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La Cultura di Cacciari e i Deliri Generici di Pera

Riporto su una delle piu’ efficaci “Difese della Cultura Occidentale”, nelle parole di Massimo Cacciari, filosofo e sindaco di Venezia a Viva Voce, su Radio 24, il 28 Settembre 2006: “Autocensura: Berlino cancella Mozart” (una trasmissione centrata sulla decisione da parte della Deutsche Oper di cancellare una produzione operistica per il timore di eventuali proteste violenti da parte di persone di fede islamica)

Cacciari si e’ espresso con parole molto schiette contro i “deliri” di Pera e della Fallaci, contro la demonizzazione da parte del Papa della vita moderna e secolarizzata, e a favore dei migliori strumenti a nostra disposizione: tolleranza, comprensione, apertura mentale, curiosita’, analisi

Il file audio e’ disponibile al seguente link (RealAudio)

Intorno al 22mo minuto di quel file: alla domanda se “vicende come queste, danno ragione a posizioni controverse come quella di Marcello Pera e della Fallaci, che dicono la Cultura Occidentale e l’Identita’ Occidentale sta perdendo se stessa, ha se stessa in odio e questo la rende vulnerabile, friabile rispetto a una cultura cosi’ possente [come quella Islamica]”, Cacciari ha risposto (l’enfasi e’ mia):

Non so. Questi sono deliri. Chi mai ha la propria cultura in gran dispetto. Ognuno di noi ha posizioni diverse su questo o quell’altro aspetto delle nostre tradizioni culturali. Non c’entra nulla. L’atteggiamento dei personaggi come Pera o pace all’anima sua, della Fallaci non esprime alcun riconoscimento, alcun apprezzamento delle altre culture.

Esprimere il riconoscimento e l’apprezzamento per le altre culture non e’ diminuire la propria o abbandonarla o secedere da essa. Non ha nulla a che fare con tutto cio’. Anzi ritengo che sia una delle proprieta’ piu’ profonde, piu’ caratteristiche, piu’ da salvaguardare proprio della nostra cultura, questo atteggiamento di apertura, e di curiosita’ anche nei confronti dell’altro.

E di analisi, di non fare appunto di ogni erba un fascio. Di non fare sempre la notte in cui tutte le vacche sono nere. Islam, Oriente, Occidente: la nostra cultura ci ha abituato all’analisi, alla distinzione, al gusto della differenza, alla curiosita’.

E’ questa la nostra Cultura. E quindi non c’entra assolutamente nulla con i discorsi generici di un Pera e di una Fallaci

Naturalmente interviene subito un ascoltatore a dimostrare appunto, che quelli “orgogliosi della propria cultura” ne dimostrano proprio poca

Pochi minuti dopo (intorno al 32mo minuto del file), Cacciari interviene di nuovo riguardo il lamento del Papa che l’Occidente si stia ateizzando, desacralizzando

Ritengo che sia un pregio del nostro atteggiamento culturale quello di criticare una manifestazione culturale, artistica nella quale si ridicolizzano, si bestemmia per dirla in maniera piu’ forte, aspetti della rivelazione cristiana e si giudica e si critica senza per questo anatemizzare, demonizzare, impedire che questa espressione venga anche sulle scene, venga resa pubblica

Questo secondo me e’ un nostro valore, non un nostro disvalore. Conosco grandi credenti che hanno questo atteggiamento nei confronti di rappresentazioni [come quella oggetto della trasmissione]. Perche’ mai questo di per se’ dovrebbe essere segno di ateizzazione? Semmai un segno della secolarizzazione che e’ carne e sangue della nostra civilta’.

Mica roba degli ultimi decenni. La distinzione fra politica e religione, fra etica e politica: noi procediamo per distinzioni, per differenziazioni. Questa e’ la quintessenza della nostra civilta’, senza di cui non si capirebbe la scienza, la tecnica, nulla.

Questo non c’entra niente con l’ateizzazione. Dei perfetti credenti possono essere, anzi secondo me da un punto di vista cristiano debbono essere secolari nei confronti appunto di politica, scienza, tecnica, etc.

