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Al Solito, Beppe Grillo Non Capisce Un Bel Niente

Adesso la crociata di Grillo e’ “a favore degli azionisti“. E cosa chiede? Che vengano pubblicati gli elenchi dei “pregiudicati” e di quelli “in attesa di giudizio” al comando delle aziende quotate in Borsa.

Ma questi azionisti non sono capaci di ragionare da soli? E investono senza informarsi?

Sara’ un caso ma tutte le vote che Grillo parla di qualcosa che gia’ conosco, non fa che dire stupidaggini.

Del Turco: Tre Hurra’ Per L’On. Mantini…

…e un bel “gesto dell’ombrello” a tutti gli assetati di sangue, inclusi Di Pietro a Grillo!

2008-07-15 14:42

Mantini incontra Del Turco,sta bene

Deputato del Pd, e’ preoccupato per i problemi della sanita’

(ANSA) – SULMONA (L’AQUILA), 15 LUG – ‘L’ho trovato bene, ironico e preoccupato per i problemi della sanita’, cosi’ l’on Mantini (Pd) dopo l’incontro con Del Turco. Contrariamente alle indicazione che arrivavano dalla Procura di Pescara secondo cui era stato impartito il divieto di incontrare Del Turco -in isolamento per 3 giorni- Mantini ha aggirato l’ostacolo ed e’ andato a Sulmona ‘in ispezione’ per controllare le condizioni dei reclusi nel carcere di Sulmona dove negli ultimi tempi ci sono stati troppi suicidi.

Cento Anni di Berlusconi (W Mara Carfagna)

A Berlusconi, dopo lo schifo che e’ successo oggi con Grillo, Di Pietro e la Guzzanti al “No Cav Day”, chi lo toglie piu’?

Ho fatto davvero bene a non votare PD, almeno io non ho niente a che fare con quei luridi che continuano a ricamare su un’accusa contro il Ministro Carfagna, accusa da cui lei non puo’ difendersi in alcun modo. In inglese si chiama “character assassination”, ed e’ qualcosa di cui tutti dovrebbero avere paura e ribrezzo.

La Guzzanti insulta la Carfagna – “E’ uno sfregio che sia ministro”

ROMA – “A me non me ne frega niente della vita sessuale di Berlusconi ma tu non puoi mettere alle Pari opportunità una che sta lì perché t’ha succhiato l’uccello, non la puoi mettere da nessuna parte ma in particolare non la puoi mettere alle Pari opportunità perché è uno sfregio”.

Quella di Sabina Guzzanti contro Mara Carfagna è probabilmente l’invettiva più insultante e violenta della sua lunga e controversa carriera. L’attrice partecipa alla manifestazione “No Cav” di piazza Navona, sale sul palco e si scatena in un attacco furibondo contro la ministro delle Pari opportunità, il cui nome era circolato nei giorni scorsi a proposito delle intercettazioni “calde” che coinvolgevano il presidente del Consiglio.

Nel mirino, però, ci sono anche Papa Ratzinger, che “fra vent’anni sarà all’inferno, tormentato da diavoloni frocioni”, e Lamberto Dini, perché a suo guidizio “hanno accusato la sinistra radicale e Clemente Mastella ma è stato Dini a far cadere il governo, probabilmente come ex direttore della Banca d’Italia tiene qualcuno per le palle”. Ce n’è anche per Walter Veltroni, “che prima dice ‘non delegittimiamo le persone’, poi però a Berlusconi non lo chiama mai per nome, come Emilio Fede quando fa finta di non ricordare chi siano le persone di cui parla, non è una tecnica che mostra rispetto”. […]

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No Cav Day, il Pd contro Grillo – “Lasci stare Napolitano”

ROMA – “La manifestazione è stata più contro il Quirinale e il Partito Democratico piuttosto che contro Berlusconi. Gli insulti di Grillo e Travaglio al PD non ci sorprendono e non sono nuovi”. Il segretario del Partito democratico Walter Veltroni prende le distanze dal No Cav day. “Quello che è per me intollerabile – dice il leader dell’opposizione – è ascoltare gli attacchi al capo dello Stato. Giorgio Napolitano sta garantendo, in un momento difficile, il rispetto della Costituzione con rigore e determinazione. Le sue scelte sono e saranno da noi condivise”.

Forcaioli Antiberlusconiani, o La Miseria degli Italiani

Con il turbinio di indagini, processi, accuse e rivelazioni intorno a Silvio Berlusconi, e in vista della manifestazione nazionale proclamata per l’8 luglio “contro le leggi-vergogna“, di una cosa si puo’ ormai stare sicuri: nell’opposizione c’e’ un gruppo fra l’assetato di sangue e l’ingenuo, determinati senza volerlo a dimostrare al mondo la loro miseria politica.

