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Sul Complesso di Inferiorita’ Degli Atei Italiani

Piagnisteo a Genova dopo che la pubblicita’ sulla non-esistenza di Dio non viene accettata dalla concessionaria locale

“Biancheria intima e villaggi vacanze sì, ma guai a chiedere uno spazio pubblicitario e a usarlo per dire che Dio non esiste. Sembra che in questo paese non ci sia spazio per dichiararsi atei, che sia qualcosa di cui parlare con vergogna, o non parlare affatto, pena la censura. Alla Igp vorremmo chiedere se direbbero davvero di no a uno slogan che sostiene che Dio esiste”, ha detto Raffaele Carcano, segretario generale della [Unione degli atei e degli agnostici razionalisti]

Razionalisti forse, ma razionali proprio no…possibile che a nessuno di loro sia venuto in mente di controllare perche’ l’analoga iniziativa in Inghilterra conteneva il testo “Probabilmente non c’e’ nessun Dio” invece che “Non c’e’ nessun Dio“: perche’, altrimenti, sarebbe stata cestinata anche li’.

Non e’ certo la prima volta che attivisti atei in Italia dimostrano di non avere “santi in Paradiso”…che magari avrebbero potuto consigliare loro di limitarsi a un peraltro efficacissimo “Che Dio esista o meno“. Efficacissimo, almeno, se prendiamo per buona l’idea che la Uaar sia solo interessata a mostrare che per comportarsi moralmente e civilmente non occorra credere in una Divinita’.

4 replies on “Sul Complesso di Inferiorita’ Degli Atei Italiani”

Scusate, sono ateo e da qualche anno ho letto tanta roba nella convinzione di trovare – come dicono i credenti – la “verità”. Ebbene più leggo e più scopro che la verità e che non esiste nessun dio e che la religione e tutte le loro menate sono delle favole né più né meno come le storie mitologiche di ulisse, achille ecc. Ritornando al post mi chiedo: ma che necessità c’è di pubblicizzare che “dio non esiste”, è la stessa cosa per i gay: se tu sei gay che necessità hai di sbandierarlo ai quattro venti. Sono ateo convinto e non mi interessa di farlo sapere a tutti né sono interessato a (s)convertire i credenti all’ateismo. Aggiungo infine, che se un credente sta bene con la sua fede e ne trae conforto, beneficio ecc. buon per lui, perché gli devo rompere le scatole?… a patto che lui non li rompa a me. SAluti

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[…] 19 gennaio 2009 – Sul complesso d’inferiorità degli atei italiani Maurizio Morabito Questo post suscita riflessioni su un argomento veramente importante e che è passato quasi immediatamente nell’agenda dei media nazionali: la pubblicità degli atei dell’UAAR su due autobus di Genova. Maurizio dà alcuni suggerimenti di linguaggio abbastanza razionali. Aggiungo al suo testo il fatto che in questi giorni Roma è stata tappezzata di manifesti dei “Cristiano-Riformisti” (ma chi sono???) che dicono testuali parole: “La buona notizia è che dio esiste e anche gli atei lo sanno”. Se i razionalisti non sono stati razionali, credo che questi riformisti si sono dimostrati a dir poco arroganti… […]

e poi la UAAR dovrebbe rappresentare anche gli agnostici… qui entriamo nel campo degli ossimori: se uno ha la certezza che Dio non esiste allora non può essere agnostico!! o almeno credo, anche perchè io penso di essere agnostico e non sono sicuro che Dio non esiste, anzi tendenzialmente se devo scegliere preferisco pensare che esiste. In tutta la faccenda di una cosa sono certo: gli autobus di Genova hanno bisogno di soldi….

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