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Italiani Razzisti? No, Ma Con Un Enorme Complesso Di Inferiorita’

I leghisti, per quanto cerchino di fare la figura dei cattivoni tutti impegnati a rinvigorire gli agonizzanti partiti di estrema sinistraa furia di stupidaggini sull’immigrazione, non si comportano da razzisti. E Franceschini che cerca di attaccarsi a quello stesso tram rinsaldando i ranghi del PD fra un’indignazione e un’allusione al Fascismo e alle leggi razziali, dimostra di non aver capito molto di quello che sta succedendo.

Perche’ i leghisti non si comportano da razzisti? Perche’ un razzista non dice “ai bianchi i posti migliori” oppure “agli anziani bianchi la precedenza negli ospedali”. Un razzista dice “ai neri i posti peggiori”, e “agli extracomunitari bassa priorita’ al pronto soccorso”.

La differenza sembra ma non e’ sottile. Il politico leghista medio che appare in televisione o alla radio, ultimamente, non sembra tanto preoccupato a dimostrare la superiorita’ della propria “etnia” quando a difenderla contro quello che viene interpretato come una minaccia (qualunque straniero “extracomunitario”).

Insomma questi paladini della difesa degli Italiani sono in realta’ i primi a pensare che siamo alla frutta e che non siamo capaci di difenderci dalle culture altrui. Cosi’ come gli amministratori di Lucca quando hanno proibito i negozietti dove si serve il kebab, come se la cucina locale avesse smesso di essere buona, e/o comunque fosse troppo debole per andare avanti per conto suo.

Quali siano i motivi che spingano un leghista, o comunque un politico italiano, a pensare alla cultura e alla societa’ italiane in maniera cosi’ negativa, e’ qualcosa che sarebbe davvero da esplorare bene…per intanto, consideriamo il fatto che spiega molto bene il perche’ di questo continuo cercare come fare ad allontanare quanti piu’ immigrati possibili, regolari o meno.

Nella cultura italiana che si sente inferiore all’Europa e vorrebbe diventare come quella, non c’e’ ovviamente spazio per africani ed asiatici che anzi rischiano di presentare dell’Italia un’immagine molto lontana da quella dello stereotipo “Europa”.

Freedom House E Il Declassamento Dell’Italia: Appuntamento A Giugno

Tanto e tanto fugace parlare del declassamento dell’Italia a Paese “parzialmente libero” da parte di Freedom House. Prima di stracciarsi le vesti (ed incolpare Berlusconi di tutto) consiglierei pero’ di aspettare qualche settimana, perche’ il rapporto dettagliato sull’Italia, dove si spiegano le ragioni del declassamento, dovrebbe uscire a Giugno 2009.

Per ora esiste solo qualche riga nel Comunicato Stampa generale: dove si parla di un aumento dell’uso di tribunali e delle leggi contro la diffamazione; fisica e “extra-legale” intimidazione in aumento da parte del crimine organizzato e di organizzazioni di estrema destra; e “preoccupazioni” riguardo la proprieta’ e l’influenza esercitata sui media. In particolare:

Il ritorno del magnate delle comunicazioni Silvio Berlusconi come Primo Ministro ha risvegliato paure riguardo la concentrazione delle stazioni radiotelevisive private o di proprieta’ dello Stato sotto la guida di una singola persona”.

Quanta parte del declassamento e’ stata basata su queste “paure”? Staremo a vedere…

Berlusconi Non E’ Piu’ Berlusconi…

……Berlusconi, adesso, e’ tutto.

Ci manca solo che vada al concerto del Primo Maggio per annunciare l’avvenuta confluenza nel PdL dei gruppi che fanno capo a Ferrero e Vendola, dopodiche’ non ci sara’ letteralmente piu’ Storia!

Dieci Spunti Dal Congresso del PdL

Grazie all’invito da parte dell’On. Guglielmo Picchi, ho partecipato al Congresso di fondazione del PdL a Roma dal 27 al 29 Marzo in qualita’ di Delegato per gli Italiani all’Estero.

E’ stata un’esperienza molto positiva (no, non mi sono commosso e non ho sventolato nessuna bandiera. La prossima volta ne porto una con la mia foto…). E’ stata un’esperienza  che mi ha fatto anche esperire lo straordinario spessore trasversale dell’intero movimento fondato e ispirato da Silvio Berlusconi.

L’Italia, senza tutte queste persone, non si puo’ governare.

Di note ne ho prese tante, ma per il momento mi voglio limitare a dieci spunti molto veloci:

1. Senza Confini

Il PdL e’ stato costruito in modo che chiunque possa trovarcisi a suo agio. Chiunque. C’e’ spazio per tutti, a patto che si riescano a mettere insieme almeno una trentina di altri iscritti, e formare una Associazione. Non e’ dato ovviamente sapere cosa succederebbe in caso di conflitto con le alte gerarchie: ma da Statuto, un’Associazione puo’ esistere motu proprio, e non solo in dipendenza dell’accettazione da parte del resto del partito. Da questo punto di vista, a parte qualche increspatura (ma che ci fanno i Probiviri in un partito post-ideologico???), il PdL contiene davvero il principio della liberta’ di pensiero e di azione, e ricorda molto piu’ Radicali Italiani e la loro “Galassia” che un partito vecchio stampo.

2. La Vera Sfida E’ Per I Missionari

Dubito che il Delegato medio abbia compreso fino in fondo il significato del messaggio di Berlusconi quando ha parlato di “diventare missionari”. Andarsene in giro a raccontare il Verbo trasformerebbe il PdL in una specie di versione politica dei Testimoni di Geova, raggiungendo punte di ridicolo invece che la maggioranza assoluta dei voti degli Italiani. Quello che i “missionari” dovrebbero fare e’ applicare per esempio la Carta dei Valori, non chiacchierarci sopra.

3. Un Partito Monarchico

Il PdL e’ straordinariamente centrato sul suo vertice. Non si muove (quasi…) foglia che Silvio non voglia, e la struttura ricorda quasi quella del Paradiso di Dante, con tutte le “anime” ugualmente beate ma pur sempre gerarchicamente divise. Con il mio tesserino blu potevo passare il primo e secondo cielo, ma durante i momenti clou mi era impedito ogni accesso al palco e a volte anche alla prima ventina di file. Insomma per cambiare analogia, mi sono sentito un po’ Vassallo e un po’ Valvassore…

4. In Una Kermesse, Niente Riunioni

Non solo non c’era alcuna Commissione e alcun dibattito, non c’era neanche alcuno spazio usufruibile da parte dei Delegati per delle riunioni fra di loro. Per un motivo o per l’altro, e’ stato deciso che questo non e’ il periodo del confronto fra le idee. Non e’ detto che non sia una scelta molto saggia, anche perche’ opposta a quella del PD dove per mantenere l’unita’ si e’ deciso di far addirittura finta di non avere proprio alcuna idea di alcun tipo.