Se infatti ci sarebbe molto da dire sull’abuso delle intercettazioni telefoniche, che ormai vengono pubblicate anche quando non c’entrano assolutamente niente con il corso di un processo giudiziario, e si puo’ solo stendere un velo pietoso sulla vicenda di quel Ministro accusata di qualcosa da cui non puo’ e non potra’ mai difendersi, proprio non si puo’ tacere sul fatto che tutto cio’, cosi’ come i girotondi di una volta, e poi il grillismo e il travaglismo, e la forcaiolita’ targata Di Pietro, sono il segno piu’ evidente che c’e’ chi si sente assolutamente privo di qualunque potere politico “classico” di qualunque forma, e quindi nella propria miseria si riduce a manifestare ogni tanto, e a ricercare morbosamente il “peccato del politico” praticamente tutti i giorni.

E non fara’ ancora piu’ pena vedere la’ in mezzo gente come l’Annunziata e l’ex-ministro Parisi, come se loro stessi fossero determinati nel mostrare che non ci sia altro modo di fare opposizione in Italia? Professionisti dell’indignazione, si agiteranno senza ottenere niente, e senza alcuna speranza di ottenere niente, e l’unica vera possibilita’ che qualcuno fra la folla fomentata decida di tornare alla “lotta armata”, per un’altra revolutio interrupta di lutti inutili.

Il PD alleandosi elettoralmente con l’IdV insomma e’ riuscito, nella piu’ classica manovra della sinistra italiana, a mettere in buona luce il Governo, nonostante tutti i difetti dell’attuale Primo Ministro. Complimenti.

Contro il Ribellismo, Un Nuovo Antifascismo Per il XXI Secolo

Il sito Peacelink ha pubblicizzato una straordinaria serie di lettere scritte dal giornalista Paolo Barnard, riguardo la situazione italiana: straordinaria perche’ Barnard, lungi dal cantare con il coro, mette il coltello nella piaga (e lo gira vistosamente) dei difetti dei Grillini, dei Travagliati, dei fissati con Report, di tutti coloro insomma che pensano che andare a sentire dei tizi che fanno per mestiere la lagna e la denuncia, serva davvero a risolvere anche uno solo dei loro problemi.

Barnard, che decisamente non e’ un Masaniello, va al di la’ della moda del momento, e indica chiaramente chi dovrebbe fare una seria autocritica: ciascun Cittadino Italiano,

i milioni di bravi cittadini che evadono più di 270 miliardi di euro all’anno, quelli che fanno politica una volta ogni cinque anni, […] quelli che, e parlo ora delle adoranti folle del V-day, si sentono ‘belle anime’ in lotta per Un Mondo Migliore perché si riversano nelle piazze ad applaudire l’istrione egomaniacale di turno […]

In un eccezionale momento di consapevolezza, Barnard invita invece ciascuno a

farsi carico dei propri talenti [e] delle proprie responsabilità [per] poi accettare ciascuno di noi di pagare ogni prezzo lungo la strada per un mondo migliore [con il fine di] divenire in altre parole cittadini adulti […] senza guru e senza vip

Barnard si chiede infatti, retoricamente:

a cosa cavolo sta servendo la compulsiva aggiunta di denunce a denunce, di indignazione a indignazione […]

[Grillo, Travaglio, etc] hanno dato l’avvio in Italia a una forsennata industria della denuncia e dell’indignazione, ovvero la febbre della denuncia dei misfatti politici a mezzo stampa o editoria, con tanto di pubblici inquisitori che ne sfornano a ritmo incessante, nella incomprensibile convinzione che aggiungere la cinquecentesima denuncia alla quattrocentonovantanove in un martellamento ossessivo serva a cambiare l’Italia. […]

Lo sappiamo già alla nausea cosa non va, basta […] 

 

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Neanche Barnard e’ da prendere come il Prossimo Guru, il mago che migliorera’ l’Italia con la bacchetta magica.

Prima di tutto per motivi naturalissimi, perche’ Barnard non viene da un altro pianeta, ed e’ intriso anch’egli di un certo modo di pensare: a cominciare dalla inutilmente tragicissima descrizione della situazione economica e di corruzione nel Bel Paese (manco fosse un incrocio fra lo Zimbabwe e la Corea del Nord):

Sapete perché la situazione è disperata? Non perché abbiamo a che fare con la meschinità, corruttela, avidità, vippismo, disonestà del Sistema, ma perché il Movimento che voleva quell’Altro Mondo Possibile è anch’esso miserabilmente meschino, corrotto, avido, Vip, disonesto, e cioè qualitativamente identico al Sistema che vorrebbe contrastare

