Pakistan, Taleban, Pashtun – Conoscere Invece Di Impaurire

Adriano Sofri trascrive su Facebook un articolo da Repubblica a firma Guido Rampoldi, dal titolo “Nella trincea del Pakistan assediata dai Taliban“. Sofri nota:

Vi si tratta anche dell’agghiacciante prospettiva di un “emirato atomico” talibano-militare in Pakistan (dov’è stipato un centinaio di testate atomiche!). Segnalo il passaggio sulla minaccia di attentati kamikaze nell’università di Peshawar, che prendano a bersaglio le ragazze che osano studiare.

L’articolo l’ho letto e come al solito trovo che e’ difficile sovrastimare la capacita’ di Repubblica di dipingere una situazione a tinte molto fosche.

Qualcuno per esempio si prenda la briga di vedere come sono disposte le varie etnie in Pakistan (e in Afghanistan).

Etnie in Pakistan

Etnie in Pakistan

Il conflitto attuale infatti puo’ anche essere visto come l’episodio numero n della lotta irredentista Pashtun per abbattere l’artificialissima Durand Line che li ha divisi dal 1893 (tutto merito dell’Impero Britannico). Ora, i Taleban provengono per la maggior parte dell’etnia Pashtun, ma le armi nucleari sono (se ci sono…) nella zona del Pakistan a maggioranza Punjabi, dove i Taleban appunto non troverebbero appoggio di alcun tipo da parte della popolazione.

E la cultura Pashtun (e quindi, Taleban) non e’ semplice. C’e’ su Internet una citazione di Churchill che suona piu’ o meno cosi':

Le tribu’ Pathan tribes sono sempre impegnate in guerre pubbliche o private. Ogni uomo e’ un guerriero, un politico e un teologo. Ogni edificio grande e’ una vera fortezza feudale….Ogni famiglia cova la sua vendetta; ogni clan, la sua faida….Niente e’ mai dimenticato e pochissimi debiti non sono riscossi

Ne parlava anche l’Economist nel dicembre 2006 e di nuovo citando Churchill sui Pashtun

Il loro sistema di etica, secondo il quale tradimento e violenza sono virtu’ invece che vizi, ha prodotto un codice d’onore cosi’ strano e inconsistente da essere incomprensibile per una mente logica

L’articolo completo e’ disponibile (in inglese) a questo link e lo consiglio a tutti coloro che vogliano andare oltre i cliche’s anti-Pashtun. Per esempio si scopre come il Pashtun d’onore sia obbligato dal suo codice a dare ospitalita’ e protezione a chiunque lo richieda (paradossalmente, anche all’omicida di un componente della propria famiglia).

Mi sembra evidente che il nostro rapporto con una cultura cosi’ aliena e “ributtante” dimostrera’ se siamo tolleranti come sognamo di essere.

L’Ironia (Senza Confini) Della Sorte

Un po ‘di storia degli attentati suicidi nel mondo islamico, come riportata sulla Suedeutsche Zeitung partendo dal libro di Gilles Kepel “Terreur et martyre”):

  1. Negli anni 1980, durante la straordinariamente lunga guerra Iran-Iraq, la quasi esausta Repubblica Islamica ha da Teheran inizia a inviare bambini per ripulire i campi minati (con i loro corpi, pero’), rifacendosi a una tradizione sciita riguardo l’auto-immolazione
  2. Intorno al 1993, la propaganda iraniana insegna l’uso della tecnica a Hezbollah, i loro alleati libanesi (ancorche’ sunniti), ovviamente solo e soltanto per lottare contro l’occupazione israeliana della Palestina, e spostando quindi la fraseologia da “auto-immolazione” a “operazione di martirio”
  3. Inizialmente, i teologi sunniti non sono stati a favore delle “operazioni di martirio”. Ma cio’ e’ cambiato circa intorno al 1996, con il “bonus aggiunto” di classificare i civili israeliani “obiettivi legittimi” (si sa, la maggior parte di loro sono stati e sono tuttora tenuti a servire nell’esercito a un certo punto della loro vita)
  4. Dopo una serie di sanguinosi attentati suicidi che hanno afflitto Israele per un po ‘di tempo, il top è stato raggiunto, ovviamente, con il 9 / 11 la distruzione delle Twin Towers
  5. Dopo l’invasione dell’Iraq pero’, e’ arrivato il momento della tragedia anche per i piu’ convinti, con terroristi sunniti impegnatissimi in attentati suicidi contro gli sciiti …!

Insomma il cerchio si e’ chiuso, con un supremo senso di ironia da parte del Fato (o di Dio). Ma non dimentichiamo un barlume di speranza per concludere: nonostante le bombe di Madrid e di Londra, più altra in Kenya e altrove, gli organizzatori di attentati suicidi e’ un po’ che vedono le loro opportunita’ in peggioramento.

Deve essere piuttosto difficile sostenere la legittimità dell’uso di di attentati suicidi, una tecnica originariamente sciita, proprio per uccidere altri sciiti. E che tipo di “combattente islamico per la libertà” puo’ mai pensare che il modo migliore per liberare i musulmani sia ucciderli?

Per Natale. Un Po’ di Rispetto.

Buon Natale a tutti.

