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Un Amore Oltre L’Incredibile, Praticamente Normale, Tutto Sommato Ovvio

La scrittrice Jan Morris, molto nota e rispettata nel Regno Unito ha “registrato la sua unione civile” (=sposato) la sua partner di tanti anni, Elizabeth. Fin qui non molto di strano: e’ da tempo che i matrimoni omosessuali sono stati legalizzati dal Parlamento di Londra.

Elizabeth era gia’ stata sposata, fino al 1972, quando ha ottenuto il divorzio dallo scrittore James Humphrey Morris. Anche questo non e’ per niente rimarchevole, visto che la maggior parte dei matrimoni anglosassoni sono per qualche destinati allo scioglimento.

Quello che potrebbe meravigliare e’ che James Humphrey Morris e Jan Morris sono…la stessa persona!!

In pratica, lo scrittore ha cambiato sesso 36 anni fa, con tanto di operazione e divorzio dalla moglie: con la quale pero’ ha continuato a convivere, e adesso dopo 58 anni insieme il riconoscimento di un rapporto cosi’  continuativo e’ praticamente doveroso. Il massimo del romanticismo insomma: al di la’ di tutto ma proprio tutto.

Aspettiamoci qualcosa del genere anche in Italia. Nel XXII secolo, pero’…

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Italiano Politica

Scacchi: dal Fondamentalismo Religioso all’Unione Sovietica

Mario Leoncini ha appena pubblicato un libro con l’interessante titolo “Scaccopoli – Le mani della politica sugli scacchi” (Firenze, Phasar, pp. 204, 15,00 euro)

La rivoluzione russa e l’interessamento del regime bolscevico fecero la fortuna degli scacchi tra la prima e la seconda guerra mondiale. La guerra fredda consolidò questa fortuna, l’intero mondo divenne una scacchiera su cui le due superpotenze giocavano le loro mosse.
Non deve stupire troppo che i totalitarismi si siano interessati agli scacchi. Tutte le attività dovevano essere poste sotto controllo e finalizzate all’ideologia. E così, se i sovietici hanno attribuito un determinato senso agli scacchi (in un certo periodo come momento rivoluzionario di alfabetizzazione delle masse, in un altro come dimostrazione della superiorità di un sistema ideologico sull’altro) i nazisti li hanno assimilati rielaborandoli secondo la loro ideologia (scacchi ariani e non-ariani).
Questo libro rivisita la storia del Novecento attraverso una lente del tutto speciale, quella del millenario gioco degli scacchi divenuto, in Occidente, il gioco da tavolo per eccellenza

Nell’introduzione, disponibile online, si paragona il favore ottenuto dagli scacchi durante il regime dell’Unione Sovietica, alle continue condanne da parte di preti, vescovi ed ayatollah.

Trovo plausibile il perche’ dell’innamoramento del marxismo-leninismo per re, regine e pedoni:

Dal punto di vista ideologico gli scacchi, gioco senza alea, aboliscono la fortuna e quindi sono perfettamente ortodossi per il materialismo storico. Nel gioco è insita l’idea che l’uomo, con la sua ragione, possa controllare gli avvenimenti e costruire la storia (lo svolgimento della partita) e, più subdolamente, da parte del potere, che le persone possano essere manovrate come pezzi della scacchiera.

Meno convincente la spiegazione riguardo l’odio dei religiosi per la scacchiera

il fondamentalismo religioso […] non tollera che ci si possa interessare, per ore in modo esclusivo, a qualcos’altro che non sia la religione

Penso invece che gli Scacchi siano religiosamente “pericolosi” in quanto i due giocatori si trovano al posto di “Dio”, in completo controllo e comando del loro “universo”. Dubito che tutto cio’ potesse e possa andare a genio a chi e’ convinto che lo scopo dell’individuo sia prostrarsi di fronte alla Divinita’.