Ci sono anche delle note elitiste, quasi da “Migliorismo”, che se fossero vere consegnerebbero all’inutilita’ ogni sforzo di cambiamento:

il 99% degli italiani che votano e consumano ci ignorano totalmente, perché li abbiamo abbandonati, abbandonati alla comunicazione di chi invece ha lavorato 24 ore su 24 per 35 anni per parlargli, di chi si è mischiato fra di loro e li ha ipnotizzati, e cioè le destre neoliberali

Li’ Barnard aggiunge addirittura un’improvvida e controproducente deumanizzazione del “nemico”:

le destre neoliberali grandi promotrici dell’Esistenza Commerciale e della Cultura della Visibilità [comandate da un] Potere [che ha annullato] ogni individualismo fra i potenti, […] immensamente competente, sempre silenzioso, […] con a disposizione i cervelli più abili del pianeta e mezzi colossali

Non ha molto senso chiedere di sviluppare la propria individualita’ per lottare contro un inumano “Potere” che avrebbe masticato “i potenti” e “i cervelli piu’ abili” (i quali evidentemente non sarebbero ne’ potenti, ne’ abili).

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Ma queste sono pecche secondarie; l’argomento piu’ importante riguarda la necessita’ di:

divenire ciascuno singolarmente il Personaggio di se stesso, il Leader di se stesso, il Travaglio-Grillo-Ciotti-Zanotelli ecc. di se stesso….Ciascuno di noi sul proprio palco […] non importa quanto colti, quanto intelligenti, quanto connessi, poiché l’unico motore del nostro agire [deve] essere la fede nell’insostituibile importanza di ciascuno di noi […]

[Occorrerebbe] la nascita di un insieme di cittadini capaci di agire sempre, indipendentemente da qualsiasi cosa, capaci di combattere anche da soli, anche in assenza dei trascinatori, per sé e con sé, dunque potenti, affidabili e durevoli, sani in una dialettica sociale sana. Gente in grado di analisi attente e indipendenti di ogni evento, alla ricerca della giusta soluzione, e che mai si farebbe trascinare dall’errore fatale dell’adesione acritica all’analisi di qualcun altro. Questo avrebbe fatto tremare i palazzi, questo li avrebbe spazzati via, questo e solo questo avrebbe cambiato la nostra Italia

E perche’? Perche’ “il giusto che [Grillo, Travaglio, etc] invocano e operano è ben poca cosa di fronte al danno che nell’insieme (e più o meno consapevolmente) essi causano attraverso l’annullamento di così tanti”

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E’ ovvio che se ognuno ragiona con la propria testa come auspicato da Barnard, non e’ detto che tutti saranno d’accordo su tutto. Semmai accadra’ il contrario: persone perfettamente ragionevoli ed assolutamente etiche sono comunque dotate di sensibilita’ diverse, e se arrivano a conclusioni contrastanti se non assolutamente opposte (io, per esempio, ho la sensazione di non avere molto in comune con il pensiero politico-economico di Barnard) non c’e’ da gridare all’eresia o allo scandalo, ma anzi occorrerebbe celebrare la diversita’ e la ricchezza dello spirito umano.

E qual’e’ il contrario di tutto cio’? L’omologazione, il Pensiero Unico, la lotta contro ogni dissidenza, la demonizzazione di chi non “canta con il coro”. La perdita della propria identita’ nel mare della “massa”, per divenire indistinguibile nel mucchio.

Come una paglia in un fascio. L’alternativa all’essere “leader di se stessi” e’ il Fascismo (mussoliniano, leninista, “di destra” o “di sinistra” che sia).

Barnard, forse anche senza accorgersene, ha descritto le basi per un Nuovo Antifascismo, non piu’ fissato con il contrastare le idee di Benito, ma forte abbastanza da chiamare per quello che sono tutti i movimenti di massa (inclusi quelli che si dichiarano antifascisti per impedire la libera espressione delle idee altrui)

ci stiamo facendo annullare dai metodi e dalle strutture di rapporto di alcune personalità divenute nostri leader, e dal fumo negli occhi che costoro sono riusciti a soffiarci. Siamo ridotti oggi a poca cosa, ci stiamo auto consegnando all’irrilevanza, nonostante l’apparenza sulla superficie sembri dimostrare l’esatto contrario […] Essi di fatto svuotano l’Io dei loro seguaci impedendogli di divenire singole entità autonome e potenti […] più sapere, capacità, importanza, carisma, coraggio e visibilità noi gli attribuiamo meno ne attribuiamo a noi stessi […].