Con la piena consapevolezza che c’è ancora molto da fare prima che il Natale diventi abbastanza Cristiano da meritarsi il nome di Natale …

Un po ‘di rispetto” di Abubakar N. Kasim Lunedi, 22 dicembre 2008

Se Babbo Natale mai mi visitera’ e mi concedera’ un desiderio, vorrei rispondere con una sola parola: rispetto.

Mi auguro che la società in generale che mostra alcuni rispetto verso me e la mia fede.

Io sono giudicato negativamente ogni volta che qualcuno della mia fede è accusato di aver commesso un reato.

Io sono considerato come un nemico interno, un fanatico contro cui tutti dovrebbero essere in guardia.

Io sono perseguitato al gate d’imbarco all’aereoporto quando lascio il Paese, come se stessi per andare a un raduno di Al Qaed.

Io sono anche vittima del bullismo da parte dei funzionari della dogana e dell’immigrazione ufficiali quando rientro a casa, come se non appartenessi qui.

Io sono messo da una parte per ispezioni supplementari, come se stessi portando istruzioni per costruire armi di distruzione di massa.

Mi è stato chiesto più volte di raccontare la vera verità riguardo quello che sto trasportando con me e non ho dichiarato.

Quando si verifica un crimine, se un musulmano è il sospettato principale, mi viene chiesto di rilasciare una dichiarazione di condanna del terrorismo con la massima fermezza, e di dissociarmi dal reato. Qualunque sia il linguaggio che uso nella mia denuncia, mi viene detto che non è sufficiente e devo fare di più.

Il giorno dopo il reato, i titoli recitano: “I musulmani moderati non ne parlano, e non condannano”, anche se ho parlato e ho condannato il crimine.

Quando provo ad accedere al mio stesso denaro, allo sportello della banca Bancomat mi viene ricordata la gravità del reato di riciclaggio di denaro sporco.

Un dirigente di banca di recente ha affermato che la mia firma non corrispondeva alla firma che conoscevano. Ho svuotato il mio portafoglio e ho mostrato tutte le mie tessere identificative, ma non e’ bastato.

Anche se ho vissuto in Canada per più di un decennio e ho lavorato sodo per pagare le tasse e far quadrare il bilancio, sono ancora considerato come uno straniero che appartiene da qualche altra parte.

Un collega all’aeroporto a dove lavoro mi ha chiesto di recente, “Perché hai scelto il Canada, un Paese cristiano, e non sei invece andato dal tuo popolo?”

Un altro collega ha detto l’altro giorno che lei non può tollerare vedere donne musulmane con il velo. “Mi viene voglia di rimuovere quel pezzo di straccio con la forza”, ha detto. “Perché mai al mondo dovrebbe lei nascondere la sua bellezza?” ha aggiunto.

Un altro impiegato di compagnia aerea ha suggerito che dovremmo smettere di permettere a donne musulmane di entrare nel Paese se scelgono di indossare l’hijab.

Ho pianto come un bambino quando un amico ha detto che l’unico modo in cui il mondo può risolvere il problema del terrorismo è di usare le bombe atomiche contro il mondo musulmano. Solo allora il Pianeta vivrebbed una pace reale, ha detto.

E ‘profondamente preoccupante vedere come vengono trattati i musulmani nella società. Mentre mangiavo al lavoro, i miei colleghi accanto a me sono state discutendo l’omicidio a colpi di pistola dopo l’11 settembre di un Sikh negli Stati Uniti che era stato scambiato per musulmano. Una delle persone coinvolte nella conversazione ha accusato l’assassino di non aver fatto il suo dovere, per sincerarsi che il target fosse stato un vero musulmano. La gente intorno non ha trovato niente di preoccupante nella dichiarazione, e tutti ridevano in approvazione.

Ci viene ricordato – molto spesso – che la libertà di espressione ha dei limiti. Ma quando la stessa libertà comporta la disumanizzazione dei musulmani, non c’e’ limite.

Non credo che sto chiedendo troppo, se mi aspetto rispetto da parte dei miei connazionali.

Posso avere qualche pazzo dalla mia “parte musulmana”, ma chi non ne ha? Se i cristiani non sono ritenuti responsabili per la morte e la distruzione che il cristiano George W. Bush ha causato in Iraq, perché dovrei essere ritenuto responsabile per gli atti di qualche pazzo che potrebbe [seminare morte e distruzione] in nome della mia fede?

Abubakar N. Kasim è uno scrittore freelance, che risisede a Toronto, e lavora come rappresentante del Servizio Clienti di una grande compagnia aerea.

Sicurezza Aereoportuale e Nuove Possibilita’ di Business

Grande spazio alla BBC per il “nostro” Parlamentare Europeo per i Radicali, Marco Cappato, menzionato come “Italian Liberal” (ahia che male!) sia in un articolo sulle nuove macchine a “raggi denudanti” che la UE vuole far installare negli aereoporti (con tanto di “box” solo per lui), sia nei notiziari radiofonici (la sua voce e’ stata trasmessa al Regno nel notiziario della mezzanotte, su BBC Radio4).

Cosa fare di fronte al fatto che in nome della “sicurezza” ormai tutto viene presentato come “giustificato” ?

