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Bastera’ a Obama la Presidenza USA?

Il pericolo costante con la campagna presidenziale di Barack Obama si manifesta nella relazione fra il pericolo di esagerare, e la necessita’ di esagerare. Per “dimostrare” di essere pronto a fare il Presidente, le aspettative sono state gonfiate e gonfiate a dismisura.

Ormai, un discorso di Obama non vale niente se non implica una rivoluzione nel pensiero politico e filosofico occidentale. Non viene considerato avanti nei sondaggi a meno che non dimostri piu’ di 10 punti percentuali di vantaggio. E non lo va a sentire nessuno se non viene riempito uno stadio di 80mila posti.

Il problema e’, il gran risultato di oggi e’ la normalita’ di domani. In altre parole, se sei in vetta puoi solo andare giu’ (o da nessuna parte).

A meno che Obama non abbia altro in mente, dopo la Presidenza: diventare un attore, un cantante rock…oppure il Papa!

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Is Obama Too Big for the Presidency?

The constant danger with Barack Obama’s campaign lies in the struggle between the danger of overextending Obama and his image, and the need to overextend Obama and his image. In order to “demonstrate” he’s up for it, expectations have been put up and up to pretty much impossible heights.

Nowadays, an Obama speech is nothing if it doesn’t involve a revolution in contemporary Western philosophy. Attendance is poor if an 80,000-seat stadium is not filled to capacity. A lead in the polls is zero if it’s less than double-digit.

The trouble is, today’s big achievement is tomorrow’s normalcy. That is, if you’re at the top the only way is down (or nowhere).

Unless, of course, Obama plans for a second career as an actor, a rockstar…or as the Pope!

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Russia e Georgia: Dick Cheney…in Italia?

E che ci viene a fare il Vice-Presidente USA Dick Cheney, gia’ Segretario (Ministro) della Difesa all’epoca della fine dell’URSS, in visita ufficiale in Italia la settimana prossima, dopo Georgia, Ucraina e Azerbaijan?

President Bush has asked Cheney to travel to Azerbaijan, Georgia, Ukraine and Italy next week for discussions with these key U.S. partners on issues of mutual interest, according to a White House news release.

Per “discutere argomenti di mutuo interesse”. E quali sono gli argomenti di mutuo interesse fra l’Italia, gli USA e le altre tre nazioni nella lista, se non qualcosa che ha a che fare con i contratti ENI per la estrazione e distribuzione di gas e petrolio?

Insomma il Vice-Presidente Cheney, gia’ alla testa di una Task Force sull’Energia nel 2001, sembra voler dire chiaramente che dal punto di vista dell’Amministrazione Bush, tutta la confusione intorno alla difesa della democrazia georgiana contro i bulli di Mosca, e’ quasi unicamente una faccenda di gas e petrolio…

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Porta Pia: Il Testo della Lettera di Vittorio Emanuele II al Papa

Questa lettera, di fondamentale importanza per comprendere alcuni retroscena della “Breccia di Porta Pia“, scritta l’8 settembre 1870 a Firenze da Vittorio Emanuele II, Re d’Italia, a Papa PIo IX, non sembra esistere in alcuna forma su internet, in italiano, (anche se ne fanno cenno alcuni siti) e l’ho trovata solo negli archivi in inglese del New York Times. Alcuni spunti interessanti:

  1. VE-2 si presenta come difensore della monarchia, del papato, e del quieto e ordinato vivere CONTRO le “forze cosmopolite”, quelle che noi probabilmente chiameremmo “laiche e democratiche”
  2. Viene anche agitato lo spauracchio dell’agitazione popolare contro la presenza di truppe straniere, cioe’ francesi soprattutto
  3. L’idea dello Stato della Citta’ del Vaticano e’ esplicitata chiaramente

Santissimo Padre: Con l’affetto di un figlio, con la fede di un Cattolico, con la lealta’ di un Re, con il sentimento di un Italiano scrivo di nuovo, come ho gia’ fatto in passato, al cuore di sua Santita’.

