e la CO2 sta causando (ad esempio) la siccita’ in Australia OPPURE il cambiamento climatico e’ una previsione per il futuro, certa o incerta che si voglia, ma senza granche’ segnali ad annunciarlo. Chi ci vuol credere ci creda.

Cambioclimaticio: Scusa Maurizio, i ghiacciai delle Alpi si sono ritirati a vista d’occhio, come pure i ghiacciai delle altre catene montuose.

Maurizio: Se hai qualche link a qualche articolo scientifico sull’argomento, manda pure. Io quelli sulla Patagonia li ho indicati.

Cambioclimaticio: Per quanto riguarda le temperature anomale ti linko una sezione da RealClimate.

Maurizio: gia’.RealClimate, come la “Real IRA”.non abbiamo ancora imparato a dubitare di chi si erge a depositario della verita’? Il gestore Gavin Schmidt, poverino, ha messo su il sito per ovviare alla sua scarsa capacita’ di dibattito. Buon pro gli faccia.

Invito a leggere l’originale: “P. Brohan, J.J. Kennedy, I. Harris, S.F.B. Tett and P.D. Jones, Uncertainty estimates in regional and global observed temperature changes: a new dataset from 1850. J. Geophys. Res, 111, D12106, doi:10.1029/2005JD006548.”

In particolare l’Appendice A dove grazie a un modello al calcolatore tutto il sistema viene “valutato” (_non_ “validato”: non si puo’ validare un bel niente, purtroppo, visto che non ci sono previsioni abbastanza dettagliate e nel breve termine).

Questo per dire che anche nel calcolo della temperatura media entrano modelli e ipotesi (e che quindi e’ un numero che lascia il tempo 😎 che trova, almeno finche’ qualcuno non trova come validarlo).

Invito anzi a guardarsi tutto il sito HadCRUT3 (e’ dei “buoni”, non preoccuparti.)

Come gia’ detto, magari la “temperatura” cresce davvero ma gli errori sono troppo grossi e la crescita troppo piccola per suggerire problemi di alcuna sorta.

Sul fatto che la “temperatura” globale e’ un numero campato in aria, segnalo l’opinione (peer-reviewed) di alcuni esperti in termodinamica: Bjarne Andresen del Niels Bohr Institute, University of Copenhagen, Christopher Essex dell’University of Western Ontario e Ross McKitrick dell’University of Guelph, sempre in Ontario.

C. Essex, R. McKitrick, B. Andresen: Does a Global Temperature Exist?; Journal of Non-Equilibrium Thermodynamics vol. 32, p. 1-27 (2007)”

“Le medie di Temperatura della Terra sono prive di contesto fisico che indichi come interpretarle. [.] La Statistica non puo’ far le veci della Fisica che ci manca, perche’ i dati da soli non hanno contesto. [.] I dibattiti riguardo il livello e le previsioni delle cosidette temperature globali continueranno all’infinito [.] finche’ non verra’ data una base fisica alle misurazioni delle variabili climatiche”

Cambioclimaticio: Sui ghiacciai non capisco cosa mi chiedi. Per le Alpi la documentazione è inoppugnabile, come pure sugli altri ghiacciai. La Patagonia è un caso a parte, probabilmente nell’andamento generale ci sarà pure qualche caso particolare in controtendenza, embè?.

Maurizio: Boh. Vorra’ dire che un giorno cerchero’ la documentazione sulle Alpi.

Cambioclimaticio: E poi non confondere giudizi caratteriali con giudizi scientifici. E’ vero: lo stile è l’uomo, ma lo stile non è la scienza, altrimenti ci dovremmo sbarazzare di Newton e forse anche di Einstein.

Maurizio: Chissa’ se qualcuno dei due ha sentito la necessita’ di bacchettare chi osava fare domande?

Cambioclimaticio: L’influenza politica c’è, ma non è nel senso che vedi tu. le intenzioni dei ‘politici’ erano rivolte a mitigare il grido.

Maurizio: C’e’ ben di peggio. L’IPCC ha scritto a statuto che produce prima il Summary for Policymakers, e poi pubblica i rapporti scientifici che _non possono_ smentire lo SFP. Insomma i politici possono mettere la museruola agli scienziati.

Come faccia una persona assennata ad accettare una situazione del genere non lo so proprio.

Cambioclimaticio: Rilevante è l’aumento della temperatura media planetaria.

Maurizio: Se c’e’.quello che e’ stato misurato in un modo o nell’altro (come descritto altrove) e’ comunque cosi’ infimo da non essere avvertibile. E visto che l’effetto della CO2 e’ logaritmico, il grosso e’ gia’ passato.

Cambioclimaticio: Gli eventi straordinari ci sono sempre stati e sempre ci saranno ma non dicono nulla da soli.

Maurizio: Certo. Il cambiamento vuol dire passare da una situazione stabile a un’altra. Per esempio se cominciassero ad uscir fuori uragani sud-atlantici tutti i santi anni, ecco il cambiamento climatico. Oppure la pioggia a nord del Ciad.

Cambioclimaticio: In parte del nostro globo ciò comporta una desertificazione progressiva, e alluvioni da altre parti.

Maurizio: Un po’ debole come previsione non trovi? Insomma si “prevede” un po’ meno pioggia da qualche parte, un po’ piu’ dall’altra.

Allora io prevedo che domani un po’ di persone staranno peggio, e un po’ meglio. Vuoi vedere che indovino?

Cambioclimaticio: Comunque il rapporto IPCC ti sverg.oops smentisce.

