Ateismo Al Capolinea

Da Scientific American, citato per intero sull’Integral Options Cafe:

Una teoria matematica pone dei limiti su quanto una entità fisica possa conoscere del passato, presente o futuro …

David H. Wolpert, un informatico con preparazione di base in fisica che lavora presso lo Ames Research Center della NASA, ha definito la sua versione di “limite della conoscenza”. A causa di quel limite, sono le sue conclusioni, l’universo si trova al di là della portata di qualsiasi intelletto, non importa quanto potente, che potrebbe esistere entro l’universo. In particolare, nel corso degli ultimi due anni, ha progressivamente migliorato una teoria in base alla quale non importa quali siano le leggi della fisica che governano un universo, ci saranno inevitabilmente fatti riguardo l’universo che i suoi abitanti non possono apprendere tramite esperimenti o prevedere tramite calcoli …

Come spiega Scott Aaronson, un informatico presso il Massachusetts Institute of Technology: “Che le tue previsioni circa l’universo siano fondamentalmente vincolate dal fatto che sei anche tu parte dell’universo di cui vuoi fare una previsione, e’ sempre sembrato abbastanza ovvio per me …”

Cosa rimane dunque dell’ateismo? Quand’anche non esistesse altro che l’universo fisico, non vi è alcun modo per qualsiasi parte di esso di apprendere tutto con lo sperimentare o predire con un calcolo. In altre parole, se non esiste altro, l’universo fisico è l’unica cosa che può pienamente conoscere l’universo fisico.

Quanto è lontano tutto cio’ dalla definizione di Divinità? E che cosa lascia tutto cio’ all’ateo? Credere in assurdità come la non-esistenza dell’universo fisico?

Se ha ragione Wolpert, non vi è piu’ alcuna logica nell’ateismo. L'”Ultimate 747″, la prova di Richard Dawkins della non esistenza di Dio, appare pittoresca: semplicemnte, la Divinità non può essere una qualsiasi parte del l’universo fisico.

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Ovviamente si può e potrà ragionevolmente parlare di agnosticismo. Ma nel post-Wolpert l’agnosticismo diventa semplicemente il credere che con la Divinità non si possa entrare in comunicazione.

Di una cosa possiamo essere certi: che ci sia, la’ fuori, molto piu’ di un semplice insieme di oggetti.