Riguardatevi la folla del V-day di Bologna e ragionate solamente su tutte quelle mani alzate e sulle ovazioni. Cosa trasmettevano se non una colossale attribuzione di potere a coloro che cavalcavano quel palco? […]

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DI critiche nel testo di Barnard non c’e’ davvero risparmio:

Marco Travaglio nel 2006 ha scritto e detto che è impossibile che in Tv possa stare chiunque sia libero, che questo è assolutamente impensabile perché “chi non ha il guinzaglio in televisione in questo momento non lavora e chi ci lavora in un modo o nell’altro un suo guinzaglio ce l’ha…”…Non avete visto che costui oggi è in Tv a ritmo continuo? Non vedete contraddizioni? E’ cambiata la RAI di colpo? […]

Non vi state accorgendo che Grillo sta riportando l’Inquisizione in Italia? Laica, ma sempre inquisizione è, urlata nelle piazze e nei palazzetti dello sport, nei siti. Cosa facciamo a urli, sparate di certezze assolute e bava alla bocca? […]

[E’] inammissibile [la] retorica sull’esistenza di un presunto ‘regime’ in Italia, che offende la memoria dei milioni che sono morti sotto le vere torture nelle vere carceri dei veri regimi, e che espone la frode di certi nostri attuali ‘oppositori del regime’ perennemente in prima serata Tv, o nei salotti letterari, o nelle piazze o sui maggiori quotidiani nazionali, quando non mi risulta che Steve Biko o Santiago Consalvi o ancor prima Gramsci o i fratelli Rosselli si siano mai opposti in quel modo ai rispettivi regimi […]

[Da notare anche] gli insulti a raffica come strumento dialettico del nuovo Guru, in totale sintonia con le dialettiche ‘celoduriste’  [e] il pressappochismo delle denunce, le sparate nel mucchio, l’urlo come garante di affidabilità di un’affermazione, che ha rimpiazzato del tutto l’analisi critica con cui dovremmo sezionare ciascuna affermazione prima di promuoverla a verità. E tanto, tristemente, altro […]

questo modo di agire serve a giustificare (oltre agli incassi degli autori) l’auto assoluzione di masse enormi di italiani, noi italiani come sempre entusiasti di incolpare qualcun altro, e mai noi stessi e la nostra becera inerzia, per ciò che accade. E badate bene che è proprio questa auto assoluzione scodellataci dai nostri Personaggi che ci annulla ulteriormente, poiché ci impedisce di imbatterci nell’unica verità in grado di farci agire, e cioè che alla fine della strada la responsabilità ultima per tutto quello che accade di sporco e corrotto in questo Paese è nostra. Direbbe Truman: The buck stops here.

 

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L’ultima espressione significa in pratica: basta con gli scaricabarile. Se l’Italia e’ quella che e’ la colpa e’ di ciascuno degli Italiani.

A quando allora un V-Day dove campeggi un enorme specchio, o una tappa dello spettacolo teatrale di Travaglio con le facce degli spettatori in bella mostra su uno schermo?

Temo invece che non accadra’ mai. E continueremo nella nostra miseria del lamento di chi, nel traffico piu’ caotico, si pensa piu’ furbo a tagliare la strada agli altri e a passare con il rosso.

Come disse qualcun’altro: un popolo che se sopporta sbaglia e se si ribella sbaglia in altro modo.

La Casta degli Italiani

Non quella “dei politici”, ma quella ben piu’ colpevole e che dubito fortemente voglia davvero cambiare una situazione di cui si lagna cosi’ tanto

La vera Casta in Italia sono i milioni di bravi cittadini che evadono più di 270 miliardi di euro all’anno, quelli che fanno politica una volta ogni cinque anni, quelli che ogni cinque anni consegnano masse di potere a pochi rappresentanti e poi si occupano solo dei fatti propri (come affidare a un bambino le chiavi del magazzino della Nutella e non controllarlo più, e poi lamentarsi che il bimbo ha finito col papparsela tutta).

Ma anche quelli che, e parlo ora delle adoranti folle del V-day, si sentono ‘belle anime’ in lotta per Un Mondo Migliore perché si riversano nelle piazze ad applaudire l’istrione egomaniacale di turno, ma che chissà perché non compaiono mai nei luoghi del grigio vivere quotidiano a fare il lavoro noioso, paziente, un po’ opaco dell’impegno civico, del controllo sui poteri, della partecipazione continua, del reclamo incessante di standard morali e democratici, e della creazione di consenso fra la vera Casta.

(testo estratto da una lettera di Paolo Barnard, su cui tornero’ a breve. E no, non sono d’accordo su tutto quello che scrive…)

Cari Grillo e Travaglio, Informare Non Basta

Tanto entusiasmo fra Grillini e Travagliati (e non solo) riguardo la trasparenza dell’informazione, la quale permetterebbe ai “cittadini [di] formarsi una loro opinione e decidere con la loro testa“. Ad esempio sugli inceneritori.

