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Ma Chi Se Ne Importa Di Santoro…

E adesso si sente che Santoro avrebbe pure bisogno di essere difeso. Manco fosse Aung San Suu Kyi. Scrive Peter Gomez:

“E qui veniamo al secondo problema: quanti tra i sedicenti liberali alle vongole protagonisti della vita pubblica italiana, politici, editorialisti, direttori di giornali, capitani d’industria, prenderanno posizione per difendere non Santoro o Vauro, ma un principio? Io credo pochi. Perché la libertà di parola nasce nel ‘700 per poter parlare male di chi stava al potere. Per parlarne bene, infatti, c’erano già i cortigiani. C’erano allora e ci sono ancora. “

Ma difendere la liberta’ di parola e’ una cosa seria: troppo seria, di fronte ai giornalisti morti ammazzati, ai politici imprigionati, ai diritti civili calpestati di qua e di la’ perche’ un liberale e libertario si debba far fare ostaggio di chi provoca perche’ vuole provocare.

All’accusa delle vongole si puo’ rispondere che delle cozze piene di veleni non me ne importa un calamaro secco.

Si difendano da soli le loro polemiche create ad arte, per fare audience e quindi soldi. Come scrivevo in tempi non sospetti riguardo a un argomento molto simile:

“Ora, con tutti i problemi che esistono sul pianeta, davvero non me ne importa un tubo della voglia degli organizzatori della mostra al quartiere San Vitale di Bologna, di farsi impallinare, o di riuscire a dominare chi si ritiene offeso dell’esistenza stessa di quella mostra. Gli uni (e gli altri) fanno parte del problema, non della soluzione”

Avere poi un programma in RAI e lamentarsi di non poter parlare mi sembra una colossale montatura.

ps un pensiero per Vaso-Di-Coccio Vauro che e’ stato scelto come vittima sacrificale per fare contenti tutti. Ma sono sicuro che non rischiera’ la fame o la galera, e i suoi familiari non saranno seguiti da alcuna polizia segreta.

3 replies on “Ma Chi Se Ne Importa Di Santoro…”

[…] 16 aprile 2009 – Ma chi se ne importa di Santoro… Maurizio Morabito Post ironico sulla facenda Santoro. Il punto è che uno che viene cacciato dalla Rai non è protagonista dell’abolizione del diritto di parola ma, al massimo, una negazione di un privilegio (quello di partecipare ad un programma in rai). Vauro non morirà di fame, è sicuro ma questo non toglie che il privilegio di poter parlare in rai deve essere dato solo agli amici di chi governa… […]

‘Ma sono sicuro che non rischiera’ la fame o la galera, e i suoi familiari non saranno seguiti da alcuna polizia segreta.’
Ma guardi, non credo che sia quello il punto.

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