Questo e’ quintessenziale per una comprensione completa del Cristianesimo, con buona pace ripeto dei Pera che continuano a combinare colossali danni nel rapporto con le altre religioni, perche’ si pongono appunto esattamente come si pongono i fondamentalisti dall’altra parte. Questo e’ il dramma

Noi potremmo convincere e persuadere del nostro atteggiamento, della nostra forma di prassi e atteggiamento altre culture e altre civilta’ solo se noi valorizziamo [quegli] aspetti della nostra cultura. E non altri: non certamente quelli da Crociati, insomma

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Mi sembra che un unico punto importante sia sfuggito alla trasmissione: il fatto che sia stata la Polizia ad arrendersi di fronte alla (singola) minaccia, praticamente lavandosi le mani in largo anticipo. E’ bastata una sola telefonata anonima per far loro alzare le mani di fronte a una minaccia che non e’ mai esistita se non sulla linea telefonica

Non e’ certo di questa Polizia troppo cauta, meschina e “alla Ponzio Pilato” che abbiamo bisogno, qualunque sia la nostra cultura

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Asteroids and Global Warming

No, I am not going to suggest that Global Warming will cause huge meteors to fall from the sky (but I am sure somebody somewhere is just blogging about that…)

Here instead a letter I have just sent to The Economist on risk mitigation, global warming and asteroids:

Dear Editors

In “Dismal Calculations” (inside The Survey on Climate Change, Sep 7th 2006) you write that “Global warming poses a serious risk, and the costs of mitigation are not so large as to be politically unthinkable. Mitigation is better done gradually than swiftly, because the faster it is done, the more it will cost” but then conclude that “the economics of the subject are too uncertain for policymakers to lean heavily upon them

Well, there is at least one topic where there is a serious risk, a risk that is far more certain and whose economical consequences are well accepted in a consensus far larger than global warming’s. That topic is the destruction that will be caused by an asteroid 20 meters or larger hitting our planet 

One would expect people making the case for mitigating global warming because of its potentially serious consequences, to be even more active and more concerned about setting up a planetary defence system to protect us all from the killer space rocks that we know for sure are going to hurtle our way

Why talk only about mitigating global warming then? Is it because it gives its proponents a chance to enact their own dreams of social engineering?

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Antiterrorismo Italiano Politica Religione Storia UE

Eichmann Sei Miliardi

Non molto tempo fa ho scritto un blog circa le nubi che sembrano addensarsi in preparazione di un Olocausto Islamico, specie in Europa: “Un Futuro Olocausto dei Musulmani? Lettera al programma ‘Any Question della BBC” (11-Feb-06 1:56pm):

La reazione occidentale alle polemiche su quegli idioti fumetti danesi e’ ruotata […] intorno al sottolineare la ” superiorita’” di una cultura occidentale […] che non fa distinzione fra milioni e milioni di musulmani pacifici e una manciata di contestatori violenti […]

Alla “Superiore Civilta’ Occidentale ” (particolarmente quella europea) e’ alieno il concetto del rispetto, o persino del convivere con una minoranza “estranea”. Guardiamo a cosa e’ accaduto agli Amerindi, e agli Aborigeni in Australia. Pensiamo a cosa e’ accaduto agli Ebrei […]

Visto che i “servizi di sicurezza” sono occupati a imprigionare gente per crimini come “religione errata”, “barba errata” (e persino “perossido di idrogeno errato”), la mia previsione rimane incertamente pessimista.

Puo’ sembrare un’esagerazione: mi e’ stato detto che la Civilta’ Occidentale ha fatto molta strada dal 1930, che adesso comanda definitivamente la Legge, che i Diritti dell’Uomo sono incastonati in troppe leggi e costituzioni per essere dimenticati.

Forse. Ma chi fra i nostri antenati che festeggiavano l’avvento del XX secolo avrebbe mai creduto che il mondo era sull’orlo di inventare il genocidio su scala industriale? Chi avrebbe potuto immaginarsi Auschwitz nella Germania di Bertold Brecht e Karl Valentin?

Chi avrebbe mai previsto che la Sarajevo delle Olimpiadi Invernali del 1984 si sarebbe trasformata in un territorio di guerra e massacri a malapena 8 (otto) anni dopo?

Naturalmente, noi siamo migliori dei nostri antenati. Naturalmente possiamo imparare dalla loro esperienza. Peccato che cio’ sia esattamente cosa avrebbero detto di se stessi.

Naturalmente siamo migliori dei Tedeschi nel 1930-1940, o degli Jugoslavi del 1992, o dei Rwandesi del 1994. Peccato che il fingerci migliori degli altri, sia un atto fondamentalmente anti-Cristiano, e quindi un tradimento di cio’ che di buono e’ stato prodotto dalla “Civilta’ Occidentale”

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In verita’, ci siamo impegnati ad uccidere i nostri propri concittadini da troppi secoli per credere seriamente che adesso la situazione sia davvero diversa. Che cosa allora puo’ aiutarci ad impedire un ritorno alla nostra vecchia sete di morte per amici e nemici?

