Categories
Italiano UE

Viva il Papa

Benedetto XVI l’ha detto…non al 1,000 per mille, ma l’ha detto!

“il portavoce del Vaticano, padre Federico Lombardi [ha spiegato] che la Santa Sede non ha il potere ‘nè il compito specifico, politico, di intervenire sull’ingresso nell’Ue poichè non le compete, tuttavia vede positivamente e incoraggia il cammino di dialogo e di avvicinamento e di inserimento in Europa della Turchia, sulla base di valori e principi comuni‘”

L’Unione Europea morira’ se terra’ pregiudizialmente fuori la Turchia. Speriamo che oltre al Papa, molti altri si ravvedano presto

Categories
catastrophism Climate Change English Science Skepticism

What makes people lose their cool?

Nothing makes people lose their composure as much as Global Warming

It is now the turn of Phil Plait the Bad Astronomer, a very funny, knowledgeable, interesting blogger that in fact has posted an entry about the importance of critical thinking, and of being able to concentrate oneself on the things that matter, instead of the latest scare stories

 …only to follow it up with TWO entries about “global warming”, “it’s too late”, “Exxon Mobil is evil”

Let’s apply Phil’s critical thinking here. No one in the US has died of climate change, and yet we hear about it all the time. Sure, it’s a threat, but not nearly a big one as regular climate

Categories
Italiano Politica

Qui Pro Quo su San Nicola Garganico

Circola voce che gli autori del libro “Broglio” da cui e’ stato realizzato il DVD “Uccidete la Democrazia” sui presunti brogli durante le ultime elezioni politiche italiane, abbiano preso una cantonata

Hanno infatto fatto scrivere sul Corriere della Sera che nel Comune di San Nicola Garganico (in Puglia, evidentemente) non sono state riportate schede bianche, mentre c’e’ almeno un’elettrice locale che ha dichiarato di aver votato, appunto, scheda bianca

Il problema e’ che San Nicola Garganico non esiste. Stando ad alcuni addirittura, nessun Comune pugliese ha riportato zero schede bianche

E’ questa la prova che Deaglio e soci hanno pubblicato sciocchezze? Ne dubito

Esiste infatti il Comune di San Nicandro Garganico, e a una rapida occhiata forse forse ha davvero riportato zero schede bianche

===========

Magari tutti coloro cui piace saltare subito alle conclusioni, lo facessero dopo aver speso sette minuti su Google per verificare un possibile qui-pro-quo 

Categories
Iran Italiano Medio Oriente Politica

Intervistato su “Il Paroliere”

Una intervista al sottoscritto in tema di Medio Oriente (Iraq, Iran, Palestina, Israele) e’ apparsa oggi sul sito de “Il Paroliere” di Angelo M. D’Addesio, nella rubrica “Il Navigatore Solitario”

Categories
Ambiente Cambiamento Climatico Italiano Politica Scienza

L’Insensata Commedia del Cambiamento Climatico

Migliaia di delegati sono arrivati in aeroplano per partecipare alla conferenza di Nairobi sul Riscaldamento Globale in enormi sale congresso e camere d’albergo dotate di aria condizionata. E con loro, giornalisti, troupes TV, etc etc

Tutti stanno mangiando e bevendo roba che e’ difficile pensare venga tutta dai mercatini locali

E il risultato? Le solite sciocchezze inconcludenti della Commedia del Cambiamento Climatico

C’e’ niente di cui preoccuparsi riguardo il Circo del Riscaldamento Globale? Penso proprio di no

Categories
catastrophism Climate Change English Environment Policy Skepticism

Climate Change’s Toothless Circus

Thousands of delegates have been flown to giant air-conditioned conference and hotel rooms in Nairobi, plus journalists, TV crews, etc etc, all eating lots of food and drinking plenty of water (and more…), neither likely to have been mass-produced locally