5. Tocca Alle Idee

Piu’ di uno dei relatori e’ ritornato sul problema delle idee. E’ inutile che il PdL continui a lamentarsi dell’egemonia intellettuale della sinistra se non viene dato spazio alla analisi e alla sintesi comune delle idee. Questo lo sanno piu’ o meno tutti, ma qualcuno lassu’ deve avere il coraggio di lasciare le idee libere di misurarsi l’una con l’altra. Se tutto o quasi il mondo delle think-tank si limita pero’ alla Fondazione Magna Carta o giu’ di li’, allora restiamo fermi al punto di partenza.

6. La Consapevolezza Fra I Colonnelli

C’e’ ovviamente un forte stampo conservatore nel PdL. Ma ogni tanto si sentiva qualcuno dei relatori anche esprimere la consapevolezza della necessita’ di atteggiamenti a volte diversi, con richiami al miglior liberalismo. Forse fra una coltellata e un morso l’uno contro l’altro (un’organizzazione monarchica e’ sempre ed ovviamente anche un covo di vipere), anche i Colonnelli si rendono in fondo conto di quello che andrebbe fatto.

7. Il Pericolo Fini

Gianfranco Fini e’ “pericoloso”. Per il PD, che ovviamente non capisce niente e si accanisce nelle solite storie su Berlusconi. Fini fini…ra’ davvero per beccarsi piu’ del 50% dell’elettorato. I “suoi” ex-AN ormai sappiamo che lo seguiranno in capo al mondo, anche quando non sono completamente d’accordo. Gli ex-FI comincia gia’ a lavorarli ai fianchi, finche’ acclameranno pure lui. Basta allora aggiungere un po’ di leghisti, gli UDC e una spolveratina di elettori di sinistra, e la maggioranza e’ sua: mentre Silvio e’ difficile pensare che possa raccogliere piu’ consensi di quelli che gia’ ha.

8. “Faccione” Per Pochi Secondi, Del “Caso Umano” Neanche L’Ombra

Il Sen. De Gregorio si e’ visto per pochi secondi sul palco. Poi e’ scomparso per rimaterializzarsi in Sud America, manco fosse la Strega Cattiva dell’Ovest dal Mago di Oz. E’ stato un bene cosi’ non ho dovuto pensare a quale scarpa far finta di tirare a un tipo come lui, che ha preferito gettare discredito su milioni di italiani all’estero pur di appoggiare il sig. Nicola Di Girolamo, definito finanche da De Gregorio come un “caso umano”. Come si sa Di Girolamo, anche se riceve lo stipendio di senatore, lo e’ come io sono il segretario del Papa. E anche Di Girolamo non si e’ fatto vedere, partito per l’Argentina lui “eletto” in Europa (figuriamoci) e ben consapevole che ogni sua parola sarebbe stata accolta da urla e fischi (e non la scarpa gli avrei tirato, ma il passaporto dove e’ scritto che io davvero sono “italiano all’estero”)

9. L’Unico A Rompere La Coreografia

Magari mi sbaglio, ma ho l’impressione che l’unico intervento al microfono nella sala del Congresso (Padiglione 8 ) che non fosse previsto da alcuna scaletta preventiva, e’ stato quello del sottoscritto, a difesa (applaudita, ma vana)di un emendamento allo Statuto che avrebbe garantito un po’ di risorse e autonomia in piu’ per il PdL all’estero. E c’e’ chi si e’ lamentato del mio “rompere” (giustamente, immagino!).

Il video con il mio intervento (nella serata della seconda giornata) e’ disponibile per qualche settimana scaricando questo file e ascoltando dal minuto 29’57” al minuto 31’20”. Il video e’ anche disponibile in modalita’ streaming.

10. La Politica del Dispetto

In ultimo una considerazione solo all’apparenza umoristica. Per qualche motivo, sia Berlusconi che Fini che tanti relatori hanno fatto l’elenco di quello che dovrebbe fare il Partito Democratico per poter diventare alternativa di Governo al PdL. Se Franceschini e compari fossero politicamente furbi se non politicamente intelligenti (ne dubito) prenderebbero carta e penna e ricopierebbero tutti i suggerimenti per applicarli domani stesso. Ma Silvio sa benissimo che pur di fargli un dispetto, al PD sbatterebbero le proprie teste sul muro fino a sanguinare: per cui dice loro cosa dovrebbero fare sapendo benissimo che quelli faranno il contrario, lasciando quindi il PD nella solita confusione sconclusionata in cui e’ impantanato.

Il Futuro del PD E’ Segnato

Sia quello che il PD dovrebbe essere se ci fosse un granello di sale nella zucca di uno solo dei suoi “leader”

iscrizione accolta senza possibilità che possa essere rifiutata; esplicita rivendicazione della positività della doppia e plurima tessera; nessuna possibilità di poter essere escluso dal partito, perché non ci sono i probiviri e altri meccanismi di espulsione; congresso a data fissa, aperto agli iscritti, che hanno, tutti, indistintamente, possibilità di candidarsi alla guida del partito, proporre e votare documenti; autonomia dei gruppi parlamentari e degli eletti

sia quello che sara’: il solito bello schifo comandato dai soliti quattro comunistacci politicamente imbelli, tutti educati alle Botteghe Oscure.

E’ questo un grosso segnale della pochezza della vita politica italiana attuale, e non certo l’egemonia di Berlusconi. Con un avversario cosi’, anche io sarei Presidente del Consiglio alla grande…

Divieto di Morte

Visto che esistono il cuore artificiale, il polmone artificiale, i reni artificiali, etc etc, non e’ che tra qualche anno ci saranno abbastanza macchinari per cui non connettervi un malato terminale sarebbe interpretato come una forma di eutanasia?

Non parliamo poi dell’invenzione della conservazione criogenica umana reversibile, per cui ci troveremmo tutti o quasi congelati uno o due minuti prima di morire, nel caso la condizione che ci ha ucciso possa essere guarita nell’anno 5546 o giu’ di li’.

Immagino gia’ enormi cliniche magari sotterranee piene di corpi destinati a una vita eterna un po’ diversa dalla Vita Eterna come di solito la si immagina…

Sul Caso Englaro, Il Lucido Ragionamento di Berlusconi

Berlusconi sul caso Englaro si sta comportando politicamente in maniera perfetta (per chi non voglia prendere ne’ l’una ne’ l’altra parte).

E’ praticamente impossibile che sbagli. Se Eluana muore, puo’ dire di aver fatto tutto quello che poteva. Se Eluana non muore, puo’ dire di aver fatto tutto quello che poteva.

A stare fermo si sarebbe beccato un fortissimo “traditore” dai clericali e invece un deboluccio “bravo” da anticlericali e libertari, i quali, soprattutto i primi, tanto non lo voteranno mai comunque.

ps alla fine con il DDL siamo arrivati allo scontro democratico con il ritorno del potere del Parlamento sul Governo. Se ne e’ accorto nessuno?

