Emigrazioni Disperazioni Ghettizzazioni Rompiconiglioni

Nei decenni ci sono state diverse emigrazioni dall’Italia al Regno Unito.

Fino agli anni ’50 era un viaggio per disperati che lasciavano tutto – spesso letteralmente, la guerra aveva lasciato tanti alla fame. Lavorando sodo, si integravano perfettamente, anche se distinguibili come comunità italiana. I contatti con i parenti e amici in Italia erano quasi inesistenti.

Dopo si è unita l’emigrazione professionale – persone che emigravano per scelta e per spirito imprenditoriale. Lasciavano tutto anche loro, i contatti erano al massimo i 900KHz sulla radio verso le 23 (se non sapete di cosa parlo, non preoccupatevi). Anche questi si integravano – amici britannici, notizie britanniche, famiglie britanniche, abitudini britanniche, Natale con panettone e Xmas cake.

Poi sono arrivati internet, i social…e i nuovi disperati. Disoccupati fino al midollo che emigrano perché non vedono alcuna speranza nel posto da cui vengono – ma non vorrebbero emigrare. Sono pronti a tutto e si specializzano in lavori da salario minimo. Non hanno molte possibilità neanche in UK ma almeno la speranza di un futuro migliore.

Però tanti di questi non si integrano.

Odiano il nuovo Paese, non sopportano i lunghi inverni bui e piovosi (se non freddi e nevosi), non sanno niente della società intorno a loro, conoscono solo altri disperati che vivono ai margini in comunità fatte di Whatsapp e Facebook. Non sanno chi sia a capo del loro Council, o perché esistano ancora i Windsor, che ci faccia la Regina a Natale in TV, chi siano i Monty Python o Fawlty Towers, e mai visto Father Ted (censurato in Italia). Guardano Sanremo su internet, conoscono i rappers italiani, dicono a tutti che torneranno appena possibile, magari domani. Non sanno perché le lapidi britanniche si cancellino dopo pochi decenni, o il bello di mangiare bubble and squeak.

Questi disperati, Brit-ofobi, costantemente con il sangue amaro, eternamente di passaggio, convinti che decine di milioni di persone intorno a loro siano buzzurri ignoranti sporchi che non capiscono niente – sono questi, quelli che mi preoccupano.

Te li ritrovi anche qui, tutti Remoaning e tutti che sputano nel piatto in cui mangiano, che tifano perché la sterlina crolli, ci sia la recessione, vada tutto a catafottersi così loro, magari in un tugurio al piano inferiore di un basement flat, saranno contenti e felici.

Ogni tanto uno viene fuori: “NCULO TUTTI IO O TROVATO LAVORO IN TALIA”

Ma tu sai che poi ritorna. Sempre più amareggiato, sempre più macchietta, sempre più fallito. E che mi preoccupa, perché chi lo incontra penserà, ma davvero gli Italiani erano quelli con i carri armati con una marcia avanti, e quattro indietro.