And the most likely outcome is…the usual wishy-washy Climate Change rubbish

Is there anything to worry about the Climate Change circus? I am starting to think, there is not

Categories
Iran Italiano Lettere Medio Oriente Politica UE

L’Iran e la nostra propaganda

(Lettere spedita a Notizie Radicali)

Cara Redazione

Piu’ che “approfondimento giornalistico”, l’articolo “Iran ed Hezbollah, grazie alla Russia, mettono in stallo l’ONU” (Matteo Mecacci, NR, 13 novembre) mi sembra un comunicato stampa stilato dal Segretario di Stato USA o dal Foreign Secretary britannico

In particolare la fraseologia associante “Iran” a “regime”

Se e’ vero che la democrazia della Repubblica Islamica e’ men che perfetta (e quale lo e’?), sarebbe lecito aspettarsi considerazioni meno sbrigative per un “approfondimento”: considerando, per esempio, che la partecipazione popolare alle elezioni non e’ trascurabile, cosa ben diversa dalle dittature in Medio Oriente e altrove; e che il potere effettivo del vocifero Presidente non e’ certo paragonabile a quello dei suoi corrispettivi in America o in Francia

Trovo anche semplicistico il riferimento alla “comunita’ internazionale” che dovrebbe respingere “in modo unito il suo [Iraniano] tentativo di acquisire armi nucleari”

La situazione e’ ben piu’ complessa: i cinque Big del club nucleare non sanno spiegare perche’ non possano fare a meno delle loro armi (specialmente, la Gran Bretagna e la Francia); e’ ormai un fatto storico che chi fa esplodere la Bomba puo’ aspettarsi un trattamento di riguardo (Pakistan, North Korea) mentre chi non ce la fa, e’ letteralmente condannato alla forca (Iraq); l’Iran fa ancora parte del Trattato di Non-Proliferazione Nucleare; Mohamed ElBaradei, famoso capo dell’Ente Internazionale per l’Energia Atomica e Premio Nobel per la Pace 2005, ha confermato all’inizio del 2006 che non ci sono prove che Teheran abbia devoluto alcuno sforzo alla costruzione di armi nucleari; etc etc

L’Iran, checche’ ne dica il Presidente Ahmadinejad, non ha mai attaccato nessuno per vari secoli: difficile pensare che lo faccia proprio adesso rischiando l’obliterazione. 

D’altronde, le continue interferenze britanniche ed americane negli ultimi decenni, e le minacce mai smentite di imminenti attacchi ed invasioni da parte americana e israeliana non possono che spingere i dirigenti iraniani verso la Bomba (o anche solo la Minaccia di Costruire la Bomba) come soluzione difensiva di straordinaria efficacia

Riuscira’ l’ONU ad andare al di la’ delle pulsioni interne del momento dei Membri Permanenti del Consiglio di Sicurezza, per costruire una pace vera ed effettiva fra l’Iran e gli Stati Uniti, basata prima di tutto sul ripudio e la prevenzione dell’aggressione armata come strumento di risoluzione dei conflitti? Lo spero fortemente, e ne dubito con analoga forza

Ma se pure un minimo di speranza ci rimane, cerchiamo di non ucciderla noi stessi diventando cassa di risonanza per considerazioni troppo semplici e di parte Per ulteriori approfondimenti, rimando a due articoli di Christopher de Bellaigue sulla New York Review of Books: “Iran and the Bomb“, 27 Aprile; e “Defiant Iran“, 2 Novembre 2006

================

Sull’argomento mi e’ stata pubblicata l’immancabile lettera sull’IHT (29 Gennaio 2006):

C’e’ una ipocrisia occidentale non menzionata da Philip Bowring nel suo articolo ‘Chi ha paura dell’Iran grosso e cattivo?’ (IHT, 19 Gennaio). Nazioni come la Francia e la Gran Bretagna hanno i loro arsenali nucleari, e nessuna intenzione di abbandonarli nel prossimo futuro. Come possono proprio esse, fra tutte le Nazioni, predicare agli altri di rimanere senza armi atomiche? Perche’ il Primo Ministro Blair e il Presidente Chirac non mostrano a tutti la strada maestra eliminando prima di tutto le loro capacita’ nucleari?

