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Banning Cluster Bombs – Dublin, May 19-30 2008

(letter published on Saturday May 10 in the International Herald Tribune, written by Jakob Kellenberger, Geneva President, International Committee of the Red Cross)

Note how the proposed new Treaty is not to ban cluster munitions outright: it is to prevent the deployment of ineffectual bombs that do not explode during a conflict, and despite having zero military strategic or tactical value, rather hang on waiting to kill or wound unsuspecting, perfectly innocent civilians years and even decades after the war has ended.

More than 100 countries are due to meet in Dublin later this month to negotiate a new international treaty banning cluster munitions that cause unacceptable harm to civilians. They should seize this historic opportunity to prevent these weapons from killing and maiming countless other men, women and children.

The International Committee of the Red Cross has repeatedly witnessed the terrible impact of cluster munitions on civilians in armed conflicts across the globe. Their deadly legacy can continue for generations.

Laos, for example, the world’s worst affected country, is still struggling to deal with the estimated 270 million munitions dropped there in the 1960s and 1970s. Tens of millions failed to explode and go on killing people today.

In more than 20 countries around the world, unexploded cluster munitions have effectively rendered vast areas as hazardous as minefields.

Without urgent concerted international action, the human toll of cluster munitions could become far worse than that of antipersonnel landmines, which are now banned by three-quarters of the world’s countries.

Meanwhile, billions of cluster munitions are currently in the stockpiles of many nations. Many models are aged, inaccurate and unreliable. But unlike antipersonnel landmines, which were in the hands of virtually all armed forces, only about 75 countries currently possess cluster munitions.

The Dublin conference is the culmination of a process that started in Oslo in February 2007 and has been building momentum ever since. Participants should agree to a treaty that prohibits inaccurate and unreliable cluster munitions, provides for their clearance and ensures assistance to victims.

Jakob Kellenberger, Geneva President, International Committee of the Red Cross

Some useful links related to the above:

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A Place Where Climate Forecasts Should Be A Piece of Cake

Lloró, Colombia

It’s the place with the highest average annual precipitation: 523.6 inches / 13,300 millimeters of rain per year (estimated average, 29 years of records)

(note how the Google Maps photo in the link above does show Lloro shrouded by clouds)

That translates to 1.43in / 36.4mm of rain per day, every day of the year. And it looks like that’s what actually happens, as the forecast is of constant rain and thunderstorms.

There are 7,000 people living in Lloró and one can only imagine the strength of the local umbrella market.

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One wonders if any climatologist will step forward with a 1-year, 5-year, 10-year climate forecast of rain for Lloró? 😎

(many thanks to RS at the Italian weather forum “Meteoweb” for writing about Lloró in the first place)

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Munizioni a Grappolo: Appello Urgente per un Trattato Internazionale

(aggiornamento 14 maggio: la mia lettera, con un preambolo esplicativo, e’ stata pubblicata su Notizie Radicali nella sezione Documenti)

(testo ispirato a una lettera in inglese di Jakob Kellenberger, Presidente a Ginevra, Comitato Internazionale della Croce Rossa, pubblicata sull’International Herald Tribune il 10 maggio 2008. Chi volesse aderire mandi un commento con nome, cognome, citta’, professione)

Onorevole Ministro Dott. Franco Frattini
Ministero degli Affari Esteri
Piazzale della Farnesina, 1
00194 Roma

Londra, 10 Maggio 2008

Onorevole Signor Ministro

Nel complimentarmi per la Sua recentissima nomina, pur consapevole del gran numero di impegni che La attendono e ancor di piu’ in questi primi giorni nuovamente al Ministero degli Esteri, desidero attirare la Sua attenzione sull’urgentissima scadenza del 19 maggio riguardo il Trattato Internazionale che mettera’ al bando le “munizioni a grappolo” (Cluster Munitions), responsabili di inaccettabili sofferenze per le popolazioni civili.

I rappresentanti di più di 100 Paesi sono appunto attesi a Dublino dal 19 al 30 maggio 2008 per negoziare tale Trattato. E’ auspicabile che quei rappresentanti approfittino di questa occasione storica per impedire che queste armi uccidano e feriscano innumerevoli altri uomini, donne e bambini: il contributo italiano puo’ e deve rimanere determinante al successo della Conferenza.

Il Comitato Internazionale della Croce Rossa fra gli altri ha potuto ripetutamente verificare il terribile effetto delle munizioni a grappolo sui civili in conflitti armati in tutto il mondo. La loro eredità mortale può continuare per generazioni.

Il Laos, per esempio, il Paese che soffre di questa piaga di piu’ al mondo, sta ancora lottando contro le circa 270 milioni di munizioni là lanciate negli anni ‘60 e ‘70 del secolo scorso. Decine di milioni di quelle non esplosero allora e continuano ancora oggi a uccidere tante persone.

In più di 20 Paesi sparsi per tutto il mondo, inesplose munizioni a grappolo hanno reso ampie zone a tutti gli effetti altrettanto pericolose che campi minati.

Senza un accordo internazionale, e un’azione urgente, il tributo umano delle munizioni a grappolo potrebbe diventare molto peggio di quello delle mine antiuomo, al momento vietate in tre quarti degli Stati.

Le mine antiuomo erano un tempo nei depositi di virtualmente tutte le forze armate. Le miliardi di munizioni a grappolo oggi esistenti, invece, sono in possesso solamente di circa 75 Paesi. Molte di quelle sono vecchie, inaccurate e inaffidabili.

La Conferenza Diplomatica di Dublino è il punto di arrivo di un processo cominciato con la Dichiarazione di Oslo nel febbraio del 2007, e continuato con la Conferenza di Wellington nel febbraio di quest’anno grazie all’azione di un gruppo di Paesi: Austria, Citta’ del Vaticano, Irlanda, Nuova Zelanda, Norvegia, Messico e Peru’, cui si sono uniti le Nazioni Unite, il Comitato Internazionale della Croce Rossa e la Cluster Munition Coalition

E’ di fondamentale importanza che i Partecipanti trovino un accordo per un Trattato che proibisca le munizioni a grappolo inaccurate e inaffidabili, quelle che se impiegate in un conflitto resteranno in gran parte inesplose, pronte ad uccidere uomini, donne e bambini anni e anni dopo la fine delle ostilita’. Il Trattato dovra’ anche provvedere al loro smaltimento ed ad assicurare l’assistenza alle vittime.

Onorevole Signor Ministro,
sono sicuro che l’Italia e il nuovo Governo faranno quanto dovuto per interrompere la tragedia delle munizioni a grappolo inesplose, e per questo motivo La invito a far si’ che la Delegazione Italiana alla Conferenza Diplomatica di Dublino dia il massimo appoggio affinche’ il nuovo Trattato venga redatto ed approvato dal maggior numero possibile di Stati.

Con l’auspicio di non aver abusato della Sua cortese attenzione e del Suo preziosissimo tempo, voglia gradire distinti saluti