Approfittiamone, ecco cosa fare! Cosa succedera’ infatti quando tutti sapranno di arrivare “nudi alla meta”, volevo dire “al gate”?

Insomma, gli uomini ovviamente vorranno mostrare il meglio di se’ (giu’ tutti a trangugiare Viagra); mentre le donne pure (grandi affari per chi vende bustini, corsetti e reggiseni riempitori e di sostegno).

Aspettiamoci quindi qualcuno che ci dica che la sicurezza totale fa bene all’economia.

ps un minuto di silenzio per la vita grama di chi dovra’ lavorare osservando tutte quelle pance e ciccie nude transitare sullo schermo

Nudita Aereoportuali

Nudita' Aereoportuali

Il Lato Positivo del Terrorismo

Un caloroso benvenuto nel mio blog ai ragazzi e alle ragazze della NSA, l’Agenzia Nazionale di Sicurezza americana.

Ciao amici, come state? Magari c’e’ qualche paisano fra di voi, oppure avete studiato l’italiano. Congratulazioni.

Lo so, lo so, e’ un lavoro duro, ma qualcuno deve pur farlo. Stai fermo, figlio mio, fatti bastonare per bene, fara’ piu’ male a me che a te, te lo garantisco. O roba del genere.

A proposito: no, non ho nessuna apologia del terrorismo da fornire. Se proprio volete sapere come la penso, e’ un crimine contro l’umanita’, e un atto di codardia, il piantare bombe o commettere ogni altro atto che cerchi di instillare la paura in persone innocenti che fanno semplicemente la loro vita con poca o nessuna speranza di prevenire questo o quell’atto del loro Governo.

Insomma, spero che voi e il vostro programma automatico di scansione dei messaggi di posta elettronica abbiate avuto il tempo di digerire i concetti espressi nel paragrafo precedente.

Altrimenti, arrivederci a Guantanamo!

Bacioni e tanti saluti anche alla Costituzione Americana

Terrorismo da parte de La Repubblica

Lettera inviata a La Repubblica

To: “Lettere al Direttore Repubblica” , “Redazione La Repubblica”

Caro Direttore, cara Redazione

Negli ultimi giorni, a seguito dei presunti attentati di Londra, “La Repubblica” non ha fatto altro che parlare di paura, paura e paura.

Paura a Londra, paura per il concerto di Diana, paura a Glasgow.

Ora, non sono sicuro chi sia il vostro corrispondente da Londra ma fatelo rientrare in Italia perche’ se ha tanta paura e’ meglio che se ne vada.

Io ero a Londra il 7 luglio 2005, ero a Londra giovedi’ scorso e continuo a vivere a Londra. NON vivo in alcuna paura di attentati, e anche se sono consapevole che possono capitare, piu’ che non trascurare pacchi e valigie sospette non posso.

E quindi vado a lavorare in treno, in autobus, in taxi, in metropolitana, a piedi, come sempre.

Professionisti o dilettanti che siano, ci sono dei tizi che vogliono spaventare. Aver paura significa quindi aver perso. E quindi io non ho paura. Amen.

E questo non perche’ io sia piu’ speciale degli altri. Sono in compagnia di centinaia di migliaia di persone. Venite pure a vederli, tutti a fare il loro mestiere come al solito, altro che “paura e paura”. Amen di nuovo.

Trovatemi un Londinese che abbia paura. A parte quelli che scrivono per La Repubblica, naturalmente.

Il vostro comportamento non e’ un problema trascurabile. Grazie a voi e a tanta stampa e TV italiana, devo passare ore interminabili a tranquillizzare i miei genitori.

Possibile che non abbiate meglio da fare che terrorizzare due pensionati? E non avete miglior modo di scrivere che titillare i sentimenti piu’ primitivi dei lettori?

Fatevene una ragione di vita. In questo periodo della storia possono esserci attentati. Possono anche esserci incidenti stradali, fughe di gas, rapine a mano armata, infarti, tumori, e non e’ mai trascurabile il numero di persone che muore scivolando in bagno.

Chi e’ terrorizzato dalla toilette, smetta di lavarsi.

saluti
maurizio morabito

Mettiamo al Bando i Bombardamenti Aerei di Civili

Si potra’ mai fare un discorso serio sull’intervento in Afghanistan, senza le stupidaggini “pacifiste” dell’estrema sinistra, e anche senza calarsi le brache di fronte a una pluriennale azione militare che non va da nessuna parte e ci sta rendendo complici di innumerevoli
stragi di civili Afghani (quella, ieri, ed eccone oggi subito un’altra)?

Diventa in realta’ sempre piu’ pressante il riconoscere l’uso dell’aviazione per bombardare civili come crimine di guerra e crimine contro l’umanita’.

Da una parte significa trucidare persone inermi sparando letteralmente “nel mucchio”, e dall’altra elimina ogni traccia di umanita’ in chi sgancia le bombe.

Il bombardamento di civili e’ un orrore gia’ riconosciuto dal pioniere del volo Santos-Dumont (che si suicido’ per questo) e da Pablo Picasso nel suo “Guernica”.