 ================

ADDENDUM

Ecco le mie risposte a un paio di commenti a quanto sopra sul Gruppo Yahoo “radicali-toscana“:

L’Iran, come Israele e l’Uganda, e’ un po’ il mio pallino in tema di relazioni internazionali

[…] La tradizione democratica iraniana precede la rivoluzione islamica, con la quale e’ vero che si e’ stabilita una teocrazia (o meglio, una clero-crazia) che ha fra l’altro rotto l’antico tabu’ che voleva i mullah fuori dalla politica: ma la quale teocrazia non puo’ fare a meno del chiamare i cittadini al voto

Non e’ quindi solo la solita dittatura alla europea anni Venti, basata sul consenso implicito delle masse. Ed e’ molto piu’ aperta e dinamica della commedia egiziana

Com’e’ simile, e com’e’ diversa, la situazione iraniana con quella vietnamita: nell’una il movimento di liberazione nazionale ha dovuto vendersi ai preti, nell’altra ai comunisti. Pero’ ad Hanoi si vota poco

Insomma, a voler considerare la societa’ iraniana come tuttora sofferente del trauma del colpo di stato CIA-Shah contro il democraticissimo Mossadeq, e’ probabilmente naturalissimo aspettarsi questo stato presente di “democrazia sospesa” che chiede la protezione divina per difendere la Nazione

[…] Finanzia, rifornisce: ma [l’Iran] non ha mai appoggiato “in pubblico”. Hanno anche organizzato la farsa delle Brigate Suicide, volatilizzatesi quando c’era da inviarle davvero in Libano. Sembrano gli aiuti USA ai “movimenti democratici” di tutto il mondo: tante e soprattutto chiacchiere

[…] io invito all’approfondimento ulteriore […] E critiche non ne risparmio mai a quel semi-idiota religioso di Ahmadinejad (curiosissimo caso di Vita Parallela con tal Dubya?)

[…] Insomma, il dipingere l’Iran a tinte fosche utilizzando un modo di parlare tipico dell’Amministrazion e USA, se non e’ propaganda, ne e’ vittima sicuramente

[…] La legittimita’ [dell’ONU] e’ stata per decenni quella del piu’ forte e dell’equilibrio delle superpotenze. Gli altri si sono adeguati, difficile che possano sgattaiolare via adesso.

Non e’ pero’ un caso che le riforme dell’ONU e del Consiglio di Sicurezza non siano piu’ abortite sul nascere: non e’ solo il Clown di Caracas ad accorgersi che non si possa andare avanti secondo antiche logiche. Se il CDS pensa di mettere quattro sanzioni contro l’Iran e poi di “vincere le menti e i cuori” o fare come se nulla fosse, allora stanno freschi

[…] se ad indicare Teheran sono le potenze nucleari degli USA (che hanno invaso dalla Guerra Messicana del 1848 in avanti chi e’ loro parso e piaciuto, e non hanno ancora finito); del Regno Unito (detentore del
record mondiale di “partecipazione a guerre” probabilmente in qualsiasi periodo degli ultimi due secoli); e della Francia (che si tiene ancora stretta gran parte dell’Africa, ha supportato il genocidio rwandese, e
non ha la Legione Straniera per giocare a boccette)… allora permettimi di dire che la “minaccia iraniana”, piu’ che la Luna, sembra un piccolo asteroide! E quel dito […] sembra troppo sporco per fare da accusatore

=============

[…] e’ troppo diffuso il desiderio di cancellare le nostre marachelle.

