Immigrazione E Laicita’ Positiva

L’idea della “laicita’ positiva” rilanciata su Fare Futuro da Andrea Verde la comprendo.

Alla fine della fiera, qualunque movimento migratorio che diventi poi stanziale deve farsi assimilare/essere assimilato dalla societa’ ospite (a meno che non risulti da un’opera di conquista). E tenere le comunita’ separate, illudendosi che i turchi in Germania siano solo “di passaggio” dopo tre generazioni, o che non importi che fra gli indiani di Slough vicino Londra sia possibile vivere senza parlare una sola parola d’inglese, serve solo a ritardare l’inevitabile.

La soluzione francese pero’ la vedo come soluzione…francese. Dove altro al mondo sarebbe possibile imbastire un processo basato sulla sostituzione dello Stato alla religione (a quella cattolica, evidentemente) se non la’ dove a un certo punto c’erano i mesi del Brumaire e del Messidor? La stessa nazione e societa’ capace di tirar fuori la Commune, Gambetta e Bernadette di Lourdes nello spazio di pochissimi anni (e non parliamo neanche di quella Rivoluzione di cui come si sa e’ ancora troppo presto per comprenderne le conseguenze).

In Italia (che soffre ancora del famigerato tentativo dei Savoia di copiare le istituzioni francesi) bisogna trovare una soluzione italiana. Le premesse ci sarebbero pure, e perche’ no, visto che la “paura del diverso” nel Regno Unito si manifesta nei nazisti del BNP, in Francia nella cattiveria xenofoba di Le Pen, e in Italia invece nella Lega che vuole convincere i milanesi a considerarsi alla stregua degli anziani e delle donne incinte, e gli italiani a far finta di essere indiani pronti per le riserve.

Chiedere agli italiani di seguire le proprie regole mi sembra un obiettivo troppo ambizioso. Un modo per andare avanti invece potrebbe essere quello che Giulio Busi descrive sul Domenicale del Sole24Ore del 15 marzo scorso: “L’Europa illuminata dovrebbe, una volta per tutte, rinunciare a definire, oltre a se stessa, anche il proprio interlocutore, attribuendogli d’ufficio fisionomia, motivazioni, errori e offrendogli percorsi di riscatto.[...] Se dev’essere un dialogo, cerchiamo innanzitutto di fare abbastanza silenzio per sentire se qualche voce viene anche dall’altra parte“.

Un “modello francese” insomma che pero’ abbia il coraggio e si conceda il lusso di accogliere idee che sono diverse finche’ non diventano anch’esse condivise. Invece di tracciare linee di confine nella sabbia e trincerarsi dietro di esse, sarebbe molto piu’ utile essere se stessi e non aver paura di perdersi.

BBC Wakes Up To Benefits Of Warming (And To AGW Skepticism)

It’s an early Christmas for AGW skeptics in the UK with the BBC all of a sudden abandoning it’s monolithic “the world will turn into cinder” orthodoxy.

Step forward Stephen Sackur, broadcasting a series of programmes about Greenland (with one article saying that scientific studies of the Greenland Ice Sheet” may not necessarily “indicate that catastrophe is around the corner; and a video with a very optimistic Greenlander (at around 1m30s) who should be made to tour all Greenpeace and WWF meetings).

And step forward…Roger Harrabin (!!!), finally fed up alongside millions of fellow citizens with the baseless climatic forecasts by the MetOffice, demonstrably wrong for three years in a row. So fed up, Mr Harrabin, that he’s given some  BBC space to Piers Corbyn (!!!!!).