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2008: L’Anno In Cui Le Banche Hanno Perso

Niente da celebrare a fine anno in campo finanziario. Come commenta Floyd Norris sull’International Herald Tribune in “L’anno in cui il sistema si e’ rotto“:

I tassi di interesse a lungo termine sono ai loro livelli più bassi in mezzo secolo. I tassi di interesse a lungo termine sono ai livelli più elevati in quasi 20 anni. Quello passato si delinea come l’anno peggiore in sette decenni per il mercato azionario. Dei 10 giorni migliori per il mercato azionario durante questi ultimi 70 anni, sei sono accaduti nel 2008. Un eroe di Wall Street che ha costretto anni fa la Grande Finanza a trattare meglio gli investitori, ora ammette di aver frodato una generazione successiva di investitori per 50 miliardi di dollari. Un famoso avvocato ha detto di essersi appropriato di centinaia di milioni vendendo valori mobiliari fasulli a una serie di “hedge funds”. Gli economisti sono preoccupati per la deflazione. Gli economisti sono anche timorosi per l’inflazione. Il governo degli Stati Uniti presta denaro a imprese che prima non avrebbero mai potuto avere in prestito. Tutti temono un’ondata di fallimenti societari se le aziende non possono prendere in prestito denaro per risanare i prestiti in pagamento.

Questo è stato l’anno in cui il sistema finanziario ha smesso di funzionare. Quasi tutte le contraddittorie dichiarazioni sopra possono essere fatte risalire a questo fatto. […]

il settore bancario non era in grado di assumersi il proprio ruolo storico di finanziatore che pazientemente attende che i prestiti vengano rimborsati. Al contrario, le banche non hanno fiducia né nei propri bilanci, né in quelli di altre banche. Per una parte significativa dell’economia, il governo è diventato la prima e unica fonte di prestiti.

Per la maggior parte del 2008, la Federal Reserve e il Tesoro degli Stati Uniti non si sono resi conto che il sistema bancario si trovava di fronte a una crisi di solvibilità piuttosto che a una di liquidità. Gli sforzi volti a fornire liquidità si sono rivelati inefficaci perché nessuno aveva [o ha] fiducia nei valori delle enormi quantità di prodotti derivati e cartolarizzati che le banche possiedono.

È più o meno evidente che è l’intero sistema bancario che ha bisogno di essere rivisto. Non appena le cose si sono messe male, e’ praticamente scomparso alla vista, a parte poche eccezioni degne di nota (e nessuno scommetterebbe che quelle eccezioni non saranno a loro volta in difficoltà nei prossimi mesi, se non settimane …).

Forse dovremmo semplicemente accettare il fatto che cosi’ come stanno le cose, tutte le banche sono in ultima analisi di proprietà statale. E un po ‘come la maggior parte delle grandi compagnie aeree degli Stati Uniti, le banche saranno periodicamente capaci di fare un grande, grande pasticcio con i loro conti.

Il problema è che fanno il pasticcio con il denaro degli altri…

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2008: The Year We Lost (Financial) Contact

Sobering end-of-year commentary by Floyd Norris on the International Herald Tribune: “The year the system failed“:

Long-term interest rates are at their lowest levels in half a century. Long-term interest rates are at their highest levels in nearly 20 years. This is shaping up as the worst year in seven decades for the stock market. Of the 10 best days the stock market experienced during those 70 years, six came in 2008. A Wall Street legend who became a hero for forcing Wall Street to treat investors better now admits to defrauding a later generation of investors of $50 billion. A prominent lawyer is said to have embezzled hundreds of millions by selling phony securities to hedge funds. The economists are worried about deflation. They are also fearful of inflation. The U.S. government is lending money to businesses that never could have borrowed from it before. People fear a wave of corporate bankruptcies as companies find they cannot borrow money to repay loans that are due.

This was the year the financial system stopped working. Nearly all the contradictory but accurate statements above can be traced to that fact. […]

the banking industry was in no position to assume its historical role as a lender that patiently waited for loans to be repaid. To the contrary, banks trusted neither their own balance sheets nor those of other banks. For a significant part of the economy, the government became the lender of first and only resort.

For most of 2008, the Federal Reserve and the U.S. Treasury failed to realize that the banking system faced a solvency crisis rather than a liquidity crisis. Efforts to provide liquidity proved ineffectual because no one had confidence in the values of enormous amounts of derivatives and securitizations that the banks owned.

It is more or less self-evident that it’s the whole banking system that needs to be reviewed. As soon as things turned sour, it kind of disappeared from view, apart from few notable exceptions (and nobody would bet they won’t get in trouble in the next few months if not weeks…).

Perhaps we should just accept that as things stand, all banks are ultimately owned by the state. And rather like most major US airlines, banks will periodically make a big, big mess with their accounts.

Trouble is, they make the mess with everybody else’s money too…