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Maggioranze alla Honecker nel Partito Democratico

Quando si vuole ridere, si ride, pero’ qualcuno se ne e’ accorto che in almeno un luogo in Italia, le “Primarie Locali” del PD di un paio di settimane fa hanno visto venti candidati per venti poltrone?

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Head Scarves? Islamic Veils? What about Western Trousers…

It is always amusing to see how much debate can be generated by a single piece of cloth (“Much ado about head scarves“, IHT, Feb 19).

But what I find even more amusing, is to hear in those debates opinions expressed by men in the “civilized West“…themselves having been forced to wear trousers every single day of their lives for the past four, five, six or even more decades.

Let’s see if and when anybody will start a Liberation Movement to give male human beings too, the chance of choosing the way they dress.

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Monbiot, Stern and…Schadenfreude

It appears that George Monbiot himself is finally starting to grasp the issue of unintended consequences…

An Exchange of Souls – As government documents show, Sir Nicholas Stern accidentally launched a trade in human lives. by George Monbiot

Will this herald a new era in which things won’t be separated by using the idiotic climate-change-is-bad reference stick?

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Come Scegliere fra Risparmiare Tempo o Carburante

Guidare a velocita’ medio-basse, specie su lunghi percorsi, significa far sorridere il portafogli, per il semplice fatto che in linea teorica i consumi di carburante dovrebbero crescere piu’ o meno esponenzialmente con la velocita’.

D’altronde, proprio su quei lunghi percorsi i compagni di viaggio specie piu’ piccoli possono facilmente spazientirsi quando i tempi di percorrenza si allungano a dismisura…a causa di velocita’ medio-basse. Come scegliere, dunque?

Ho elaborato un semplice strumento in proposito a partire dai rilevamenti pubblicati da Mauro Traversi sulla mailing list “Petrolio“. Il risultato e’ una tabella, disponibile come file Excel su richiesta (basta aggiungere un commento a questo blog), con il quale e’ possibile determinare la velocita’ ottimale, a seconda delle esigenze di tempo e di risparmio sui consumi.

IN DUE PAROLE: se tempo di percorrenza e carburante consumato hanno lo stesso valore, viaggiare fra 90 e 130km/h non fa molta differenza

Avendo sperimentato prima manu come sia difficile ottenere un soddisfacente risparmio sul carburante su viaggi di 1450km, devo dire che risultati ottenuti mi convincono molto.

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Mauro Traversi (che tiene a precisare di essere “per abbassare la velocita’a 100Km/h non ritenendo il risparmio di quel poco di tempo sufficiente a compensare i consumi aggiuntivi“) ha scritto fra l’altro su Petrolio sabato 16 febbraio 2008:

Forse a qualcuno puo’ interessare la tabella dei consumi reali a velocita’ costante della mia auto (un turbodiesel v6 da 120kW con cambio automatico), essendo stati verificati con una certa precisione.

I consumi (in L/100Km e Km/L) sono presi dal computer di bordo. Per la discussione in corso credo che la precisione sia sufficiente avendo in passato controllato l’esattezza della velocita’ indicata dal comp con un gps da barca (aleph puo’ magari precisare meglio) e anche con cronometro su un tratto rettilineo di 3Km che sapevo essre stati verificati col ruotino da geometri. Tra parentesi i tachimetri sbagliano praticamente tutti per eccesso e se vi fidate di loro calcolate con errore. Il gasolio consumato l’ho controllato con un contalitri quando avevo a disposizione la cisterna personale a casa.

Il test di consumo l’ho fatto sull’autobrennero tra XXX e YYY nei due sensi (i numeri sono la media dei due passaggi ma la differenza e’ minima). Ho usato il controllo di velocita’, quel pulsante che una volta premuto puoi toglere il piede dall’acceleratore e fa tutto lei, lasciando che l’auto si stabilizzasse per 40-50 sec ad ogni livello di velocita’. Fari accesi e climatizzatore in funzione. 170.000kM alle spalle.

Sono partito dai dati allegati a quel messaggio, riferentesi a varie velocita’ fra 65 e 160 km/h (colonna B nella mia tabella) . Ne ho “normalizzato a 1” (mi si perdoni l’imprecisione del termine) tutti i valori, nel senso che ho posto il consumo minore = 1 e divisi tutti gli altri dati di conseguenza (colonna D nella mia tabella).

Ho calcolato i tempi di percorrenza su 1000km per le stesse velocita’ e normalizzato i risultati come sopra (colonne C ed E rispettivamente, nella mia tabella). Ho poi sommato le colonne D ed E, moltiplicando ciascuna secondo due “pesi” o “Coefficienti di Importanza”, uno per i consumi e l’altro per il tempo (celle F20 e F21 rispettivamente nella mia tabella).