Io lo vedo come la storia della pagliuzza e della trave. La trave e’ nei “nostri” occhi e mi occupo di quella. Sono occidentale, liberale, italiano, europeo, cristiano

Fossi stato Iraniano, probabilmente “tuonerei” (in modalita’ differente, immagino) contro i pretunzoli sciiti al potere

[…] e’ chiaro che [quella iraniana] e’ una “democrazia” diversa. Loro non hanno avuto la mattanza collettiva della Prima Guerra Mondiale, a noi nessuno ci ha silurato il Primo Ministro con i Servizi Segreti. Loro sono una minoranza religiosa, noi la sede della Caput Mundi. etc etc etc

Non ricadiamo per favore nei soliti discorsi da “trapianto della democrazia”. Il modo di fare politica dipende dalla societa’, e dalla storia locale. I diritti umani fondamentali, no. Infatti esiste una Dichiarazione di quelli, ma non di quella

[…] il problema non e’ affatto se “il mondo” e’ piu’ sicuro: il problema e’ che “l’Iran” e’ piu’ sicuro

E quindi, vista la storia alle spalle, e’ logico che perseguano una certa strada

Se vogliamo fermarli, dobbiamo rispondere alle loro esigenze primarie di sicurezza. Esigenze che [continuiamo a ribadire] noi per le nostre societa’ e nazioni

Altrimenti, perdiamo tempo e/o prepariamo una guerra che non fara’ che confermare la bonta’ strategica dell’atomica iraniana…dal punto di vista degli Iraniani

[…] Il primum movens non e’ ne’ eliminare Israele, ne’ invadere l’Arabia Saudita. Lo sanno anche i pulcini che l’atomica non e’ un’arma d’attacco, ma di difesa

[… gli europei] gigioneggiano pregando che arrivi il Deus-Ex-Machina

[…] l’Iraq e’ stato invaso perche’ NON poteva nuocere. E’ cosi’ chiaro, non farmelo spiegare troppo…

Categories
English Uncategorized

This is a test

Apologies, I need to properly test FeedBlitz for this blog…

Categories
catastrophism Climate Change English Environment Policy Science Skepticism

Catastrophilia at the NYRB

The juxtaposition in the Nov 16 issue of the New York Review of Books, of Bill McKibben’s “How Close to Catastrophe?” with Garry Wills’ “A Country Ruled by Faith” is deeply telling of the fashionable status of catastrophism in a varied set of social and cultural strata, from evangelical right-wingers to climate-concerned scientists

Wills laments the influence on the White House of “premillennial lack of concern for the earth’s fate as Jesus’ coming nears” and the related support of the Iraq War as “a focal point of end-time events” (in the words of evangelical writer Tim LaHaye)

For his part, McKibben may not expecting “Jesus’ coming” any time soon, but, ironically, he is really onto big thoughts about “end-time events“: perhaps of a climatic rather than theological variety; “scientific” rather than faith-based

Still, the language used by McKibben is remarkably similar to any Millennial cult’s

We are repeatedly lead towards believing in James Lovelock’s dire predictions for Earth to become a red desert. Ice is melting faster, and if we don’t do something by 2015, we will find ourselves crossing “a threshold” and creating “a different planet

Lest the reader misses any of the points, McKibben writes with conviction that “a wave large enough to break civilization is forming

Is that the same person that ends the article by suggesting that what “we need most badly is the technology of community—the knowledge about how to cooperate to get things done“?