Una tempesta piena di pericoli minaccia l’Europa. Favorito dalla guerra che devasta il centro del Continente, il partito della rivoluzione cosmopolita aumenta in coraggio e in audacia, e si sta preparando a sferrare, specialmente in Italia e nelle province governate da sua Santita’, gli ultimi colpi alla monarchia e al Papato.

Lo so, Santissimo Padre, che la grandezza della vostra anima non sara’ mai inferiore alla vastita’ degli eventi, ma io, un Re Cattolico e un Re Italiano, e in quanto tale guardiano e sicurezza per bonta’ della Divina Provvidenza e per volonta’ della nazione dei destini di tutti gli Italiani, sento il dovere di prendere la responsabilita’, di fronte all’Europa e al Cattolicesimo, di mantenere l’ordine nella penisola, e la sicurezza della Santa Sede.

Adesso, Santissimo Padre, lo stato d’animo delle popolazioni governate da Sua Santita’, e la presenza fra di loro di truppe straniere provenienti da posti diversi e con intenzioni diverse fra loro, sono una fonte di agitazione e di pericoli evidenti a tutti. La sorte o l’effervescenza delle passioni puo’ portare alla violenza e a uno spargimento di sangue, che e’ mio dovere e vostro, Santissimo Padre, evitare e prevenire.

Vedo come irrevocabile necessita’ per la sicurezza dell’Italia e della Santa Sede che le mie truppe che gia’ sono di guardia alle frontiere, avanzino e occupino le posizioni che saranno indispensabili per la sicurezza di sua Santita’ e per il mantenimento dell’ordine.

Sua Santita’ non vorra’ vedere un atto ostile in questa misura di precauzione. Il mio Governo e le mie forze si limiteranno assolutamente ad un’azione che conservi e tuteli i diritti, facilmente riconciliabili, della popolazioni romane con l’inviolabilita’ del Sovrano Pontefice e della sua autorita’ spirituale, e con l’indipendenza della Santa Sede.

Se sua Santita’, come non dubito, e come il suo carattere sacro e bonta’ dell’animo mi fa sperare, e’ ispirato con una volonta’ uguale alla mia ad evitare ogni conflitto e a rifuggire il pericolo della violenza, sara’ capace di intraprendere, con il Conte Ponza di San Martino che vi presenta questa lettera, e che ha ottenuto le istruzioni necessarie dal mio Governo, quelle misure migliori che condurranno al fine desiderato.

Vorra’ sua Santita’ permettermi di sperare ancora che questo momento, cosi’ solenne per l’Italia come per la Chiesa e per il Papato, sara’ occasione per l’esercizio di quello spirito di benevolenza che non e’ mai stato estinto dal suo cuore, verso questa terra, che e’ anche la sua nazione, e di quei sentimenti di conciliazione che ho sempre cercato con infaticabile perseveranza di tradurre in azioni, in modo che mentre vengono soddisfatte le aspirazioni nazionali, il Capo della Cattolicita’, circondato dalla devozione della popolazioni italiane, possa conservare sulle rive del Tevere una sede gloriosa indipendente da ogni sovranita’ umana?

Sua Santita’, nel rimuovere da Roma le truppe straniere, nel liberarla dal continuo pericolo di diventare il campo di battaglia per i partiti sovversivi, avra’ compiuto un lavoro meraviglioso, dato pace alla Chiesa, e mostrato all’Europa, scioccata dagli orrori della guerra, come grandi battaglie possano essere vinte e immortali vittorie ottenute con un atto di giustiza e con una singola parola di affetto.

Prego sua Santita’ di concedermi la sua benedizione Apostolica, e rinnovo a sua Santita’ l’espressione del mio profondo rispetto.

A sua Santita’ dal piu’ umile, piu’ obbediente, e piu’ devoto figlio

Vittorio Emanuele
Firenze, 8 Settembre, 1870