(1) Riconosciamo che non va tutto bene: e cio’ che non va bene, e’ dentro di noi come individui.

Non c’e’ bisogno di credere alle mie parole: sentiamo cosa scrive David Cesarani circa la natura ordinaria della malvagita’ (“Diventando Eichmann: Ripensando la Vita, i Crimini e le Prove contro, un ‘Assassino da Scrivania’“, recensito da Barry Gewen sul New York Times, 12 maggio 2006 in “Un ritratto di Eichmann come Uomo Ordinario“)

Nelle circostanze giuste, gente normalissima commettera’ omicidi efferati, dice [Cesarani] e le circostanze della nostra epoca – con relativi razzismo, pulizia etnica, suicide bombers e genocidi – non promettono niente di buono. “Eichmann appare sempre più come un uomo dei nostri tempi,” conclude. “L’Uomo Comune e’ Genocida.”

E’ importante notare che Adolf Eichmann, il criminale di guerra Nazista processato e impiccato in Israele nel 1961, non era un rabbioso anti-semita

In Austria, Eichmann ha avuto amici Ebrei, ha lavorato per Ebrei […] ha avuto parenti Ebrei dal matrimonio […] Non era anti-Semitismo quello che ha condotto Eichmann nel Nazismo […] La svolta e’ avvenuta dopo il 1941, quando dall’emigrazione forzata si e’ passati al genocidio. Sotto la pressione delle sue nuove funzioni, Eichmann cambio’.

(2) Ricordiamoci sempre che i nostri ideali in politica sono tanto piu’ rovinosi, quanto più meravigliosi sembrano sulla carta (e nella mente)

Un bell’esempio e’ fornito dal filosofo francese BHL (da un’intervista con Tunku Varadarajan sul Wall Street Journal, 23 gennaio 2006):

Quando l’Hegel dei tempi moderni scrivera’ la nostra Storia, dira’ che l’evento cruciale e’ stata la Cambogia […] Fino alla Cambogia tutti i rivoluzionari del mondo hanno creduto che la rivoluzione falliva perche’ non cambiava abbastanza, perche’ non era abbastanza radicale […] e poi, accade per la prima nella storia una rivoluzione assolutamente radicale [in Cambogia con Pol Pot] e che cosa scopriamo? Anziche’ il paradiso, la rivoluzione procura l’inferno totale.

Non per caso, sono dovuti passare anni prima che i crimini dei Khmer Rossi fossero completamente riconosciuti da molti partiti di sinistra, cosi’ come l’enorme numero di contadini cinesi morti durante il “Grande Balzo in Avanti” alla fine degli anni ‘50 non ha impedito a vari intellettuali “progressisti” di sostenere il Presidente Mao fino alla sua morte, e oltre.

(3) Rifiutiamo e rinneghiamo qualsiasi discorso di noi-contro-di-loro e tutte le forme di propaganda politica che capitalizzano sulla divisione, incluso ogni minimo suggerimento di avversione verso un gruppo di persone

Continua BHL nella stessa intervista:

Siamo impigliati in una guerra contro il terrorismo, ma la guerra e’ politica, non religiosa, non fra le Civilta’… e’ un suicidio dire che questa e’ una guerra fra Civilta’, perche’ se e’ tale, e’ una guerra infinita, blocco contro blocco. Se dite ‘guerra politica’ fate una scommessa sul risultato

(4) Manteniamo sotto controllo le societa’ e le culture cui ciascuno di noi appartiene, invece di pontificare su che cosa e’ errato in altre societa’ ed in altre culture

Se per esempio credete che sia vostro dovere “difendere la Civilta’ Occidentale” allora e’ vostro dovere capire e mettere in pratica il vecchio detto circa le pagliuzze, gli occhi e le travi. Altrimenti, state denunciando e tradendo la radice profonda della vostra stessa “causa”

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Gewen conclude il suo commento in una speranzosa disperazione, citando Hanna Arendt, che scrisse parecchi articoli per il New Yorker ai tempi del processo Eichmann e un libro, “Eichmann sotto Processo a Gerusalemme

Arendt era ostinatamente universalista. La sua analisi di Eichmann volgeva alla responsabilita’ specifica della persona, a un’insistenza sulla necessita’ di esercitare costantemente la scelta personale, rispetto a quanto la societa’ potrebbe dettare. E’ un invito eticamente freddo, severo come se venisse da Kant, ed e’ così difficile da implementare da avere una qualita’ quasi inumana. Chi fra noi puo’ praticare l’incessante consapevolezza morale che tale atteggiamento richiede?