Naturalmente non sono in disaccordo: diciamo magari che non mi faccio incantare. Perche’ informare non basta: altrimenti con internet e Google, saremmo tutti candidati Premi Nobel.

Come disse Thomas B Macaulay, “la mezza conoscenza e’ peggiore dell’ignoranza“.

Appoggiarsi solo sull’informazione, infatti, fa correre il rischio di dipendere completamente da chi distribuisce tale informazione: incluse, per esempio, le mezze verita’ di un Travaglio che dice che Castelli e’ stato condannato a risarcire 98mila euro dalla Corte dei Conti, che ha davvero chiesto quei soldi: ma il procedimento giudiziario e’ solo agli inizi, e l’ex-Ministro della GIustizia ha bene il diritto di contestare quella richiesta.

Cio’ che manca, quando si fa informazione, e’ l’educazione: la quale dovrebbe in primo luogo essere l’educazione di se stessi, perche’ senza gli strumenti necessari si possono prendere grandi abbagli o, appunto, si rischia di essere tirati per il naso da questo o quel manipolatore di popoli.

Altro che “decidere con la propria testa”…

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L’esempio dell’epidemiologia l’ho gia’ fatto: quando un Montanari o un Grillo si dicono allarmati per un aumento del 16% di questa o quella malattia nei pressi di un inceneritore (=informazione), e’ evidente che per mancanza di tempo o voglia o peggio non si rendono conto che anche un aumento del 100% potrebbe al massimo essere caratterizzato come un “debole collegamento” (=educazione).

Un altro esempio riguarda la circolazione stradale: si possono fare molti sforzi per riempire i centri abitati di cartelli che indichino il divieto di procedere a piu’ di 50km/h (=informazione). Ma quanti sanno che quel limite e’ stato scelto perche’, ad andare solo leggermente piu’ veloci, il numero di morti fra i pedoni aumenta a dismisura (=educazione)?

E che dire del monossido di di-idrogeno, mortale alla respirazione, distruttore della superficie terrestre e fondamentale nella formazione delle piogge acide (=informazione)? Peccato che si tratti della comunissima acqua (H2O) (=educazione).

Altri esempi di “seminformazione” su questa pagina.

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E’ questa, forse, la grande tragedia di Internet: la capacita’ di seppellire i suoi navigatori di informazione, spesso pero’ senza alcuna possibilita’ di convertire tutto cio’ in quella comprensione necessaria affinche’ i “cittadini [possano] formarsi una loro opinione e decidere con la loro testa“.

Elezioni 2008: Vincitori e Vinti

Berlusconi: Vincitore: Voleva stravincere, e ha stravinto. E’ riuscito a smentire ogni fantasia di rincorsa elettorale del PD, non ha problemi al Senato, e data l’eta’ non deve neanche preoccuparsi di essere rieletto.

PDL: Vincitore: Almeno per ora. Forniti i contentini giusti alla Lega, ogni progetto potra’ essere realizzato. Il problema pero’ e’ che i pidiellini, a differenza del Capo, dovranno affrontare nuove elezioni, prima o poi…quando comincera’, la guerra fra i Colonnelli?

Veltroni e il PD: un po’ Vincitori, un po’ Vinti: Come (segretamente ma non troppo) auspicato, ha evitato di prendersi la patata bollente di governare. Si e’ sbarazzato della truppa della falce e martello. Adesso ha tutto il tempo di fornire contenuti meno putrefatti del solito al suo sepolcro imbiancato. Pero’ ha perso un po’ tanto, contro Silvio, e la nottata del PD deve ancora passare.

Bossi e la Lega Nord: Vincitori fino a un certo punto. Un risultato elettorale schiacciante che sembra aver disorientato una dirigenza dalla parlantina roboante che pero’ deve ora superare “la strizza” di responsabilita’ precise nei confronti dell’elettorato. Il futuro e’ solo nel PDL, e lo capisce anche Bossi quando non perde occasione di manifestare ubbidienza a Berlusconi.

DI Pietro: Vincitore: Anche lui fino a un certo punto, in una situazione in cui i paralleli con la Lega si sprecano. “Obbligato” a confluire nel PD, perdendo un po’ di pezzi fra coloro che vogliono solo protestare. Attenzione a un altro ribaltone come quello di De Gregorio due anni fa, o a qualche passo falso di Di Pietro stesso obnubilato dal suo giustizialismo nell’appoggiare il Governo in qualche occasione contro il volere di Veltroni.

Rifondazione Comunista e affini, Bertinotti, Mussi, Giordano, etc: Vinti: Speriamo solo che in futuro mai piu’ ci sia chi governi la mattina per poi protestare contro il governo al pomeriggio. Invece di rifondare il comunismo, lo hanno sfondato per i secoli a venire.

