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The Atheist’s Goddess

Atheists have their Supreme Being too

One who disbelieves or denies the existence of God or gods”: that is the usually-accepted definition for an Atheist.

Paradoxically, though, it cannot be true.

What do Atheists believe in, in fact? By denying the existence of God or gods, they have to assume that the “world” just happen to exist, and that we are here to talk about it due to pure luck.

Or to say it better, due to Pure Luck.

The ancient Greeks themselves recognized the power of Luck, and they worshiped Her as the Goddess Thyke.

And so Atheists have to believe in something: they have to believe in Luck.

Perhaps Luck is not a personal deity. Perhaps She is not interested to the ways of the world (still, can’t resist dabbling into it) and perhaps there is no point in praying to Her.

That is besides the point. The point is that if one exists and there is no God, then Luck must exist, and Luck is the Creator: for all intents and purposes, a God.

This applies also if Luck gets out of the way, and Creation is a property of a Spinozian Nature.

Hence nobody can be a strict, logical “Atheist”.

Agnosticists, on the other hand…

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Senza Nucleare da Venti Anni + Sui Consumi Energetici (Convegno Energia-Ambiente 19-20 Settembre – 1)

Una serie di riflessioni in vista del Convegno “ENERGIA & AMBIENTE – Scenari e prospettive per l’Europa e per l’Italia“, Mercoledì 19 settembre 2007 ore 15.00 – 20.00 e Giovedì 20 settembre ore 9.30 – 14.00 presso la Camera dei Deputati – Sala del Refettorio (Palazzo San Macuto), Via del Seminario

(a) Commento al tema che sara’ trattato da Rita Bernardini, Segretaria di Radicali Italiani: “L’iniziativa radicale su energia e ambiente; un po’ di storia

Dal 1987 al 2007: siamo a 20 anni dai referendum contro il nucleare. Quanti si lamentano, ultimamente, dell’esito di quel referendum?

Personalmente mi dispiace che non venga mai riconosciuto il contesto storico.

Era l’Italia del Pentapartito, del CAF Craxi-Andreotti-Forlani. Era l’Italia con un’industria nucleare che non era riuscita a crescere, e Beppe Grillo usava i suoi passaggi televisivi per raccontare l’incredibile numero di incidenti e mancati incidenti, naturalmente mai riportati dai mass media.

Venti anni dopo, oltre che celebrare, possiamo tirare le somme per capire anche cosa non ha funzionato, e per evitare di ricadere nell’errore.  Mi riferisco in primis alla sostanziale scomparsa di ogni discorso di pianificazione energetica da allora ad oggi, come se il futuro fosse solo nucleare: e quindi, senza nucleare non era rimasto piu’ niente da discutere.

Si dice infine che l’industria nucleare italiana sia morta all’epoca: sarebbe invece interessante scoprire se e come potrebbe tornare in vita, nel 2007. Quanti anni dovrebbero passare prima che una centrale nucleare fornisse elettricita’? E avrebbe senso ricominciare daccapo in Italia invece che rivolgersi a chi per scelte sue ha continuato a usare l’energia atomica?

Cosa sarebbe, un revival dell’Autarchia?

E’ interessante anche notare che sulla scia delle vittorie politiche dei Gruenen tedeschi, nell’ultimo quarto di secolo sono cresciuti anche in Italia movimenti politici ambientalisti, poi confluiti nella Federazione dei Verdi che negli ultimi sei anni, grazie a Pecoraro Scanio, ha risolto il problema di come far andare avanti un partito monotematico, transitando sempre piu’ verso sinistra: e abbandonando quindi al loro destino tutti coloro cui interessa l’ambiente ma non necessariamente le politiche fiscali di Rifondazione Comunista.

E quindi esistono molti spazi per iniziative non-Verdi di largo consenso.

(b) Commento al tema che sara’ trattato da Bernard Laponche, Fisico ed economista dell’energia, parlera’ su “Consumi energetici: ci vorrebbero tre pianeti Terra

Ci vorrebbero tre pianeti Terra per cosa? Ci vorrebbero tre pianeti Terra se l’energia consumata per capita nel 2030 o 2050 fosse mediamente identica per tutti in giro per il mondo. Insomma se finalmente si riuscisse a “sviluppare” tutte le nazioni del mondo, non ci sarebbe abbastanza energia per tutti.

Ma il messaggio di Laponche, a leggere altri interventi in passato, probabilmente sara’ ottimista, non pessimista, perche’ ci sono ancora moltissimi modi per migliorare la situazione, cominciando con il decentralizzare la produzione. Per non parlare poi del “paradosso del bagagliaio“…

(continua…)