Difficile, freddo: ma dobbiamo almento tentare di raggiungere quell’obiettivo.

Vigiliamo allora, altrimenti torneremo nuovamente ad essere tanti Eichmann.

Basto’ un lustro per trasformare il fallito partito di Hitler in un’organizzazione che convinse migliaia a diventare assassini totali. Nell’eta’ di Internet potra’ ben occorrere molto meno tempo per arrivare allo stesso risultato.

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Genetica Innovazione Italiano Scienza

Mirabile Epigenetica

Familiarezzatevi con questa parola: Epigenetica

In pratica dice che non siete solo il prodotto dei vostri geni. E neanche solo dei vostri geni e del vostro ambiente

Le vostre madri forse vi hanno coccolato al punto da evitarvi problemi per il resto della vostra vita (o creandovene di grossi)

Ne parla The Economist [puo’ essere necessario l’abbonamento]

In teoria, una bisnonna (o molto meno facilmente, un bisnonno) puo’ essere stata esposta a qualcosa che ha cambiato un po’ l’ambiente delle sue cellule ed ora uno ne sta pagando le conseguenze… anche se non c’e’ stato alcun cambiamento genetico

Ma quello è niente in confronto alle possibilita’ che possono aprirsi se l’epigenetica e’ ben compresa

Potremmo presto spegnere i tumori con un intervento relativamente semplice a livello cellulare, invece che con difficilissime modifiche del DNA

E semplicemente cambiando alcuni prodotti chimici in un uovo umano appena fecondato, potremo programmare un genio, gemello identico di uno stupido

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Epigenetics: The Next Big Thing in Science

Familiarize yourself with this word: Epigenetics

It basically says you’re not just the product of your genes. Or even of your genes and your environment

Your mother may have cuddled you early on out of trouble (on deep into it) for the rest of your life (as reported on The Economist  [subscription may be necessary])

Theoretically, your great-grandmother (or much less likely, great-grandfather) may have been exposed to something that slightly changed their cells’ environment, and you are now paying the consequences…even without any changes to your genes

But that is nothing compared to the possibilities that may open if epigenetics is well understood. We could soon get tumors switched off with a relatively simple cellular-level intervention, rather than cumbersome DNA modifications

And by simply changing a few chemicals in a just-fertilized human egg, we will be able to program a genius as the identical twin of a fool

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English International Politics UK USA

Losing The War for Hearts and Minds

Between Venezuela’s Chavez parodying the Devil (aka George W “Cowboy” Bush), and Iran’s Ahmadinejad undermining the legitimacy of the UN, B&B (GW and Tony Blair) are losing out big time on their war to conquer the hearts and minds of Humanity

And if Chavez and Ahmadinejad will learn to put aside their stupid rants doubting the existence of the Holocaust, or in favour of a curios form of populist communism, they’ll become much more marketable to the Western public

When is the XXI century finally going to start??

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Italiano Medio Oriente Politica UK USA

La Guerra dei Cuori E’ Perduta

Fra il venezuelano Chavez che fa le parodie del “Diavolo Cowboy George W Bush” e l’iraniano Ahmadinejad che piccona le Nazioni Unite, B&B (GW & Tony Blair) la loro guerra per conquistare i cuori e le menti dell’umanita’ la perderanno di brutto…

specie se quegli altri due saranno capaci di liberarsi delle stupidaggini che mettono in dubbio l’Olocausto, o favoriscono un curioso comunismo ultrapopulista…diventando allora “vendibili” anche in Occidente

quando comincia, questo XXI secolo???

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Culture English History Humanity Politics Sociology

Six Billion Eichmanns

Not long ago I blogged about the gathering clouds of a holocaust of Muslims, especially in Europe: “A future Holocaust of Muslims? Letter to BBC’s ‘Any Questions’”  (11-Feb-06 1:56pm):

The Western reaction to the brouhaha about those idiotic Danish cartoons has been […] [about[ flaunting the “superiority” of Western culture […] making no distinction between millions and millions of peaceful Muslims and a handful of violent protesters

[…] “superior Western Culture” (especially European) cannot deal with the concept of properly respecting, or even letting exist an “alien” minority in their midst. Look at what happened to indigenous Americans in the North and the South, to the Aborigines in Australia. Think what happened to the Jews. […]

With the security services busily imprisoning people for the crime of “wrong religion” (or “wrong beard”, or even “wrong hydrogen peroxide”), the forecast remains uncertainly pessimistic.