Pecoraro Scanio e i Verdi: Vinti: Occuparsi di ecologia non e’ appannaggio della sinistra. E spingere l’ecologismo italiano nella sinistra estrema e’ stata una colossale stupidaggine.

Casini; un po’ Vincitore, un po’ Vinto: Puo’ gongolare quanto vuole con 36 deputati e 3 senatori, ma in un Parlamento polarizzato al massimo riuscira’ a “reggere il moccolo”. Se e’ scaltro rientrera’ nel PDL giusto in tempo per sgambettare Fini.

La Destra: Vinti: Si sono contati, e adesso sappiamo che non sono abbastanza.

Boselli e il PSI: Vinti: Tentennare fra il laicismo, i diritti civili e improbabili ritorni di fiamma con Craxi e De Michelis e’ un buon modo per finire nel dimenticatoio

Beppe Grillo e il voto di protesta: Vinti: Tanto rumore per nulla. E’ proprio vero che su Internet, ogni idiota puo’ radunare un esercito (finto).

E per finire:

Radicali Italiani: Vincitori: Per un caso di fortuna colossale, sono stati eletti tutti e 9 i Radicali nelle liste PD. Chi si contenta, gode: gli altri riflettano sul significato di rimaner fuori, a questo punto, dal PD stesso.

Tibet: Oltre il Boicottaggio

Dal Messaggero, un’intervista per capire perche’ “boicottare i Giochi Olimpici“, qualunque sia la situazione in Tibet, non sia una scelta particolarmente saggia:

Nel 1980 non potè partecipare alle Olimpiadi a Mosca e oggi afferma che quel «boicottaggio non servì a nulla». Secondo Daniele Masala, glorie dell’atletica leggera italiana, «si fa presto a dire boicottiamo: ma le ragioni di chi suda, si sacrifica e trascorre la breve vita sportiva con il solo obiettivo di andare ai Giochi, le valutate? E soprattutto: alla causa dei diritti umani serve non andare alle Olimpiadi di Pechino?». Nel 1980 la soluzione trovata in Italia per non andare a pieno titolo a Mosca (i sovietici avevano invaso l’Afghanistan, gli Usa premevano per il boicottaggio) fu quella di inviare una squadra chiamata «Coni» e di lasciare a casa gli atleti militari. E lui, che era un poliziotto, restò a Roma pur essendo il favorito nella prova di pentathlon moderno. «E nel mondo – spiega – dopo tutto andò come se il boicottaggio non ci fosse mai stato». E la mancata partecipazione fu un duro colpo: «Smisi per 4-5 mesi di allenarmi, volevo cambiare vita: ero tristissimo». «Non possiamo fare dei Giochi una grande festa mentre i cinesi uccidono i monaci tibetani e giustiziano la gente. Noi dobbiamo andare, gareggiare e mentre ci premiano mandare il messaggio forte: siamo contro le esecuzioni capitali, siamo contro l’invasione in Tibet. E se proprio dobbiamo punire qualcuno, boicottiamo il Cio che questa sede l’ha scelta. Lasciamo in pace atleti e tecnici».

Da Dharamsala, intanto, un appello da parte dell’On. Sergio D’Elia, gia’ li’ da alcuni giorni dimostrando quindi che qualcuno si occupava del Tibet anche in tempi non sospetti:

TIBET: SERGIO D’ELIA CHIEDE CHE IL PARLAMENTO DISCUTA LA DRAMMATICA EMERGENZA

Dharamsala, 16 marzo 2008

COMUNICATO STAMPA

Sergio d’Elia, deputato radicale, ha inviato la seguente lettera ai Presidenti della Camera e del Senato e ai Presidenti delle Commissioni esteri

Dharamsala 15 marzo 2008

Alla c. a.
Presidente del Senato Franco Marini
Presidente della Camera dei Deputati Fausto Bertinotti
Presidente della Commissione esteri del Senato Lamberto Dini
Presidente della Commissione esteri della Camera Umberto Ranieri

Cari Presidenti,

come forse saprete sono a Dharamsala insieme ai Vice Presidenti del Partito Radicale Nonviolento, Matteo Mecacci e Marco Perduca, per sostenere la causa tibetana che in queste ore vede un drammatico sviluppo per quanto sta accadendo purtroppo in Tibet.

Lo scorso 10 marzo abbiamo partecipato alle cerimonie ufficiali del Governo tibetano in esilio nel corso delle quali sono intervenuti il Dalai Lama, Karma Chopel, Presidente del Parlamento Tibetano e Samdhong (Lobsang Tenzin) Rinpoche, Primo Ministro del Governo tibetano in esilio.