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Italiano Politica USA

Obama: Come Sbarazzarsi del “Veleno Billary”

Che cosa dovrebbe mai fare Barack Obama adesso che sembra che Hillary Clinton non voglia apertamente riconoscere la propria sconfitta se non dopo che le sia stata offerta la candidatura alla Vice-Presidenza (VP) USA, fino al punto di organizzare urla di “No-bama” in una sua apparizione pubblica?

Come può Obama togliere dalla scena la rivale, e con lei quella rana dalla bocca larga, suo marito Bill Clinton, scomodo, prone alle gaffe, odiato dalla stampa, deciso a distruggere la propria reputazione, circondato da tante donne e sempre piu’ pieno di rabbia? Una coppia cosi’ vicina da essere definita Billary (Bill+Hillary)…

Questo perche’ se Obama accettasse la signora Rodham come suo candidato VP, egli sembrerebbe debole, incapace di stare in piedi sulle proprie gambe, troppo pronto al compromesso con qualcuno che, dopo tutto, non e’ riuscito ad eliminare dalla competizione.

Se invece, tutte le fusa fatte dalla Clinton riguardo la sua disponibilità a provare a diventare VP saranno ignorate o respinte, Obama sembrera’ debole, naufrago fra i suoi istruiti supporters senza neanche un Latino-Americano o un Bianco povero in vista.

(Si dice che fino al 27% dei Democratici non vogliano votare a favore di Obama… si dice anche che la la madre degli idioti e’ sempre incinta)

Tutto questa campagna elettorale di Hillary e Bill Clinton li ha quindi trasformati in una “pillola avvelenata”, la migliore notizia per il candidato repubblicano McCain dopo che Rudy Giuliani si e’ dato la zappa sui piedi.

Cosi’ come stanno le cose adesso, Hillary Clinton è indispensabile, e il Partito democratico non sembra potersi muovere se non dove scelto da lei.

Ma nel suo piu’ recente momento di gloria, ci sono anche tutte le ragioni perche’ Hillary diventi irrilevante.

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E’ buona pratica in materia di gestione delle risorse umane, l’individuare quelle risorse di cui uno “non può fare a meno”… al fine di sbarazzarsi di loro.

Chiunque sia capace di diventare “indispensabile” è infatti un “centro di potere” senza controllo, un fastidio per tutti coloro che gli stanno intorno, una minaccia per la coesione del gruppo e un rischio incontrollabile nel caso la persona decida di passare ad un diverso posto di lavoro o scompaia per qualsiasi motivo (ad esempio, se viene fuori un altro scandalo sessuale che coinvolgono il Signor Bill C).

E non si deve trascurare la possibilità di una sfida alla leadership, da un momento all’altro.

(Sono certo che Hillary Clinton sta sognando che i delegati del Partito la preghino a Denver il prossimo agosto, di diventare il Candidato Presidenziale per acclamazione. Ma non c’e’ proprio nessuno che riesca a trovare una foto di Obama con una prostituta, un’amante (o un amante), mazzette di denaro sporco, o cocaina sul naso? In preghiera in una moschea? A cena con il Presidente Iraniano Ahmadinejad? tsk tsk!)

Ecco dunque perché, se qualcuno è indispensabile, deve essere subito messo alla porte, invece di lasciare la situazione appesa a un filo, con il rischio di una colossale, ingestibile crisi in un clima di reciproca diffidenza e di leadership debole,

(Come sbarazzarsi di qualcuno che per definizione “non si può” eliminare? Ma l’indispensabilita’ non e’ quasi mai tale: la società americana non crollera’ se Hillary Clinton diventa domani una monaca di clausura. Se uno è “indispensabili”, licenziarlo sarà doloroso, ma un esercizio di gruppo, che ispirerà il massimo sforzo da parte di tutto il resto della squadra)

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Obama può liberarsi da Billary scegliendo una di queste tre opzioni: (a) andando giu’ duro, nominando immediatamente qualcun altro come candidato VP; (b) andando tranquillo, non facendo niente, nella speranza che di Hillary non si occupi piu’ nessuno; (c) andando morbido, lasciando apertamente aperte tutte le possibilità, giusto in caso, senza una reale intenzione di scegliere Hillary per la Vice-Presidenza.