Da Eluana Al Cibo Gratis

Pasti e bevande stanno per diventare obbligatori in tutta la Penisola e isole comprese

l’alimentazione e l’idratazione, in quanto forme di sostegno vitale e fisiologicamente finalizzate ad alleviare le sofferenze, non possono in alcun caso essere rifiutate dai soggetti interessati

Insomma da domani, tutti a Palazzo Chigi che’ “sse magna aggratisse!!”

ps chi fa lo sciopero della fame rischia la galera, immagino

Quando l’Economist Appoggio’ Berlusconi

Rottura della tradizione antiberlusconiana, sull’Economist della settimana scorsa, con un articolo addirittura a favore del Ministro Gelmini: “A Case for Change – Universities desperately need reform—yet resist change“.

Invece della solita tiritera su questa o quella marachella o manchevolezza di Silvio, ci viene detto che le universita’ italiane hanno disperatamente bisogno di essere riformate; il Governo vuole abbassare l’eta’ della pensione per i professori universitari da 72 a 70 anni; la mancanza di fondi probabilmente non e’ il piu’ grande problema del sistema accademico italiano, ma il sistema dei Baroni che controllano “la vita e la morte” nell’Universita’, quasi fossero in un sistema feudale, con gran numero di posti accademici distribuiti a parenti prossimi; la mediocrita’ regna uniforme; solo il 17% degli Italiani ha un’istruzione universitaria, invece che il 34% come dalla media dei Paesi dell’OECD; ben il 55% delle matricole non termina il corso di laurea, neanche breve; etc etc.

Le idee della Gelmini, insomma, “meritano di essere ascoltate“. Chissa’ cosa se ne dice, fra una protesta (yawn!) e l’altra…

A Roma, Colmo dei Colmi Su Obama

Colmo dei colmi alla manifestazione “Siamo Tutti Abbronzati” a Roma, dove quello che potrebbe essere stato l’organizzatore si e’ presentato con (una serie di cartelli che fanno violenza alla lingua inglese e) la faccia coperta da un qualche lucido per scarpe.

Ma se quel tizio e’ davvero cosi’ contrario al presunto razzismo di Berlusconi, perche’ mai ha deciso di chiedere scusa ad Obama rinverdendo il vituperatissimo (e razzistissimo) stile “blackface“?

Blackface contro il razzismo
Blackface contro il razzismo???

E Infatti…Berlusconi E’ Invidioso di Obama

Consueta litania di sciocchezze su Repubblica (e non solo) sulla “gaffe” di Berlusconi che avrebbe maldestramente dimostrato il suo razzismo definendo Barack Obama “giovane, bello e abbronzato” (il razzismo, evidentemente, si riferirebbe all’abbronzatura, visto che “giovane” e “bello” non sono certo le parole usate comunemente da nazisti e iscritti al Ku Klux Klan).

Sul colore della pelle (e sulla “razza”) di Obama ci sarebbe da chiacchierare un po’. Per il momento oso pensare invece che Silvio sia invidioso, e non razzista: perche’ lui (Silvio) spende soldi a palate per mostrarsi in salute, il piu’ “giovane e bello” possibile nonostante l’eta’, cominciando appunto da chissa’ quante “lampade” e chissa’ quanto trucco, con lo scopo primo di sembrare…abbronzato!

Perche’ l’abbronzatura e’ segno di salute, almeno negli ultimi 80 anni o giu’ di li’.

Alla base di tale invidia probabilmente la consapevolezza che Obama sia una versione “liberal” di Berlusconi stesso, come scrivevo pochissime ore fa: inclusa la telegenia, e la potenza mediatica.

Obama come Berlusconi

…dice Ricky Filosa su Italia Chiama Italia. E non ha tutti i torti.
Come dimostra questo articolo da Forbes sulla mania di appiccicarsi “Hussein” come secondo nome, imitando appunto Barack H Obama, questi, come Berlusconi, ispira una tribu’ di seguaci, al di la’ delle vecchie idee di “partito”.
E’ un trend cominciato non saprei se con Silvio nel 1993 o con De Gaulle ai tempi della fondazione della V Repubblica francese. Chissa’ se qualche sociologo c’ha gia’ ragionato sopra.

PD-Day e Veltroni al Circo Massimo: Compenetrazione dei Corpi?

Povero Circo Massimo…ogni volta che qualcuno lo usa per una manifestazione, diventa un po’ piu’ grande. Prima era stato Berlusconi a infilarvici due milioni di persone, oggi e’ toccato a Veltroni arrivare a due milioni e mezzo.

Esagerato!

Peccato infatti che il Circo Massimo stesso si estenda su una superficie di circa 70mila metri quadrati. Anche ammettendo che fosse tutto coperto come una metropolitana affollata (circa 4.3 al metro quadro, seguendo le indicazioni di un esperto americano), ci stanno al piu’ 315500 persone.

Ammettendo un po’ di “tracimazione” e buona volonta’, si puo’ forse arrivare alla stima di 500mila persone per i Genesis l’anno scorso, ma non una di piu’.

Veltroni le spara grosse, anzi anche piu’ grosse di Berlusconi. Oppure nell’ultimo anno gli Italiani si sono ristretti (avranno dovuto stringere la cinghia?).

Oppure ancora, manifestare per il PD significa diventare molto, molto, molto intimi con gli altri manifestanti.

Perche’ Berlusconi Ha Incontrato Gheddafi

Perche’ Berlusconi ha incontrato Gheddafi proprio adesso? Uno dei motivi puo’ essere intuito da un piccolo dettaglio pubblicato sull’Economist:

Negli ultimi anni, […] la Libia [ha cominciato ad] emergere dall’isolamento internazionale causato dal suo coinvolgimento nel terrorismo negli anni ’80. [E’ stato ora raggiunto] un accordo con l’America per risolvere tutte le rivendicazioni legali pendenti tra i due Paesi. […]

L’accordo apre la strada per un completo ripristino dei rapporti diplomatici, rotti nel 1980, e segna la fase finale di un processo di reinserimento della Libia nella comunità internazionale iniziato nel 2001. Il segretario di Stato americano, Condoleezza Rice, dovrebbe visitare la Libia nel mese di settembre, la prima visita americana di così alto livello diplomatico dal 1953. […]

Penso che l’idea che gli USA normalizzino i rapporti con la Libia prima degli Italiani, sarebbe stata semplicemente troppo. E un’occasione mancata per ottenere dei vantaggi economici prima che arrivino gli Americani.

ps il film “Leone del Deserto” con Anthony Quinn e Oliver Reed, gia’ censurato nel 1982, continua a essere irreperebile nel Bel Paese

D’Alema, il Migliore Berlusconiano

Come altrimenti interpretare queste incredibili dichiarazioni di Massimo D’Alema il 17 luglio scorso, se non come un modo per garantire che a comandare l’Italia sia Berlusconi?