Questo problema e’ adesso esacerbato dall’evoluzione verso la guerriglia dei conflitti armati moderni, con la presenza sempre piu’ solita di piccole unita’ di attacco molto mobili invece che grosse armate a fronteggiarsi (si veda la guerra fra Israele e Hizbullah nel 2006).

Queste unita’ per forza di cose viaggiano fra un luogo popolato e l’altro, a parte quando e’ disponibile un’alternativa, come una fitta giungla dove nascondersi.

Nessuno sognerebbe di radere al suolo Corleone per eliminare i mafiosi: la vita degli innocenti ha un valore troppo grande per giustificare azioni cosi’ brutali. E allora perche’ tollerare un simile comportamento in tempo di guerra?

Dulcis in fundo, il bombardamento aereo e’ pressocche’ inutile dal punto di vista militare, e per una Serbia che accetta di abbandonare il Kosovo dopo i bombardamenti ci sono tantissimi altri esempi contrari, come il Vietnam, la Cambogia, il Laos, l’Afghanistan, l’Iraq, la Germania, la Gran Bretagna, il Giappone e cosi’ via. (Il Giappone si arrese dopo due bombe atomiche, ma l’uso di quelle e’ sostanzialmente illegale di per se’)

Se ci sono forti sospetti che questo o quel pezzo da novanta di Al Qaeda sia in questo o quel villaggio afghano, che si mandino delle truppe di terra a catturarlo, invece di sparare e bombardare da lontano come tanti idioti. Altrimenti il risultato e’ che bombardiamo regolarmente innocenti in giro per il globo, solo per poi accusare altri di “terrorismo”.

E’ la nostra umanita’ che sta andando perduta.

Noi, il Male

(o L’Orrore Chiamato Politica Estera)

Per la fortunatissima serie radiofonica BBC “From Our Own Correspondent” (“Dal Nostro Inviato”), David Loyn ha preparato pochi giorni fa un servizio che spiega quanto ci sia di sbagliato in quella che e’ anche la nostra politica estera (“In viaggio con i Taleban”, 21 Ottobre 2006)

Loyn mostra come tutti i soldi spesi finora non hanno portato a granche’ di meglio dal punto di vista pratico. Ottimo pessimo esempio: le strade, come al solito dissestate e infestate da soldati in cerca di guadagni facili (cioe’ pronti all’estorsione) sotto lo sguardo speriamo solo disattento della NATO. E mentre la corruzione viene istituzionalizzata, la NATO stessa conduce campagne aeree distruggendo case e moschee ovunque ci sia il minimo sentore di presenza Taleban

Ebbene si': “campagne aeree” il cui risultato principale e’ la distruzione di case, persone incluse. Naturalmente non viene fatto un conteggio serio di vittime, civili e innocenti, e tutto viene giustificato con il presunto vantaggio del far fuori esponenti della resistenza armata talebana, e quindi oscurantista, al governo di Kabul

Non e’ certo la prima volta che Forze Armate (e quindi, Governi) occidentali decidono che per “salvare” i cittadini di questo o quel Paese, occorre bombardarli e ucciderli. Magari poi si nascondono (ci nascondiamo) dietro il dito criminale chiamato “danni collaterali” (le vittime civili, appunto): come nel famoso aforisma coniato (o riportato) da Peter Arnett riguardo la cittadina di Ben Tre in Vietnam: “Abbiamo distrutto il villaggio per salvarlo [dal Comunismo]

Che senso ha agitarsi tanto per risollevare le sorti delle donne afghane quando pensiamo di risolvere tutto lanciando materiale esplosivo da un aeroplano? Invece, tristemente e ovviamente, “Trucida l’Innocente” e’ ormai il nostro sport piu’ praticato in Iraq, non solo da folli terroristi pronti ad immolarsi

Ed e’ di oggi la notizia della Scuola Islamica distrutta da elicotteri vicino Khar, in Pakistan, con 80 studenti morti probabilmente senza alcun preavviso o possibilita’ di scampo. Ammettiamo per pura ipotesi che fossero tutti cugini cattivi di Osama bin Laden: da quand’e’ che abbiamo accettato l’omicidio di massa come una tecnica di risoluzione dei conflitti?

Come se qualcuno seriamente potesse appoggiare, in nome della Lotta alla Mafia, il bombardamento di Secondigliano a Napoli, di Bagheria e Corleone in Sicilia e di larga parte della Calabria

Tutto cio’ e’ piu’ che scandaloso: e’ stupido, perche’ danneggia gli altri ma anche noi stessi. Ci rende partecipi e complici del Male, quando le uniche alternative dovrebbero essere fra un intervento serio di ricostruzione di uno Stato _o_ il ritiro immediato delle nostre truppe

E’ un vero peccato che la Comunita’ Internazionale, noi tutti inclusi, si ostini a non voler imparare da quel successo per la Pace che fu l’intervento ONUMOZ in Mozambico fra il 1993 e il 1995, forse l’unico vero esempio di peacebuilding mai messo in pratica

Invece, c’e’ da chiedersi se ci rendiamo conto del fatto che proprio in questo momento, in nostro nome e con i nostri soldi, vengono organizzati bombardamenti a tappeto in cui vengono rasi al suolo interi villaggi

Hai voglia a meravigliarsi quando l'”Occidente” viene odiato da milioni di persone. Immagino l’entusiasmo di quei bambini per i quali NATO e’ il nome della morte. Cosa diremo alla Storia: che non ne sapevamo niente? Che non era colpa nostra? Che quello che faceva la NATO non ci interessava?

