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Terremoto: Mai Perdere La Speranza

Dopo un terremoto, e dopo il terremoto (o forse, i terremoti) in Cina questo mese, i discorsi sull'”ormai e’ passato troppo tempo” tornano con agghiacciante regolarita’.

In realta’ e’ noto fin dai tempi del sisma di Messina del 1908 che le capacita’ di sopravvivenza umane sono molto piu’ grandi di quanto stimato, e non bisogna perdere la speranza, mai, o almeno per tre settimane. Certo non per una manciata di giorni.

Scavare, scavare, scavare: nient’altro ha senso, adesso.

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Astronomia Italiano Scienza

La Fine del Mondo

La giapponese NHK ha simulato cosa succederebbe se un grosso asteroide colpisse il nostro pianeta. Ecco il risultato (attenzione: si consiglia la visione solo a un pubblico poco emotivo):

http://www.youtube.com/watch?v=oB3G0rvCIJc

(la simulazione prevede che il “contatto” si abbia vicino al Giappone. tanto non importa, moriremmo tutti comunque)

Qualche traduzione dei testi: all’inizio dice “simulazione”. A 01:24 parla (presumo) dell’onda di marea oceanica. A 03:32 c’e’ l’Himalaya (distrutta 3 ore dopo l’impatto). A 04:13 c’e’ l’Amazzonia, raggiunta dall’onda d’urto dopo un giorno. A 04:50 si vede Londra. Il tempio a 05:00 e’ forse l’Acropoli.

A 06:21 si vede il Mar Mediterraneo. E chissa’ perche’, Reggio Calabria sembra piu’ bruciata del resto…

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In Space, Nobody Can Hear You Explode…

In a recent op-ed, James Carroll expressed his worries about a space arms race, comparing it to previous military build-ups into strategies such as aerial bombings (“Preventing a race in space“, IHT, May 14).

But the actual issue is the potential deployment of weapons not in outer space, rather here on the ground.

Nobody has the technology to build a spaceship Enterprise or a Battlestar Galactica. All we can do is send satellites into fixed orbits, and any change in height or inclination is very expensive.

An orbiting satellite is bound to follow a particular path eveybody can calculate in advance (and shoot at with arbitrary precision): more a sitting (or shall I say, circling) duck than the potential location for any kind of weaponry.

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Italia Italiano Politica Radio24

Telecamere, Immigrati e Xenofilia

Durante la trasmissione quotidiana “La Zanzara” su Radio24, il conduttore Giuseppe Cruciani ha menzionato all’inizio della settimana scorsa un articolo da Il Foglio in cui si riporta quanto fatto dalla polizia dell’Essex qui in Inghilterra, il “frame and shame” (“inquadra e svergogna”), cioe’ le telecamere della polizia come strumento di dissuasione.

Nella puntata di mercoledi’ invece, si e’ parlato brevissimamente del successo delle autorita’ spagnole nel contenere l’immigrazione clandestina.

Ora, da italiano che lavora all’estero da quasi 15 anni, vorrei invitare a non cadere nel solito vizio italiano della “xenofilia” piu’ estrema.

Se e’ vero infatti che non ha senso reinventare la ruota tutte le volte in Italia, ed e’ quindi saggio imbastire un dibattito avendo imparato da altre esperienze (per esempio, sui farmaci al supermercato), non ha senso neanche ricopiare pari-pari soluzioni altrui come fossero tante “uova di Colombo”, perche’ hanno anche loro un contesto.

Il “successo” della Spagna riguarda infatti lo Stretto di Gibilterra, di dimensioni molto piu’ ristrette, e dalle correnti molto piu’ forti che per esempio il Canale di Sicilia. Meno facile da attraversare, insomma, e piu’ facile da controllare.

E le telecamere che vanno bene in Essex non sono sicuro a cosa porterebbero in Italia.

Per esempio alcune sono dotate di microfono e altoparlante, per cui il mascalzone di turno puo’ sentirsi apostrofato via telecamera da un tutore dell’ordine. Gia’ immagino pero’, in Italia, bande di ragazzini e non, andare da una telecamera all’altra per spernacchiare il poliziotto, o giocare a chi lo fa urlare di piu’… . La societa’ britannica non e’ quella italiana, ed esiste ancora una forte connotazione gerarchica (come si sa, non sono “cittadini” ma tecnicamente ancora “sudditi”).

Per fare un altro esempio, si e’ tanto parlato del fatto che “solo in Italia” la Seconda Carica dello Stato puo’ essere una persona che ha fatto affari con gente dopo condannata per mafia. Figuriamoci: Obama stesso ha avuto un ricco amico successivamente rivelatosi un malvivente: e anche se questa defaillance e’ usata contro di lui, nessuno ha detto seriamente che si tratti di un motivo valido per non eleggerlo come Presidente.

In generale comunque mi piacerebbe ci fosse una bella moratoria contro la pervasiva abitudine di vedere in maniera comunque positiva tutto cio’ che accade fuori dai confini.

Con questo non voglio invitare al “mal comune mezzo gaudio” ma piuttosto a prendere coscienza del fatto che se l’Italia non e’ il miglior posto al mondo, non e’ neanche il peggiore. Ed e’ meglio migliorare quello che si ha invece che lamentarsene perdendo tempo sognando quello che non hanno neanche gli altri.

Pensare che in Italia vada tutto male, e all’estero vada tutto bene, rassomiglia in ultima analisi alle esternazioni di certi politici, comici e giornalisti “arrabbiati”: perche’ alla fine tutto cio’ non solo non ci porta da nessuna parte, ma addirittura ci impedisce di fare alcun progresso.

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Italiano Radio24 Turismo

Sul caso di Domenico Salerno

Stefano Pistolini nel suo “Jefferson Ming” su Radio24 si e’ occupato venerdi’ 16 maggio del caso di Domenico Salerno, l’avvocato di Catanzaro imprigionato per dieci giorni dalle autorita’ statunitensi a quanto sembra insospettitesi per i suoi continui viaggi a trovare la fidanzata in Virginia.

Di seguito il mio messaggio alla trasmissione, cui Pistolini ha avuto la gentilezza di rispondere in diretta:

Non seminerei il panico riguardo i viaggi in America. Quelli presentati sono casi isolati rispetto alle migliaia e migliaia di persone che viaggiano tutti i giorni senza problemi. Si sa che gli agenti dell’immigrazione USA sono piu’ paranoici del solito (ma d’altronde chi metterebbe un pacioccone a fare il poliziotto?)

Magari, si eviti un inglese non troppo “rotto” e si sia pronti a rispondere quando c’e’ la fidanzata americana e la probabilita’ di andare li’ per cercare un lavoro e’ altissima.