One only wishes McKibben would practice as he preaches, and stop using the language of fear, to substitute it with a deeper appreciation and respect, also for the community of his readers

ps There is one factual error. McKibben writes about a “homeostasis” that somehow has managed to keep the planet’s “temperature, at a relatively stable level“. What stable temperatures? Global temperatures have been swinging widely for billions of years, and just a few thousand years ago ice sheets were covering plenty of the Northern Emisphere

Categories
democrazia Italiano Politica UE

Evviva il Sogno Europeo

E’ incoraggiare vedere che ci sono ancora politici coraggiosi abbastanza da uscire fuori dal coro, come il Ministro degli Esteri svedese Carl Bildt quando esprima la semplice, innominabile verità che l’espansione dell’Unione Europea ne e’ linfa vitale (“Spalanchiamo le Porte dell’Europa”, IHT, 7 novembre)

Ispirati da un’occasione storica di pace (o più probabilmente, senza accorgersene), i leader della UE hanno costruito per 40+ anni una Comunità di Stati forse come nessun’altra: qualcosa come una miscela fra un Club Onorifico, accessibile solo dopo duri esami sui diritti civili, sulle infrastrutture e sulla lotta contro la corruzione; e una versione pacifica dell’Impero Romano, costante faro-guida per le genti di oltre confine perche’ partecipino dei benefici della libera circolazione di merci e popolazioni

E propio come l’Impero Romano, l’Unione Europea comincera’ a morire il giorno che decidera’ di essersi espansa abbastanza e non di non poter continuare oltre

Soltanto la mancanza di politici quali il sig. Bildt potrebbe impedire all’UE come Associazione di Stati di muoversi oltre la definizione arbitraria di che cosa sia l’Europa continentale, per abbracciare tutte le nazioni asiatiche ed africane capaci di “ottenere i gradi” (a parte, forse, i gia’ giganteschi Russia, Cina, USA)

Che possa quello essere il nostro futuro: e non la lamentosa, incartapecorita UE di quelli troppo impauriti continuare il sogno europeo

=============

ADDENDUM

Questo testo e’ stato pubblicato in forma di lettera (in inglese) sull’International Herald Tribune del 10 Novembre 2006

Categories
Democracy English EU Politics

Long Live the European Dream

It is encouraging to see that there are still politicians courageous enough to stand out of the crowd, as Swedish Foreign Minister Carl Bildt does when speaking the simple, yet inexplicably unorthodox truth that the European Union’s very lifeline resides in its outward expansion (“Open wide Europe’s doors”, November 7)

Inspired by a historic opportunity of peace, (or more likely,  unwittingly), EU leaders have been creating for the past 40+ years a community of states perhaps like no other: something like a mixture between a Honors Club, accessible only after passing tough exams on civil rights, infrastructure and the fight against corruption; and a peaceful Roman Empire, forever beaconing the people outside its borders to join in the benefits of free movement for people and goods

And just like the Roman Empire, the European Union will start to die the day it decides it has expanded enough, and cannot go any further

Only the lack of visionary politicians such as Mr Bildt could prevent the EU as an Association of States to move beyond the arbitrary definition of what Continental Europe is, and embrace all Asian and African nations capable to “pass the grades” (apart, perhaps, from the already-giant states like Russia, China, the USA)

May that be our future, I really hope: and not the whining, embrittled EU of those too afraid to continue the European Dream

Categories
Business Climate Change Economist English Letters

The Economist…and the economists

(Letter sent to The Economist)

Dear Editors

One wonders how much to read in what you don’t appear to be daring to explicitly write, in your commentary about Sir Nicholas Stern’s review of the economics of climate change (“It may be hot in Washington too“, Nov 2nd 2006)

Let’s see: Sir Nicholas, the “head of Britain’s government economic service” and with a past in very senior positions at the World Bank, delivers a series of economical figures…perfectly in line with what is politically needed by the commissioner of his latest effort, Gordon Brown

Contrarily to the Financial Times, only very obliquely you suggest that all that economics may as well have no value (apart of course from Mr Brown’s effort to get “America involved in the global effort to mitigate climate change“)

All in all, Sir Nicholas’s report may end up being remembered as a travesty of economics

Do you really hold expert economists in such a low esteem, not to feel any outrage at seeing their profession so heavily manipulated for political ends? And if that is true, what is the point of your Buttonwood and other economics columns?

One may even ask, what is the point of your magazine? Why not close it down, perhaps, to open it anew as “The Politician”?