Probabilmente, la verita’ e’ che della vita di chi non e’ cittadino di un “Paese Sviluppato” non ci importa un fico secco

E con quale faccia andiamo allora in giro per il mondo facendo finta di incoraggiare la democrazia e per difendere i diritti umani? Con la faccia degli Ipocriti, naturalmente

Eichmann Sei Miliardi

Non molto tempo fa ho scritto un blog circa le nubi che sembrano addensarsi in preparazione di un Olocausto Islamico, specie in Europa: “Un Futuro Olocausto dei Musulmani? Lettera al programma ‘Any Question della BBC” (11-Feb-06 1:56pm):

La reazione occidentale alle polemiche su quegli idioti fumetti danesi e’ ruotata [...] intorno al sottolineare la ” superiorita’” di una cultura occidentale [...] che non fa distinzione fra milioni e milioni di musulmani pacifici e una manciata di contestatori violenti [...]

Alla “Superiore Civilta’ Occidentale ” (particolarmente quella europea) e’ alieno il concetto del rispetto, o persino del convivere con una minoranza “estranea”. Guardiamo a cosa e’ accaduto agli Amerindi, e agli Aborigeni in Australia. Pensiamo a cosa e’ accaduto agli Ebrei [...]

Visto che i “servizi di sicurezza” sono occupati a imprigionare gente per crimini come “religione errata”, “barba errata” (e persino “perossido di idrogeno errato”), la mia previsione rimane incertamente pessimista.

Puo’ sembrare un’esagerazione: mi e’ stato detto che la Civilta’ Occidentale ha fatto molta strada dal 1930, che adesso comanda definitivamente la Legge, che i Diritti dell’Uomo sono incastonati in troppe leggi e costituzioni per essere dimenticati.

Forse. Ma chi fra i nostri antenati che festeggiavano l’avvento del XX secolo avrebbe mai creduto che il mondo era sull’orlo di inventare il genocidio su scala industriale? Chi avrebbe potuto immaginarsi Auschwitz nella Germania di Bertold Brecht e Karl Valentin?

Chi avrebbe mai previsto che la Sarajevo delle Olimpiadi Invernali del 1984 si sarebbe trasformata in un territorio di guerra e massacri a malapena 8 (otto) anni dopo?

Naturalmente, noi siamo migliori dei nostri antenati. Naturalmente possiamo imparare dalla loro esperienza. Peccato che cio’ sia esattamente cosa avrebbero detto di se stessi.

Naturalmente siamo migliori dei Tedeschi nel 1930-1940, o degli Jugoslavi del 1992, o dei Rwandesi del 1994. Peccato che il fingerci migliori degli altri, sia un atto fondamentalmente anti-Cristiano, e quindi un tradimento di cio’ che di buono e’ stato prodotto dalla “Civilta’ Occidentale”

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In verita’, ci siamo impegnati ad uccidere i nostri propri concittadini da troppi secoli per credere seriamente che adesso la situazione sia davvero diversa. Che cosa allora puo’ aiutarci ad impedire un ritorno alla nostra vecchia sete di morte per amici e nemici?

(1) Riconosciamo che non va tutto bene: e cio’ che non va bene, e’ dentro di noi come individui.

Non c’e’ bisogno di credere alle mie parole: sentiamo cosa scrive David Cesarani circa la natura ordinaria della malvagita’ (“Diventando Eichmann: Ripensando la Vita, i Crimini e le Prove contro, un ‘Assassino da Scrivania’“, recensito da Barry Gewen sul New York Times, 12 maggio 2006 in “Un ritratto di Eichmann come Uomo Ordinario“)

Nelle circostanze giuste, gente normalissima commettera’ omicidi efferati, dice [Cesarani] e le circostanze della nostra epoca – con relativi razzismo, pulizia etnica, suicide bombers e genocidi – non promettono niente di buono. “Eichmann appare sempre più come un uomo dei nostri tempi,” conclude. “L’Uomo Comune e’ Genocida.”

E’ importante notare che Adolf Eichmann, il criminale di guerra Nazista processato e impiccato in Israele nel 1961, non era un rabbioso anti-semita

In Austria, Eichmann ha avuto amici Ebrei, ha lavorato per Ebrei [...] ha avuto parenti Ebrei dal matrimonio [...] Non era anti-Semitismo quello che ha condotto Eichmann nel Nazismo [...] La svolta e’ avvenuta dopo il 1941, quando dall’emigrazione forzata si e’ passati al genocidio. Sotto la pressione delle sue nuove funzioni, Eichmann cambio’.

(2) Ricordiamoci sempre che i nostri ideali in politica sono tanto piu’ rovinosi, quanto più meravigliosi sembrano sulla carta (e nella mente)

Un bell’esempio e’ fornito dal filosofo francese BHL (da un’intervista con Tunku Varadarajan sul Wall Street Journal, 23 gennaio 2006):

Quando l’Hegel dei tempi moderni scrivera’ la nostra Storia, dira’ che l’evento cruciale e’ stata la Cambogia […] Fino alla Cambogia tutti i rivoluzionari del mondo hanno creduto che la rivoluzione falliva perche’ non cambiava abbastanza, perche’ non era abbastanza radicale […] e poi, accade per la prima nella storia una rivoluzione assolutamente radicale [in Cambogia con Pol Pot] e che cosa scopriamo? Anziche’ il paradiso, la rivoluzione procura l’inferno totale.

