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The Future of Marriage

The future of the religious form of marriage is in the hands of the respective clerics and faithful people.

The future of civil marriage is to be placed away from the hands of the State, until it lasts. And for civil wedding to be eliminated.

What is the State for, in fact, but to manage conflict situations also within its own society?

If I establish a friendship with a neighbour, do I have to make that public in the Town Hall? Of course not. But if I start an argument with them, it may go as bad as to warrant the intervention of the Law (the Police, or even “just” a lawsuit).

And so it should and surely will be that there will be no hand at all of the State when two people want to live together: whilst the weakest component of the couple, if the love and friendship disappear, will only have to demonstrate the two were living “as husband and wife” (in Ancient Rome, more uxorio), for the Law to act in their defense.

Even if policies dictate incentives for couples, again all they should have to show is that they are a couple (perhaps, a stable couple in the second year of cohabitation)…how it all started, and if there was a ceremony with a mayoral representative mimicking the religious ritual, all that must surely be immaterial from the point of view of the individual’s rights.

The above will finally re-align legality and societal mores, now so completely at odds with each other. With the added bonus of further separating God and Mammon, as Somebody recommended to do a few years ago…

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Il Futuro del Matrimonio

Il futuro del matrimonio religioso e’ in mano alle autorita’ religiose, e ai fedeli.

Il futuro del matrimonio civile e’ invece il ritorno a quanto gia’ succedeva nell’Antica Roma: dove le coppie non si rivolgevano alle autorita’ civili per benedire l’unione, ma per gestire l’eventuale distacco.

A cosa serve infatti lo Stato se non a fare in modo che tutti abbiano gli stessi diritti in situazione di conflitto?

Se faccio amicizia con il mio vicino di casa, non vado certo ad informarne il Comune o il Tribunale. Ma se invece litigo con chi abita alla porta accanto, o nell’appartamento al piano di sopra, c’e’ l’opzione di far intervenire la Legge: la Polizia, nei casi piu’ gravi, altrimenti si va dall’avvocato e si comincia una causa civile. In questo modo il diritto, in caso di litigio, non e’ del piu’ forte, ma (almeno in teoria) uguale per tutti.

Analogamente se due persone vogliono convivere. All’inizio, quando vanno d’amore e d’accordo, perche’ dovrebbe interessarsene il Sindaco? Facciano un po’ come preferiscono. E’ alla fine, se arriva una fine del rapporto di fiducia e di affetto, che lo Stato deve intervenire. E alla parte piu’ debole fra le due, ad esempio alla persona che ha rinunciato a una carriera e a un lavoro piu’ remunerato per stare a casa, bastera’ dimostrare il rapporto di convivenza more uxorio “come moglie e marito”, per ottenere l’aiuto della Legge.

E quand’anche si volesse favorire la vita di coppia (come se fosse facile essere single…), di nuovo invece di costringere le due persone a quella specie di scimmiottamento del matrimonio religioso che e’ il rito civile, basterebbe chiedere loro le prove che sono una coppia stabile, ad esempio da due o tre anni.

E cosi’ terremmo anche separati Dio e Mammone, come ha gia’ detto Qualcuno prima di me…