Bene o male il Partito Democratico si e’ affermato come il maggior partito nelle grandi aree urbane del Paese – quindi non e’ vero che e’ una forza di una parte residua della societa’. E’ senza dubbio il maggior partito nella parte piu’ acculturata del paese – e insomma sono due dati che fanno del Partito Democratico una forza non residuale. Perche’ insomma tutto sommato le grandi aree urbane e quella parte degli italiani che piu’ partecipa ai processi cognitivi, che leggono i giornali, che leggono i libri, insomma, sono una parte attiva del paese, sono una parte essenziale

Come scritto altrove, poco da meravigliarsi se D’Alema e’ noto come antipatico. Ma non deve pensare di essere il solo. Come scrive Michael Walzer, riportato in italiano su un recento numero del Sole24Ore (“E la sinistra perse il popolo”):

E’ […] necessario fare cio’ che [noi della sinistra] non abbiamo fatto negli anni Sessanta: dobbiamo difendere le nostre posizioni mantenendo il rispetto per le motivazioni intellettuali ed emotive dei nostri concittadini

Cento Anni di Berlusconi (W Mara Carfagna)

A Berlusconi, dopo lo schifo che e’ successo oggi con Grillo, Di Pietro e la Guzzanti al “No Cav Day”, chi lo toglie piu’?

Ho fatto davvero bene a non votare PD, almeno io non ho niente a che fare con quei luridi che continuano a ricamare su un’accusa contro il Ministro Carfagna, accusa da cui lei non puo’ difendersi in alcun modo. In inglese si chiama “character assassination”, ed e’ qualcosa di cui tutti dovrebbero avere paura e ribrezzo.

La Guzzanti insulta la Carfagna – “E’ uno sfregio che sia ministro”

ROMA – “A me non me ne frega niente della vita sessuale di Berlusconi ma tu non puoi mettere alle Pari opportunità una che sta lì perché t’ha succhiato l’uccello, non la puoi mettere da nessuna parte ma in particolare non la puoi mettere alle Pari opportunità perché è uno sfregio”.

Quella di Sabina Guzzanti contro Mara Carfagna è probabilmente l’invettiva più insultante e violenta della sua lunga e controversa carriera. L’attrice partecipa alla manifestazione “No Cav” di piazza Navona, sale sul palco e si scatena in un attacco furibondo contro la ministro delle Pari opportunità, il cui nome era circolato nei giorni scorsi a proposito delle intercettazioni “calde” che coinvolgevano il presidente del Consiglio.

Nel mirino, però, ci sono anche Papa Ratzinger, che “fra vent’anni sarà all’inferno, tormentato da diavoloni frocioni”, e Lamberto Dini, perché a suo guidizio “hanno accusato la sinistra radicale e Clemente Mastella ma è stato Dini a far cadere il governo, probabilmente come ex direttore della Banca d’Italia tiene qualcuno per le palle”. Ce n’è anche per Walter Veltroni, “che prima dice ‘non delegittimiamo le persone’, poi però a Berlusconi non lo chiama mai per nome, come Emilio Fede quando fa finta di non ricordare chi siano le persone di cui parla, non è una tecnica che mostra rispetto”. […]

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No Cav Day, il Pd contro Grillo – “Lasci stare Napolitano”

ROMA – “La manifestazione è stata più contro il Quirinale e il Partito Democratico piuttosto che contro Berlusconi. Gli insulti di Grillo e Travaglio al PD non ci sorprendono e non sono nuovi”. Il segretario del Partito democratico Walter Veltroni prende le distanze dal No Cav day. “Quello che è per me intollerabile – dice il leader dell’opposizione – è ascoltare gli attacchi al capo dello Stato. Giorgio Napolitano sta garantendo, in un momento difficile, il rispetto della Costituzione con rigore e determinazione. Le sue scelte sono e saranno da noi condivise”.

Forcaioli Antiberlusconiani, o La Miseria degli Italiani

Con il turbinio di indagini, processi, accuse e rivelazioni intorno a Silvio Berlusconi, e in vista della manifestazione nazionale proclamata per l’8 luglio “contro le leggi-vergogna“, di una cosa si puo’ ormai stare sicuri: nell’opposizione c’e’ un gruppo fra l’assetato di sangue e l’ingenuo, determinati senza volerlo a dimostrare al mondo la loro miseria politica.

Se infatti ci sarebbe molto da dire sull’abuso delle intercettazioni telefoniche, che ormai vengono pubblicate anche quando non c’entrano assolutamente niente con il corso di un processo giudiziario, e si puo’ solo stendere un velo pietoso sulla vicenda di quel Ministro accusata di qualcosa da cui non puo’ e non potra’ mai difendersi, proprio non si puo’ tacere sul fatto che tutto cio’, cosi’ come i girotondi di una volta, e poi il grillismo e il travaglismo, e la forcaiolita’ targata Di Pietro, sono il segno piu’ evidente che c’e’ chi si sente assolutamente privo di qualunque potere politico “classico” di qualunque forma, e quindi nella propria miseria si riduce a manifestare ogni tanto, e a ricercare morbosamente il “peccato del politico” praticamente tutti i giorni.

E non fara’ ancora piu’ pena vedere la’ in mezzo gente come l’Annunziata e l’ex-ministro Parisi, come se loro stessi fossero determinati nel mostrare che non ci sia altro modo di fare opposizione in Italia? Professionisti dell’indignazione, si agiteranno senza ottenere niente, e senza alcuna speranza di ottenere niente, e l’unica vera possibilita’ che qualcuno fra la folla fomentata decida di tornare alla “lotta armata”, per un’altra revolutio interrupta di lutti inutili.

Il PD alleandosi elettoralmente con l’IdV insomma e’ riuscito, nella piu’ classica manovra della sinistra italiana, a mettere in buona luce il Governo, nonostante tutti i difetti dell’attuale Primo Ministro. Complimenti.

Sui Giudici, Berlusconi Non Ha Torto…

…perche’ sono oggi, 25 anni dall’arresto di Enzo Tortora

• Dichiarazione di Rita Bernardini, Segretaria Nazionale di Radicali Italiani, deputata radicale-PD e membro della Commissione Giustizia alla Camera

Roma, 17 giugno 2008

Oggi 17 giugno ricorre il 25° anniversario del clamoroso arresto di Enzo Tortora, all’interno della maxi-operazione della Procura di Napoli contro la NCO, la Nuova Camorra Organizzata. In quella notte furono arrestate oltre 850 persone, 200 delle quali furono del tutto prosciolte, 90 risultarono coinvolte per “pura omonimia” e del tutto estranee ai fatti contestati. Il polverone che fu alzato dall’impresa di “macelleria giudiziaria” fu tale da “obnubilare” (per usare le parole di Enzo) l’opinione pubblica italiana e distrarre l’attenzione dagli scandali della gestione del terremoto.

Un anno dopo, sempre il 17 giugno 1984, Tortora veniva eletto al parlamento Europeo con oltre 400.000 voti di preferenza personale nelle liste del Partito Radicale, di cui poi divenne Presidente.