I risultati (colonna F) sono poi “normalizzati” di nuovo (colonna G) e infine viene calcolato quanto, in percentuale, il valore associato a ciascuna velocita’ si discosti dal minimo (colonna H).

In pratica se per esempio con Coefficienti di Importanza entrambi a uno, la colonna H mostra 10.56% associato a 140km/h, cio’ vuol dire che se tempo e risparmio di carburante hanno lo stesso peso, allora procedere a 140km/h vorra’ dire spendere il 10.56% in piu’ rispetto all’ottimale (95km/h).

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Naturalmente sono i Coefficienti di Importanza a determinare la velocita’ migliore. Per esempio sui brevi percorsi “in gita” possiamo dire che il risparmio del carburante sia 5 volte piu’ importante del risparmio di tempo consistente nell’andare piu’ veloci. Il risultato e’ che con Coefficiente di Importanza di Consumo = 5 e di Tempo = 1, la velocita’ migliore e’ 75km/h.

Se invece c’e’ da arrivare in fretta da qualche parte, tenendo pero’ presente di quanto costa il carburante, ultimamente, e si pongono Coefficiente di Importanza di Consumo = 1 e di Tempo = 5, la velocita’ migliore diviene 140km/h.

Qualche grafico adesso per visualizzare le differenze (i valori in ordinata sono sempre in percentuale):

(Coefficiente di Importanza Consumo =1; Tempo=1)

consumo1tempo1.gif

(Coefficiente di Importanza Consumo =5; Tempo=1)

consumo5tempo1.gif

(Coefficiente di Importanza Consumo =1; Tempo=5)

consumo1tempo5.gif

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Naturalmente si tratta di un modello semplificato che non tiene conto del fatto che, come rileva Traversi, “sono […] valori a velocita’ costante. […] su tragitti lunghi tenere una media piu’ alta ti costa assai di piu’ perche’ devi rallentare piu’ spesso e quindi devi passare piu’ tempo sopra la velocita’ media. E anche accelerare piu’ spesso, e se hai il piedino pesante…

Ma si tratta anche di una conferma della mia impressione “sul campo” (i.e. su viaggi lunghissimi, vai a 130km/h).

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Italiano Politica Radicali UE

Mentre i Serbi in Televisione Sembrano Peggio di Belzebu’

Nel giorno dei disordini contro le Ambasciate a Belgrado, pubblico una “lettera” cui avevo lavorato all’inizio di Dicembre 2007, e che fu bocciata perche’ troppo filoserba.

Da confrontare con quello che succede quando vengono deliberatamente negati tutti i motivi di speranza, e l’Unione Europea di muove in ordine sparso senza una politica comune…sull’Europa!

A Tutti Gli Iscritti e Simpatizzanti Radicali, e specialmente ai Compagni Kosovari:

Roma, 5 Dicembre 2007

Cari Amici, cari compagni

Con l’avvicinarsi dell’improrogabile data stabilita dall’ONU al 10 Dicembre 2007 per la fine dei negoziati internazionali sul futuro status del Kosovo, e le parti in causa ancora molto distanti (Belgrado, disposta a concedere al massimo una qualche autonomia; Pristina, decisa ad acquisire l’indipendenza a ogni costo), la questione sembra destinata a diventare una vera e propria emergenza dalle conseguenze drammatiche, nocive alla efficacia stessa dell’Unione Europea nel suo ruolo sia globale che di sviluppo e mantenimento della pace continentale.

Riteniamo dunque giunto il momento di lavorare perche’ non solo i rischi piu’ grossi non si materializzino, ma anche il momento presente di crisi diventi un’opportunita’ per rinforzare pace e democrazia in tutto il nostro Continente. Per questi motivi, come Radicali auspichiamo che:

1- L’Europa assuma tutte le sue responsabilita’ nei Balcani, non solo per motivi umanitari ma anche per non perdere la sua missione primaria volta a impedire il ritorno delle guerre fratricide che la hanno afflitta per millenni

Sul piano militare, la UE deve consolidare la propria missione per impedire un conflitto armato tra serbi e kosovari albanesi, oltre che per tutelare la minoranza serba in Kosovo come tutte le minoranze nei Balcani e altrove, e naturalmente tutto il patrimonio storico-religioso serbo e albanese; sul piano politico, occorre che rafforzi in maniera decisa la prospettiva europea del Kosovo e della Serbia, qualunque sia lo status definitivo del primo.

