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Pro-Tibet or Anti-China? The Sign of the Dead

If it is true that solidarity to the Chinese Government regarding the Sichuan earthquake cannot be used as an excuse to forget the repression in Tibet, it is also true that many “pro-Tibet” demonstrations are nothing to be proud of, as they disregard the recent, enormous disaster in the Sichuan region.

I hope nobody believes that natural disasters have no political consequences.

Simply, in the absence of the slightest effort to understand what is happening in China, the risk is to become broken records, absolute strangers to the reality on the ground. Is it really that difficult to add to “pro-Tibet” events something like a candle in memory of all those deaths?

And no, I am not suggesting to organize funeral vigills. I only wish that when people talk about Tibet and China, a corner of the event would be dedicated to the “earthquake dead”. Missing that, there is little chance (and, may I dare say, little right) to lecture the Chinese Govenment on Tibetan or other matters.

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I have put the questions above to various people but received very few answers so far. I have the uncomfortable feeling that at the end of the day, few or none really care about “real Tibet”, as few or none are interested in understanding the political and social consequences of the 2008 earthquake in China.

They who can turn their eyes away from 70,000 dead, 370,000 injured and 17,000 missing people, they can turn their eyes away from anything.

Instead of flying Tibetan standards, perhaps it would be more honest if “pro-Tibet” demonstrators burned Chinese flags.

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Pro-Tibet o Anti-Cina? Manifestazioni Un Po’ Sceme

scemo: dal latino “semus”, mezzo […]. Agg. Non completo, non pieno; Mancante di una parte; […]

Se e’ vero che la solidarieta’ al Governo cinese per il terremoto non puo’ essere un alibi per chiudere gli occhi sulla repressione in Tibet, non e’ anche vero che i manifestanti a tutta prima “pro-Tibet” non stiano facendo una gran bella figura, strafregandosene del disastro nello Sichuan?

Oppure vogliamo crogiolarci nell’illusione che i disastri naturali non abbiano conseguenze politiche?

Se non viene fatto il minimo sforzo per capire cosa stia succedendo in Cina, non si rischia di diventare dei dischi rotti? Quanto e’ difficile aggiungere alle manifestazioni “pro-tibet”, una candela a ricordo di tutti quei morti?

E no, non sto suggerendo di organizzare veglie funebri. Vorrei solo che quando si parla di Tibet e Cina, venisse dedicato un angolino della manifestazione ai morti del terremoto. Dimenticati i quali, si perde ogni possibilita’ (e aggiungo io, ogni diritto) di dire ai Cinesi cosa sia giusto, e cosa sia sbagliato.

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Ho posto le domande qui sopra a varie persone ma di risposte finora ce ne sono state poche. Ho la brutta impressione che alla fine pochi o nessuno se ne importi davvero del Tibet, proprio perche’ a pochi o nessuno interessa sapere quali sono state le conseguenze politiche e sociali del terremoto in Cina. Chi puo’ chiudere gli occhi su 70mila morti, 370mila feriti e 17mila dispersi, puo’ chiudere gli occhi su tutto.

Invece di esporre bandiere tibetane, forse sarebbe piu’ onesto bruciare bandiere cinesi.