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Giulia Innocenzi: Ultime Ore Per Le Firme Per La Candidatura A Segretario PD Giovani

Un nuovo messaggio da Giulia Innocenzi, (forse) candidata radicale a Segretario dei Giovani del Partito (forse) Democratico:

In queste ore mi sono candidata da radicale, coordinatrice degli Studenti Luca Coscioni e iscritta a Radicali Italiani, alla segreteria dei Giovani del PD. È un’impresa difficile, ma non impossibile, per tentare ancora una volta di fare del Partito Democratico, un partito democratico. Dopo le lettere aperte che ho scritto a Walter Veltroni, e dopo il presidio davanti alla sede del PD insieme ad altri compagni radicali, siamo riusciti ad ottenere il primo risultato: la pubblicazione del regolamento e la proroga dei termini per presentare la candidatura alle primarie del PD Giovani.

Per riuscire in questa impresa, però, c’è bisogno del tuo aiuto:
occorre raccogliere 600 firme entro la mezzanotte del 2 ottobre per presentare la mia candidatura. Di queste firme, in 5 regioni è richiesto un minimo di 50. Possono firmare tutti coloro che hanno dai 14 ai 29 anni. Ma l’impegno può essere di tutti.

Puoi scaricare e stampare questo modulo dove raccogliere le firme:
modulo_giovani_pd_innocenzi_firma.pdf
e inviarlo immediatamente al numero di fax:
0668805396 o scannerizzato all’email
pergiuliasegretario@gmail.com

In questi giorni sto ricevendo incoraggiamenti e adesioni alla battaglia per la legalità e la democraticità delle primarie non solo da Radicali e simpatizzanti, ma anche dai Piddì, da quelli stanchi della spartizione di poltrone e di decisioni prese dall’alto.

C’è ora bisogno del tuo aiuto, per affermare i principi di legalità e di libera associazione e anche per poter mettere al centro dei temi dei giovani (ma non solo) del Partito Democratico le lotte di Luca Coscioni e Piergiorgio Welby.

Fammi sapere cosa puoi fare. Il tuo aiuto, anche con la raccolta di poche firme, può essere straordinariamente prezioso.

Giulia Innocenzi
Coordinatrice Studenti Luca Coscioni
Candidata alla Segreteria Giovani PD

Cosa Puoi Fare:

 

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Iran-caused Hawkish Schizophrenia

(Letter to the IHT)

Dear Editors

I am quite worried for the weeks to come.

A lame-duck US Presidency unable to convince Congress to pass its financial rescue package, and utterly unpopular around the country, may as well try to use an attack against Iran as a way to bolster its image, and to leave another lasting (and deadly) legacy. We could wake up one morning to hear very bad news indeed.

There is at this moment one question I would really like anti-Iranian hawks to answer.

The Iranian regime is building the Bomb because of perceived threats to its national security, That much will certainly be agreed by all: every country member of the “nuclear weapons club” has entered it because of security (and prestige) concerns.

Also, nuclear weapons are pretty much useless for an offensive strategy, as demonstrated by 63 years without a single atomic attack. Furthermore, even a single botched nuclear explosion, say, in Tel Aviv, would massively increase the risk for the regime, as most certainly followed by a massive atomic retaliation against Tehran.

And yet: commentator Gary Milhollin (“An arms race we’re sure to lose“, IHT, Sep 29) and reader James W. Litsey (“Stopping Iran“, Letters section, IHT, Sep 30) respectively recommend “a credible threat of international economic and diplomatic isolation” and making NATO “soon intervene by whatever means necessary“.

How on earth can they believe the above will make Iran change its mind? To the contrary: by piling up threats, Iran will surely be convinced to accelerate its nuclear program even further.

Shouldn’t we remove threats instead, and go back to old-fashioned diplomacy, thereby destroying the case for a nuclear Iran?

Didn’t that work with Lybia, and perhaps even with North Korea?

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Catastrofismo Economia Italiano Politica USA

Catastrofismo Finanziario, Non Catastrofe (per ora)

Un grande articolo (in inglese) dal blog misto inglese / italiano blog “noisefromAmerika” con David K. Levine e Michele Boldrin che spiegano i motivi in base ai quali non sembra che il sistema finanziario mondiale stia per crollare domani.

A meno che la coppia Bernanke&Paulson in America  non dicano tutta la verità …

Tutto ciò spiega anche l’altrimenti assurdo comportamento di tanti politici americani, che dichiarano un imminente Armageddon con una mano, e litigano su quello che al confronto sarebbero solo sciocchezze, con l’altra.

Come di consueto, l’unica cosa di cui aver paura è la paura stessa (e una soluzione troppo affrettata). A questo ritmo, la cosa migliore che può accadere è che nulla di sostanziale sia fatto fino a dopo le elezioni presidenziali. Manca poco piu’ di un mese. Se il Presidente Bush è davvero preoccupato, può imporre un mese di ferie bancarie forzate, come fece Franklin D. Roosevelt per qualche giorno, tanti anni fa.

[…] il valore complessivo dei mutui in sospeso è di $11mila miliardi […] mentre il valore dei contratti di assicurazione scritti su di essi è di circa cinque volte più grande. Chiaramente, le Mortgage Backed Securities (MBSs), i CDOs e così via, sono stati utilizzati come garanzia per un sacco di altri prestiti […] Ciò spiega perché sia il valore di quei mutui a poter far cadere l’intero castello di carte […]

Il problema nel settore bancario è la possibilità di fallimenti a cascata, con le banche insolventi che fallendo trascinano giù le banche piu’ solide […]

Qual è la soluzione? Una è far intervenire il Governo perche’ acquisti titoli, come proposto nel piano di salvataggio [appena bocciatio dal] Congresso USA.

[Se tali titoli non sono adeguatamente valutati, il governo potra’ ottenere] solo titoli a valore inferiore [a quanto stimato] con i contribuenti a dover pagare la differenza. Si noti che quelli che raccolgono i frutti sono i possessori di titoli senza valore […] In effetti, per evitare che le banche peggiori trascinino con loro quelle migliori, salviamo le banche peggiori.

Ci sono molti sistemi alternativi a quello proposto dal Tesoro USA:

  • Richiedere alle banche di effettuare aumenti di capitale. [In quel caso] le perdite sono a carico delle banche migliori piuttosto che del contribuente
  • Scambiare debiti con partecipazioni azionarie. [E’ noto che] regimi di “remissione del debito” hanno aiutato nella risoluzione di crisi finanziarie, in passato.
  • Fare comprare allo Stato USA immobili per il valore del credito ipotecario
  • Forzare una liquidazione ordinata dei titoli derivati basati sui mutui […]

E’ vero: ci possono essere fallimenti a catena e cio’ è una cosa negativa. Ma tutto quello non avviene istantaneamente, non domani, non la prossima settimana, non il mese prossimo […]

Alla fine della fiera, in un futuro immediato la situazione è questa. La Federal Reserve Bank e le sue agenzie-sorelle […] possiedono già forti strumenti per gestire fallimenti nel sistema bancario. […] Non abbiamo visto fallire le banche migliori, né abbiamo visto fallimenti a catena. Non ci è stato dato alcun motivo per pensare che qualcosa del genere sia imminente. […]

Il fatto che le banche siano riluttanti a prestare le une alle altre non ha molto impatto sulla loro capacità di prestare a breve termine ai clienti. […]

Se la Federal Reserve Bank e il Tesoro USA dispongono di informazioni in base alle quali le cose stanno peggio di quanto riferito da Bernanke, essi dovrebbero dirci quali siano quelle informazioni. In caso contrario dovrebbero dire chiaramente che l’Apocalisse non è dietro l’angolo.

