Addio, @SenatoreMonti !

(con tante scuse a tal Alessandro M.)

Addio, Monti sorgente da Bilderberg e Napolitano, ed elevato al cielo dalla UE; cima dai risultati inuguali, noti a chi è ti è stato sottoposto, ed impressi nella sua mente, non meno che lo sia l’aumento delle tasse a se e ai suoi più familiari; torrenti di denari prelevati, de’ quali distingue il dolore, come il disperare delle voci domestiche; boiardi sparsi ed opulenti sul pendìo del disastro e della recessione, rifocillati di risorse da ogni parte mentre subiamo come branchi di pecore pascenti; addio!

Quanto è gioia il passo di chi, da te schiacciato, ti vede allontanar! Alla fantasia di pensarti andato via volontariamente, pieno di speranza di trovare un altro posto dove sarai osannato, in egli si aggiungono, in quel momento, i sogni di poter risparmiare almeno il proprio; egli si maraviglia d’essersi potuto lasciar abbindolare, e mai tornerebbe indietro, anche se pensasse che, un giorno, potrebbe tornare lo spread.

Quanto più scompari dietro cattedre e convegni, il suo occhio si apre felice, gustoso e attivo, dalla ritrovata ampiezza di opportunita’ multiforme; l’aria gli pareva gravosa e morta, ora s’inoltra attento e speranzoso nelle città di nuovo operose; case vendute come case, strade che si aprono in strade, pare che gli ridiano il respiro; e davanti agli edifizi bramati dallo straniero, pensa, con desiderio pregno, al campicello del suo paese, alla casuccia a cui ha già messo gli occhi addosso, da gran tempo, e che comprerà, si’ comprerà, tornando ricco di fiducia e speranza, perche’ senza Monti.

Triste e’ il pensiero invece per chi non aveva mai spinto al di là di te neppure un desiderio fuggitivo, chi aveva composto in te tutti i disegni dell’avvenire, e n’è sbalzato adesso con Fini e Casini, e Montezemolo, da una forza perversa! Chi, staccato a un tempo dalle più care abitudini, e disturbato nelle più care speranze, si e’ affidato a te Monti, per avviarsi in traccia di sconosciuti che non ha mai desiderato di conoscere, e non hanno mai combinato niente in politica e non può adesso prigioniero dei Centrini e dei Perdenti con l’immaginazione arrivare a un momento stabilito per il ritorno al bipolarismo che solo puo’ pensar di fare!

Addio, IMU sulla casa natìa, dove, sedendo, con un pensiero occulto, s’imparò a distinguere dal rumore de’ passi comuni il rumore d’un passo aspettato di Equitalia con un misterioso timore.

Addio, disoccupazione sempre sentita straniera, lavoro mancante sogguardato tante volte alla sfuggita, passando, e non senza rossore; nuovamente la mente si figura un soggiorno tranquillo e perpetuo di cittadino attivo e partecipe.

Addio, inflazione. Addio, perdita di ogni rispetto agli occhi di chi preferisce il tecnico al democraticamente eletto. Addio, calo della produttivita’ e della produzione, dove l’animo tornò tante volte disperato, piangendo nel buio le lodi della liberta’ d’impresa a Monti invisa; dov’era promesso, preparato un mai visto decreto sviluppo; dove il sospiro segreto della felicita’ doveva essere solennemente benedetto, e la ripresa venir comandata, oramai quasi santa; addio! Chi toglieva a noi tanta giocondità è perduto; e non turbera’ piu’ la gioia de’ nostri figli, se non per esser loro monito per una più certa Italia e più grande.