Categories
Culture English Movies

King Kong: Straight to Disk 2

Peter Jackson’s “King Kong” may be the first case of a movie for which the main DVD disk is not the one to watch

Plenty of amazing graphics in the main movie, of course, but they all looked (a) taken straight out of The Lord of the Rings (one would expect Trolls to appear at any time); (b) quite un-natural (see the scene where the T-Rex runs after the Belle, despite having a much larger dinosaur in its mouth); and (c) pointless; most of the special effects added little or nothing to the story (eg: the disgusting giant worms get their 15 minutes of fame and that’s it)

The story is boring and empty of the slightest hint of a soul. Somebody please collect signatures for a petition to all Hollywood producers to cancel all remakes that try to be good by following the originals to the letter (I know, I know, sometimes there is the opposite danger, like in that other this-is-not-a-simian-masterpiece by Tim Burton, called “the re-imagined Planet of The Apes”)

The much-vaunted human-like movements of the Big Gorilla are nothing of the sort. Most of the time the Beast looks perplexed: and who could blame him for pondering what sort of disgraceful act in his previous life could have got his soul to be re-born in the hands of Mr Jackson?

See what happens when you chomp on a defenceless woman in 1933’s New York City!

Finally, on a positive note, what about the indigenous of the island, and the dark-skinned Hairy Hero? I have already mentioned in the past (“Kong Sapiens“) that the 1930’s version of King Kong hinted too many times to its main character being a Black Savage bent on raping the White Girl, and somehow redeemed by her beauty in the process

In Jackson’s movie those hints are absent or greatly underplayed. The racial character of the humans found on the island is not extremely clear, in any case not as much as their inadequacy to survive. And you’re never lead to imagine King Kong sporting an “afro”

Anyway, the only thing to save from this disaster is DVD #2 and its engaging, imaginatively rich explanation of the story behind King Kong’s island

Categories
Atheism Culture Dawkins English God Religion

The Four Horsemen of Atheism

There is plenty of people more qualified than me to debunk yet another “contribution” to the Atheism-Faith debate, just published on Italian Sunday newspaper  “Domenicale Sole24Ore” (Maurizio Ferraris, “Not knowing What To Believe“, October 29)

Anyway, here I propose a classification, from the point of view of the Person of Faith, of Contemporary Atheism in four categories: Indifferent, Devout, Faraway and Economic

(1) Indifferent Atheist is a person with no interest whatsoever in the Divinity and Religion: and with whom the only meaningful dialogue for the Believer will be about sport, cinema or television

(2) Devout Atheist sees religion as a series of moral precepts useful to manipulate this or that social reform: in a sense, the Devout Atheist resembles more the Antichrist than a person with whom to start a serious conversation on Religion

(3) Faraway Atheist thinks like Ferraris, and whilst not possessing faith, pretends to reduce it to a fairy tale for children and/or idiota. This view of the world makes no distinction between Jesus Christ and Father Christmas; comes out with monstruosities such as “He who believes in an Infinite God, believes in everything“; reduces religious tradition to an accountant’s sheet of dogmas to follow in order not to be “heretical” (a naive point that will sound ancient to Roman Catholics, and completely stranger to Jews, Muslims, Hindus, etc etc). One would expect Ferraris to burst into laughter at the mere presence of a Person of Faith in the same room as him: hardly the best and most rational attitude (Ferraris is obviously not alone: see Richard Dawkins in “The God Delusion” and Daniel C Dennett in “Breaking off the Spell: Religion as Natural Phenomenon”)

(4) Economic Atheist finally, understands that a serious non-indifferent Atheism that aims at least to understand the why Believers exist, must learn from the recent revolution in Economics: where the hyper-rationalist Homo Economicus of the old theories has been replaced with a person who follows a systematic logic, simply not mathematical logic

