Staordinarie Misure di Sicurezza negli Aereoporti (o forse no)

Come riferito su “Private Eye“, la rivista satirica inglese, un interessante chiarimento sulle procedure di sicurezza in aereoporto proviene dalla Nuova Zelanda:

Mio cognato era ai controlli di sicurezza all’aeroporto nazionale a Auckland quando ha visto una passeggera ripescare dalla sua borsetta e poi buttare via le forbicette per le unghie. Passata anch’egli la zona della sicurezza, e’ salito sull’aereo. Dopo essersi seduto pero’ ha cominciato a sentire odore di benzina. Sapeva che c’era qualcosa che non andava, perché gli aerei non utilizzano la benzina. L’odore e’ andato peggiorando finche’ mio cognato ha ottenuto l’attenzione di uno degli assistenti di volo. Hanno cominciato a cercare di capire la provenienza dell’odore, e quindi hanno trovato in uno scompartimento una motosega in una borsa, dal cui serbatoio fuoriusciva la benzina. L’aereo è stato ritardato, il proprietario della borsa è stato identificato e la motosega e’ stata rimossa e messa con gli altri bagagli. Il proprietario della motosega ha detto che la Sicurezza all’aereoporto lo aveva bloccato, ma poi lo aveva lasciato passare perché la motosega non era nel loro elenco di materiale da confiscare.

Questa è sicuramente una buona notizia, almeno per i Klingons di Star Trek… non dovranno piu’ lasciare la loro Bat’leth a casa!

Airport Security Explained (sort of…)

As reported in the current issue of “Private Eye“, the British satirical magazine, there is a rather interesting clarification on post-9/11 airport security procedures, coming from New Zealand:

My brother-in-law went through security at Auckland domestic airport and witnessed a passenger having to fish out her nail scissors from her handbag and leave them behind. He went through security and then boarded his plane. After being seated he could smell petrol. He knew you shouldn’t be able to smell petrol on a plane, because planes don’t use petrol. The smell got worse and eventually he got the attention of one of the flight attendants. They started to look around to see where it was coming from. They found in the overhead compartment a chainsaw in a bag that was leaking petrol into the compartment. His plane was delayed as the owner was identified and the chainsaw removed and put with the main luggage. The owner of the chainsaw said security had stopped him but had let him through because it wasn’t one of the things on their list to confiscate.

Well, that’s good news for Klingons at least…no need to leave their Bat’leth at home any longer!

Back to Basics on Iran and the Bomb

Oceans of ink are being wasted without addressing the most basic issue regarding Iran and its nuclear weapons program. The latest example is Peter D. Zimmerman’s op-ed, “Nearer to the Bomb” (IHT, July 8), where we are treated to 674 words in order to state the most obvious of facts (“the real purpose of Iranian enrichment is to provide fuel for weapons, not reactors“).

However, not a comma is dedicated to the problem of Iran’s own security, regularly and openly threatened with talks of war and mentions of foreign-supported “regime change”.

Have we learned really nothing from years of negotiations going nowhere, of sanctions resulting in nothing, and of incentives regularly failing to persuade successive Iranian Presidents and negotiators? Does anybody seriously think that Iran can afford, at this stage, to remain nuclearly unarmed?

Mr Zimmermann rather tellingly is able to contemplate harsh sanctions but only “modest low-calorie sweeteners“. That is exactly the kind of attitude that has brought the “Iran Bomb” issue where it stands at the moment.

When and where will the EU or the USA find instead the courage to offer full security guarantees to the Islamic Republic, in order to achieve a less nuclear, more secure world?

Il Crollo del Ponte di Ghiaccio del Perito Moreno

(mia traduzione di un messaggio di Eduardo Ferreyra, curatore in Argentina del sito “Ecologia: Mytos y Fraudes“, riguardo il ghiacciaio Perito Moreno il cui ponte di ghiaccio e’ recentemente salito agli onori della cronaca visto che e’ in fase di crollo)

Al ghiacciaio Perito Moreno sta per crollare il suo “ponte di ghiaccio”, come accade regolarmente. In passato succedeva ogni quattro anni, ma il fenomeno si interruppe per un periodo di 16 anni fino al 1998. Naturalmente, la causa di questi crolli è la massa di ghiaccio in aumento, e il rapido movimento del ghiacciaio. Ultimamente, il ponte di ghiaccio si rompe ogni due anni, invece di quattro, il che indica che l’avanzamento e’ più veloce che mai.

Naturalmente, le temperature non hanno nulla a che vedere con questo, che dipende dalle precipitazioni a monte. Di solito, il ponte si e’ sempre rotto a fine estate (marzo o fine febbraio), ma il fenomeno di questi giorni, capitante in inverno, può essere attribuito solo ad acqua molto più fredda contenuta nella diga che si forma quando la lingua del ghiacciaio raggiunge la terraferma dall’altra parte del lago di San Martin. Acqua piu’ calda scioglie il ghiacciaio da sotto creando il famoso “ponte”. Questo processo e’ cominciato a Febbraio, quando l’acqua nel lago era più calda, e all’epoca tutti i media prevedevano la rottura in Marzo.

Sembra che l’acqua nei mesi di Marzo, Aprile e Maggio sia stata piu’ fredda del solito, e quindi la fusione e’ durata più del previsto. L’avanzare veloce del ghiacciaio crea un forte stress sul ponte, che quindi crolla. Non c’e’ niente di strano che non possa essere spiegato dalla fisica e della meteorologia.