Ma la macchina infernale, messa in moto da alcuni magistrati, alcuni giornalisti e un manipolo di pregiudicati “pentiti”, era ormai avviata ed il Tribunale di Napoli nel settembre 1985 emetteva la sua vergognosa sentenza di primo grado, in cui si dichiarava Enzo Tortora colpevole, con esemplare condanna ad oltre 10 anni.

Esattamente a quattro anni dall’infamante arresto, ancora il 17 giugno 1987, la Corte di Cassazione assolverà in via definitiva Tortora da ogni accusa, confermando la sentenza dell’Appello.

A distanza di anni, come radicali, vogliamo ricordare questi coincidenti anniversari, affinché, come disse Leonardo Sciascia e come fu scritto sulla tomba di Tortora al cimitero monumentale di Milano: “non sia un’illusione”. Affinché non sia stata una speranza illusoria la battaglia per la Giustizia Giusta che Enzo ha combattuto, da radicale e che portò alla grande vittoria dei referendum “Tortora” per la responsabilità civile dei magistrati.

A vent’anni dalla prematura morte, nell’anniversario dell’incredibile arresto, accogliamo con soddisfazione la decisione del Sindaco Marta Vincenzi e della sua Giunta di onorare il genovese Enzo Tortora con l’intitolazione della galleria che collega la centralissima “via Roma” con la storica “galleria Mazzini”, all’altezza del Ristorante Europa. Giunge così a conclusione un lungo iter politico e burocratico. Ne siamo felici: la sua Genova, sana ora una colpevole dimenticanza e dà un contributo a ricordare. Ma il “caso Tortora” è stato per noi radicali il “caso Italia”, un episodio eclatante di malagiustizia che, grazie all’impegno ed al sacrificio di Tortora, ha segnato una tappa importante della lotta, quanto mai necessaria ed urgente, per la Giustizia Giusta. Oggi come 25 anni fa.

Tortora, l’odissea di un uomo in un Paese smemorato • dal Secolo XIX del 17 giugno 2008, pag. 16 di Massimiliano Lenzi

Venticinque anni fa, alle quattro e un quarto del mattino del 17 giugno, bussano alla porta di una camera dell’Hotel Plaza di Roma. Spalancato l’armadio, aperta una valigia, sequestrata un’agenda telefonica, guardato dentro ai calzini e spaccato un salvadanaio di ceramica a forma di porcellino (non si sa mai) si portano via un uomo stralunato, che ha appena avuto il tempo di vestirsi e di raccogliere pochi effetti personali in una sacca di tela rossa. (…) All’uomo vengono prese le impronte digitali e scattate le foto di rito: faccia e profilo. La faccia e il profilo di Enzo Tortora”. Leggendo l’incipit del libro di Vittorio Pezzuto (genovese, ex radicale, giornalista sapido e, da alcune settimane, portavoce del ministro “antifannulloni” Renato Brunetta) “Applausi e sputi. Le due vite di Enzo Tortora” (Sperling & Kupfer, 521 pagine, 15 euro), si entra dritti negli incubi del Belpaese attraverso l’odissea giudiziaria di un uomo famoso, buttato giù dal ietto con poche parole: “Lei è in stato di arresto”. “Come?”. “C’è un ordine di arresto della Procura di Napoli”. Era innocente.

E siccome gli incubi non vengono mai da soli, anche i giornali, la carta stampata, con le solite rispettabili eccezioni, inzuppò l’inchiostro nella notizia da prima pagina. Lo fotografarono con le manette ai polsi e scrissero di Tortora Enzo, brillante giornalista ed uomo colto, genio della televisione (tra i suoi programmi il più ricordato è Portobello, una galleria su un popolo di santi, poeti ed inventori ma fu anche un superbo giornalista sportivo) che era “un ligure spendaccione” , “che aveva occhi abilmente lucidi” e chissà “quali debolezze”, aggettivando come in un romanzo di Liala una delle più grandi ingiustizie italiane degli ultimi 30 anni. Nella lingua, nell’uso delle parole, spesso si ritrova l’indole di un popolo. Gli aggettivi non erano veri ma anche se lo fossero stati, ci chiediamo, che colpa è “essere spendaccioni” ?

Leggendo nel libro di Pezzuto le cronache, i dettagli, i corsi del processo, le immagini si accavallano e, a tratti, sembra di essere finiti dentro un film di Dino Risi, una pellicola eterna sui pregiudizi nazionali. Perché “Applausi e sputi”, in un Paese smemorato come l’Italia, ha tanti meriti ma uno su tutti gli altri: ricordare i fatti, le vite di un uomo; il prima (successo, programmi tv, onori) e il dopo (la galera ingiusta, poi l’assoluzione) che si concluderà con la sua morte. Pezzuto, da buon genovese, dopo aver presentato il libro in giro per l’Italia, non ha potuto fare a meno di prendersela con la sua città, la Superba, che per anni si è rifiutata di dedicare una via a Enzo Tortora ed oggi, che si è decisa, “gli ha dedicato un marciapiede, e talmente piccolo che la targa sarà lunga un decimo di tutto il tratto”.

«Gli avrebbero dovuto intitolare» spiega al Secolo XIX «lo spiazzo antistante il carcere di Marassi, che non dà neppure problemi di cambio di numeri civici, con la targa: “Vittima della giustizia”». Forse Pezzuto ha ragione ma a noi la questione della toponomastica appare consolatoria.

Troppe ingiustizie, in Italia, si riparano con l’intitolazione del “Largo tal dei tali..”, magari in periferia, lontano lontano, vicino ai viadotti. No, quello che conta è la memoria, la storia raccontata nel libro e quella telefonata alla figlia Silvia nel maledetto giorno di 25 anni fa: “Ricordati che papà è quello di sempre”. E l’Italia? Chissà se è cambiata l’Italia…

Nella Sudditanza del PD, la Speranza Liberale e Libertaria e’ Della Vedova

Buono l’intervento del 7 giugno di Benedetto Della Vedova, l’anima liberale/libertaria del PDL, il quale ha detto al Corriere che “Il Pdl non può diventare il partito del Papa” e che deve invece essere “quello che ha detto Berlusconi in campagna elettorale: un partito anarchico (cioè liberale) sul piano dei valori, un partito che rifugge da un’etica di Stato e quindi da un’etica di partito“.

Anarchico” mi sembra proprio la definizione giusta del PdL, almeno quello definito in campagna elettorale da Berlusconi (quando le dichiarazioni contavano) come “[senza] una posizione ufficiale su molti temi di rilevanza etica” e che quindi “lascia tutto alla libertà di coscienza dei singoli” (e infatti fu rimproverato da Famiglia Cristiana).