Con il Presidente del Parlamento ed il Primo Ministro abbiamo avuto anche incontri ufficiali ed un lungo colloquio nei giorni scorsi nel corso del quale abbiamo insieme approfondito l’analisi dell’iniziativa lanciata da Marco Pannella, nel quadro del Primo Satyagraha Mondiale per affermare “ovunque, a livello istituzionale e personale, per tutte e tutti” il valore, troppo spesso smarrito, della “parola data” e dei patti, nei rapporti internazionali e personali, obiettivo che coinvolge naturalmente anche la realtà italiana e globale, per dare una soluzione politica strutturale alle crisi dello Stato di Diritto, della democrazia e dei diritti umani.

Il 10 marzo, in omaggio anche della qualità di parlamentare italiano, membro della Commissione esteri della Camera dei Deputati, ho avuto l’onore di aprire la Marcia nonviolenta partita da Darmanshala fino al Tibet in occasione dell’anniversario della rivolta nonviolenta tibetana del 1959 contro l’occupazione cinese. Tale manifestazione nei giorni successivi è stata interrotta dalle autorità indiane con un fermo di polizia di 14 giorni a 100 monaci, attualmente nel centro di detenzione di Yateri Niwas, per essersi rifiutati di firmare un impegno a non proseguire la Marcia.

Ritengo opportuno e urgente che il Parlamento italiano trovi il modo di discutere quanto sta avvenendo in Tibet ed anche in altre regioni cinesi, dove pure si consumano gravi violazioni dei diritti umani come nei confronti degli uiguri del Turkestan orientale, che non sono in questo momento sotto i riflettori della pubblica opinione.

Non solamente in vista dei Giochi Olimpici, chiedo formalmente di aiutare la Cina a dare al mondo un’immagine ben diversa da quella che emerge tragicamente in queste ore e di convocare una riunione congiunta del Parlamento italiano, o quanto meno delle Commissioni esteri, affinché il Governo possa, a Parlamento sciolto come avvenuto per il Kossovo, discutere di questa drammatica emergenza.

Con i miei più cari saluti,

On. Sergio d’Elia

p.s. Naturalmente, quando c’e’ da prendere una posizione semplicista e populista, nessuno puo’ battere Beppe Grillo.

Ha Senso Votare? Si’, Ha Senso

Ha senso andare a votare? Tim Harford del Financial Times dice no.

E sbaglia.

Come segnalato nella recensione del nuovo libro del Harford “L’Economista in Incognito” sul New York Times:

Non ha senso votare.. come atto puramente logico. Se realmente desiderate “fare la differenza“, comprate biglietti della lotteria – le vostre probabilità di vincere sono approssimativamente uguali alle vostre probabilità di decidere da soli un’elezione – e dedicate i soldi vinti a fare del lobbying politico.

E non preoccupatevi nemmeno di tenervi informati su cio’ che si decide, con le elezioni. “Poiché la probabilità che il voto di un individuo qualunque cambi il risultato è molto piccola, i benefici di trasformare un voto non-informato in un voto informato sono anch’essi molto piccoli,” scrive Harford. “Razionalmente parlando, a che pro la seccatura di andare a votare?

Per saperne di più circa la saggezza dietro queste dichiarazioni, si puo’ visitare il sito web di Tim Harford stesso, in particolare l’articolo “Il Vostro Voto Non Conta“, pubblicato il 10 novembre 2007:

Notoriamente, il voto di un individuo non fa differenza alcuna. Secondo David Boothroyd, il britannico che studia le elezioni, in 24 elezioni politiche dal 1918, ognuna con centinaia di seggi parlamentari in gioco (più recentemente, 646), c’e’ stato solo un’elezione valida dove il vostro voto avrebbe potuto “fare la differenza

Trovo un tal ragionamento piuttosto deludente. Le elezioni non sono decise da ciascuno elettore individuale, ma dal comportamento di molti elettori individuali: e a quello bisogna riferirsi quando si voglia capire cosa possa “fare la differenza“.

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Pensiamo dunque se sia opportuno andare a votare oppure no: immaginate che (a) la maggior parte della gente la pensi a riguardo come voi. Se decidete allora (a.1) di votare, sapete che la maggior parte della gente penserà la stessa cosa ed andrà a votare. In quelle circostanze, la gente che non vota è in minoranza ed ha poco senso unirsi a questi ultimi: il voto è la scelta logica.

Se decidete (a.2) di non votare, sapete che la maggior parte della gente non andrà a votare neanch’essi. Ma in quel caso le opinioni di chi vota hanno un più grande peso del solito: il voto è, ancora una volta, la scelta logica.