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catastrophism Economics English Politics USA

The Financial Sky Is Not Falling (Yet)

A great post (in English) from mixed English/Italian blog noisefromAmerika with David K. Levine e Michele Boldrin explaining why it does not look like the world financial system is going to collapse tomorrow.

Unless the Bernanke&Paulson couple is not telling the whole truth…

That would also explain the otherwise absurd sight of politicians declaring an upcoming Armageddon with one hand, and squabbling for petty gains on the other.

As usual, the only thing to fear is fear itself (and a rushed-up solution). At this rate, the best thing that can happen is that nothing substantive is agreed until after the Presidential Elections. It’s only a month to go. If President Bush is really worried about it all, he can always impose a one-month bank-holiday period 😉

Most academic economists – the economists who do not work for companies likely to benefit from the bailout, nor for the President – are opposed to this plan […]

the total value of outstanding mortgages is $11 trillion […] while the value of insurance contracts written on them is about five times as large. Clearly, Mortgage Backed Securities (MBSs), CDOs and so on, were used as collateral for lots of additional borrowing […] That explains why, as the value of those houses is dropping the whole castle of cards threatens to crumble. […]

The problem in banking is the possibility of cascading failures, that the failure of bad banks may drag down the good banks […]

What is the solution? One is for the government to step in and buy securities, as proposed in the bailout plan before Congress.

[If those securities are not properly valued, the government] will only get securities worth less than that with the taxholder responsible for the difference. Notice that the ones who reap the rewards are the holders of bad securities […] In effect in order to keep the bad banks from driving out the good we rescue the bad banks.

There are many alternative schemes to the one proposed by Treasury:

  • Require banks to raise more capital. [In that case] the losses are borne by the good banks rather than the taxpayer
  • Forgive debt in exchange for equity. [It is well known that] debt forgiveness schemes have worked for resolving financial crises in the past.
  • Buy foreclosed houses for the value of the mortgage
  • Force an orderly winding down of the housing based derivative market […]

Yes: there can be cascading bank failures and that is a bad thing. But it does not happen instantly, not tomorrow, not next week, not next month […]

The bottom line, in the immediate future, is this. The Federal Reserve Bank and its sister agencies […] already have strong tools against a cascading failure of the banking system. […] We have not seen good banks fail, nor have we seen cascading failures. We have been given no reason to think anything of the sort is imminent. […]

To debunk the obvious: Washington Mutual failed Thursday night. Washington Mutual ATM cards continue to function as usual. […] The fact that banks are reluctant to lend to each other does not have much impact on their ability to make short term loans to customers. […]

If the Federal Reserve Bank and Treasury in fact have information that things are worse than Bernanke reported they should tell us what it is. Otherwise they should stand up and make it clear that doomsday is not around the corner.

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Sull’Aborto, Una Scelta Cristiana Perfettamente Ragionevole

Le affermazioni che vado a riportare mi sembrano andare quasi oltre l’ovvio. E invece ci sono tanti che per qualche motivo pensano altrimenti. In Italia poi, con una Conferenza Episcopale che si occupa non di anime ma di politica, le speranze sono nulle.

Dalla pagina “Aborto e Contraccezione” sul sito della Chiesa Metodista:

  • l’aborto è un male
  • ci sono dei casi in cui l’interruzione della gravidanza può essere il minore dei mali

In particolare:

  • alla madre vanno chiaramente comunicate le alternative all’aborto
  • l’aborto deve essere evitato se possibile, offrendo assistenza alle ragazze madri durante la gravidanza, e l’adozione dei loro figli se, dopo il parto, la madre non può offrire una casa al bambino
  • il risultato dell’unione di uno spermatozoo umano con un ovulo umano è ovviamente umano
  • il diritto dell ’embrione al pieno rispetto [come essere umano] aumenta durante la gravidanza
  • sarebbe fortemente auspicabile che, attraverso progressi nella scienza medica e del welfare sociale, tutti gli aborti diventassero inutili
  • aborti in stadi avanzati della gravidanza vanno ammessi solo in rare eccezioni
  • se l’aborto diventasse nuovamente un reato, vi sarebbe un aumento dei rischi di problemi di salute e di numero dei morti, a causa di pasticciati aborti clandestini
  • rifiutare di considerare la possibilita dell’aborto in tutti i casi significa condannare alcune donne e bambini a sofferenze terribili e a morte crudele in nome di un assolutismo che la natura stessa non osserva
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On Abortion, A Perfectly Reasonable Christian Stance

Personally I find the following statements bordering on the obvious. For some reason, many people think otherwise, in one sense or another…and unbelievably, abortion is still somehow an issue in US politics.

From the Methodist Church’s “Abortion and Contraception” web page:

  • abortion is always an evil
  • there will be circumstances where the termination of pregnancy may be the lesser of evils

And in particular:

  • the mother should be told clearly of the alternatives to termination
  • abortion should be avoided if at all possible by offering care to single mothers during pregnancy, and the adoption of their children if, at full term, the mother cannot offer a home
  • the result of the coming together of human sperm and ovum is obviously human
  • the right of the embryo to full respect […] increases throughout a pregnancy
  • it would be strongly preferable that, through advances in medical science and social welfare, all abortions should become unnecessary
  • late abortions should be very rare exceptions
  • if abortion were made a criminal offence again, there would be increased risks of ill-health and death as a result of botched ‘back-street’ abortions
  • to refuse to countenance abortion in any circumstances is to condemn some women and their babies to gross suffering and a cruel death in the name of an absolutism which nature itself does not observe
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AGW Climate Change CO2 Emissions GHG Global Warming Omniclimate Science

Is There Any Industry Making Use of the Greenhouse Effect?

Yes, it is a genuine question. And no, I do not want to hear about Al Gore / other politicians / greenies / lobbyists.

Is there any type of industry making use of the greenhouse effect? I understand that CO2 is added to actual greenhouses, but not because it is a GHG. Would be interesting to find out if such a world-changing phenomenon is or has been of practical use.

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Climate Change CO2 Emissions Global Warming Omniclimate

If Whitened Cities Will Cool The World…

…doesn’t that mean that greyed-out cities have warmed the very same world?

I was going to post something along those lines tonight but I just noticed JPL kind of beat me to it (via Watts Up With That?).

In fact: let’s assume Hashem Akbari is right, and “higher albedo surfaces (roofs and pavements) directly cool the globe” and we better get the UN “to install cool roof/pavement in 100 largest cities“.

But in the past 100 years or so we did cover vast areas of the planet with rather grey tarmac/asphalt, in the form for example of road networks and airports.

