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Preventative Nobel Peace Prize a Sign of the Times

After a (disastrous) preventative war in Iraq in 2003, we are going to see a (potentially disastrous) preventative Nobel Peace Prize awarded to Al Gore and the IPCC on December 10 at a ceremony in Oslo.

Why can’t we deal with real-and-present problems, and have to make up fantasies of new ones, I wonder?

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What will people make of our climate change circus in 50 years’ time is anybody’s guess.

Surely though, they will still question what Al Gore and the IPCC had actually done, by the middle of 2007, to deserve a prize. No Kyoto-II agreement has been reached yet, no CO2 emission cutting program has been implemented by any Government yet, and no “smoking gun” for greenhouse-gas-induced climatic change has been found yet.

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Things are actually a-moving, and the still-ongoing Bali conference may come out with a document asking developing countries to develop rather less. Who would have thought that “global warming” rhymes with “neocolonialism”?

And yet, there is some hope. The bandwagon has become so huge, it will be next-to-impossible to steer. Expect ridiculous targets nobody will ever try to reach, set for times unbelievably far in the future.

Until one day, the Sun will cool us down, and so will die the mad dream of anthropogenic climate change.

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Luttazzi, Ferrara e il Quarantenne Direttore di Coccio

Chi ci fa la figura peggiore, nella squallida cancellazione di Decameron, il programma del sabato sera di Daniele Luttazzi su La7, ufficialmente per una frase ingiuriosa contro un mucchio di persone ma soprattutto Giuliano Ferrara?

Luttazzi? Ma se lui non ha fatto altro che…il Luttazzi della situazione?

Altrettando dicasi di Ferrara.

Forse l’autore del blog DAW, ospite del sito de La7 e che vorrebbe convincerci a “cambiare il punto di vista” ma lo fa allineandosi al suo ospite e chissa’, magari anche datore di lavoro?

Forse Aldo Grasso, che pontifica dal Corriere su “una battuta infelice” e addirittura invita Luttazzi a “trovare un modo piu’ elegante per infilzare” Ferrara (manco il primo fosse Charlie Chaplin)?

Io invece il Premio “Vaso di Coccio 2007” lo darei per acclamazione a Antonio Campo dall’Orto, quarantreenne direttore de La7 che prima ha ingaggiato Luttazzi dicendo al mondo che Luttazzi stesso avrebbe potuto fare quello che voleva. E poi alla prima occasione lo ha zittito, mandando un sms dicendo “non posso permettere che nella mia rete un conduttore insulti un altro conduttore“.

Ma cosa vorra’ mai “permettere“, il Campo, dopo una tale figuraccia da impiegatino che permette alle decisioni di essere prese altrove? Permetta me di considerare la sua rete televisiva, che dichiara coraggio che non possiede, una gran pulcinellata. 

O piuttosto, chiarisca con i suoi datori di lavoro se il suo e’ lavoro da Direttore, oppure da burattino. O da vaso di coccio.