Ancora sulle Scie Chimiche

Si riparla di “scie chimiche” (qui il mio blog “Scie Chimiche? Splendide Nuvole“), questa volta sul blog dell’astronomo Gianni Comoretto: “Scie Chimiche” (sulle troppe affermazioni, e sullo scarso desiderio di fornire prove tangibili da parte di chi crede che esista una cospirazione internazionale per spargere veleni per tutta l’atmosfera); “Scie Chimiche 2” (con varie risposte per entrare nei dettagli, ed alcune osservazioni molto semplici e molto chiare); e infine “Complotti” (visto che chi crede nelle “scie chimiche” finisce sempre con il parlare, appunto, di cospirazioni internazionali).

Pletora di commenti, e pletora di insulti contro Comoretto, ovviamente…

Come superare l’impasse? Innanzitutto, chi crede nelle “scie chimiche” dovrebbe mettere bene in chiaro quali “prove” e “condizioni” gli farebbero cambiare idea. Se tali prove e condizioni non esistono, allora e’ inutile discutere.

Naturalmente occorre qualcosa del genere anche da parte di chi non crede. Io comincerei con il richiedere prove documentate di “scie” da aereoplani in giorni in cui l’atmosfera non e’ nelle condizioni adatte perche’ tali scie vengano prodotte naturalmente ad esempio come suggerisce qui sotto Comoretto:

un campionamento di una scia. Non e’ cosi’ difficile: i sostenitori del complotto dicono che le scie vengono rilasciate a meno di 2000 metri di quota, durano ore, e sono formate da sostanze chimiche non naturali (sicuramente non vapore al 99%). Noleggiare un aereo da turismo, in grado di raggiungere quelle scie e raccoglierle è perfettamente fattibile, e non troppo costoso. Lo stesso volo dimostrerebbe senza dubbi che la scia è alla quota suddetta, e non molto più in alto.

Sarebbe quantomeno un buon inizio davvero un bel colpo contro gli “scettici”…

ps All’argomento dedichera’ una serata il CICAP Lombardo, il prossimo 24 maggio, alle 17, a Milano