Those have obviously lowered the overall albedo, directly WARMING the globe. Isn’t that one additional little dent against the “It’s all fault of humanity’s CO2” obsession, or what?

ps just wait until somebody states that old people are more friendly to the environment, because a white hairdo has a very high albedo

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English Environment Science

Antarctica, Beyond Any Imagination

In this video (got it from the Bad Astronomy blog) a rather clear example of what “Condition 1” is in Antarctica.

It gives the idea of the awfulness of the place, more than the standard definition (“wind speed > 55knots, or visibility less than 30 yards, or wind-chill temperature of -100F”).

Apparently it is forbidden to go anywhere out, under “Condition 1”. It is even forbidden to go rescue anybody.

I guess the penguins just get on with it.

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Clima Italiano Scienza

Antartide, Oltre Ogni Immaginazione

In questo video, viene visualizzata la Condizione Uno in Antartide, che significa venti a piu’ di 55 nodi (circa 100km/h), o visibilita’ meno di 30 metri, o temperatura con wind-chill meno di -60C.

E’ ovviamente proibito andare da nessuna parte, in Condizione Uno. Non e’ permesso neanche partire per missioni di soccorso.

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English EU Europe Politics

Belarus, Just a Tad Less Hopeless

Surprisingly upbeat news report on BBC Radio4 tonight about the upcoming elections in Belarus (Sunday 28 Sep).

President/Dictator Aleksander Lukashenko is still the dominating force but his Government is at least pretending to be more democratic than last time around. In all likelihood, these overtures will result in an organized opposition, leading to a new round of repression and/or the end of Lukashenko’s Dictatorship.

ps rumor has it that Belarus is just trying to woo the EU, in order to have a little more weight in its relationship with Russia…

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Europa Italiano Politica

Bielorussia, Un Po’ Meno Disperazione

Sto ascoltando alla radio della BBC un servizio sorprendentemente speranzoso sui possibili “cambiamenti” in corso in Bielorussia, dove si vota domenica 28 settembre in un’atmosfera che sara’ comunque dominata dal Dittatore-Presidente Lukashenko.

Se non altro, quest’anno il Governo sta cercando di far finta di essere piu’ democratico e meno violento delle altre volte. Aspettiamoci che queste “aperture” si traducano in qualcosa di concreto, come un’opposizione di nuovo organizzata. Seguira’ una nuova repressione e/o la caduta dell'”Ultimo Dittatore d’Europa”.

ps le malelingue diranno che la Bielorussia sta facendo le fusa all’Europa per poter avere un po’ piu’ di peso nei suoi rapporti con Mosca

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English History International International Herald Tribune Politics USA

What Has President Nixon Ever Done To Us?

James Grant is right in pointing out that one root of today’s financial troubles lies in the Nixon administration’s decision, on Aug. 15, 1971, “that the dollar would henceforth be convertible into nothing except small change” (“The buck stopped then“, IHT, Sep 25).

Really, there’s lots of disasters that can be directly linked to the fewer-than-usual days of Richard M. Nixon as President.

Abroad: the bombing of neutral Cambodia and Laos, resulting in 4 students dead at Kent State in Ohio, and the establishment of the genocidal Pol Pot regime; the threat to India with nuclear-powered USS Enterprise in 1971, resulting in India’s and subsequently Pakistan’s nuclear (bomb) programs; the approval of Pinochet’s bloody coup in Chile in 1973, with a dwindling support for US interests by Latin American governments ever since.

Domestically: the end of all human voyages beyond Earth orbit; the ballooning-up of the Federal Government with the establishment of a long list of Government Agencies; the abuse of Presidential powers with their following corrosion for more than a quarter of a century; the “culture wars” between Republicans and Democrats, all trying to despise each other most; Donald Rumsfeld; and of course the original declaration of the “war on drugs” that surely must have been the most inefficient endeavor ever taken by humanity.

Nixon’s Presidency started a little less than forty years ago. Its legacy, who knows when it will end?

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Elezioni2008 Italia Italiano Politica

Il Viale del Tramonto del non-Senatore Di Girolamo

Ricevo e rimando a nome “Ottavio Gambardella”. Da notare che come anche riportato da ItaliaChiamaItalia, il Senatore/non-Senatore DI Girolamo puo’ restare libero per il momento perche’ e’ sicuramente “piu’ pericoloso per se stesso che per gli altri“, avendo dimostrato una rara incapacita’ nel pianificare la sua candidatura da italiano (fintamente) all’estero:

Il Senato ha oggi (24 settembre) approvato le conclusioni della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari volte a negare l’autorizzazione all’esecuzione dell’ordinanza applicativa della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti del senatore Di Girolamo, cui l’autorità giudiziaria contesta una serie di reati connessi alla sua elezione presso la Circoscrizione estero in assenza dei requisiti di elettorato passivo.

Come sottolineato dal relatore, sen. Sanna (PD), pur concordando sull’assenza nella richiesta di autorizzazione di un fumus persecutionis nei confronti del sen. Di Girolamo, la Giunta ha tuttavia convenuto su una posizione di diniego in considerazione sia della gravità del reato, essendo i rari precedenti di concessione di autorizzazione all’arresto riferiti a reati di gravità nettamente superiore, sia della limitata rilevanza della misura cautelare richiesta nell’ambito del procedimento penale in corso.

Il relatore Sanna ed altri intervenuti al dibattito (rinvenibile per esteso sul sito del Senato) hanno peraltro sottolineato che nel giro di pochi giorni (martedì 30 Settembre) la Giunta voterà la contestabilità o meno dell’elezione del Di Girolamo sulla base del rapporto dell’apposito Comitato Inquirente. In quella sede, nelle audizioni del 4 agosto e 15 settembre scorsi, sono stati sentiti ben cinque testimoni tra i quali i tre residenti nell’appartamento di due stanze a Bruxelles dove il Di Girolamo aveva auto-certificato di risiedere il 14 febbraio scorso, una funzionaria del Consolato ed il Console Generale d’Italia in Belgio.

Ricordiamo che quel Consolato ha ufficialmente annullato (con effetti ex tunc) lo scorso 14 maggio 2008 il certificato di residenza all’estero del Di Girolamo, sulla base delle verifiche effettuate direttamente nonchè della documentazione prodotta dalle locali autorità belghe.

Il senatore Micheloni è intervenuto in aula per sollecitare una modifica della legge 459/2001, con l’inclusione -tra l’altro- di un termine minimo di iscrizione all’AIRE per l’esercizio dell’elettorato passivo all’estero. Egli ha anche richiesto alla Presidenza di considerare la proposta di modifica del Regolamento del Senato depositata lo scorso 23 giugno con la quale si chiede l’istituzione di una Giunta per el questioni degli Italiani all’estero.

Contro le conclusioni espresse dal relatore Sanna si è espresso il sen. Li Gotti, tenuto conto della gravità della fattispecie di reato di falso ideologico (con pena massima di 10 anni) e dei reiterati tentativi di inquinamento probatorio già rilevati nel corso delle audizioni del Comitato Inquirente.

Secondo altri senatori (Malan, Lusi, Mazzatorta e D’Alia) invece, tale pericolo di inquinamento non sussiste in quanto le prove documentali e le confessioni dei testimoni sono state già acquisite, così come la documentazione istruttoria dell’indagine portata avanti dalla Procura di Roma, anche tramite la polizia federale belga attivata in base a rogatoria internazionale.