And it is only with the Economic Atheist that there is any meaning, for the Person of Faith, to discuss Religion. Not having the prejudice of considering Faith as synonymous of irrationality, the Economic Atheist will indeed be open to an exchange of ideas (sadly, not a given as it should be)

Facile discourses in religious topics by Atheists of other types, are worth as much as a women-only bathroom on Mount Athos, the famous Greek monastery on whose territory only men are allowed

Categories
Ateismo Cattolicesimo Cultura Dawkins Dio Italiano Religione

I Quattro Cavalieri dell’Ateismo

Raccolgo i miei arti superiori da terra dopo aver letto il recentissimo contributo di Maurizio Ferraris (“Non Sapendo A Chi Credere”, Domenicale Sole24Ore, 29 Ottobre): un contributo che oserei dire dis-arm-ante se mi si perdona il doppio senso e lo strano neologismo misto-inglese

Sono sicuro che altri (come Ravasi) riusciranno a rispondere alle provocazioni filosofiche del Ferraris meglio di quanto io possa mai permettermi di pensare (ma qualcuno lo dica, al Ferraris, che avventurarsi in palesi falsita’ come “la maggior parte dei conflitti coinvolg[e] ora le religioni abramiche” non e’ un buon segno riguardo la presunta fattualita’ dell’intera sua polemica)

Ne approfitto allora per tentare, partendo dal punto di vista del Credente, una classificazione dell’Ateo Contemporaneo in quattro categorie: Indifferente, Devoto, Remoto ed Economico

(1) L’Ateo Indifferente e’ quella persona a cui, appunto, della Divinita’ e della Religione non importa niente: cui cui il Credente potra’ avere un dialogo, ma magari sullo sport, il cinema o la televisione

(2) L’Ateo Devoto e’ colui che vede nella religione una serie di precetti morali da usare per manipolare questa o quella riforma sociale: e per questo assomiglia piu’ all’Anticristo che a un interlocutore serio per chi ha fede. Come dice il Ferraris, la religione e’ qualcosa di piu’

(3) L’Ateo Remoto e’ il tipo alla Ferraris: il quale pur non avendo fede, ritiene di poterne parlare alla stregua della storiellina per bambini e/o idioti. Accomuna cosi’ Gesu’ Cristo a Babbo Natale; esce fuori con perle del tipo “Chi crede in una cosa infinita crede in qualsiasi cosa”; riduce l’appartenenza a una tradizione religiosa a una forma di contabilita’, con una serie di dogmi da seguire alla lettera per non essere “eretici” (una ingenuita’ che suonera’ vetusta per i Cattolici, e completamente estranea per Ebrei, Musulmani, Induisti, etc etc). C’e’ da aspettarsi che il Ferraris, messo di fronte a un Credente, non possa bonta’ sua trattenersi dalle risa: e meno male che dovrebbe rappresentare il meglio della razionalita’ (Ferraris non e’ solo: si veda Richard Dawkins in “L’Illusione di Dio” e Daniel C Dennett in “Rompere l’Incantesimo: La Religione come Fenomeno Naturale“)

(4) L’Ateo Economico infine, e’ quello che ha capito che un serio Ateismo non-indifferente e che quindi desideri almeno capire il perche’ esistano i Credenti, deve imparare dalla recente rivoluzione in campo economico: nella quale, come dice Matteo Mortellini sul Domenicale Sole24Ore del 15 Ottobre (“Charlie Brown decide cosi’”), il fantomatico Homo Economicus iper-razionalista delle vecchie teorie e’ stato finalmente sostituito da una persona che segue “una logica diversa da quella matematica, ma non meno sistematica

Ed e’ solo con quest’ultimo che ha senso, per il Credente, discutere di religione. L’Ateo Economico infatti non avra’ per ipotesi che la Fede sia sinonimo di irrazionalita’, e sara’ davvero aperto allo scambio di idee

Il discettare degli altri in tema di religione, vale quanto una toilette per sole donne sul Monte Athos