This sounds preposterous: I have been told that Western civilisation has come a long way from the 1930s, that Law is definitely the Rule now, that human rights are enshrined in too many bills and constitutions.

Maybe. Would our forefathers have believed that they were going to become genocidal? Who could have thought about Auschwitz in the Germany of Bertold Brecht and Karl Valentin? Who was expecting the Sarajevo of the 1984 Winter Olympics become a territory of war and massacres barely 8 (eight) years later?

Of course, we are better than out ancestors. Of course we can learn from their experience. Too bad that’s exactly what they would have said of themselves.

Of course we are better than Germans in the 1930s-1940s, or Jugoslavians in 1992, or Rwandans in 1994. Too bad the very act of pretending that we are better than anybody else, is fundamentally anti-Christian, hence a betrayal of whatever good has been produced by “Western Civilisation”

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In truth, we have been killing our own citizens too many a century to seriously believe things are different this time around. What then can help us prevent any reversion to our old thirst for killing friends and foes?

(1) Acknowledging that things are not well: and that they are not well, with us as individuals.

No need to believe my words: here is what David Cesarani writes about the ordinary nature of evil (“Becoming Eichmann: Rethinking the Life, Crimes, and Trial of a ‘Desk Murderer’”, Capo Press; reviewed by Barry Gewen on the New York Times, May 12, 2006 in “A portrait of Eichmann as an ordinary man”)

Under the right circumstances, normal people will commit mass murder, [Cesarani] says, and the circumstances of our age – with its racism, ethnic cleansing, suicide bombers and genocidal killings – are ominous. “Eichmann appears more and more like a man of our time,” are his concluding words. “Everyman as génocidaire.”

It is important to note that Adolf Eichmann, the Nazi war criminal tried and hanged in Israel in 1961, was no rabid anti-semite

In Austria, Eichmann had Jewish friends, was employed by Jews […], had Jewish relatives by marriage. […] it wasn’t anti- Semitism that led Eichmann into the party. […] The turning point came after 1941, when forced emigration gave way to genocide. Under the pressure of his new duties, Eichmann changed.

(2) Keeping in mind that idealistic political goals are the more likely to ruin us, the more wonderful they look on paper (and in mind)

A poignant example is provided by French philosopher BHL (from an interview by Jan Tunku Varadarajan of the Wall Street Journal, Jan 23, 2006):

When the Hegel of modern times will write this history, he will say that the real crucial event was Cambodia…Because till Cambodia all the revolutionaries in the world believed that revolution had failed because it didn’t go far enough, because it wasn’t radical enough…The first revolution in history to be really radical…And what we discover, all of us? Instead of paradise, revolution gives absolute hell.

Tellingly, it took years for the Cambodian crimes to be fully recognised by leftist parties, just as the enormous numbers of dead Chinese peasants during the Great Leap Forward at the end of the 1950s did not impede cultured “progressive” intellectuals from supporting Chairman Mao to his death and beyond

(3) Refusing and repudiating any talk of us-vs-them, and all forms of political propaganda capitalizing on division and even the slightest hint of hate

Here again BHL in the same interview:

We are engaged in a war against terrorism, but the war is a political one, not a religious one, not a civilization one…It is suicide to say that this is a civilization war, because if it is such, it is an endless war, bloc against bloc. If you say “political” you make a bet on the outcome

(4) Keeping in check the societies and cultures each one of us belongs to, instead pontificating on what is wrong in other societies and other cultures

If, say, you believe it is your duty to “defend Western Civilization” then it is your duty to understand and put into practice the old saying about motes and beams. Otherwise, you are betraying the deep root of your very cause

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Gewen ends his commentary in hopeful despair, talking about Hanna Arendt, who wrote several reports for The New Yorker at the time of Eichmann’s trial, and a book, “Eichmann in Jerusalem

Arendt’s approach was unyieldingly universalistic. Her analysis of Eichmann was a demand for individual responsibility, an insistence on the need constantly to exercise personal choice, whatever society might dictate. This is a cold ethic, as severe as Kant’s, so difficult it has a quality of the inhuman about it. For who among us can maintain the unceasing moral awareness she calls for?

And yet, we ought to strive at least for that goal.

So please do keep vigilant.

It took just half a decade to get a failed minority party into an organization of thousands getting trained for mass murderers. In the age of the Internet it may take far shorter a time than that