Non per caso, sono dovuti passare anni prima che i crimini dei Khmer Rossi fossero completamente riconosciuti da molti partiti di sinistra, cosi’ come l’enorme numero di contadini cinesi morti durante il “Grande Balzo in Avanti” alla fine degli anni ‘50 non ha impedito a vari intellettuali “progressisti” di sostenere il Presidente Mao fino alla sua morte, e oltre.

(3) Rifiutiamo e rinneghiamo qualsiasi discorso di noi-contro-di-loro e tutte le forme di propaganda politica che capitalizzano sulla divisione, incluso ogni minimo suggerimento di avversione verso un gruppo di persone

Continua BHL nella stessa intervista:

Siamo impigliati in una guerra contro il terrorismo, ma la guerra e’ politica, non religiosa, non fra le Civilta’… e’ un suicidio dire che questa e’ una guerra fra Civilta’, perche’ se e’ tale, e’ una guerra infinita, blocco contro blocco. Se dite ‘guerra politica’ fate una scommessa sul risultato

(4) Manteniamo sotto controllo le societa’ e le culture cui ciascuno di noi appartiene, invece di pontificare su che cosa e’ errato in altre societa’ ed in altre culture

Se per esempio credete che sia vostro dovere “difendere la Civilta’ Occidentale” allora e’ vostro dovere capire e mettere in pratica il vecchio detto circa le pagliuzze, gli occhi e le travi. Altrimenti, state denunciando e tradendo la radice profonda della vostra stessa “causa”

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Gewen conclude il suo commento in una speranzosa disperazione, citando Hanna Arendt, che scrisse parecchi articoli per il New Yorker ai tempi del processo Eichmann e un libro, “Eichmann sotto Processo a Gerusalemme

Arendt era ostinatamente universalista. La sua analisi di Eichmann volgeva alla responsabilita’ specifica della persona, a un’insistenza sulla necessita’ di esercitare costantemente la scelta personale, rispetto a quanto la societa’ potrebbe dettare. E’ un invito eticamente freddo, severo come se venisse da Kant, ed e’ così difficile da implementare da avere una qualita’ quasi inumana. Chi fra noi puo’ praticare l’incessante consapevolezza morale che tale atteggiamento richiede?

Difficile, freddo: ma dobbiamo almento tentare di raggiungere quell’obiettivo.

Vigiliamo allora, altrimenti torneremo nuovamente ad essere tanti Eichmann.

Basto’ un lustro per trasformare il fallito partito di Hitler in un’organizzazione che convinse migliaia a diventare assassini totali. Nell’eta’ di Internet potra’ ben occorrere molto meno tempo per arrivare allo stesso risultato.

Antiterrorismo piu’ cinematografico che serio

Le analisi che ho letto riguardo la spettacolare azione antiterrorismo del 10 agosto 2006 sono omnicomprensive a parte un
punto che mi e’ molto a cuore come abitante di Londra dalle fattezze vagamente mediorientali

La polizia inglese dice di aver sventato una dozzina di attentati in tutti questi anni. Prove non se sono viste molte. Anche il 10 agosto 2006, zilch, niente, nisba, nada

L’unica cosa seria dall’11 settembre ad oggi e’ stato lo shoebomber, che infatti e’ stato catturato (all’ultimo momento), processato, e condannato. La foto della scarpa e’ stata subito disponibile

Di tutti gli altri possibili attentatori e attentati, nessuna traccia se non nelle dichiarazioni della polizia

In compenso, un Brasiliano innocente e’ stato ucciso dalla stessa polizia, e un inglese con la barba lunga e l’origine asiatica e’ stato colpito da un proiettile in casa sua dopo una irruzione gigantesca, assolutamente inutile e basata su chiacchiere

Con quale fiducia dobbiamo quindi prendere questa ultima azione altamente cinematografica?

E’ altamente probabile che fra due, tre, quattro settimane la maggior parte degli “attentatori” di ieri siano liberati con tante scuse, e magari due di loro condannati per infrazioni minori e senza relazione alcuna con il terrorismo

Un radioascoltatore ha insinuato venerdi’ in un messaggio a Radio 24 che c’e’ un complotto per nascondere la guerra in Libano. Io non sono d’accordo: c’e’ che (in UK, ma ahime’ temo anche altrove) siamo in mano a un gruppo di incompetenti esagitati che farebbe bene a lavorare seriamente e con meno cagnara

Basti pensare al cappellano islamico di Guantanamo (arrestato come spia, condannato per le foto di quattro ragazze nude sul suo PC); o all’avvocato di tanti falsamente accusati di terrorismo negli USA anche lui incarcerato con tanta fanfara, e poi liberato poco dopo senza mezza accusa); ai tredici “terroristi pachistani” arrestati in Italia anni fa (solo dei poveracci)

Dall’altra parte, gli attentati di Madrid e Londra compiuti senza problemi

Uno certo non pretende che la polizia le azzecchi tutte, ma insomma speriamo che ne azzecchi una volta, almeno una

Il Terrorismo Suicida, Idiota e Condannato ad Autodistruggersi

Le notizie vanno e vengono. Che diremo se Scotland Yard fra un mese chiedera’ tante scuse a tutti quelli coinvolti nell’organizzazione di un attacco terrorista fasullo?