Anzi, a rivedere quello che e’ successo negli ultimi giorni, considerando anche il fatto che Berlusconi non dovra’ presentarsi agli elettori, mi sembra chiaro che non sia il PDL ad essersi inchinato alla CEI, ma il contrario. Cosa ha detto infatti il Papa, se non che e’ contento di lasciare tutto in mano al Primo Ministro?

E nel PD? Se ne accorgeranno? E come si muoveranno di fronte al Silvio Pigliatutto? Nel frattempo sono in completa balia dei “cattolici”

I Radicali, chissa’? Dovevano mettere a soqquadro il Parlamento, e invece sono incastrati nella logica degli schieramenti.

A quando lo scioglimento nel PD, cosi’ smettiamo di prenderci il giro?

Il Principe Berlusconi Si E’ Insediato

Io lo avevo scritto quasi un mese fa: con una vittoria schiacciante alle sue spalle, Silvio Berlusconi e’ il Principe della Politica Italiana e puo’ fare quello che vuole.

Poco da meravigliarsi allora che il nuovo Governo sia cosi’ dichiaratamente berlusconiano.

Della cosa cominciano ad accorgersi anche le menti un po’ lente di certo giornalismo italiano, e di quella che dovrebbe essere l’opposizione. Chissa’, un giorno magari saranno anche capaci di essere strategicamente un passo avanti rispetto al Primo Ministro: per ora, sara’ il caso di abituarsi al regno del Principe Berlusconi.

Italiani All’Estero: Picchi al posto di Danieli?

Una proposta molto sensata da Sergio Coggiola sul sito PoliticamenteCorretto: nominare l’on. Guglielmo Picchi, appena riconfermato in Europa alla Camera per il PDL, al posto dell’on. Franco Danieli.

Danieli chi, direte voi? Appunto, rispondo io.

Franco Danieli e’ stato “viceministro degli Esteri con una delega particolare per gli italiani nel mondo” nel Governo Prodi dal 18 maggio 2006. Ha sicuramente lavorato tantissimo, o almeno abbastanza da non avere tempo per ottenere granche’ visibilita’.

L’esperienza da Italiano all’Estero del Sen. Danieli non e’ facile da scoprire. Probabilmente ha fatto qualche missione per conto del Ministero degli Esteri ai tempi del Governo Amato. L’esperienza dell’on. Picchi invece, si sa benissimo, visto che ha studiato nell’ambito dell’Erasmus all’Universita’ di Birmingham e ha lavorato a Londra dal 2002 al 2006 per una grande banca di investimento.

E quindi, come scrive Coggiola:

per il ruolo di responsabile politico di noi “esteri” valga l’equazione: “l’uomo giusto al posto giusto”. E chi meglio di un parlamentare eletto all’estero può ricoprire questa carica? Perché? Semplicemente perché quando era un semplice cittadino come noi ha fatto la coda al Consolato, ha assistito, annoiato, a manifestazioni culturali, ma soprattutto conosce la tipologia sociologica dell’italiano che vive all’estero […] Personalmente per la carica di vice ministro, e aggiungo con delega, io candido Guglielmo Picchi,  mi piace il suo programma, mi è piaciuta la sua attività parlamentare

Chissa’, l’Italia potrebbe diventare utile e amica invece che matrigna, lontana e disinteressata. Forse non sentiremmo piu’ parlare dei programmi a basso QI su RAI International, o dei Consolati che pretendono viaggi di duecento chilometri perche’ venga esercitato il diritto al voto, se viene smarrito il plico elettorale. Ci sarebbe un ufficio disponibile per questioni di carattere legale, e modalita’ di deposito delle denunce senza dover viaggiare migliaia di chilometri fino alla prima caserma dei Carabinieri.

Anche le modalita’ di elezione all’estero, potrebbero essere migliorate in modo che non capitino piu’ decine di schede tutte con la stessa calligrafia.

All’inizio di una Legislatura, possiamo sognare. Di una cosa c’e’ comunque certezza: con Picchi, non rischieremmo certo di tornare agli aspetti “pittoreschi” dei tempi di Tremaglia…

La Novita’ di Berlusconi…

…e’ che a lui personalmente, delle opinioni degli elettori nei prossimi anni non potra’ importare meno, visto che per forza di cose non si ripresentera’ mai piu’ alle Politiche. Se cadesse questo Governo nuovo, infatti, nonostante la maggioranza schiacciante in entrambi le Camere, non potrebbe certo ricandidarsi.

E se il Governo andasse “a termine”, sara’ davvero troppo vecchietto per ricandidarsi nel 2013. Al massimo Silvio dovra’ manovrare per diventare Presidente della Repubblica, ma per quello occorre convincere i parlamentari, non i cittadini.

Queste “mani libere” sono una novita’ non necessariamente negativa, anzi. Roba da Principe della Politica (a termine, pero’). E infatti gia’ accenna a pianti e stridore di denti per rimettere a posto l’economia.

Come gia’ detto, aspettiamoci presto anche le prime manovre e scontri fra i Colonnelli dentro il PDL, adesso che al Capo non interessera’ di loro piu’ del necessario.

Elezioni 2008: Fra Radicali e PDL, Ho Fatto Quasi L’En-Plein

Con i Radicali nelle liste PD tutti eletti in Italia, e l’on. Guglielmo Picchi riconfermato alla Camera per il PDL in Europa, in queste elezioni ho fatto quasi l’en-plein dei “miei” candidati, con unico escluso l’avv. Raffaele Fantetti al Senato per il PDL in Europa (e’ comunque il primo dei non eletti, se non vado errato).

Alle prossime elezioni, mi vendero’ come portafortuna…

Elezioni 2008: Vincitori e Vinti

Berlusconi: Vincitore: Voleva stravincere, e ha stravinto. E’ riuscito a smentire ogni fantasia di rincorsa elettorale del PD, non ha problemi al Senato, e data l’eta’ non deve neanche preoccuparsi di essere rieletto.

PDL: Vincitore: Almeno per ora. Forniti i contentini giusti alla Lega, ogni progetto potra’ essere realizzato. Il problema pero’ e’ che i pidiellini, a differenza del Capo, dovranno affrontare nuove elezioni, prima o poi…quando comincera’, la guerra fra i Colonnelli?

Veltroni e il PD: un po’ Vincitori, un po’ Vinti: Come (segretamente ma non troppo) auspicato, ha evitato di prendersi la patata bollente di governare. Si e’ sbarazzato della truppa della falce e martello. Adesso ha tutto il tempo di fornire contenuti meno putrefatti del solito al suo sepolcro imbiancato. Pero’ ha perso un po’ tanto, contro Silvio, e la nottata del PD deve ancora passare.

Bossi e la Lega Nord: Vincitori fino a un certo punto. Un risultato elettorale schiacciante che sembra aver disorientato una dirigenza dalla parlantina roboante che pero’ deve ora superare “la strizza” di responsabilita’ precise nei confronti dell’elettorato. Il futuro e’ solo nel PDL, e lo capisce anche Bossi quando non perde occasione di manifestare ubbidienza a Berlusconi.

