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Interpreting the Climate Change Predictions – Free Guide

Your Free Guide on How to Interpret Climate Change Predictions

(written with the unaware “help” of Friends of the Earth’s International Climate Campaigner, Catherine Pearce)

“This report will show with unquestionable certainty that we are to blame for the last 50 years of warming”

Translation: “All the stuff we have been whinging about so far was not based on evidence strong enough. Sorry we didn’t tell you that before. Anyway, we are trying our luck again”.

“The recorded changes in our climate, which had been predicted to start many years from now are already upon us”

Translation: “Who needs them models anyway? Whatever they predict for the future, we’ll be able to find it right here and now, no matter the blatant contradiction”.

” – and with some bleak predictions to come.”

Translation: “Train yourself by scaring little children if you want to work for us”.

“We can no longer afford to ignore growing and compelling warnings from the world’s leading experts.”

Translation: “Years and years of work have so far come to nothing as they have been completely ignored by the real world. Once again, we are trying our luck , blissfully unaware of the possibility that there is something inherently wrong with our data, our interpretation of the data, and/or our whole way of trying to bring this forward by corralling scientists, cajoling people and burying dissent”.

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Clima: Agire per non Rischiare?

Bufala o no, c’e’ chi dice che sia piu’ logico agire contro il riscaldamento climatico, piuttosto che rischiare che avvenga. Ma sara’ davvero cosi’?

Stiamo parlando di una “teoria” scientifica che non si basa su dati di fatto, ma su modelli di previsione del futuro. L’aumento di CO2, se e’ colpa sua, ha aumentato la temperatura globale di 0.65C piu’ o meno: una variazione risibile.

Come spiego altrove (in inglese, per ora) al link , anche il non credere che tale minuzia portera’ a conseguenze importanti se non catastrofiche e’ una scelta _razionale_.

Orbene, se davvero nel 2050 i mari si saranno innalzati di dieci
centimetri (altra quantita’ al limite dell’umorismo) , non ci sara’ piu’ da discutere di modelli. Ci sara’ stata una previsione, e sara’ stata verificata: e il discorso sara’ molto diverso.

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E di che robustezza di modelli si tratta, se ancora non considerano adeguatamente l’effetto delle nuvole? Non possono spiegare il clima polare? Non possono prevedere la prossima stagione di uragani?

Certo, e’ il meglio che sappiamo oggi sul Clima. E certamente fra un paio di lustri o decenni saranno molto meglio di adesso, e avranno fatto previsioni che avremo “toccato con mano”.

Non e’ piu’ logico, quindi, magari, aspettare il 2016?

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Guardiamo inoltre a come vengono fatti certi calcoli dei “costi“. Si dice (l’altro ieri) che a Sydney fara’ cosi’ caldo che invece di 180 morti all’anno, ne causera’ quasi duemila.

Il difetto di fondo e’ che non viene considerata nessuna iniziativa di “adattamento“.

Possibile che i Sydney-ti siano cosi’ tonti che quando un anno gliene muoiono 200, un altro 300, un altro 400 _non_ facciano niente per attenuare l’impatto del (al momento, presunto!) riscaldamento?

Di nuovo, non ci sara’ da discutere di “previsioni” : le morti in aumento saranno li’ per tutti da vedere. E qualunque gruppo di persone non-acefale fara’ in modo che non aumentino vertiginosamente, ben prima che se ne contino a migliaia.

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Insomma, non se sappiamo abbastanza, non abbiamo nessuna prova concreta, e l’unica certezza e’ che a qualunque modifica del nostro ambiente risponderemo con l’ingegno, o moriremo (chi ha paura del riscaldamento globale si vada a comprare il terreno vicino alla Baia di Hudson: per ora, costa poco).

Cambiare il nostro stile di vita perche’ forse qualcosa succedera’ nel lontano futuro: quella si’ che mi sembra una scelta “del caso”.

Cosi’ come intervenire con sistemi di geo-ingegneria per evitare il “pericolo del riscaldamento”; imporre tasse carboniche basate sul niente; togliere il diritto o la voglia di viaggiare, spostarsi in auto, accendere la lavatrice; distribuire miliardi di euro _gratis_ alle compagnie petrolifere (gia’ successo, nell’ambientalista Europa); dire che chi non si pente della sua impronta di CO2 e’ un Criminale contro l’Umanita’.