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Climate Change Global Warming Omniclimate Science

Warm Weather Does Not Concern The UK Met Office

An entire article about the unfavourable effects of the weather on people’s health, and not a single mention of anything relating to warmer conditions…

Does anybody know why the BBC and the UK Met Office are unable to logically follow the above, and proclaim a very, very good side of the expected warming in the next years?

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Italia Italiano Partito Democratico Politica Veltroni

Quale Democrazia nel Partito Democratico?

Come dire…le Botteghe sono ancora molto, molto Oscure…

Ricevo e volentieri riporto:

Giulia Innocenzi* , 22 settembre 2008, 18:32

Pd/ Il caso L’appello di una militante che vorrebbe candidarsi alle primarie per l’elezione del segretario nazionale dei giovani democratici. Ma, a quanto da lei denunciato, sta incontrando una serie di ostacoli “burocratici” che incidono sulla reale democraticità del voto

Una candidatura necessaria, per la legalità e la democraticità delle elezioni primarie che decideranno chi sarà il Segretario dei Giovani del PD. Una candidatura esterna, che non fa parte delle correnti interne al PD, DS e DL, e che proprio per questo si scontra con delle regole non- regole, incerte, non pubblicizzate. E’ da leggere in questo contesto la mia candidatura, la candidatura di una radicale che non ha mai partecipato alla spartizione partitocratica delle cariche e che non porta con sé “un pacchetto” di voti.

La candidatura di una giovane cittadina appassionata di politica e mossa da una responsabilità civica che la spinge a portare avanti la sua battaglia, perché delle primarie possano veramente dirsi tali.

Purtroppo, però, i dirigenti del Partito Democratico non sembrano pensarla allo stesso modo, e al momento non ho avuto alcuna risposta alle due lettere aperte indirizzate a Walter Veltroni e pubblicate su Europa e sulle agenzie di stampa.

Sono venuta a sapere in modo del tutto informale da amici “beninformati” , che esisterebbe già un regolamento, pur non essendo stato comunicato ufficialmente. Tale regolamento, in base al quale le elezioni sarebbero previste per il 17 e il 18 ottobre e che richiede la raccolta di 600 firme in almeno 5 regioni entro il 25 settembre (tra tre giorni!), si trova su un sito (www.pdnetworkgiovani.it) che non è nemmeno linkato, né in alcun modo citato, dal sito ufficiale del PD.

Inoltre, se questo fantomatico regolamento fosse quello considerato come “valido”, per un candidato “non di apparato” sarebbe materialmente impossibile rispettarlo, visto che esso richiede di utilizzare “moduli nazionali scaricabili dal sito del PD”, dei quali moduli, però, non vi è traccia né sul sito stesso, né su alcun altro sito.

In questa vera e propria caccia al tesoro non è dato avere alcuna informazione ufficiale: quando abbiamo contattato la sede del Partito Democratico per conoscere le date di consegna della raccolta delle firme per la candidatura a segretario, infatti, ci è stato detto di contattare un nome di un probabile candidato a segretario.

Intendiamo far presente che vi è di fatto un contrasto di legittimità politica tra le scelte del tavolo nazionale dei giovani del Pd e la segreteria nazionale. Non c’è stato peraltro séguito alla comunicazione del tavolo di costituzione dei tavoli promotori regionali da parte degli organi nazionali del partito. Ad oggi chiediamo come proposta al tavolo nazionale dei giovani di deliberare una proroga alle scadenze già stabilite, sia sulla candidatura alla segreteria nazionale sia relativa agli impegni per la mobilitazione della raccolta firme e alla costituzione dei banchetti informativi per le primarie.

La battaglia continuerà fino a quando non vi sarà un ripristino della legalità e vi sarà una completa legittimazione politica del tavolo nazionale dei giovani da parte degli organi stessi di partito, e domani 23 settembre dalle ore dieci davanti alla sede del Partito Democratico ci sarà il presidio – dalle ore 11 la conferenza stampa – di tutti coloro che credono nel Partito Democratico, in un partito democratico.
Per la mia candidatura, per tutte le candidature. Perché le primarie siano aperte a tutti coloro che vogliono concorrere al rinnovamento politico e ideologico del partito.

*Iscritta ai Radicali Italiani e all’Ass. Luca Coscioni

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Thirty Thousand Attempts to Keep Turkey Out of the EU

I was attracted at first to UCLA History Professor Perry Anderson’s contribution to the London Review of Books (LRB) in the 11 Sep 2008 issue (“After the Ottomans”, also titled “Kemalism”) by four peculiarities.

First of all the topic: the discussions about letting Turkey in the European Union are obviously helping define what the “European Union” actually is (or is not). The history of modern Turkey occupies an important spot in the debate, and Anderson’s article promised to deal with that in great detail.

In fact (and here lies the second oddity about “After the Ottomans”) it was a very long piece, running to a total of more than 14,000 words.

This is not a good or bad thing per se: but the vast majority of LRB articles are much, much shorter, little more than a couple of pages in print and less than 5,000 words (2,700 words for Rosemary Hill‘s “Making Do and Mending”, 25 Sep 2008; 4,700 words for Sheila Fitzpatrick’s “Like a Thunderbolt”, 11 Sep 2008) .

Longer pieces are not common; for example the 15,000 words for John Upton’s “In the Streets of Londonistan”, 22 Jan 2004). Actually, the fact that authors are given a restricted space to express their opinions, does set the LRB apart from, say, the New York Review of Books and The New Yorker.

Third, LRB articles usually sport very peculiar titles (check the examples above): Anderson’s was very uncharacteristically just a pure statement of fact.

Fourth, as it appeared obvious from the start, Anderson was not going to review any particular book: “After the Ottomans” was an essay in political history, with more than a whiff of polemics about everything Turkey.

Imagine then my surprise (or lack thereof) when the very next issue of the LRB hosted yet another Perry Anderson article on Turkey (“After Kemal”, 25 Sep 2008).

Once again the unimaginative title, the lack of any book to review (rather than simply quote and mostly, summarily dispose of), and the huge amount of paper devoted to it: 10 full pages, 16,000 words, of course mostly with very little of positive to say about Turkey.

So we got all of 30,000+ words on the single topic of post-Ottoman Turkish history: perhaps a record for the LRB, perhaps not. But it was all natural that I started wondering what was behind the LRB Editors’ choice to deluge their readers with enough words to fill up around 15 “standard” articles.

Now, I am not going to dwell into the “truth” of what Anderson has written about, from the end of the Ottoman Empire to today (it would be nice if a counter-article were to appear, perhaps on the LRB itself).

Who am I (who is anybody) to be able to reply to Anderson’s finely detailed history of Turkey, without risking getting buried by hundreds of pieces of information that only a lifelong study of a subject can provide?

And still: the two bits I dare considering myself rather familiar with, the conditions leading to the 1980 coup and the preparations and aftermath of the 1974 invasion of Cyprus, I do not remember them as clear-cut as described by Anderson, with the Turks invariably playing the “baddy” roles.

