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My Correction Printed on the New York Review of Books

I had sent a rather longer letter on March 15 but I appreciate their honesty in recognizing their mistake.

The New York Review of Books
Volume 54, Number 8 · May 10, 2007
Letter – CORRECTIONS By The Editors – In response to Warning on Warming (March 15, 2007)

In Bill McKibben’s “Warning on Warming” [NYR, March 15], the caption to the two photographs of the Upsala Glacier in Patagonia, Argentina, taken in 1928 and 2004 should have said that most of the glacier visible in the 1928 photograph had melted by 2004. Today the glacier still covers over eight hundred square kilometers.

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I Limiti della Decrescita

Da Libération del 02 Marzo 2007:

Dans le domaine agricole, il faudrait rompre avec les filières verticales de production et de consommation, donc combattre la grande distribution, organiser la production et la consommation alimentaire à des petites échelles de territoire. En d’autres termes, il s’agit de relocaliser l’économie.

Jean Claude Besson-Girard, direttore della rivista “Entropia”, spiega perché la nozione di “decrescita” è urtante per l’immaginario occidentale, basato sul mito del progresso.

Nel campo agricolo, bisognerebbe rompere con le filiere verticali di produzione e consumo, quindi combattere la grande distribuzione, organizzare la produzione ed il consumo alimentare su piccola scala territoriale. In altri termini, bisogna ri-localizzare l’economia

Penso sara’ su questo che crollera’ il mito della decrescita, se non rivisto adeguatamente.

La distribuzione non e’ un corollario eliminabile: la distribuzione e’ tutto. E’ il cibo, l’acqua, i soldi, i vestiti, il riscaldamento, ogni cosa sotto il Sole che non voglia essere debole e continuamente a rischio.

La distribuzione e’ la societa’ stessa in cui viviamo. Se non c’e’ distribuzione, non esiste niente. Crollo’ l’Impero Romano d’Occidente, e si mori’ di fame nella Berlino Anno Zero.

Senza distribuzione non siamo morti, ma quasi. Se nell’economia ri-localizzata la zona A si trova improvvisamente senza cibo per un qualunque motivo, mentre nella zona B ce n’e’ tanto, come faranno quelli di B ad aiutare quelli di A, se non c’e’ la distribuzione? Male,
molto male.

Cosa terra’ allora assieme A e B, se non riescono neanche ad aiutarsi? E cosa impedira’ a quelli di A di andare a prendersi la roba di B (con una “guerra”) invece di morire di fame?