Molto piu’ importante, per la maggior parte di noi e’ chiedersi quale sia la prospettiva a lungo termine del terrorismo suicida.

E la risposta e’ che non c’e’ molto da temere, perche’ il terrorismo suicida dei nostri giorni e’ idiota e condanna se stesso all’autodistruzione (a meno che non facessimo qualche errore spaventoso):

  • Per la legge dei rendimenti decrescenti, o gli attacchi diventano sempre piu’ eclatanti, o la popolazione vittima scegliera’ l’assuefazione piuttosto che timore in aumento. E’ come aprire con una posta troppo alta, e dover poi vendere la casa solo per continuare a giocare d’azzardo
  • Ci sono milioni di vittime potenziali ed un giorno una di loro certamente fornira’ soluzioni per impedire le uccisioni di massa, rendendo ulteriori attacchi difficili da organizzare: si pensi al Muro israeliano, si pensi alle nuove tattiche della Marina degli Stati Uniti dopo la prima ondata di piloti giapponesi suicidi
  • Oggi come allora, “i migliori e piu’ dotati” nell’organizzazione del terrore sono quelli che si fanno esplodere. Per sostituirli occorrono almeno due decadi. Nel frattempo, i ranghi dei terroristi saranno sempre piu’ pieni di furbetti codardi che non hanno il coraggio di commettere quel suicidio che chiedono continuamente agli altri
  • C’e’ chi desidera morire, mentre il resto del mondo desidera vivere. Chi rimarra’ in giro piu’ a lungo? In media, entrambe le aspirazioni saranno soddisfatte
  • Per vincere nella lotta contro società relativamente bene organizzate, i terroristi devono ottenere le armi di distruzione di massa. Ma anche in quanto caso, l’unica cosa che riusciranno a fare, e’ eliminare se stessi

Invece di rendere la vita dei molti sempre piu’ difficile, la cosa migliore che possiamo fare e’ in primo luogo continuare le nostre vite in maniera normalissima (a meno che naturalmente uno non sia coinvolto professionalmente nella prevenzione di attacchi terroristici e di altra criminalita’)

Pensare l’Impensabile: I Bombardamenti come Crimini di Guerra

Le vite dei civili nemici hanno già poca importanza, a parte che in ipocrite dichiarazioni per la stampa

L’aumento progressivo nel rapporto fra le vittime civili e quelle militari è stato una tendenza molto triste durante la storia bellica della nostra specie. Insieme al generale aumento di efficienza omicida delle nostre armi, cio’ significhera’ che fra pochi decenni se non anni, le guerre saranno combattute con zero morti fra i guerrieri e milioni, nel resto dell’umanità

Addirittura, il fatto che le guerre principalmente uccidano e feriscano gente senza armi, senza nessuna intenzione di usare armi e che non pone assolutamente nessun pericolo per il nemico, è considerato cosa logica e ragionevole. Ed e’ accettato.

Mentre in realta’, non ha senso

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Mi sono sorpreso questa settimana al sollievo di ascoltare che infine soldati Israeliani hanno marciato in Libano, anziché i soliti giri di aeroplani militari che provano a distruggere “chirurgicamente” e nel frattempo uccidono centinaia di innocenti (senza accennare alle vite storte e rovinate degli innumerevoli bambini che vivono nel terrore del suono dei bombardieri)

Finalmente, ho pensato, ci sara’ la’ un combattimento reale fra persone, senza l’intermediazione di bombe lontane

E così ci sarà la speranza che un soldato non ucciderà un gruppo di bambini, al contrario di un pilota di aeroplano: forse, per il solo fatto che il soldato dovra’ guardare chi sta uccidendo, mentre il pilota da’ via la sua anima via ad un assassino robotizzato chiamato “bomba intelligente”

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Può un bombardamento essere qualche cosa d’altro che un crimine di guerra?

Poniamo che sei un combattente di Hizbullah che spara razzi verso Israele. Li stai mirando a qualche cosa in particolare? Altrimenti, tutto e ciascuno sono i tuoi “obiettivi”. Ma allora che vantaggi militari sono guadagnati nell’uccidere madri e bambini, cosa che certamente capitera’? E se ci non sono vantaggi, cosa fai sparando quei razzi se non un’uccisione indiscriminata, un crimine allora contro le regole della guerra?

Pensa invece di essere un pilota israeliano che libera una “bomba astuta” per distruggere una costruzione da dove ti e’ stato detto che razzi vengono sparati da Hizbullah. Ora immagina che la bomba colpisca realmente tale edificio, non uno vicino. E pensa se dieci bambini sono uccisi. Anche se qualcuno potesse dimostrare i vantaggi militari guadagnati nel fare quello che si e’ fatto, chi lo fara’ mai? Che tribunale indipendente controllera’ il tuo comportamento? Ed ancora, se ti dispiacesse per quei bambini, che cosa ti renderà meno responsabile di una persona altrettanto dispiaciuta, colpevole di omicidio colposo?