DI Pietro: Vincitore: Anche lui fino a un certo punto, in una situazione in cui i paralleli con la Lega si sprecano. “Obbligato” a confluire nel PD, perdendo un po’ di pezzi fra coloro che vogliono solo protestare. Attenzione a un altro ribaltone come quello di De Gregorio due anni fa, o a qualche passo falso di Di Pietro stesso obnubilato dal suo giustizialismo nell’appoggiare il Governo in qualche occasione contro il volere di Veltroni.

Rifondazione Comunista e affini, Bertinotti, Mussi, Giordano, etc: Vinti: Speriamo solo che in futuro mai piu’ ci sia chi governi la mattina per poi protestare contro il governo al pomeriggio. Invece di rifondare il comunismo, lo hanno sfondato per i secoli a venire.

Pecoraro Scanio e i Verdi: Vinti: Occuparsi di ecologia non e’ appannaggio della sinistra. E spingere l’ecologismo italiano nella sinistra estrema e’ stata una colossale stupidaggine.

Casini; un po’ Vincitore, un po’ Vinto: Puo’ gongolare quanto vuole con 36 deputati e 3 senatori, ma in un Parlamento polarizzato al massimo riuscira’ a “reggere il moccolo”. Se e’ scaltro rientrera’ nel PDL giusto in tempo per sgambettare Fini.

La Destra: Vinti: Si sono contati, e adesso sappiamo che non sono abbastanza.

Boselli e il PSI: Vinti: Tentennare fra il laicismo, i diritti civili e improbabili ritorni di fiamma con Craxi e De Michelis e’ un buon modo per finire nel dimenticatoio

Beppe Grillo e il voto di protesta: Vinti: Tanto rumore per nulla. E’ proprio vero che su Internet, ogni idiota puo’ radunare un esercito (finto).

E per finire:

Radicali Italiani: Vincitori: Per un caso di fortuna colossale, sono stati eletti tutti e 9 i Radicali nelle liste PD. Chi si contenta, gode: gli altri riflettano sul significato di rimaner fuori, a questo punto, dal PD stesso.

L’Economist Appoggia Berlusconi (forse, senza accorgersene)

Qualcuno prima di me ha detto che non esiste pubblicita’ negativa: perche’ chi si sgola per disprezzarti, in fondo, non fa che affermare la tua importanza. E il suo rispetto nei tuoi confronti.

E cosi’ l’Economist, che scende in campo questa settimana per dire la sua sulle elezioni italiane, praticamente (forse) senza accorgersene dice un po’ a tutti: votate Berlusconi!.

Cosa appare infatti addirittura sulla copertina dell’Economist del 5 Aprile 2008 in tutte le edizioni (USA, UKAsia/Pacifico, Europa)?  “Why Berlusconi is still unfit“, “Perche’ Berlusconi e’ ancora inadatto”  (a diventare Primo Ministro italiano, cioe’).

Sara’, ma vuole anche dire che a svariati milioni di lettori dell’Economist in tutto il mondo il nome “Berlusconi” proprio non potra’ sfuggire.

Si passa dunque all’interno, e fra gli editoriali (“Leaders”) ce n’e’, appunto, uno su Berlusconi. Il pezzo e’ a pagina 17, terzo di cinque e quindi sara’ fra i piu’ letti, anche da coloro che non hanno molto tempo per leggere un settimanale. Il titolo: “A Leopard, spots unchanged“, “Un Gattopardo, con le stesse macchie” (tutti i riferimenti a Tomasi di Lampedusa e alle “macchie” nel personaggio-Berlusconi, intensamente voluti dalla redazione dell’Economist…).

Sottotitolo: “Silvio Berlusconi has failed to show that he is any more worthy of leading Italy today than he was in the past“, “Silvio Berlusconi non e’ riuscito a dimostrare di essere in alcun modo piu’ degno di guidare l’Italia adesso di quanto lo fosse in passato“. L’editoriale poi si lancia nell’elenco delle solite storie di corruzione, falsi in bilancio, conflitti d’interesse.

Si noti pero’ la debolezza del ragionamento. L’Economist (gli articoli, come da tradizione, non sono mai firmati) ribadisce , come piu’ volte in passato, che Berlusconi non dovrebbe diventare Primo Ministro perche’ non ne e’ “adatto”, e non ne e’ “piu’ degno che prima”. Ma naturalmente non e’ questa, la domanda da porsi: in un sistema come quello italiano di oggi, invece di analisi per assoluti bisognerebbe chiedersi chi e’ relativamente “piu’ degno” e “piu’ adatto” a guidare l’Italia, fra Berlusconi e gli altri candidati alla Presidenza del Consiglio.

Di tutti quelli, nell’editoriale dell’Economist, non e’ dato sapere: tranne che per una fugace e totalmente immotivata richiesta di votare per il maggiore rivale di Berlusconi, proprio in fondo all’articolo (e quasi invisibile, dunque, visto che e’ posta la’ dove si sa che meno lettori arrivano).

Ma andiamo oltre: a pagina 51, nella sezione “Europa” i lettori proprio interessati trovano un articolo sui progetti per l’economia italiana da parte del Popolo delle Liberta’ e del Partito Democratico (un pezzo giustamente pessimista, se me lo chiedete): “Rival plans – Both main parties have similar plans – but neither is bold enough“, “Progetti rivali – Entrambi i partiti principali hanno progetti simili – ma nessuno dei due e’ abbastanza coraggioso“.

Di nuovo, il nome di Berlusconi e’ ripetuto spesso (6 volte, contro le 4 di Veltroni). Anche nella colonna accanto, dedicata alla pittoresca storia di Giuseppe Pizza, si parla di Berlusconi (e di Casini), non di altri.

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Nell’archivio dell’Economist, da Gennaio 2008 ad oggi ci sono 9 articoli che menzionano Veltroni. Ci sono ben 18 articoli (il doppio!) che parlano di Berlusconi.

Fossi in Silvio, chiuderei le vecchie azioni legali contro il settimanale londinese, e direi: Thank you, Mr Economist!!!

Fantetti (Candidato PDL Europa) – “Il Problema? I Sindacati”

Alcuni appunti tratti dalle dichiarazioni di Raffaele Fantetti, Candidato PDL al Senato per la Circoscrizione Europa, al dibattito “Eppur Si Muove“, organizzato da Demos e Vision per l’1 Aprile 2008 a Londra:

– “Ho l’opportunita’ particolare di rappresentare gli italiani all’estero

– “Sono residente a Londra dal 1993

– “Ho fondato il periodico ‘Pensiero Londinese’ nel 1995

– “Non c’e’ bisogno di replicare le polemiche italiane all’estero

– “Da fuori, l’immagine dell’Italia e’ danneggiata: danneggiata dai sindacati. Il Regno Unito e’ passato per questa fase drammaticamente al tempo della Thatcher

– “In Italia i sindacati sono ancora sovrarappresentati sia nel settore
pubblico che in quello privato. E poi continua ad esserci un serio problema nella gestione della c.d. Giustizia

– “E quindi manca la meritocrazia, e aumenta la gerontocrazia

– “Il 53% degli italiani all’estero ha meno di 43 anni. Questo vuol dire
che tante forze del lavoro devono emigrare. La stessa Lanzillotta (che
avrebbe dovuto essere qui) ha visto la sua proposta di legge di
liberalizzazione dei servizi municipali bocciata dalla sua maggioranza,
perche’ andava contro gli interessi dei sindacati. I sindacati sono
ancora la base di potere del PD

-“Dall’Economist sono arrivate sempre molte, troppe critiche a Silvio Berlusconi. Non hanno mai considerato perche’ il 50% degli italiani lo vota in maniera consistente?