Immaginate ora che (b) la maggior parte della gente non la pensi come voi. Se decidete (b.1) di votare, sapete che la maggior parte della gente non andrà a votare. Motivo in piu’ di andare alle urne: il voto è, per la terza volta, la scelta logica.

Infine se decidete (b.2) di non votare, la maggior parte della gente voterà. Ovviamente, invece di rimanere sperduti con la minoranza, avrà senso seguire la maggioranza: e così votare è… la scelta logica.

Il voto è sempre la scelta logica: indipendentemente dalla “differenza” che un singolo voto possa o non possa fare.

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Quanto sopra è liberamente ispirato da “Metamagical Themas” di Douglas Hofstadter, una meravigliosa collezione di saggi da Scientific American dove il famose autore di “Goedel, Escher, Bach” studia (nell’ultima sezione “Saggezza & Sopravvivenza“) alcuni modi non immediatamente evidenti di risolvere i “dilemmi della cooperazione“.

Magari Tim “Economista in Incognito” Harford avesse il libro di Hofstadter ed espanso il suo proprio ragionamento per includere… i modi in cui si ragiona, invece di limitarsi, da economista, ai meri numeri delle elezioni.

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Ci è una possibilità ancora non analizzata: il cosiddetto “sciopero degli elettori“, dove la gente decide di protestare in blocco sperando che la loro assenza sarà notata.

In questo caso, ci sono due risultati potenziali: (c) poca gente partecipa allo sciopero o (d) molte, molte persone rifiutano di votare.

Se accade (c) lo sciopero è un disastro, e votare ha decisamente più senso. E se accade (d), visto che poche persone votano, è definitivamente tempo di farlo (come in a.2 ed in b.1 qui sopra).

Non si puo’ proprio scampare dal fatto che votare e’, da un punto di vista logico, l’unica opzione.

Grillo da Vomito

(1) Ironia sulle morti altrui (dei cosiddetti “giustiziati”)

(2) Disprezzo forcaiolo verso chi come Sergio D’Elia/Nessuno Tocchi Caino e’ riuscito a convincere la maggior parte dei Paesi del mondo a rinunciare alle uccisioni legali

(3) Uso manipolativo dei “propri” morti (quelli sul lavoro)

(4) Completa e malcelata ignoranza dei problemi che ci sono dietro gli incidenti sul lavoro

Quanto sopra fa bruttissima figura nel populismo da quattro soldi sul blog di Beppe Grillo “Appello all’Onu contro la pena di morte in Italia“.

(testo leggermente modificato su richiesta di un lettore)

L’Antica Novita’ di Beppe Grillo

Uomo legato alla commedia, non-politico, un po’ stravagante, un po’ esibizionista, un po’ forcaiolo, tuona a furia di parolacce contro i politici di destra e di sinistra, e denuncia la loro separazione dal Paese reale.

Grillo 2007? No, Guglielmo Giannini 1946. Quel Giannini fondatore del Qualunquismo, movimento che si sciolse a causa di un messaggio davvero troppo vago e…politicamente ingenuo. D’altronde, se uno non vuole fare il politico ma entra in gioco lo stesso, cosa c’e’ da aspettarsi se non errori politici in serie?

Beppe Grillo, o La Comicita’ dell’Illusione

Ma cosa crederanno, i trecentomila di Beppe Grillo? Che i politici di cui si lamentano tanto vengano dal pianeta Marte? E chi mai li ha eletti, non una ma centinaia di volte dal ’43 ad oggi?

L’Italia e’ diventato il Paese delle Pagliuzze Altrui, proprio ben visibili mentre le travi neglio Occhi Propri non le vuole riconoscere nessuno.

E cosi’ accanto a Grillo c’e’ Montezemolo, che trova le colpe in tutti tranne che gli industriali. O i liberali che pensano che basterebbe che Berlusconi andasse in pensione per poter far avanzare le riforme senza il fardello della sinistra estrema. O i sindaci che di fronte alla illegalita’ diffusa da parte degli indigeni hanno deciso di concentrarsi sui lavavetri stranieri. Etc etc.

Grillo passera’ come i girotondi di Moretti. Oppure fara’ un altro partitino alla Di Pietro. Intanto, tutti a casa contenti per la protesta e per le firme, pronti ad evadere quanto si puo’, dedicati al nepotismo e alla spartizione del potere che si riesce ad accaparrare (o alla lamentazione quando di quel potere arrivano solo le briciole).

Proprio una commedia il Bel Paese, patria di milioni e milioni di Sepolcri Imbiancati…o c’e’ da piangere, a sentire la Chiesa Cattolica che dai pulpiti chiede a tutti di pagare le tasse, mentre nei ministeri implora di conservare i privilegi sull’ICI?