Una brutta storia che non è limitata a Israele e nel Libano. Gli Stati Uniti ed altre nazioni hanno periodicamente giustificato bombardamenti di villaggi in Irak e  Afghanistan, come un modo giustificato per eliminare terroristi di Al-Qaeda.

Cosi’ come in Vietnam, uccidiamo delle vite per “liberarle”

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Non ho nemmeno accennato all’uso delle bombe “a cluster”, allegramente galleggianti verso terra mentre attraggono bambini piccoli perche’ le tocchino – e muoiano

Che cosa facciamo con gli assassini ed i colpevoli di omicidio colposo nella vita “normale”? E perchè dovrebbe tutto cio’ essere differente in guerra, a parte che quando tutti i partecipanti siano combattenti (e quindi abbiano deciso di “sottomettersi” alle “regole del gioco”)?

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Che genere di civilizzazione e’ la nostra: una che imparato dalla distruzione dei Nazisti di Guernica in Spagna durante la guerra civile locale?

Stiamo identificandoci forse ai tanto disprezzati Nazisti? Quale altra politica o strategia Nazista e’ sopravvissuta fino ad oggi, a parte la “guerra totale”?

Ma per qualche motivo tutti la vogliono, la “guerra totale”, dove ogni passeggino ed ogni letto di ospedale nelle mani del nemico deve essere bombardato come una portaerei o una fabbrica di bombe sporche

Per salvaguardare le nostre vite, diamo a Governi che abbiamo scelto liberamente la licenza di colpire altre persone, comunque innocenti, per quanto giovani o vecchi.

Quanto e’ piacevole dormire bene con la nostra insanguinata coscienza a posto.

Davvero i Cancelli del Cielo si aprono solo per pochissimi

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Che cosa dovrebbe fare uno Stato allora, per combattere un altro Stato o milizia? Che usi un metodo “nuovo e rivoluzionario”: invii la fanteria allo scopo preciso di trovare, disperdere, distruggere i soldati nemici!

Perderai abbondanza di soldati (se non puoi digerire l’idea, arrenditi immediatamente): ma concentrerai la sua potenza fuoco nell’eliminazione delle capacità del nemico di nuocere il tuo Paese.

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Come puo’ qualcos’altro essere considerato come “ragionevole”?

Che cosa penseremmo di un corridore automobilista che sprechi il combustibile per investire tutti i meccanici delle altre squadre e le loro famiglie, invece di focalizzare sulla vincita della corsa con lo sforzo minimo possibile?

Un’analogia più completa sarebbe: che cosa penseremmo di un corridore automobilista che (1) eliminasse tutti i meccanicii delle altre squadre e le loro famiglie, (2) rendesse la corsa degli altri guidatori più facile e (3) allineasse i suoi propri meccanici affinche’ vengano buttati giu’ dagli altri piloti?

Infatti i bombardamenti hanno sempre rinvigorito il patriottismo di chi li subisce.

E ogni civile che muore come “danni collaterali” è un argomento in favore del fare esplodere bombe terroriste in mezzo a folle ignare: in entrambi i casi, i civili sono considerati obiettibi legittimi

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Dunque, le convenzioni di Ginevra dovrebbero essere espanse per proibire tutti i generi di guerra a distanza, cominciando dai bombardamenti, a parte circostanze eccezionali (come il bombardamento di installazioni militari)

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Dobbiamo proteggere i civili nel nostro proprio interesse, poiché l’idea che i bambini e gli anziani possono essere considerati per un momento come obiettivi legittimi o persino danni collaterali accettabili, e’ certamente ripugnante per tutti tranne che per assassini sanguinari

Ed è le nostre vite che stanno diventando più e più a buon mercato, quasi un materiale di consumo. Dobbiamo tornare ai confronti militari fra forze militari? Chiunque tocchi in combattimento una persona che non sta combattendo, dovrebbe essere considerato un criminale di guerra e trattato come tale

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E’ fattibile, tutto cio’? Sappiamo che potremmo vincere le guerre annichilendo ogni persona fra la popolazione nemica. Lo abbiamo fatto per migliaia di anni, ma adesso siamo riuscito a proscrivere un tal crimine contro umanità.

Molte nazioni possono avere accesso ad armi chimiche dagli orrori incomprensibili e un enorme potenziale omicida. Molti le hanno usate, fino alla seconda guerra mondiale. Ma siamo riusciti a rendere fuorilegge anche quel crimine contro umanità

Analogamente per le bombe atomiche

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L’unica cosa ci che impedisce di vedere i bombardamenti e tutti i altri generi “di guerra a distanza” per i crimini che sono, e’ la stessa cosa che ha impedito ai nostri antenati di capire che ci sono regole anche in guerra: i quali antenati quindi non si sono mossi finche’ non e’ stata fondata la Croce Rossa, con il suo trattamento sanitario per tutti i soldati nemici ferriti, le baionette aggiustate su un modello privo di inutili danni

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Pensa l’impensabile: Considera ogni Bombardamento un Crimine di Guerra