In truth, “After the Ottomans” and “After Kemal” do not read as works of scholarship as much as political-journalistic polemical essays, like a pamphlet of old, with an underlying “discourse” that keeps both articles together and absolutely consistent throughout. Oh, and all scholars that disagree with Anderson, each single one of them, have sold their souls to the Devil, I mean, the Ankara government.

In Anderson’s Turkish history everything is explained and neatly falls in place within the “narrative”. Even what shouldn’t follow that pattern (like the end of Menderes’ rule after being described as economically and politically strong) is classified as “part of a cycle” common to all centre-right Turkish governments: a cycle whose existence and reasons are however not truly explored.

Therein lies my biggest critique of Anderson’s double anti-Turkish whammy. Readers are being offered a partial and partisan representation of history, dressed up as the one and only truth, with no a single doubt expressed to it.

Turkey, they learn, is invariably on the wrong side of history (Turkish leftist politicians aside, apparently), behaving rather badly and with little in common to the rest of Europe, apart from a relentlessly-pursued (by Anderson) list of all that makes successive Kemalist and post-Kemalist governments in Ankara a sort of heirs to the Nazis.

That may be so: but why devote 30,000 words to it right now? Well, Anderson does actually provide an unwitting explanation to that: ironically, by making a very strong case for Turkish EU membership:

The conventional reasons for which it is pressed within the EU are legion: militarily, a bulwark against terrorism; economically, dynamic entrepreneurs and cheap labour; politically, a model for regional neighbours; diplomatically, a bridge between civilisations; ideologically, the coming of a true multiculturalism in Europe. In the past, what might have been set against these considerations would have been fears that such an elongation of the Union, into such remote terrain, must undermine its institutional cohesion, compromising any chance of federal deepening. But that horse has already bolted. To reject Turkish membership on such a basis would be shutting the door well after there was any point in it. The Union is becoming a vast free range for the factors of production, far from an agora of any collective will, and the addition of one more grazing ground, however large or still relatively untended, will not alter its nature.

In Turkey itself, as in Europe, the major forces working for its entry into the Union are the contemporary incarnations of the party of order: the bourse, the mosque, the barracks and the media. The consensus that stretches across businessmen and officers, preachers and politicians, lights of the press and of television, is not quite a unanimity. Here and there, surly voices of reaction can be heard. But the extent of concord is striking. What, if the term has any application, of the party of movement? It offers the one good reason, among so many crass or spurious ones, for welcoming Turkey into the Union. For the Turkish left, politically marginal but culturally central, the EU represents hope of some release from the twin cults and repressions of Kemal and the Koran; for the Turkish poor, of chances of employment and elements of welfare; for Kurds and Alevis, of some rights for minorities

Is it this then: with his essays, is Anderson trying to weigh in to keep Turkey out the EU unless certain conditions are met, exactly because there is an overwhelming list of reasons for Turkey to be accepted right now? It is telling that the listed “hopes” for the Turkish left, the Kurds, the Alevis form for Anderson some of the reasons for impeding Turkey’s “accession process”: thereby killing those very same “hopes”…

One last point: Anderson has been provided a pulpit by a major publication. Is the LRB in the business of torpedo-ing the chances for a European Turkey?

I do think the LRB Editors should come out honestly about it, explaining their own reasons for allocating a large amount of magazine real estate to…a pamphlet. A pamphlet unlike any other LRB article.

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Arcobaleno Capovolto. E Repubblica Spara Un’Altra Bufala.

(un nuovo articolo su Svipop)

ARCOBALENO CAPOVOLTO. E REPUBBLICA SPARA UN’ALTRA BUFALA
di Maurizio Morabito e Peppe Caridi

Un arcobaleno capovolto fotografato a Cambridge è stata l’occasione di un’altra invenzione di Repubblica, che ne ha approfittato per sostenere che è un effetto dei cambiamenti climatici. Nulla di più falso, è un fenomeno naturale ben conosciuto che non ha niente a che vedere con i cambiamenti del clima. Ma forse per capire l’insistenza di Repubblica è utile sapere che la proprietà del quotidiano è la stessa di Sorgenia, azienda leader nel settore dell’energia eolica. (Cliccare qui per il resto dell’articolo)

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U.S.: Urgent Appeal by the Research Society on Alcoholism

Subject: RSA – Mental Health Parity Act – ACT NOW

Dear RSA Members:

You should have received the message below pertaining to the Mental Health Parity Act on Friday afternoon.

We are writing again to reinforce the importance of you contacting your senators and congressmen.

THE TRAIN HAS LEFT THE STATION. A VOTE MAY BE TAKEN THIS AFTERNOON – PLEASE TAKE A MOMENT TO CALL YOUR REPRESENTATIVES NOW. TIME IS OF THE ESSENCE!

Thank you, Peter

Peter M. Monti, Ph.D. RSA President

“““““““““““““““““““““““““““` RSA E-NEWS:

CALL YOUR SENATORS AND CONGRESSMAN NOW VOTES ON MENTAL HEALTH PARITY NEXT WEEK

September 19, 2008

The Senate and House have reached agreement on mental health parity legislation and the Leadership in both bodies is scheduling votes on the proposal next week. As matters stand now, the Senate intends to include mental health parity in a package of tax extenders which is likely to be taken up next Tuesday. The House is planning a separate vote on mental health parity which may occur as early as Monday afternoon. The legislation is now named “The Paul Wellstone and Pete Domenici Mental Health Parity and Addiction Equity Act”.

The purpose of this legislation is to ensure that all Americans have access to mental health and addiction treatment. The bill prohibits health insurers from placing discriminatory restrictions on such treatment and bars health plans from charging higher co-payments, coinsurance, deductibles, and maximum out-of-pocket limits and imposing lower day and visit limits on mental health and addiction care.

It is critical that you express your support for the mental health parity bill to your elected officials. Please call or e-mail your Senators and Congressman today. Call the U.S. Capitol Switchboard at (202) 224-3121 and ask for your Senators’ offices and the office of your Congressman. When you reach the office, remember that telephone calls are usually taken by a staff member, not the Member of Congress. Ask to speak with the aide who handles the mental health issue and identify yourself and your profession. Tell the aide you would like to leave a brief message for your Member of Congress: “Please tell Senator or Congressman (Name) that I support the mental health parity legislation and urge him or her to vote in favor of the final legislation when it comes up for a vote.”

If you would like to e-mail your Member of Congress, please go to www.senate.gov or www.house.gov. and the site will direct you to your Congressman or Senator’s contact information.

THIS LEGISLATION HAS BEEN YEARS IN THE MAKING-ACT NOW TO ENSURE THAT IT BECOMES LAW!

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Chi Ha A Cuore La Civilta’ Occidentale, Cominci A Rispettarla

(ringrazio Ricky Filosa per aver pubblicato questa lettera sul portale d’informazione “Italia Chiama Italia” a proposito di un articolo pubblicato recentemente)

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Caro Direttore

Certo che per un musulmano vivere non deve essere molto semplice, oggigiorno.

In Pakistan, l’unico Stato al mondo dove basta la fede islamica per ottenere la cittadinanza, i “difensori” di al-Qaeda gli tirano le bombe. Idem in Iraq, in Afghanistan. Allora magari dira’, vado in Europa dove dicono di volere “giustizia, prosperita’ e armonia tra i popoli“. E che gli succede invece?