– “E’ curioso notare che quando Prodi era alla Commissione EU,
l’Economist lo criticava, ma in maniera ipocrita poi lo ha appoggiato
quando ha deciso di tornare ad essere Primo Ministro

– “Ad alcuni (non noi) in Italia piace dipingersi a tinte fosche, peggio di com’e’ in realta’. Non c’e’ bisogno di fare una lista di cosa e’ sbagliato a
destra o a sinistra. Il PD non puo’ fare le riforme necessarie. E’ tempo di far tornare al potere il centro-destra

– “La questione gerontocratica non e’ solo un problema di Silvio Berlusconi

Dichiarazioni di Veltroni a Radio24

Dichiarazioni di Walter Veltroni ospite oggi di Radio24 (“Viva Voce“, 9-10AM ora italiana; domani tocca a Berlusconi, stessa ora):

(a) menziona continuamente “Destra” intendendo “PDL” in contrapposizione a “Progressisti, Democratici”

(b) dice “I leaders europei hanno la mia eta'” e fa continui riferimenti a “negli altri Paesi europei”

(c) dice “Non abbiamo l’alibi della coalizione, non siamo una melassa”. indica poi “Guardate alla sarabanda [di opinioni] sull’immigrazione, nella Destra”

(d) un po’ di accuse: “Berlusconi sull’impossibilita’ del duello televisivo in base alla legge, ha detto un falso”. “L’Italia e’ in una gelatina da 15 anni” (da Tangentopoli). “La Destra e’ stata gia’ sperimentata”. “L’immagine di Berlusconi discredita l’Italia sui giornali stranieri”.

(e) dice “A Prodi il merito del risanamento finanziario”

(f) messo finalmente di fronte a una domanda chiara cui era necessaria una risposta chiara, ha detto: “Fecondazione assistita? Occorre salvaguardare la laicita’ dello Stato, ma trovare una sintesi” (senza indicare quale)

Osservatorio sulla Campagna Elettorale

Ricevo e rimando

-OSSERVATORIO SULLA CAMPAGNA ELETTORALE-

Il Centro d’ascolto dell’informazione radiotelevisiva insieme a RadioRadicale.it hanno lanciato il sito “Conoscere X deliberare” all’indirizzo

http://elezioni2008.radioradicale.it/

Grazie alla sinergia tra i servizi di informazione di interesse pubblico offerti dai due soggetti, ogni giorno potranno essere confrontati gli eventi della campagna elettorale, pubblicati in audiovideo nella loro integralità senza alcuna mediazione giornalistica, e la loro rappresentazione sui telegiornali.

Sarà accessibile anche il calendario, che consente di avere uno sguardo sui principali avvenimenti, e di poter ricostruire la campagna giorno per giorno.

Si potranno selezionare eventi in audiovideo e notizie dei telegiornali per ogni candidato premier, coalizione o partito politico candidato alle prossime elezioni.

Sul sito saranno accessibili anche altre risorse, tra cui il blog del Centro d’Ascolto dell’Informazione Radiotelevisiva dove vengono pubblicati giornalmente i dati sulle presenze politiche nelle trasmissioni di approfondimento con gli indici di ascolto medio ricavati dall’Auditel.

Possibile anche l’interazione da parte degli utenti, che potranno pubblicare video, interventi e segnalazioni attraverso Fai notizia, il sito di giornalismo partecipativo di Radio Radicale.

Fin dal 1976 Radio Radicale ha documentato la vita politica italiana integralmente e senza filtri. Questa linea editoriale ha consentito di rendere disponibili online su www.radioradicale.it 114.848 audiovideo, 147.066 oratori, 4.276 organizzazioni, 19.336 sedute del Parlamento, 6.501 processi.

Il Centro d’Ascolto dell’Informazione Radiotelevisiva nasce il 20 febbraio del 1981 da un’idea di Marco Pannella. Dagli inizi degli anni ’80 ad oggi, il Centro d’ascolto ha ininterrottamente schedato e archiviato tutti i notiziari e le trasmissioni di informazione delle televisioni nazionali. Dal 2006 pubblica una rassegna video online di tutti i telegiornali delle reti televisive nazionali.

Londra: Champagne Reception con l’On. Guglielmo Picchi

Ricevo e rimando:

Champagne Reception con l’On. Guglielmo Picchi

Incontro centrale della campagna elettorale del PdL a Londra

venerdì 28 Marzo 2008 – ore 19.00
Arts Club – 40 Dover Street, London W1S 4NP
(traversa di Piccadilly, underground: Green Park)

Si prega di confermare la presenza rispondendo per e-mail a segreteria@picchi.info

Champagne & canapés

RSVP

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To: Donald J Stewart, 90 Ebury Street , Lon d on , SW1W 9QD

* Please send ……… tickets for the Champagne Reception

28th March @ £30 each for which I/we enclose a cheque for £………..

* I/We cannot attend but enclose a donation of £ …..…….

(Please make cheques payable to CLWCA)

Name: _____________________________________________________

(Block capitals please)

Address: _____________________________________________________

_______________________________ Tel. No: _____________________

Email: ________________________________________________________

Delete as appropriate

Tentennamenti al Corriere riguardo Berlusconi

Un’inusuale larghezza di vedute quest’oggi sulla prima pagina del Corriere della Sera online:

(1) (in grande) “Berlusconi-precari è bufera. Veltroni: lontano da giovani

(2) (quasi come fosse un dettaglio minore) “Battuta in tv a una precaria: «Sposi mio figlio». E lei: «Potrei votarlo»” (dove si legge che la precaria, al secolo Perla Pavoncello, ha interpretato la battuta in maniera scherzosa. E quindi perche’, la “bufera”?)

(3) (subito dopo) “Il kit di Silvio ai candidati: Walter è come Stalin” (articolo che, a leggerlo, e’ molto meno critico di quanto parrebbe dal titolo)

L’impressione e’ che al Corriere ci sia un “desiderio di Veltroni” che pero’ non si e’ ancora completamente materializzato.

Su “La Repubblica”, invece, dove problemi del genere non esistono, Curzio Maltese dimostra al mondo di non aver capito ancora niente del fenomeno-Berlusconi.