Cacofonie Statistiche dal Bel Paese (e un Appello)

Oppure…”Guardiamo e tremiamo. E speriamo“:

(a) Viva la vecchiaia (1) : i salari italiani dipendono solo dall’anzianita’

(fonte: noiseFromAmerika, riprendendo la recente relazione del Direttore della Banca d’Italia Mario Draghi “Consumo e crescita in Italia“)

(b) Viva la vecchiaia (2) : l’Universita’ in via di ammatusalemmimento

(fonte: Borborigmi grazie a hronir, riprendendo il blog stefanozapperi, dalla ricerca “Lo Tsunami dell’Universita’ Italiana” di Stefano Zapperi e Francesco Sylos Labini)

(c) Abbasso le Donne : lo stupro come fenomeno culturale-sociale a carattere casalingo

Una ricerca ISTAT pubblicata alla fine del 2004 attesta che ogni giorno in Italia sette donne in media subiscono una violenza sessuale“. Secondo alcuni studi, il valore reale sarebbe circa 88, ma il “92% delle vittime […] decide per motivi diversi (vergogna o “copertura” del molestatore, soprattutto se all’interno del contesto familiare) di non denunciare la violenza subita alla polizia o ai carabinieri.
[…] solo nell’8,6% dei casi la violenza sessuale viene praticata in un luogo pubblico. Più spesso gli stupri avvengono nella propria abitazione (31,2%), in automobile (25,4%) o nella casa dell’aggressore (10%).” Il 96.5% dei violentatori conosceva la vittima prima dello stupro.

(fonte: Benessere.com)

(d) Appello contro il Triangolo Nero: la’ dove la Famiglia (nucleare) uccide piu’ della Famiglia(mafiosa)

Il triangolo nero
Violenza, propaganda e deportazione. Un manifesto di scrittori, artisti e intellettuali contro la violenza su rom, rumeni e donne

La storia recente di questo paese e’ un susseguirsi di campagne d’allarme, sempre piu’ ravvicinate e avvolte di frastuono. Le campane suonano a martello, le parole dei demagoghi appiccano incendi, una nazione coi nervi a fior di pelle risponde a ogni stimolo creando “emergenze” e additando capri espiatori.

[…] Succede che e’ piu’ facile agitare uno spauracchio collettivo (oggi i rumeni, ieri i musulmani, prima ancora gli albanesi) piuttosto che impegnarsi nelle vere cause del panico e dell’insicurezza sociali causati dai processi di globalizzazione.

[…] Manca solo che qualcuno rispolveri dalle soffitte dell’intolleranza il triangolo nero degli asociali, il marchio d’infamia che i nazisti applicavano agli abiti dei rom. E non sembra che l’ultima tappa, per ora, di una prolungata guerra contro i poveri. Di fronte a tutto questo non possiamo rimanere indifferenti. Non ci appartengono il silenzio, la rinuncia al diritto di critica, la dismissione dell’intelligenza e della ragione.
Delitti individuali non giustificano castighi collettivi.
Essere rumeni o rom non e’ una forma di “concorso morale”.
Non esistono razze, men che meno razze colpevoli o innocenti.
Nessun popolo e’ illegale.

(fonte: petizione “Il Triangolo Nero” grazie a Oca SapiensLe firme si raccolgono qui.)