Trova quelli che lo considerano un “nemico” senza mai averlo visto ne’ conosciuto: come si evince dall’attacco di Susana Luján Crea all'”Islam” in quanto “sistema politico con delle sfumature religiose“, un attacco che fa davvero riflettere (“Il vero nemico: l’Islam“, ItaliaChiamaItalia, 21 Set 2008).

Cominciamo intanto con il correggere alcune imprecisioni. Della storia del “ragazzino cristiano di Rotterdam” e’ difficile trovare conferme.

La vicenda della “ragazzina di Londra” e’ molto diversa da quanto riportato: a Croydon, nel sud della capitale britannica, ci fu in effetti un tentativo da parte di una scuola di proibire la Croce al collo, nel maggio 2007, ma la comunita’ islamica locale si uni’ alle altre Fedi religiose per condannare tale iniziativa (dal Daily Express).

Quindi non mi sembra quello un buon esempio per dimostrare il futuro avvento dell”‘Eurabia”, anzi semmai mostra proprio il contrario.

Anche la storia del poliziotto inglese che si sarebbe rifiutato di montare la guardia davanti all’Ambasciata Israeliana a Londra, non corrisponde a quanto scritto dalla Sig.ra Luján Crea. Si tratto’ di una “semplice richiesta“, come riportato ufficialmente da Scotland Yard, legata al fatto che in quei giorni era in corso l’attacco israeliano in Libano. Quel poliziotto, che aveva dei parenti siriani e libanesi, temeva che potessero subire ritorsioni, qualora egli fosse stato visto di turno proprio davanti all’Ambasciata del Governo di Gerusalemme (dalla BBC).

Se cio’ sia permesso o no dalla legge britannica, e se sia una scelta moralmente corretta o no, sono entrambi giudizi che nulla hanno a che fare con la problematica dell’Islam in Europa.

Insomma con delle premesse cosi’ lontane dal vero e’ difficile concordare con il resto dell’articolo. Ad esempio, la Sig.ra Luján Crea teme che l’Europa rischia addirittura di morire. Nel “riaffermare e rivendicare i nostri valori assoluti” io sottolineo che trovo anzi offensivo della dignita’ nazionale italiana, e culturale europea, il pensare che bastino un po’ di immigrati per far scomparire la nostra civilta’.

Cio’ che ci sentiamo in dovere di difendere, infatti, e’ ovvio che lo consideriamo estremamente debole, al punto da aver bisogno che qualcuno lo difenda. E’ sicura, la Sig.ra Luján Crea, che sia questa l’immagine dell’Europa che vuole trasmettere al mondo? Davvero ritiene che “le basi democratiche, la tradizione cristiana e le libertà individuali” siano cosi’ poco in salute da scomparire al primo assalto?

Non ricordiamo che simili discorsi sono stati fatti ripetutamente nella Storia, come decenni anni fa quando negli USA c’era la paura che le orde di immigrati avrebbero rovinato la societa’? Quegli immigrati da temere erano italiani. E forse si parla italiano, adesso, alla Casa Bianca? Certo che no. Perche’ alla fine la forza della cultura e della societa’ americana e’ stata tale da poter non solo interagire con i nuovi arrivati (i quali, scandalo degli scandali, erano perfino…Cattolici!!!), ma addirittura sono riuscite a diventare ancora piu’ forti.

La Sig.ra Luján Crea cita anche l’Arcivescovo Giuseppe Bernardini che avrebbe riferito delle parole di un “autorevole personaggio musulmano“: “Grazie alle vostre leggi democratiche, vi invaderemo, grazie alle vostre leggi religiose, vi domineremo“. Chissa’ – anche Lenin era convinto che i capitalisti gli avrebbero venduto la corda con cui li avrebbe impiccati. Sappiamo bene com’e’ finita.

Mi chiedo anche io: “dove sta andando l’Europa che vogliamo per i nostri figli?“. La mia risposta e’ che non ho alcuna intenzione di farla andare nella direzione di una lotta senza quartiere con “nemici” costruiti a tavolino per l’unico motivo che sono “diversi”: “nemici” a cui qualcuno vorrebbe dire che addirittura l’intera loro religione sarebbe da buttare via, incompatibile con l’Europa stessa.

Lamentarsi della diversita’ ha poco senso, per un un italiano che vive a Londra come me, cosi’ come non e’ una posizione logica per una italiana che vive in Spagna. E cosa pretendiamo, poi, dalle persone di Fede islamica? Che rinuncino a tutto? Su che basi? Per arrivare a cosa?

La “grinta del passato” auspicata dalla Sig.ra Luján Crea ha portato l’Europa giudaico-cristiana al suicidio nel 1914-18, e poi al genocidio di una parte fondamentale della sua cultura nel 1933-45 (troppi Paesi e troppi popoli europei si unirono volenterosi al massacro, per poter circoscrivere la Shoah a una sola nazione, e a un solo credo politico). Perche’ non proviamo invece per una volta a dimostrare quanto davvero crediamo nella nostra “tradizione cristiana“?

Cominciamo quindi con l’applicare quel Discorso della Montagna dove mi sembra che Qualcuno abbia “suggerito”, fra l’altro, di amare i propri nemici. E di essere “operatori di pace“.

saluti
maurizio morabito

ps sono seriamente preoccupato del fatto che a Callosa d’Ensarria sia considerato un problema avere un bambino a scuola di nome Pavel. Che poi vuol dire…”Paolo”.

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catastrophism Climate Change Global Warming Omniclimate

Whatever Happened to Andrew Revkin?

Still a tad too many “will” statements, but lots less of “could” and “would” than in the past

Andrew C. Revkin’s blog (and printed articles) sound definitely less biased nowadays.

Is this the start of a Revkin Cooling trend?

Best comment so far to his latest blog:

There is a message here for both sides of the global warming debate and especially the media. Stop tying every short term fluctuation, whether it be ice sheets, hurricane numbers, or the number of mosquitoes in Kathmandu to global warming or the lack thereof. It’s no wonder that a large body of the public remains skeptical about the global warming community’s projections of catastrophe 30 years from now.

— Jack

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Climate Change Data Global Warming Omniclimate Science

In the Arctic, Some Things Never Change

MH on the Climate Sceptics group has posted a link to the report of a 1922 expedition in the Svalbards reaching 81°29′ North.

It’s another example of what makes the recent kayaking expedition by Lewis Gordon Pugh a load of human waste.

First warming had been noted in 1918, apparently. {sarcasm}All due to that soot from First World War, no doubt{/sarcasm}

Interestingly, the report mentions newly-available resources to mine, and the disappearance of previously-abundant wildlife.

Some things really really never change…

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Islam Italiano Politica Terrorismo

Al Qaeda Uccide Musulmani

Quand’anche ci fosse mai stato il minimo dubbio…visti i risultati delle attivita’ di al Qeada in giro per il mondo, lasciando da parte per il momento l’11 settembre 2001, dopo l’attentato al Marriott di Islamabad una cosa e’ ormai chiarissima.

