Catastrofismo Finanziario, Non Catastrofe (per ora)

Un grande articolo (in inglese) dal blog misto inglese / italiano blog “noisefromAmerika” con David K. Levine e Michele Boldrin che spiegano i motivi in base ai quali non sembra che il sistema finanziario mondiale stia per crollare domani.

A meno che la coppia Bernanke&Paulson in America  non dicano tutta la verità …

Tutto ciò spiega anche l’altrimenti assurdo comportamento di tanti politici americani, che dichiarano un imminente Armageddon con una mano, e litigano su quello che al confronto sarebbero solo sciocchezze, con l’altra.

Come di consueto, l’unica cosa di cui aver paura è la paura stessa (e una soluzione troppo affrettata). A questo ritmo, la cosa migliore che può accadere è che nulla di sostanziale sia fatto fino a dopo le elezioni presidenziali. Manca poco piu’ di un mese. Se il Presidente Bush è davvero preoccupato, può imporre un mese di ferie bancarie forzate, come fece Franklin D. Roosevelt per qualche giorno, tanti anni fa.

[…] il valore complessivo dei mutui in sospeso è di $11mila miliardi […] mentre il valore dei contratti di assicurazione scritti su di essi è di circa cinque volte più grande. Chiaramente, le Mortgage Backed Securities (MBSs), i CDOs e così via, sono stati utilizzati come garanzia per un sacco di altri prestiti […] Ciò spiega perché sia il valore di quei mutui a poter far cadere l’intero castello di carte […]

Il problema nel settore bancario è la possibilità di fallimenti a cascata, con le banche insolventi che fallendo trascinano giù le banche piu’ solide […]

Qual è la soluzione? Una è far intervenire il Governo perche’ acquisti titoli, come proposto nel piano di salvataggio [appena bocciatio dal] Congresso USA.

[Se tali titoli non sono adeguatamente valutati, il governo potra’ ottenere] solo titoli a valore inferiore [a quanto stimato] con i contribuenti a dover pagare la differenza. Si noti che quelli che raccolgono i frutti sono i possessori di titoli senza valore […] In effetti, per evitare che le banche peggiori trascinino con loro quelle migliori, salviamo le banche peggiori.

Ci sono molti sistemi alternativi a quello proposto dal Tesoro USA:

  • Richiedere alle banche di effettuare aumenti di capitale. [In quel caso] le perdite sono a carico delle banche migliori piuttosto che del contribuente
  • Scambiare debiti con partecipazioni azionarie. [E’ noto che] regimi di “remissione del debito” hanno aiutato nella risoluzione di crisi finanziarie, in passato.
  • Fare comprare allo Stato USA immobili per il valore del credito ipotecario
  • Forzare una liquidazione ordinata dei titoli derivati basati sui mutui […]

E’ vero: ci possono essere fallimenti a catena e cio’ è una cosa negativa. Ma tutto quello non avviene istantaneamente, non domani, non la prossima settimana, non il mese prossimo […]

Alla fine della fiera, in un futuro immediato la situazione è questa. La Federal Reserve Bank e le sue agenzie-sorelle […] possiedono già forti strumenti per gestire fallimenti nel sistema bancario. […] Non abbiamo visto fallire le banche migliori, né abbiamo visto fallimenti a catena. Non ci è stato dato alcun motivo per pensare che qualcosa del genere sia imminente. […]

Il fatto che le banche siano riluttanti a prestare le une alle altre non ha molto impatto sulla loro capacità di prestare a breve termine ai clienti. […]

Se la Federal Reserve Bank e il Tesoro USA dispongono di informazioni in base alle quali le cose stanno peggio di quanto riferito da Bernanke, essi dovrebbero dirci quali siano quelle informazioni. In caso contrario dovrebbero dire chiaramente che l’Apocalisse non è dietro l’angolo.