Maurizio: Davvero? Contiene una lista di “cambiamenti climatici”? Urka. Mandameli pure, mi devono essere sfuggiti.

Cambioclimaticio: Tu non cambierai mai idea perchè parti da presupposti sbagliati. Il singolo evento NON dice nulla. Lo scoglimento dei ghiacciai NON dice.

Maurizio: Guarda che qualche millennio fa pioveva nel Sahara. Ora non piove. Mi sembra un bel cambiamento che non ha bisogno di analisi statistiche.

Cambioclimaticio: Dobbiamo guardare gli eventi nel loro complesso statisticamente correlandoli alla concentrazione di CO2 con un parametro importante che è lo scorrere del tempo.

Maurizio: E va bene. Diciamo che il cambiamento climatico e’ un cambiamento statistico. Lasciamo perdere il problema di affidarsi a correlazioni invece che a una sana analisi fisica.

Saro’ buono e di animo generoso, e aggiungero’ questo alla mia richiesta di “cambiamento climatico”. Allora.se e’ in corso vorra’ dire che qualcosa sta cambiando, statisticamente parlando: mi puoi dire cosa, e dove?

A proposito, ecco un bell’articolo dove si fanno delle previsioni precise su un cambiamento climatico (aumento del “wind shear” verticale nell’Atlantico): “Vecchi, G. A., and B. J. Soden (2007), Increased tropical Atlantic wind shear in model projections of global warming, Geophys. Res. Lett., 34, L08702, doi:10.1029/2006GL028905.”

Curiosita’: il “wind shear” aumentera’, secondo 18 modelli climatici. Tale aumento sara’ deleterio per la uraganogenesi (l’eccessivo ws li fa letteralmente a pezzi). Ultimamente il “wind shear” e’ diminuito.

ps per il “wind shear” si veda http://it.wikipedia.org/wiki/Wind_shear

Cambioclimaticio: ne’ quello che dico io nè quello che dici tu ha nessuna rilevanza a livello globale, il GW va avanti a prescindere.

Maurizio: Fosse cosi’ semplice, ci sarebbe poco di che accapigliarsi. per il momento i tuoi “amici” cambioclimatisti sono responsabili dell’ottuso investimento in etanolo da mais, che sta provocando quello si’ distruzioni di ambienti naturali per far posto alle coltivazioni, e repentini aumenti di un genere alimentare di prima necessita’. Non nel 2100: qui-e-ora.

E tutto questo per 0.65C che forse non hanno neanche senso fisico?

Cambioclimaticio: Ah, beh! questa è l’ultima, è il colmo! Adesso sono i cambioclimatisti che chiedono i carburanti liquidi sostitutivi del petrolio!.

Maurizio: Mica per cattiveria, eh. Si chiama “Legge delle Conseguenze Non-Volute” (“Unintended Consequences”).

Quando si da’ spazio all’isterismo, _tutto_ viene reso possibile. Cosi’ come quando, preoccupati per quattro insetti, alcuni introdussero il Rospo delle Canne in Australia, causando distruzioni senza fine.

Cambioclimaticio: Coloro che vogliono l’etanolo sono gli amici del tuo amico negazionista per eccellenza (ma non negazionista fino al punto in cui ti esprimi tu) che è Bush.

Maurizio: Coloro che vogliono l’etanolo stanno approfittando della situazione di isterismo collettivo portata avanti da chi la pensa come te, con grande guadagno (loro) e grande perdita (per tutti gli altri). E’ come per il carbone “pulito” che “pulito” non e’ se non facendo leva sull’isteria da anidride carbonica. Un motivo in piu’ per non essere isterici.

Cambioclimaticio: Tutto ciò fa il paio con l’appoggio politico ricevuto dai “catastrofisti”.

Maurizio: Adesso il Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Che vuoi di piu’? Lo dici sempre che sono rimasti in quattro gatti a non crederci.come fai a lamentare miseria?

Cambioclimaticio: Aspetto ulteriori giustificazioni per la rotta su cui siete incamminati.

Maurizio: Ma io non voglio andare da nessuna parte. Sei tu a lastricare il percorso di buone intenzioni.

Cambioclimaticio: Insomma, ammettilo. I negazionisti non hanno più il ben che minimo argomento su cui attaccarsi per stare a galla.

Maurizio: e’ il giorno delle favole, evidentemente. Leggiti o ascoltati invece il dibattito sulla mozione “Global warming is not a crisis” da Intelligence-Squared. E’ roba seria, tosta e lunga.

IntelligenceSquared ha una reputazione di ferro, cosi’ come il conduttore Brian Lehrer. Il dibattito e’ stato ritrasmesso dalla NPR, la National Public Radio americana. Fra gli sponsor della serie di dibattiti, anche il New York Times.

Ci ha partecipato anche Gavin Schmidt, quello di RealClimate sopra menzionato.

Il dibattito, tenuto alla “maniera oxfordiana” con una tesi (il titolo) e una contro-tesi ciascuna portata avanti da tre persone (almeno tre dei sei erano scienziati di professione), puo’ essere interessante sia che uno creda, sia che uno non creda al riscaldamento globale.

Ma di nuovo, cio’ che tengo a sottolineare e’ che quelli che tu vaneggi non aver piu’ argomenti, possono invece portarne, e molti. Se poi vuoi ancora vivere in un tuo mondo dove sul riscaldamento globale non si discute piu’, fai pure.

Aspetto solo che tu mi venga a dire che il New York Times e’ un covo di negazionisti al soldo della Exxon, e poi chiudo bottega.