Al Qaeda, che a chiacchiere dovrebbe lavorare per il ritorno di un Impero Islamico, in realta’ quello che fa e’ uccidere musulmani.

La Storia e’ davvero una farsa omicida. E quegli idioti che volevano marciare per Colonia “contro l’islam” dovrebbero seriamente considerare Osama bin Laden come uno dei loro eroi.

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Al Qaeda Kills Muslims

Just in case there was any doubt about it…given the history of al-Qaeda-inspired activities around the world, and leaving aside 9/11, it is obvious with the Marriott’s bomb of yesterday in Islamabad that that Osama bin Laden and all the people inspired by him have achieved one and only one goal.

Al Qaeda has become the biggest killer of Muslims worldwide.

History is a murderous farce indeed. And those idiots meeting up in Cologne for an anti-Islam rally, should seriously start considering Osama as one of their heroes.

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Italia Italiano Politica Radicali

Audiovideo Mio Intervento Convegno Porta Pia

Ebbene si’, ho parlato anche io al Convegno sull’anniversario di Porta Pia, ieri a Londra. Sono tre minuti e diciassette secondi di fondamentale importanza naturalmente. Fare clic qui per vedermi e ascoltarmi (link all’intera conferenza).

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Cattolicesimo Clericalismo Italia Italiano Pannella Papato Politica Radicali

Porta Pia: Considerazioni Finali

Si e’ appena concluso il convegno “Roma 20 settembre 1870, data epocale del mondo contemporaneo? Eredità e attualità”, organizzato a Londra e con la partecipazione di Emma Bonino e Marco Pannella, piu’ uno stuolo di studiosi di varia nazionalita’ (italiani, francesi, un olandese, due ungheresi, due inglesi, etc etc).

E’ stato un incontro molto interessante che speriamo si traduca presto in un nuovo convegno allargato a personalita’ anche non esattamente laiche. Ho avuto l’opportunita’ di presentare e commentare alcune parti della lettera di Vittorio Emanuele II a Pio IX, datata 8 settembre 1870, missiva curiosamente assente dal web in Italiano finche’ non l’ho tradotta personalmente secondo quanto riportato all’epoca dal New York Times.

Quali conclusioni? Il particolare piu’ interessante e’ stato scoprire che la fine del Potere Temporale il 20 settembre 1870 ha portato alla disfatta del clericalismo…in Francia! Le ramificazioni nella politica transalpina sono durate per vari decenni, infatti, e a un’improvvida propaganda filoborbonica che voleva addirittura una guerra fra la Francia e l’appena unita Italia si oppose con successo un movimento anticlericale che poi con Gambetta portera’ alla disistituzionalizzazione quasi completa della Chiesa Cattolica in suolo francese.

Per l’Italia invece c’e’ poco da celebrare, e la possibilita’ che per esempio il movimento liberale di ispirazione mazziniana possa aver vinto qualcosa, e’ un grosso punto interrogativo. Addirittura, due dei relatori, la Professoressa Riall esperta di Garibaldi, e il Professor Viaene che ha parlato della risposta vaticana al XX settembre, hanno praticamente detto quanto ho scritto ieri, a proposito della prima giornata: e cioe’ che in fondo in fondo e’ stato Pio IX a “vincere”, trasformando il Papato nella forma moderna e universale che conosciamo adesso, ben al di la’ del semplice Capo di Stato che era stato fino a quel momento.

Cosa rimane da fare? Molto, anzi moltissimo. Anche per il bene della Chiesa, e dei Cattolici, come ha sottolineato Pannella dimostrando che esiste anche la possibilita’ di essere laici senza per questo disprezzare chi non lo sia.

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IL WWF Italia Salva Gli Orsi e Mangia la Bufala

(mia risposta, pubblicata anche su SVIPOP al (presunto?) comunicato stampa del 10 settembre da parte del WWF Italia “Nessuna Bufala sugli Orsi Polari“)

(un ringraziamento particolare a Riccardo Cascioli per la disponibilita’)

E’ con notevole disappunto che leggo l’intervento del WWF Italia riguardo l’incresciosa invenzione giornalistica dell’estate 2008, nota come “la bufala degli orsi”.

Il WWF infatti, che da una parte fa cenno alla “comunità scientifica” per ribadire che “i cambiamenti climatici sono reali”, ha perso una buona occasione per prendere le distanze da coloro che, al di fuori di ogni scienza e di ogni conoscenza, hanno distorto i comunicati…del WWF internazionale!

Innanzitutto ribadisco quanto dovrebbe essere chiaro dall’articolo su SVIPOP: La “bufala” non e’ stata perpetrata dal WWF, che e’ invece la mia fonte di riferimento nello smascherare le invenzioni giornalistiche del Daily Mail, e di Repubblica.

Confrontando quegli articoli con i comunicati stampa del WWF internazionale, si scopre infatti quanto alcuni giornalisti siano capaci di inventare certe cose di sana pianta. Insomma e’ proprio se si crede a quanto riferito dal WWF internazionale, che non si puo’ credere al Daily Mail, e a Repubblica, e che si capisce la “profondita’” (per non dire peggio) della “bufala”.

Invece adesso leggiamo il WWF Italia avventurarsi a intitolare “Nessuna bufala sugli orsi polari” per poi arrivare addirittura a dire che i nove orsi polari avvistati “nuotavano a centinaia di chilometri di distanza da un qualsiasi approdo“.

Ma tutto cio’ non e’ assolutamente vero.

Primo: ho dimostrato con dovizia di particolari come il Daily Mail e Repubblica abbiano costruito due “notizie-romanzo” intorno a nove orsi in affogamento, andando assolutamente al di la’ di quanto riportato dal WWF internazionale.

Secondo: proprio il WWF internazionale, e in particolare la loro sezione in Alaska, aveva chiaramente indicato fin dal principio che solo uno di quegli orsi era stato visto “ad almeno” cento chilometri dalla costa (gli altri otto, quindi, erano molto piu’ vicini), e non certo tutti e nove “a centinaia di chilometri da un qualsiasi approdo”.

(Dall’originale: “at least nine polar bears swimming in open water – with one at least 60 miles from shore” )

Forse ci sono dei problemi con la lingua inglese, al WWF Italia? Oppure i comunicati stampa vengono scritti senza leggere gli originali?

Oppure ancora: bisogna cominciare a pensare che il WWF Italia vuole smentire il WWF internazionale, per entrare a pieno titolo nello sporco gioco delle notizie inventate?

Negando l’evidenza dei fatti, non sta forse il WWF Italia diventando praticamente complice in quel reato morale che e’ la manipolazione di cio’ che accade in natura a scopo pubblicitario e/o sensazionalistico e/o propagandistico?

Non bisogna essere seguaci di Sarah Palin in giro per l’Alaska armati di fucile e apparato da campo per l’inscatolamento di carne di orso bianco, per capire che quanti dichiarano di voler proteggere gli orsi ma poi si inventano notizie e situazioni senza base nella realta’, commettono un triplo disservizio alla loro causa: rischiando di perdere la credibilita’ per le lotte ambientali future; di sprecare tempo in sforzi inutili perche’ ingiustificati; e di provocare interventi nocivi all’equilibrio naturale (e agli orsi) perche’ basati su false premesse.