La scelta è una questione di strategia politica a lungo termine. Si può sostenere che (a) è un segno di debolezza, ma prima si cava il dente, prima passerà il dolore (e più tempo ci sarà per la campagna contro McCain). L’opzione (b) necessita di molto sangue freddo e molti amici fra i giornalisti. L’opzione (c) è una scommessa, e solo i candidati più forti e più determinati dovrebbero pensarci.

Le opzioni b, c presumono che i Clinton faranno venire la nausea a tutti, con Bill troppo latrante, e Hillary troppo lamentosa.

(Io sceglierei l’opzione b ma solo dopo aver preparato una campagna stampa cosi’ massiccia da seppellire letteralmente ogni articolo su Hillary Clinton)

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Ovviamente, quanto detto presume che Obama sia in grado di dimostrare sufficiente tenacità (e cinismo) da essere il suo stesso antidoto contro il “Veleno Billary”. Lo stesso fatto che questa domanda sia ancora posta, può essere un sintomo della stessa incapacità di trovare quel colpo da KO politico che potrebbe avere risolto tutto molto tempo fa.

Barack Obama può ancora scegliere Hillary Clinton come candidato VP. Ma se questo dovesse accadere, nessuno dovrebbe prendersi in giro parlando di una “Presidenza Obama”: alla Casa Bianca, quello con i pantaloni non sarebbe l’attuale Senatore dell’Illinois.

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Getting Rid of Poison Billary

What is Barack Obama supposed to do now that there is little sign that Hillary Clinton will openly “concede” without being offered the Vice-Presidency, to the point of organizing “No-bama” chants at a very public appearance?

How can he get rid of the lady, and of her big-mouthed, inconvenient, gaffe-prone, press-hated, reputation-tearing, ladies’ favorite anger-bag of a husband?

For were Obama to accept Ms Rodham as his VP candidate, he would appear weak, unable to stand on his own, way too ready to compromise with somebody that after all he has been unable to shrug off. If instead, all the purring from the Clinton campaign about her readiness to have a shot as VP were ignored or rebuffed, then Obama would appear weak, cast adrift among college-educated Americans with not a single Latino or poor White in sight.

(Perhaps up to 27% of Democrats do not want to vote for Obama…isnt’ there a saying about the mother of the idiots being always pregnant?)

All this campaigning by Hillary and Bill Clinton has then turned the couple into a “poison pill”, the best thing that happened to McCain since Giuliani started excelling at foot-shooting practice. As things stand now, Hillary Clinton is indispensible, and the Democratic Party cannot go anywhere she doesn’t like it to go.

But in her latest moment of glory, there are also all the reasons to make her irrelevant.

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It is good practice in people management to identify the resources that one “cannot do without”…in order to get rid of them.

Anybody able to maneuver themselves into an “indispensable” position is in fact too loose a center of power, a practical nuisance for everybody around, a threat for the cohesion of the group and an inordinate risk were the person to move to a different job or disappear from view for any reason (eg due yet another sex scandal involving Mr C).

And one should not disregard the possibility of a leadership challenge at every single minute that passes

(I am sure Hillary Clinton is dreaming of the Party delegates begging her in Denver this coming August,to become the Presidential Candidate by acclamation. Can’t anybody find a picture of Obama with a prostitute, a lover, a wad of dirty cash, cocaine on his nose? Shaking hands with OJ Simpson? Praying at a mosque? Having dinner with Iran’s Ahmadinejad? Anything would do…)

That’s why if anybody is indispensable, they must be dispensed with asap, instead of letting things hang by a thread, with a possible major unmanageable crisis looming every day in an atmosphere of mutual distrust and weak leadership,