2- Vengano trovate soluzioni “nuove e coraggiose” per il futuro dello status del Kosovo, che permettano una convivenza pacifica e solidale invece di garantire il perpetuamento di questa o quella ingiustizia contro i popoli albanese e serbo

Il tempo c’e’ ancora: perche’ ci sono tutte le indicazioni che il Kosovo non proclamera’ l’indipendenza fino almeno a Febbraio. Parafrasando Zbigniew Brzezinski allora, di fronte alla incompatibilita’ delle richieste di Serbi e Kosovari Albanesi, e’ indispensabile che “si abbia l’ambizione cosi’ come l’audacia di esplorare soluzioni nuove e prendere misure coraggiose”: un Kosovo indipendente ma piu’ piccolo, con i territori a maggioranza serba annessi alla Serbia; una federazione “a macchie di leopardo”; l’ingresso immediato del Kosovo e della Serbia nell’UE non appena le leggi necessarie siano promulgate e, nel caso di Belgrado, i criminali di guerra assicurati alla giustizia

3- Venga accelerato il processo di integrazione nell’Unione Europea del Kosovo ma anche della fragile e ancora nascente democrazia serba

Nei Balcani si tratta di unire domani in Europa quel che oggi divide così profondamente e irreparabilmente. Non e’ forse la storia serba recente (dittatura comunista; corruzione; mafia; campi di concentramento; stragi) anche quella del Continente? Occorre allora svincolare la priorità del processo di integrazione europea della Serbia dalla cattura e consegna di coloro accusati di crimini di guerra, senza ovviamente rinunciarvici (un obiettivo che puo’ anzi diventare operativo per l’intera Unione e non solo una conveniente spada di Damocle su una democrazia ancora molto giovane e fragile come quella serba).

4- che il Kosovo aspetti una fase piu’ propizia per un passaggio al riparo da tensioni internazionali e non proclami semplicemente e unilateralmente la sua indipendenza adesso, perche’ riteniamo che cio’ sara’ controproducente

Siamo consapevoli che l’obiettivo dell’indipendenza sia un esito inevitabile. Il problema e’ nella eventuale unilateralita’ non e’ legato a questioni di integrità territoriale e sovranità nazionale, causa di tantissime guerre e tuttora un’ipoteca pesante sullo sviluppo civile e democratico delle nostre società. Il punto e’ che consentira’ alla Russia di Putin di allontanare definitivamente la Serbia dal consesso delle Nazioni europee, e ispirera’ nuovi secessionismi (serbi di Bosnia, albanesi di Macedonia): mentre il Kosovo si trovera’ indipendente ma al confine di una ferita politica profondissima.

Sappiamo come nessuna delle nostre scelte sia facile. Il Partito Radicale si e’ occupato del Kosovo fin dal 1992 (incontro tra il leader kosovaro nonviolento, Ibrahim Rugova e il Presidente del Consiglio italiano Amato su iniziativa di Marco Pannella). Fra gli iscritti al Partito Radicale Transnazionale, Fatmir Sedju, Presidente dell’Assemblea Parlamentare del Kosovo e tutta la leadership democratica. E la documentazione preparata dall’Associazione Radicale “Non c’è Pace senza Giustizia” e’ stata utilizzata nella formalizzazione dell’atto d’accusa e dell’incriminazione di Slobodan Milosevic nel 1998-1998 presso il Tribunale Penale Internazionale alla preparazione.

A spingerci oggi e’ pero’ la consapevolezza che la missione, e il ruolo primario della UE e’ impedire che ritornino a manifestarsi quelle guerre con le quali gli imperi egemoni e le dittature fasciste e comuniste misero in ginocchio il Continente e oltre nel secolo scorso: con il beneficio addizionale di mostrare la via della convivenza, del mutuo rispetto e dello sviluppo pacifico delle societa’ al resto del Pianeta, e soprattutto a quelle regioni tuttora insanguinate da conflitti che continuano all’apparenza da tempi immemorabili.

Noi crediamo che tutto cio’ possa avvenire solo se l’Europa rimarra’ unita, oggi sul Kosovo come domani sull’Iran. Il problema del Kosovo e’ come una bomba piazzata nel cuore del Continente: impediamole di indebolire e dividere l’Europa!

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Elezioni2008 Italiano Partito Democratico Radicali Veltroni

PD e Radicali: Qualcuno Passi Il Plasil

Non occorre aver letto vari mesi dei miei blog per indovinare che l’accordo fra Radicali Italiani e il Partito Crudo di Jar-Jar Veltroni non mi va a genio.

Figuriamoci: adesso Marco Pannella e Sergio D’Elia non sarebbero candidabili, perche’ condannati. Populismo senza confini.

Attendiamo ora lumi dal Comitato Nazionale di RI, convocato per sabato 23 e domenica 24 febbraio. Per fortuna non vi partecipo, altrimenti mi servirebbe un ettolitro di Plasil: il noto medicinale contro i conati di vomito.