E’ davvero interessato il WWF Italia a capire di piu’ della vita degli orsi polari? Allora il mio primo e piu’ pressante invito e’ di mantenere i venditori di fumo a distanza anche se si dichiarano “amici”, e di essere sempre precisi e puntuali. Perche’ quando si parla di Natura, la precisione e la puntualita’ non sono degli optional: sono tutto.

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Reply to “How Good Are Internet Sources?”

(Blogger “Emily” has mentioned a post in my climate blog as an example of what to look for when deciding to trust an internet source or not. Here’s my reply)

I definitely agree, the only way to measure the truthfulness of a story is by keeping a critical, inquiring mind always turned on, looking first to check if a story is internally consistent, then if it can be verified independently, and finally if it leads to obvious consequences. If somebody says people are living in tents, then one or more organizations helping the homeless must be reporting something about that too.

There is always a limit though, as resources are not…unlimited. In my blog you linked to, there is a language barrier that would need a dedicated professional translator to bridge. In my experience the situation is even worse the other way around, as I often try to convey in Italian, to an Italian audience that is, pieces of interesting information originally written in English.

Or, say, think about the report from Austria on hailstones coming out of a toilet. If you search for it on the Internet, there are pictures of a bathroom covered indeed with what look like tiny clumps of ice. But how can we tell if the pictures themselves are not fake, or even staged?

Fact is, we cannot do that. Or at least, we cannot do it in a universal sense, in a way that we know will be the same for all fellow human beings. At the end of the line, there is always a judgement call, by each individual: and different individuals will look for different “signs” in a story to confirm its truthfulness, they will hold it to different standards, and at the end of the day will (perfectly reasonably) arrive at different conclusions.

Part of living as a human being should be about peacefully handling those differences. Unfortunately, a great deal of us are still convinced “truth” is something that can be beaten into (bombed upon, knifed into, shot into) other people.

All in all, the question perhaps is not “how good are Internet sources?”. Rather, “how good are we in dealing with them?”

ps my own preferred “truthfulness test” is Carl Sagan’s. Extraordinary claims must be backed by extraordinary evidence. People living in tents in perilous economic times? It has happened already -> not an extraordinary claim -> a good article with references, and some minor additional confirmation do suffice to take the story as true.

Human beings changing the planetary temperature by minutely increasing the presence of a trace gas? It has never happened, and CO2 physics says the effect is logarithmic (each additional molecule matters less than the one emitted immediately before it) -> such an extraordinary claim will need something stronger to it than what we have at the moment.

Some people disagree with the above. And that’s fine to me.

ps apologies for any mispelling and grammatical errors…

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Porta Pia: Considerazioni al Termine della Prima Giornata

Il convegno “Roma 20 settembre 1870, data epocale del mondo contemporaneo? Eredità e attualità” a Londra oggi venerdi’ 19 e domani sabato 20 settembre in occasione dell’anniversario della fine del Potere Temporale, e’ partito con il piede giusto, una serie di interventi interessanti sul contesto politico della “breccia” a livello europeo, inclusa la situazione in Francia e in Ungheria, e un’analisi della situazione riguardo la firma del Concordato nel 1929.

Il clou e’ stato l’intervento finale di oggi, di Emma Bonino, quando e’ stato letto un contributo di Adriano Sofri riguardo la storia dietro al quasi sconosciuto quadro “Gli ultimi momenti di Giuseppe Mazzini” di Silvestro Lega.

Gli ultimi momenti di Giuseppe Mazzini
Gli ultimi momenti di Giuseppe Mazzini

Vediamo come evolveranno le cose domani ma finora non ho sentito niente che possa smentire la mia sensazione diffusa che, centotrentotto anni dopo, ad aver vinto sia stato Pio IX, e ad aver perso sia stato proprio Mazzini (il quale, rinchiuso il 13 agosto 1870 nella fortezza di Gaeta, fu molto rattristato a vedere Roma cadere nelle mani del Regno d’Italia, come riferito dalla Bonino).

Pio IX, infatti, all’epoca si era appena fatto dichiarare infallibile, aprendo la strada all'”Imperatore Spirituale” che e’ il Papa moderno. Avendo poi gia’ tutte le garanzie riguardo il mantenimento della Citta’ del Vaticano, come suggerito nella lettera dell’8 settembre 1870 di Vittorio Emanuele II, Pio IX decise di non far arrendere le truppe pontificie nonostante l’ovvia superiorita’ di quelle italiane, chiedendo invece al Comandante del suo esercito, il Generale tedesco Conte d’Armin, di opporre una minima resistenza…quanto bastasse insomma perche’ nessuno potesse dire che Roma fosse stata consegnata dal Papa all’Italia, gettando le basi di decenni di negoziati intorno alla “Questione Romana”.

Vittorio Emanuele II, dal canto suo, nella lettera dice esplicitamente di voler occupare Roma per evitare un ritorno delle “forze cosmopolite”: cioe’, di quelle forze liberali/repubblicane che evidentemente all’epoca si rifacevano a Mazzini stesso.

Con il Concordato firmato 59 anni dopo la “Breccia” e lo Stato mussoliniano trasformato praticamente in un ibrido clerical-fascista; con l’avvento della Repubblica nel 1948 ma sotto il controllo costante delle Democrazia Cristiana; con le ingerenze post-1992 senza ormai piu’ freno da parte dei Vescovi italiani nella politica…insomma, sembrerebbe proprio che se tornassero oggi redivivi, a sorridere sarebbe Pio IX e non certo Giuseppe Mazzini.

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With Columnists Like These, Palin’s Campaign’s Bound To Be A Winner

Letter to the International Herald Tribune:

Dear Editors

Are you planning to keep subjecting your readers to substantial daily doses of Democratic anti-Palin smugness until the Presidential Elections on Nov 4? One wonders.
 
Just a few examples. Your celebrity columnist Maureen Dowd has dedicated her last six contributions to one and only one topic (Sarah Palin of course). Garrison Keillor of Prairie Home Companion fame has joined in by pretending to be a liberal roaming around Alaska (“Moose on the loose in Palin Country“, IHT, Sep 18).
 
Even anti-Obamite David Brooks has opined at length about the Governor of Alaska’s preparedness for High Office (“Experience Matters“, IHT, Sep 16).
 
Apparently, the situation for Gov. Palin does not look pretty. Your columnists have described her as a female version of George W Bush for her “inexperience”, “brashness” and “excessive decisiveness”; as a populist, gun-crazied shooter potentially even of a mother and baby moose; as the gay-hating infantile, seductive former mayor of a town smaller than the local Wal-Mart, with intimidation as her preferred political tool; as an anti-intellectual contemporary “My Fair Lady” character hell-bent on getting rid of her enemies.
 
The list could continue for a long long time.
 
Now, am I the only one to think that all the above amounts to (a) free publicity for Palin; and (b) a very good platform to convince “Middle America” to vote for Palin, if only because she’s obviously such a hate figure in the Establishment?
 
In 2008 there are many things pointing towards a success for Barack Obama. However, the Democrats may still lose the Presidential election, for the trivial reason that one will find it very hard to get votes from people one so obviously disdains and look upon condescendingly.
regards
maurizio morabito