(How to get rid of somebody that one cannot ged rid of? By definition, it may look impossible. But that’s really never the case: US society would not collapse were Hillary Clinton to become a hermit tomorrow. If one is “indispensable”, dispensing of them will be painful, but a group exercise, that will inspire the best effort of the rest of the team)

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Obama can free himself from Billary by choosing one of three options: (a) going hard, immediately nominating somebody else as VP candidate; (b) going safe, doing nothing in the hope few will care about an also-ran with no hope to be anybody; (c) going soft, openly leaving all possibilities open, just in case, with no actual intention of choosing Hillary for the Vice-Presidency.

The choice is a matter of long-term political strategy. It can be argued that (a) is a sign of weakness, but the sooner the tooth is pulled out, the sooner the pain will go (and the more time there will be for campaigning against McCain). Option (b) needs plenty of nerve and plenty of friends in the media. Option (c) is an absolute gamble, and only the strongest and most determined candidate should think about it.

Options b and c assume that the Clintons will make a nuisance of themselves, with Bill growling too much, and Hillary squeaking too often, so that among the general nausea only their staunchest supporters will remain loyal. And so on and so forth.

(Personally I would choose option b but only after preparing a massive media campaign, in order to bury any Clinton news item by sheer force of numbers)

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Obviously, the above presumes Obama can show enough toughness (and callousness) so as to be his own antidote against Poison Billary. That’s something still open to question, a fact that in itself may be a symptom of the same inability to find that single final political punch that could have stopped all this Democrat squabbling long time ago.

Barack Obama can still choose Hillary Clinton as VP Candidate. But if that happens, nobody should kid themselves by talking of an “Obama Presidency”.

At the White House, the one with the trousers wouldn’t be the current junior Senator from Illinois.

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AGW catastrophism Omniclimate Science Skepticism

What AGW Worry Without Catastrophism?

Anthropogenic Global Warming proponents have an intrinsic need to chase the latest gloomier-than-thou reports and projections. 

In fact: is there anything to worry about AGW, when one removes its usual catastrophist baggage?

Or to phrase the question differently: is it possible to argue for a reduction in greenhouse gas emissions without espousing the rather too common doom-and-gloom ideas of those that see the planet literally in peril, and civilization as-we-know-it ready to end in a decade or two?

The answer seems to be a resounding “no”, for a simple reason argued by Alex Cull in a comment to my “Discounting the Future” blog: since a slight warming is obviously beneficial, only a lot of demonization can paint it in an unfavorable light

[…] A different point, which follows on from your earlier blog re John Groome’s gloomy assessment of the ills of global warming. This may sound obvious but the projected deaths from global warming have to be very high for the whole argument to make sense, in fact they have to be inflated by any means possible, and the benefits of warming have to be minimised. Earlier springs mean a longer growing season, meaning in turn that fewer people die from starvation, and warmer winters mean fewer cold-related deaths. Obviously these are not catastrophic consequences, so the deaths will have to come from other causes, for instance as a result of more frequent and violent storms and from rising sea levels.

Now, if there is no well-established link between frequent violent storms and global warming, and if sea levels continue to rise by a few millimetres a year, as they have for well over a century, there’s a problem – no catastrophe. Hence the importance of Greenland and, of course, stubborn, recalcitrant Antarctica. Melt these, however long it may take, and you have your catastrophe. Which is why it is crucial for anyone advocating CO2 abatement that the ice caps must be projected to melt much faster than anyone has previously thought, that the resulting sea levels must be projected to rise far higher than anyone has previously thought, and the human casualties must therefore be far greater.

Because, if the number of people dying as a consequence of global warming is not very much different to, or is lower than, the number of people who would die if there were no warming trend, the CO2 abatement argument is dead in the water. If there is still a warming trend, and if it is caused by man-made CO2 but if it is not, on balance, going to kill more people than would otherwise die, and if we could stop this warming trend by reducing CO2 emissions, what on earth would be the point of doing it?